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Direttiva UE: pagamenti della PA ai fornitori e alle imprese. Dal 2013 in 30 giorni.
a cura della redazione
 
Linea dura da Bruxelles contro i ritardi di pagamento della p.a. nei confronti del pagamento da parte delle p.a. nei confronti dei
fornitori e delle imprese.
La Commissione europea ha proposto la nuova direttiva che porta a 30 giorni il limite massimo per effettuare i pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche alle imprese private e propone di multare le amministrazioni che non rispettino i limiti imposti.
Il testo legislativo presentato della Commissione europea modifica l’attuale sistema in vigore fissando un termine ultimo di 30 giorni
per il saldo del dovuto all’impresa dal momento della presentazione della fattura.
L’imput di questo provvedimento arriva, infatti, da una precedente comunicazione europea che invitava a dare vita ad un contesto in
cui imprenditori e imprese familiari potessero prosperare, contesto che fosse gratificante per lo spirito imprenditoriale.
Procede, quindi, l'iter europarlamentare con la direttiva sui ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni che dovranno pagare
i fornitori entro il termine massimo di giorni 30 giorni. Tale limite soltanto in casi eccezionali potrà arrivare a giorni 60.
La nuova normativa dovrà essere recepita e fatta propira dagli Stati Membri entro il 2013.
Le pubbliche amministrazioni italiane sono tra le più lente a completare l'iter di pagamento nei confronti dei propri fornitori.
Soprattutto per le piccole e medie imprese, vera forza del tessuto imprenditoriale italiano, questi eccessivi ritardi nei pagamenti hanno
determinato gravi conseguenze finanziarie, causando anche la chiusura di molte piccole e medie imprese.
Da oggi la nuova direttiva approvata dal Parlamento europeo potrà agevolare la liquidità delle imprese, il cui onorario dovrà essere
pagato entro 30 giorni. Questa infatti è la data stabilita dalla nuova norma, che rappresenta una variazione epocale rispetto agli attuali tempi italiani.
Il provvedimento - secondo il commissario all'industria Antonio Tajani - oltre a fornire alle Pmi una «maggiore protezione contro gli
abusi» consentirà di «evitare la bancarotta e salvare tanti posti di lavoro».
Solo in alcuni casi, considerati eccezionali, il limite di 30 giorni potrà essere violato, ma comunque dovrà sempre rimanere inferiore ai
60. Unica applicazione dei 60 giorni anche in via ordinaria è costituita dal settore sanitario o nel caso in cui le imprese siano
controllata da capitale pubblico.
Importante anche la data entro la quale il provvedimento dovrà essere recepito all'interno dell'ordinamento locale da tutti gli Stati
membri. Il termine infatti è quello dei 24 mesi, ovvero entro il 2013.
Per chi non rispetterà i tempi stabiliti dopo l'entrata in vigore della norma, è previsto un pagamento aggiuntivo degli interessi pari
all'8%, con una maggiorazione in relazione al tasso di riferimento della Bce.

Per il Presidente degli industriali italiani, Emma Marcegaglia, la direttiva europea che taglia i tempi dei pagamenti "é un vero passo
avanti" e "un reale aiuto per le imprese e soprattutto per le piccole e medie imprese in un momento in cui la restrizione del credito
crea ancora problematiche". Se poi la pubblica amministrazione "inizierà a rispettare le regole sarà un esempio per tutti gli altri attori economici". Il presidente di Confindindustria - che a giugno scorso è stata a Bruxelles proprio per sollecitare l'iter del provvedimento
legislativo europeo - lo ha detto in un videomessaggio inviato agli europarlamentari del Pdl, in cui ha ringraziato in particolare il
vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e "tutti quanti si sono impegnati" per l'approvazione del provvedimento.
Nel messaggio Marcegaglia ha osservato che il ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione "in alcune regione, ed in particolare nel settore della sanità, è una piaga che mina la sopravvivenza delle imprese". Dopo aver ricordato che tali ritardi in certi casi "arrivano a 800 giorni", Marcegaglia ha affermato che ora "il secondo step è nell'impegno di tutti per il recepimento a livello nazionale, regionale e locale"."Noi - ha concluso il presidente di Confindustria - siamo pronti a collaborare anche in questa seconda fase che è altrettanto importante, perché se arriveremo a recepire in modo serio e concreto questa direttiva questo darà fiato e respiro a nostre imprese. E sarà un fatto importante nella modalità in cui le regole vengono applicate nel nostro Paese, se sarà proprio la pubblica amministrazione a iniziare a rispettare le regole questo sarà un buon esempio per il resto degli attori economici".
La direttiva è arrivata direttamente da Strasburgo, appena votata dal Parlamento europeo, al fine di ridurre i ritardi nelle transazioni
commerciali.
Anche il Parlamento italiano, però, si era mosso lungo questa traiettoria.
Lo ha fatto a partire del 2009 con la proposta di legge dell’on. Raffaele Vignali (Pdl), volta a disciplinare le norme per la tutela della libertà d’impresa, nonché ad istituire uno statuto delle imprese.
Finalità principali del provvedimento del governo italiano sono riconoscere e incentivare il ruolo delle imprese e degli imprenditori e, in particolar modo, snellire la procedura per l'avvio di nuove imprese. Si punta a favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nell'ambito internazionale. Le piccole e medie imprese sono tra i principali beneficiari della legge e con essa si vuole promuovere anche l'azione della pubblica amministrazione verso di esse. Si dispone, infatti, che lo Stato, le regioni, gli enti pubblici e locali debbano prevedere un trattamento favorevole e semplificato per la nascita di nuove imprese. In linea, poi, con quanto delineato ieri dalla direttiva comunitaria, lo scorso settembre sono stati approvati due emendamenti. Il primo detta un divieto assoluto per tutte le pubbliche amministrazioni a revocare il limite di 60 giorni per il termine di pagamento. Il secondo di questi emendamenti introduce la facoltà, per tutte le imprese creditrici con enti pubblici, di compensare questi importi con eventuali debiti maturati precedentemente.
Inoltre, attraverso questo provvedimento, si prevede la possibilità di dare una seconda chance a quegli imprenditori falliti, in possesso
dei requisiti necessari per la ‘riabilitazione’. L'emanazione dello statuto delle imprese, stando a quanto si legge nella proposta di
Vignali, è un obbligo innanzitutto morale nei confronti dei milioni di italiani che ogni giorno costruiscono il benessere del nostro
popolo.


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