Aggiornato al con n.41078 documenti

HOME  |  PUBBLICITA'  |  REDAZIONE  |  COPYRIGHT  |  FONTI  |  FAQ   

 

 
 

NORMATIVA
Normativa province autonome - Bolzano

Indietro
Legge della Provincia di Bolzano - Alto Adige 12 ottobre 2007, n. 10
Modifiche delle leggi provinciali in materia di protezione della fauna selvatica e di esercizio della caccia, di associazioni agrarie nonché di raccolta dei funghi
 

Il Consiglio Provinciale


ha approvato


Il Presidente della Provincia


promulga la seguente legge:


CAPO I
MODIFICHE DELLA LEGGE PROVINCIALE 17 LUGLIO 1987, N. 14,RECANTE “NORME PER LA PROTEZIONE DELLA SELVAGGINAE PER L’ESERCIZIO DELLA CACCIA”

ARTICOLO 1
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 1 della legge provinciale 17 luglio 1987, n. 14, recante “Norme per la protezione della selvaggina e per l’esercizio della caccia”, e successive modifiche, di seguito denominata “legge provinciale venatoria”, è aggiunto il seguente comma:
“2. Nel settore faunistico la presente legge costituisce inoltre attuazione delle direttive 79/409/CEE del Consiglio delle Comunità europee del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, 92/43/CEE del Consiglio delle Comunità europee del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, nonché 1999/22/CE del Consiglio dell’Unione europea del 29 marzo 1999, relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici.”

ARTICOLO 2
1. Il comma 1 dell’articolo 3 della legge provinciale venatoria è così
sostituito:
“1. Per tutela della fauna selvatica si intende il complesso delle misure volte alla conservazione ed al miglioramento di una fauna selvatica che sia in armonia con le risorse ambientali e con le esigenze dell’economia agricola e forestale. In tale ambito l’ufficio provinciale competente in materia di caccia valuta per le specie ornitiche elencate nell’allegato I della direttiva 79/409/CEE e sottoposte alla pianificazione degli abbattimenti di cui all’articolo 27 della presente legge, l’incidenza del prelievo sulla consistenza ed evoluzione della specie interessata.”

ARTICOLO 3
1. Il comma 3 dell’articolo 4 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“3. Nel territorio della provincia l’esercizio della caccia è consentito da un’ora prima del sorgere del sole fino ad un’ora dopo il suo tramonto.”
2. Dopo il comma 3 dell’articolo 4 della legge provinciale venatoria è inserito il seguente comma:
“3-bis. La caccia è consentita solo per tre giorni alla settimana. Ciascuna giornata di caccia deve essere precedentemente barrata sul permesso di caccia o sul calendario di controllo messo a disposizione dal gestore della riserva.
Le prescrizioni contenute nel presente comma non trovano applicazione per la caccia agli ungulati.”
3. Il comma 5 dell’articolo 4 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“5. Sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, l’assessore provinciale competente in materia di caccia, sentito l’Osservatorio faunistico provinciale, determina le deroghe previste dall’articolo 9 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio delle Comunità europee del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Nel relativo provvedimento motivato devono essere menzionate:
a) le specie che ne formano oggetto;
b) i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura e di uccisione autorizzati;
c) le condizioni di rischio;
d) le circostanze di luogo e di tempo del prelievo, comunque di durata non superiore ad un anno;
e) il numero dei capi complessivamente prelevabili nel periodo;
f) i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto;
g) gli organi di sorveglianza e le persone incaricate dell’intervento.”
4. Dopo il comma 5 dell’articolo 4 della legge provinciale venatoria è aggiunto il seguente comma:
“6. Le deroghe di cui al comma 5 non possono avere comunque ad oggetto specie la cui consistenza numerica sia in grave diminuzione.”

ARTICOLO 4
1. La rubrica dell’articolo 5 della legge provinciale venatoria è così sostituita: “Comprensori di gestione e di tutela della fauna selvatica”.


2. Il comma 1 dell’articolo 5 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“1. Tutto il territorio della provincia di Bolzano è suddiviso nei seguenti comprensori di gestione e di tutela della fauna selvatica, di seguito denominati “comprensori”:
a) riserve di caccia di diritto;
b) riserve private di caccia;
c) oasi di protezione;
d) bandite;
e) zone facenti parte della rete ecologica europea.”
3. Dopo il comma 1 dell’articolo 5 della legge provinciale venatoria è inserito il seguente comma:
“1-bis. Salvo quanto previsto dall’articolo 11, l’esercizio della caccia nelle riserve di caccia di diritto e nelle riserve private di caccia è consentito solamente al titolare di un permesso di caccia per il relativo comprensorio.
Per la caccia alle specie sottoposte alla pianificazione degli abbattimenti ai sensi dell’articolo 27 è inoltre necessaria un’autorizzazione speciale indicante per gli ungulati il sesso e l’età della relativa specie.”

ARTICOLO 5
1. Dopo l’articolo 9 della legge provinciale venatoria è inserito il seguente articolo:
“Art. 9-bis (Zone facenti parte della rete ecologica europea)
1. Le zone di protezione speciale (ZPS) di cui all’articolo 4, comma 1, della direttiva 79/409/CEE e le zone speciali di conservazione (ZSC) di cui all’articolo 6 della direttiva 92/43/CEE, classificate o designate come tali, costituiscono zone facenti parte della rete ecologica europea.
2. Le zone di cui al comma 1 fanno parte di una delle quattro categorie di comprensorio di cui all’articolo 5, comma 1, lettere a), b), c) e d).
3. Nelle zone facenti parte della rete ecologica europea è vietato ogni tipo di caccia all’avifauna migratoria nonché con bossoli in materiale plastico. Se trattasi di zone umide, è vietato l’utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno delle stesse, fatta eccezione per le munizioni nichelate.
L’assessore provinciale competente in materia di caccia, su proposta dell’Osservatorio faunistico provinciale, può estendere il divieto di prelievo anche ad altre specie di fauna selvatica di cui all’articolo 4, comma 1, nonché disporre ulteriori limitazioni o divieti in merito ai mezzi e ai periodi di caccia.
4. Qualora le zone facenti parte della rete ecologica europea ricadano all’interno di oasi di protezione o di bandite, si applicano le norme più restrittive fissate per tali aree protette o previste dai rispettivi strumenti di pianificazione.”

ARTICOLO 6
1. Il comma 5 dell’articolo 11 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“5. La fauna selvatica cacciabile abbattuta o catturata illegalmente appartiene al gestore del comprensorio a cui essa è stata sottratta. Chiunque rinvenga fauna selvatica morta, ammalata o ferita, deve darne comunicazione entro 24 ore al gestore del relativo comprensorio.”
2. Dopo il comma 5 dell’articolo 11 della legge provinciale venatoria sono inseriti i seguenti commi 5-bis, 5-ter, 5-quater e 5-quinquies:
“5-bis. In caso di rinvenimento di uccelli non cacciabili ammalati o feriti, il gestore del relativo comprensorio provvede alla consegna degli stessi ad un centro di recupero dell’avifauna autoctona a tal fine autorizzato.
5-ter. Sul destino dei mammiferi selvatici trovati ammalati o feriti dispone il gestore del relativo comprensorio. Per una loro eventuale detenzione, anche ai fini di cura e di riabilitazione, è tuttavia necessaria un’apposita autorizzazione ai sensi dell’articolo 19, con la quale può essere disposta la successiva reintroduzione della specie interessata nel suo ambiente naturale.
5-quater. Le specie di fauna selvatica non cacciabili trovate morte devono essere denunciate all’ufficio provinciale competente in materia di caccia o al posto di custodia ittico-venatoria territorialmente competente o ancora al presidente distrettuale dell’associazione affidataria della gestione delle riserve di diritto, che rilasciano il certificato d’origine ai sensi dell’articolo 22, comma 3, fatta salva la richiesta dell’ufficio provinciale competente in materia di caccia di consegna delle stesse per scopi didattici o di documentazione.
5-quinquies. Gli eventuali trofei di ungulati abbattuti o catturati illegalmente, trovati morti o uccisi secondo le modalità di cui all’articolo 17, commi 2 e 2-bis, se ritenuti idonei per l’esame venatorio o per la preparazione degli aspiranti cacciatori e guardiacaccia, devono essere consegnati, su richiesta, all’ufficio provinciale competente in materia di caccia. Se ritenuto opportuno, l’ufficio può cedere detti trofei nonché le carcasse delle specie non cacciabili richieste ai sensi del comma 5-quater o ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera d), all’Azienda provinciale foreste e demanio o all’associazione di cui all’articolo 23.”
3. Il comma 8 dell’articolo 11 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“8. Durante il primo anno successivo al rilascio del primo permesso di caccia per una riserva di caccia di diritto, il cacciatore può esercitare la caccia solo se accompagnato da cacciatore munito da almeno tre anni di un permesso di caccia valido per la rispettiva riserva o da una persona in possesso dell’abilitazione di agente venatorio e competente per la relativa riserva. È esclusa da tale prescrizione la caccia alla fauna selvatica non soggetta al piano di abbattimento di cui all’articolo 27.”
4. Il comma 9 dell’articolo 11 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“9. Non sono considerati esercizio di caccia la ricerca autorizzata di fauna selvatica cacciabile ferita nonché l’uccisione ovvero l’abbattimento di fauna selvatica cacciabile da parte degli organi di sorveglianza di cui all’articolo 31 e da parte dei cacciatori, in stato di manifesta necessità.”

ARTICOLO 7
1. Il comma 7 dell’articolo 12 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“7. In deroga alle disposizioni di cui al comma 6, per la prova pratica di tiro la commissione è validamente costituita con la presenza del presidente o del suo sostituto e di un membro della commissione e può eventualmente comprendere le nozioni di cui al comma 8, lettera c).”

ARTICOLO 8
1. Il comma 2 dell’articolo 14 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“2. Può essere altresì consentito l’uso di trappole a cassetta per la cattura di predatori nel rispetto dei tempi e delle modalità eventualmente disposti dall’assessore provinciale competente in materia di caccia.”

ARTICOLO 9
1. Le lettere c), d), j), l) e q) del comma 1 dell’articolo 15 della legge provinciale venatoria sono così sostituite:
“c) l’esercizio della caccia nelle zone comprese nel raggio di 100 metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e di 50 metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade car-rozzabili, eccettuate le strade poderali, interpoderali e forestali nonché le piste ciclabili. Detto divieto non si applica agli organi di vigilanza venatoria in possesso dell’abilitazione di agente venatorio in caso di abbattimento di specie cacciabili ai fini del controllo della fauna selvatica di cui all’articolo 29, comma 2, o degli abbattimenti di cui all’articolo 32, comma 8, nonché nell’esercizio dell’attività di prevenzione di eventuali incidenti con la fauna lungo vie di comunicazione pubblica. Per tali interventi, in deroga alle disposizioni di cui alla lettera g) e all’articolo 14, comma 1, la singola specie selvatica può essere abbattuta anche con munizione spezzata o con fucili di calibro e con tipi di munizione non consentiti per l’esercizio venatorio. Su richiesta motivata da parte dell’interessato, l’ufficio provinciale competente in materia di caccia può autorizzare i motulesi all’esercizio della caccia nelle zone di rispetto di cui alla presente lettera, specificando le relative località;
d) distruggere intenzionalmente o raccogliere nidi e uova di uccelli selvatici. È, inoltre, proibito prendere e detenere piccoli di fauna selvatica, salvo che per sottrarli a sicura morte. In quest’ultimo caso trova applicazione quanto previsto dall’articolo 11, commi 5-bis e 5-ter. Ove non sia possibile una loro reimmissione in un comprensorio e nel caso in cui la fauna selvatica raccolta possa essere utilizzata a scopi didattici, questa, su richiesta, deve essere consegnata all’ufficio provinciale competente per la caccia;
j) usare sorgenti luminose artificiali, specchi, dispositivi per illuminare i bersagli, dispositivi ottici equipaggiati di convertitore d’immagine o di amplificatore elettronico d’immagine per tiro notturno. Questo divieto non trova applicazione per interventi di censimento, monitoraggio e dissuasione della fauna selvatica da parte degli organi di vigilanza venatoria;
l) la caccia di ungulati con l’impiego del cane segugio, fatta eccezione, in caso di cervidi e del cinghiale, di battute di caccia organizzate dal gestore del relativo comprensorio o disposte ai sensi dell’articolo 38, comma 4, con l’impiego di idonei cani da cerca e segugi a zampa corta;
q) l’esercizio della caccia nei centri di allevamento di fauna selvatica, fatte salve la cattura e l’uccisione di cui all’articolo 19, comma 6, nonché nei fondi chiusi da muro, da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,20 o ancora da corsi o specchi d’acqua perenni, il cui letto abbia profondità di almeno metri 1,50 e larghezza di almeno metri 3. Questo divieto non sussiste per i terreni ad uso agricolo e forestale recintati allo scopo di evitare danni provocati da fauna selvatica.
I fondi chiusi esistenti o che si intendono istituire devono essere comunicati all’ufficio provinciale competente in materia di caccia. I proprietari e gli affittuari dei fondi chiusi devono apporre a loro carico adeguate tabelle perimetrali;”

ARTICOLO 10
1 Dopo il comma 2 dell’articolo 17 della legge provinciale venatoria è inserito il seguente comma:
“2-bis. Qualora il conducente del veicolo di cui al comma 2 non si avvalga della facoltà ivi prevista ed in caso di fauna selvatica uccisa dal treno, la carcassa delle specie cacciabili e l’eventuale trofeo appartengono al gestore del comprensorio in cui la stessa viene trovata.”

ARTICOLO 11
1. I commi 6 e 6-bis dell’articolo 19 della legge provinciale venatoria sono così sostituiti:
“6. Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera q), è vietato l’esercizio della caccia nei centri di allevamento di fauna selvatica. Nei centri di maggiore estensione gli eventuali abbattimenti, che si rendessero necessari per motivi igienico-sanitari o socio-biologici, possono essere attuati solo in presenza di un organo di vigilanza venatoria ed esclusivamente dal titolare dell’autorizzazione di cui al comma 3, se munito della licenza di porto di fucile per uso di caccia e della copertura assicurativa prescritta dall’articolo 11, comma 6, o da un cacciatore a tal fine autorizzato dall’ufficio competente in materia di caccia.
6-bis. Nei centri di allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare non sono considerate esercizio venatorio la cattura e l’uccisione della fauna, ivi detenuta, da parte del titolare dell’autorizzazione di cui al comma 3 o di un cacciatore a tal fine autorizzato dall’ufficio competente in materia di caccia.”
2. Dopo il comma 7 dell’articolo 19 della legge provinciale venatoria è aggiunto il seguente comma:
“8. Per la realizzazione e la gestione di centri di recupero dell’avifauna autoctona da parte di persone a tal fine autorizzate ai sensi del comma 3 ed aventi particolare conoscenza in questo settore, la Giunta provinciale può concedere contributi fino al 90 per cento della spesa riconosciuta ammissibile a finanziamento.”

ARTICOLO 12
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 19-bis della legge provinciale venatoria è aggiunto il seguente comma:
“3. Non è soggetta all’autorizzazione di cui al comma 1 la commercializzazione e la detenzione di volatili esotici di comune diffusione, facilmente riproducibili in cattività e stabiliti come tali dalla Giunta provinciale.”

ARTICOLO 13
1. Dopo l’articolo 19-bis della legge provinciale venatoria è inserito il seguente articolo:
“Art. 19-ter (Giardini zoologici)
1. Ai fini della presente legge per giardino zoologico si intende qualsiasi complesso permanente, nel quale vengono tenuti a scopo di esposizione, per almeno sette giorni all’anno, animali vivi di specie selvatiche, ivi comprese quelle disciplinate dalla legge provinciale 9 giugno 1978, n. 28, e successive modifiche. Sono esclusi da detta disciplina i circhi, i negozi di animali da compagnia, i centri di allevamento di fauna selvatica di cui all’articolo 19, le strutture per la detenzione di uccelli a scopo ornamentale e amatoriale di cui all’articolo 19-bis, nonché la detenzione di specie ittiche non protette.
2. Nel rispetto di quanto contenuto nella direttiva 1999/22/CE del Consiglio dell’Unione europea del 29 marzo 1999, relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici, l’Osservatorio faunistico provinciale stabilisce per ogni singola specie:
a) i requisiti strutturali ed organizzativi per l’apertura di un giardino zoologico;
b) le modalità e gli obblighi concernenti la conduzione di giardino zoologico;
c) i motivi e le condizioni per la chiusura del giardino zoologico.
3. La licenza per l’apertura di un giardino zoologico, anche sul territorio provinciale facente parte del Parco Nazionale dello Stelvio, viene rilasciata o negata dall’assessore provinciale competente per la caccia, sentito il parere dell’Osservatorio faunistico provinciale che, a tal fine, esegue un’apposita ispezione diretta ad accertare la presenza dei presupposti.
4. Anche la proroga e la modifica di una licenza sono subordinate all’esito positivo di un’ispezione dell’Osservatorio faunistico provinciale, diretta ad accertare il rispetto delle prescrizioni della licenza.
5. La licenza rilasciata ai sensi del comma 3 per le specie appartenenti alle famiglie dei canidi, mustelidi, felidi, cervidi e bovidi sostituisce, ad ogni effetto, limitatamente ai giardini zoologici, la dichiarazione di idoneità prevista all’articolo 6, comma 6, lettera a), della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modifiche.
6. La gestione di un giardino zoologico è soggetta alla sorveglianza del Corpo forestale provinciale. La licenza viene revocata, qualora non vengano rispettati gli obblighi ivi contenuti e la direttiva di cui al comma 2. In tal caso le specie detenute vengono trasferite in una struttura adeguata, a spese del titolare della licenza revocata. Per detta finalità, il richiedente di una licenza deve prestare, prima del suo rilascio, un’apposita cauzione. Al fine di garantire detto obbligo, con il provvedimento di concessione della licenza viene fissato l’ammontare del relativo importo da consegnare al tesoriere della Provincia in forma di somma di denaro, di titoli di stato, di un libretto di deposito di risparmio ovvero di fideiussione bancaria vincolata a favore della Provincia autonoma di Bolzano.”

ARTICOLO 14
1. Il comma 5 dell’articolo 23 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“5. L’espletamento delle attribuzioni conferite all’Associazione ai sensi del comma 1 rappresenta un’attività di interesse pubblico. Gli organi centrali e periferici dell’Associazione sono obbligati ad esibire, su richiesta degli organi venatori di cui al titolo VI, tutti i documenti inerenti la gestione delle riserve di caccia di diritto e quelli relativi ai cacciatori titolari di un permesso di caccia.”

ARTICOLO 15
1. Dopo il comma 4 dell’articolo 24 della legge provinciale venatoria è aggiunto il seguente comma:
“5. I titolari di un permesso di caccia per una riserva di caccia di diritto devono rispettare le prescrizioni contenute nelle direttive di cui al comma 1, divenute esecutive e pubblicate nella forma prescritta.”

ARTICOLO 16
1. Il comma 1 dell’articolo 27 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“1. La caccia agli ungulati selvatici, ai tetraonidi ed alla coturnice soggiace alla pianificazione degli abbattimenti.”

ARTICOLO 17
1. Il comma 2 dell’articolo 32 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“2. In caso di contestazione di una delle infrazioni previste dall’articolo 4, comma 3, dall’articolo 11, comma 6, dall’articolo 14, comma 1, e dall’articolo 15, comma 1, lettere a), b), c), i), j), n), o), p) e q), tutti gli agenti di vigilanza venatoria sono autorizzati a procedere al sequestro amministrativo della fauna selvatica e dei mezzi di caccia, con esclusione delle armi da sparo e del cane. Il sequestro della sola fauna selvatica è autorizzato nei casi previsti dall’articolo 5, comma 1-bis, e dall’articolo 15, comma 1, lettere d), e), f), h) e l), nonché in caso di abbattimento non spettante di specie eventualmente autorizzate ai sensi dell’articolo 4, commi 2 e 4. Gli addetti alla sorveglianza redigono apposito verbale delle operazioni eseguite rilasciandone, ove sia possibile, copia immediata al contravventore o notificando la stessa al contravventore entro 30 giorni.”

ARTICOLO 18
1. Dopo il comma 8 dell’articolo 32 della legge provinciale venatoria è aggiunto il seguente comma:
“9. Ai fini della pianificazione degli abbattimenti di cui all’articolo 27, l’Associazione fornisce all’ufficio competente in materia di caccia, entro il 30 giugno di ogni anno, tutti i dati necessari per la valutazione di incidenza di cui all’articolo 3, comma 1. Per ogni singola riserva di caccia di diritto tali dati di consistenza dei gallinacei devono essere confermati dal competente agente venatorio. Per le riserve private di caccia gli agenti venatori e le guardie volontarie competenti forniscono direttamente i dati necessari di cui sopra.”

ARTICOLO 19
1. Il comma 1 dell’articolo 33 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“1. Possono essere nominati agenti venatori solo quelle persone che:
a) sono cittadini italiani o di uno stato membro dell’Unione europea e possiedono la licenza di scuola dell’obbligo o un titolo di studio equivalente;
b) hanno compiuto il 18° anno di età;
c) possiedono l’idoneità psichica e fisica per le mansioni connesse con l’esercizio della vigilanza venatoria e danno a tal fine necessario affidamento;
d) hanno superato l’esame venatorio nonché quello per agente venatorio.”

ARTICOLO 20
1. La rubrica dell’articolo 34 della legge provinciale venatoria è così sostituita: “Esame per agenti venatori”.


2. Il comma 1 dell’articolo 34 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“1. L’esame per agenti venatori viene sostenuto dinanzi ad una commissione nominata dalla Giunta provinciale per la durata di cinque anni. Questa si compone:
a) del direttore dell’ufficio provinciale competente in materia di caccia, in qualità di presidente;
b) di un esperto nel settore della fauna selvatica e della caccia, designato dall’assessore competente in materia di caccia;
c) di un veterinario designato dall’assessore competente in materia di caccia;
d) di un esperto in materia forestale;
e) di un rappresentante dell’Associazione.”

ARTICOLO 21
1. I commi 4 e 5 dell’articolo 38 della legge provinciale venatoria sono così sostituiti:
“4. Se il mancato rispetto del piano di abbattimento degli ungulati provoca danni al bosco o alle colture agrarie, l’assessore provinciale competente in materia di caccia può prescrivere al gestore del comprensorio interessato una riduzione numerica della loro consistenza, fissando all’uopo un termine, ovvero disporre direttamente gli abbattimenti necessari incaricando a tal fine l’ufficio provinciale competente in materia di caccia. I trofei ed il ricavato dalla vendita della fauna selvatica così abbattuta spettano al gestore del comprensorio, previa detrazione delle spese sostenute.
5. L’assessore provinciale competente in materia di caccia può autorizzare l’effettuazione in economia a carico del bilancio provinciale, anche a mezzo di funzionario delegato, di spese per la prevenzione e il risarcimento dei danni causati da grandi predatori, da eseguirsi eventualmente anche nel territorio provinciale del Parco nazionale dello Stelvio. Nella determinazione dei danni recati al bestiame d’allevamento si tiene conto del valore unitario, come stabilito annualmente dall’ufficio provinciale competente in materia di zootecnia entro il 28 febbraio.”

ARTICOLO 22
1. Il titolo IX della legge provinciale venatoria è così sostituito: “IX Sanzioni penali, mministrative e accessorie”.
2. All’inizio del titolo IX della legge provinciale venatoria è inserito il seguente articolo:
“Art. 38-bis (Sanzioni penali) - 1. Chi esercita la caccia fuori dai periodi stabiliti dall’articolo 4, commi 1, 2, 4 e 5, o senza il permesso di cui all’articolo 29, comma 2, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera a), della legge 11 febbraio 1992, n. 157, di seguito denominata “legge statale venatoria” .
2. Chi al di fuori di eventuali piani di abbattimento di cui all’articolo 4, comma 2, della presente legge abbatte, cattura o detiene mammiferi o uccelli particolarmente protetti ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge statale venatoria soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera b), della legge statale venatoria.
3. Chi al di fuori di prelievi di controllo di cui all’articolo 4, comma 4, della presente legge abbatte, cattura o detiene esemplari di stambecco ovvero abbatte, cattura o detiene esemplari di orso, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera c), della legge statale venatoria.
4. Chi esercita la caccia nelle bandite di cui all’articolo 10, nelle oasi di protezione di cui all’articolo 9, nei parchi e giardini urbani e nei terreni adibiti ad attività sportive, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera d), della legge statale venatoria.
5. Chi esercita l’uccellagione soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera e), della legge statale venatoria.
6. Chi abbatte, cattura o detiene esemplari appartenenti alla tipica fauna stanziale alpina, non contemplati nel comma 2, della quale sia vietato l’abbattimento, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera g), della legge statale venatoria.
7. Chi abbatte, cattura o detiene specie di mammiferi o uccelli nei cui confronti la caccia non è consentita o chi esercita la caccia con mezzi vietati, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera h), della legge statale venatoria. La stessa pena si applica a chi esercita la caccia con l’ausilio di richiami vietati di cui all’articolo 15, comma 1, lettera e). Nel caso di tale infrazione si applica altresì la misura della confisca dei richiami.
8. Chi esercita la caccia sparando da autoveicoli, da natanti o da aeromobili, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera i), della legge statale venatoria.
9. Chi pone in commercio o detiene a tal fine fauna selvatica in violazione della presente legge, soggiace alle sanzioni di cui all’articolo 30, comma 1, lettera l), della legge statale venatoria. Se il fatto riguarda la fauna di cui ai commi 2, 3 e 6, le pene sono raddoppiate.
10. Per la violazione delle disposizioni della presente legge provinciale venatoria in materia di imbalsamazione e tassidermia, si applicano le medesime sanzioni previste per l’abbattimento degli animali le cui spoglie sono oggetto del trattamento descritto.”

ARTICOLO 23
1. Le lettere f), g) e i) del comma 1 dell’articolo 39 della legge provinciale venatoria sono così sostituite:
“f) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 93,00 euro a 466,00 euro per chi viola le disposizioni contenute negli articoli 4, comma 3-bis, e 5;
g) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 186,00 euro a 1.865,00 euro per chi viola le disposizioni contenute negli articoli 19, commi 2 e 3, 19-ter, 20, 21 o 22;
i) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 140,00 euro a 18.654,00 euro per il mancato adempimento del piano di abbattimento per gli ungulati di cui all’articolo 27 o delle prescrizioni contenute nel piano stesso, commisurata fino al doppio dell’ammontare del danno causato nello stesso periodo dalla specie di fauna selvatica oggetto del piano suddetto, ed accertato dai competenti uffici provinciali. La predetta sanzione amministrativa non si applica, se l’adempimento del piano di prelievo supera l’85 per cento del numero dei capi fissato nel piano di abbattimento per gli ungulati o se gli uffici territorialmente competenti delle Ripartizioni provinciali agricoltura e foreste non hanno constatato danni causati da ungulati.”

ARTICOLO 24
1. Il comma 1-bis dell’articolo 39 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“1-bis. Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1 non si applicano alle violazioni delle disposizioni della presente legge in riferimento alle quali l’articolo 38-bis prevede la comminazione di sanzioni penali, salvo che il reato si estingua per amnistia.”

ARTICOLO 25
1. Il comma 2 dell’articolo 40 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“2. Con il provvedimento applicativo della sanzione amministrativa viene disposta anche la confisca amministrativa dei mezzi di caccia e di cattura sequestrati e non consentiti e viene decisa in via definitiva l’utilizzazione della fauna selvatica sequestrata o della somma di denaro ricavata dalla vendita della fauna selvatica o del trofeo di caccia.”
2. Il comma 3 dell’articolo 40 della legge provinciale venatoria è così sostituito:
“3. I mezzi di caccia o di cattura confiscati possono essere usati per scopi didattici.”

ARTICOLO 26
1. L’articolo 40-bis della legge provinciale venatoria è così sostituito:“Art. 40-bis (Sospensione del permesso di caccia)
1. In caso di esercizio di caccia con mezzi vietati oppure senza la prescritta copertura assicurativa, senza permesso di caccia o durante il periodo di divieto generale o giornaliero o in zone di divieto o di abbattimento di specie non cacciabili ovvero in caso di abbattimento non autorizzato di specie sottoposte alla pianificazione del prelievo ai sensi dell’articolo 27, l’Associazione dispone nei confronti del cacciatore, dopo la conclusione del relativo procedimento amministrativo o penale, la sospensione del permesso annuale o d’ospite per un periodo da quattro mesi fino a quattro anni, secondo la gravità dell’infrazione.
2. Per la violazione della disciplina venatoria non contemplata nel comma 1 nonché delle vigenti disposizioni in materia di pubblica sicurezza e di tutela degli animali, l’Associazione, dopo la conclusione del relativo procedimento amministrativo o penale, può sospendere il permesso di caccia, anche relativamente a singole specie cacciabili, per un periodo da un mese fino a due anni.
3. Contro i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 l’interessato può presentare ricorso alla Giunta provinciale entro il termine di 30 giorni dalla data del loro ricevimento.”

ARTICOLO 27
1. Dopo l’articolo 40-bis della legge provinciale venatoria è inserito il seguente articolo:“Art. 40-ter (Sospensione della concessione di riserva privata di caccia)
1. Qualora il titolare della concessione di una riserva privata di caccia o il rettore di una riserva privata di caccia compiano una violazione di cui all’articolo 40-bis, comma 1, la relativa concessione può essere sospesa per un periodo da un mese fino a un anno.”

ARTICOLO 28
1. Nel testo italiano della legge provinciale venatoria le parole: “selvaggina”, “territorio di caccia”, “guardiacaccia”, “Istituto nazionale di biologia della selvaggina” e “Ufficio provinciale caccia e pesca” sono sostituite, rispettivamente, dalle parole: “fauna selvatica”, “comprensorio”, “agente venatorio”, “Istituto nazionale per la fauna selvatica” e “ufficio provinciale competente in materia di caccia”. Nel testo tedesco le parole: “Jagdgebiete“, “Jagdaufseher“ e “Amt für Jagd und Fischerei“ sono sostituite, rispettivamente, dalle parole: “Wildbezirk“, “hauptberuflicher Jagdaufseher“ e “für die Jagd zuständiges Landesamt“.
2. L’elenco delle riserve di caccia di diritto, allegato alla legge provinciale venatoria, è sostituito dall’elenco di cui all’allegato A della presente legge.

CAPO II
MODIFICHE DELLA LEGGE PROVINCIALE 7 GENNAIO 1959, N. 2, RECANTE “RIORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AGRARIE(INTERESSENZE, VICINIE, COMUNITÀ AGRARIE ECC.)PER L’ESERCIZIO DEI DIRITTI SULLE TERRE COMUNI”

ARTICOLO 29
1. L’articolo 8 della legge provinciale 7 gennaio 1959, n. 2, recante “Riordinamento delle associazioni agrarie (interessenze, vicinie, comunità agrarie ecc.) per l’esercizio dei diritti sulle terre comuni”, e successive modifiche, di seguito denominata “legge provinciale sulle associazioni agrarie”, è così sostituito:
“Art. 8 (Statuto) - 1. L’organizzazione e le modalità di esercizio delle funzioni nelle singole comunioni di cui all’articolo 1 nonché l’utilizzo delle terre e l’amministrazione di queste comunioni sono regolati da un apposito statuto.”

ARTICOLO 30
1. L’articolo 9 della legge provinciale sulle associazioni agrarie è così sostituito:


“Art. 9 (Approvazione dello statuto) - 1. Lo statuto di cui all’articolo 8 deve essere approvato dalla maggioranza assoluta dei partecipanti, calcolata secondo le quote da ciascuno possedute, ed è soggetto all’approvazione della Giunta provinciale, alla quale deve essere trasmesso entro 30 giorni dalla sua approvazione da parte dell’assemblea dell’associazione agraria.”

ARTICOLO 31
1. Il comma 1 dell’articolo 16 della legge provinciale sulle associazioni agrarie è così sostituito:
“1. Il partecipante può cedere ad altri il godimento della cosa comune nei limiti della propria quota solo previa autorizzazione dell’assemblea dell’associazione agraria. La suddivisione di quote di partecipazione ed il loro distacco dal corpo tavolare con il quale sono realmente congiunte, sono soggette all’autorizzazione dell’assessore provinciale competente in materia.
L’alienazione di quote deve essere autorizzata dall’assemblea dell’associazione agraria, salvo che vengano alienate congiuntamente al corpo tavolare. All’associazione agraria e, in subordine, ai compartecipanti coltivatori diretti, spetta il diritto di prelazione, da esercitarsi entro il termine di 30 giorni dalla conoscenza dell’atto preliminare o definitivo di vendita. In caso di successione ereditaria le quote di partecipazione restano indivise.”

ARTICOLO 32
1. Il comma 3 dell’articolo 17 della legge provinciale sulle associazioni agrarie è così sostituito:
“3. Il Presidente della Provincia, sulla base della deliberazione di approvazione della Giunta provinciale, emana il relativo decreto di ricostituzione della comunione e di restituzione delle terre alla medesima.
Allo stesso procedimento sono soggetti tutti gli atti giuridici diretti alla costituzione, modifica e cancellazione di diritti reali inerenti ai beni comuni.”

ARTICOLO 33
1. Dopo l’articolo 17 della legge provinciale sulle associazioni agrarie è inserito il seguente titolo: “Associazioni agrarie transfrontaliere”.

ARTICOLO 34
1. Dopo il titolo: “Associazioni agrarie transfrontaliere” della legge provinciale sulle associazioni agrarie è inserito il seguente articolo: “Art. 17-bis (Piano di gestione)
1. I boschi e i pascoli appartenenti ad associazioni agrarie transfrontaliere devono essere utilizzati in conformità ad un apposito piano di gestione soggetto ad approvazione del comitato forestale provinciale, concessa d’intesa con gli organi competenti dei territori limitrofi.”

ARTICOLO 35
1. Dopo l’articolo 17-bis della legge provinciale sulle associazioni agrarie è inserito il seguente articolo:“Art. 17-ter (Criteri)
1. In riferimento alle associazioni agrarie transfrontaliere le autorità competenti possono, d’intesa, fissare criteri comuni per la buona amministrazione e il buon funzionamento delle associazioni agrarie.”

ARTICOLO 36
1. Dopo l’articolo 17-ter della legge provinciale sulle associazioni agrarie è inserito il seguente articolo:“Art. 17-quater (Distacco di quote di compartecipazione)
1. Il distacco di quote di compartecipazione ad associazioni agrarie di cui all’articolo 17-bis dagli immobili a cui esse sono realmente congiunte è consentito solamente ove ciò non pregiudichi la gestione unitaria dei beni comuni ed è comunque soggetto all’autorizzazione dell’assessore provinciale competente in materia, rilasciata d’intesa con gli organi competenti dei territori limitrofi. Detta disposizione trova applicazione anche in caso di alienazione di una quota di compartecipazione non realmente congiunta a immobili.
2. In caso di alienazione di singole quote di compartecipazione hanno diritto di prelazione l’associazione agraria in quanto tale e, in subordine, i singoli compartecipanti.
3. In sede di distacco di singole quote di compartecipazione dagli immobili a cui esse sono realmente congiunte oppure in sede di qualunque altra modifica relativa ad esse, l’intesa con gli organi competenti sul territorio estero deve comunque riguardare anche la corrispondenza delle quote di compartecipazione sui territori di entrambi gli stati.
4. Le disposizioni contenute nei commi 1, 2 e 3, comprese quelle attinenti alle procedure di autorizzazione, trovano applicazione anche in riferimento a tutti gli altri diritti reali di godimento appartenenti ad un’associazione agraria transfrontaliera, indipendentemente dal territorio in cui sono ubicate le proprietà o costituiti i diritti reali di godimento, ovvero ubicati gli immobili a cui gli stessi diritti sono realmente congiunti.
5. Le disposizioni contenute nei commi 1, 2, 3 e 4 trovano applicazione anche per le associazioni agrarie, i beni ed i diritti di uso civico in zone di confine tra il territorio provinciale e le province limitrofe, indipendentemente dal territorio provinciale in cui sono ubicate le proprietà o costituiti i diritti reali di godimento ovvero ubicati gli immobili, a cui gli stessi diritti sono realmente congiunti.
6. Gli atti deliberati in violazione delle disposizioni contenute nel presente articolo sono nulli e privi di qualsiasi efficacia.”

CAPO III
MODIFICHE DELLA LEGGE PROVINCIALE 19 GIUGNO 1991, N. 18, RECANTE “DISCIPLINA DELLA RACCOLTA DEI FUNGHI A TUTELA DEGLI ECOSISTEMI VEGETALI”

ARTICOLO 37
1. I commi 1, 3 e 4 dell’articolo 2 della legge provinciale 19 giugno 1991, n. 18, recante “Disciplina della raccolta dei funghi a tutela degli ecosistemi vegetali”, e successive modifiche, di seguito denominata “legge provinciale sulla raccolta dei funghi”, sono così sostituiti:
“1. La Giunta provinciale, su richiesta motivata del direttore della Ripartizione provinciale Foreste, può vietare la raccolta dei funghi in zone appositamente delimitate.
3. Chiunque raccoglie funghi nelle zone o nei luoghi vietati ai sensi del presente articolo soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di 57 euro, maggiorata di 68 euro per ogni chilogrammo di funghi o frazione di esso, di cui viene accertato il possesso. Si procede anche alla confisca dei funghi.
4. Chiunque rimuove o danneggia gli avvisi di cui al comma 2 soggiace al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 86 euro a 477 euro oltre all’eventuale risarcimento dei danni e ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato.”

ARTICOLO 38
1. I commi 2 e 3 dell’articolo 3 della legge provinciale sulla raccolta dei funghi sono così sostituiti:
“2. Chiunque raccoglie funghi sui terreni vietati ai sensi del presente articolo soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di 57 euro, maggiorata di 34 euro per ogni chilogrammo di funghi o frazione di esso, di cui viene accertato il possesso. Si procede anche alla confisca dei funghi.
3. La costituzione di superfici destinate alla raccolta funghi a pagamento è vietata; l’inosservanza di questa prescrizione comporta il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di 241 euro.”

ARTICOLO 39
1. L’articolo 4 della legge provinciale sulla raccolta dei funghi è così sostituito:
“Art. 4 (Disciplina della raccolta) - 1. Nel territorio provinciale la raccolta dei funghi è consentita nei giorni pari del mese, tra le ore 7 e le ore 19, in quantità giornaliera non superiore ad un chilogrammo, alle persone che abbiano presentato relativa denuncia; il limite massimo ammesso non si applica qualora il singolo esemplare ecceda da solo il predetto limite.
2. Avuto riguardo alle consuetudini locali i residenti nel relativo comune possono raccogliere nei giorni pari tra le ore 7 e le ore 19 due chilogrammi a persona. La residenza è comprovata tramite un documento di riconoscimento valido.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai proprietari privati, agli affittuari, usufruttuari e loro rispettivi familiari conviventi per la raccolta di funghi nell’ambito del terreno di loro disponibilità.
4. Chiunque viola i limiti di misura previsti dai commi 1 e 2 nella raccolta dei funghi soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di 34 euro per ogni chilogrammo o frazione di esso, di cui viene accertato il possesso oltre alla quantità consentita. Si procede anche alla confisca dei funghi eccedenti la quantità consentita.
5. I raccoglitori sono obbligati a trasportare i funghi a mezzo di contenitori rigidi, aperti ed areati; chiunque viola questa prescrizione soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 34 euro a 97 euro.
6. E’ vietato il danneggiamento di funghi sul terreno; chiunque viola questa prescrizione soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 46 euro a 126 euro.”


ARTICOLO 40
1. L’articolo 6 della legge provinciale sulla raccolta dei funghi è così sostituito:
“Art. 6 (Denuncia per la raccolta dei funghi) - 1. La denuncia di cui all’articolo 4, comma 1, è personale e può essere presentata unicamente da persone di età superiore agli anni 14. Essa è composta dalla quietanza di versamento del diritto di raccolta, rilasciata da un ufficio postale o un istituto bancario, nonché da un documento di riconoscimento valido. La quietanza deve contenere le generalità della persona ed il giorno o i giorni ai quali si riferisce la denuncia.
2. La denuncia ha validità giornaliera o plurigiornaliera e acquista efficacia con il pagamento di un diritto di raccolta, il cui ammontare è stabilito dalla Giunta provinciale. La denuncia non è efficace nelle zone interdette ai sensi degli articoli 2 e 3.
3. Entro la fine di ogni anno i comuni presentano all’ispettorato forestale territorialmente competente il rendiconto del numero di denunce effettuate ed i relativi introiti. I comuni trattengono il 25 per cento degli introiti derivanti dai diritti di raccolta e comunque il 100 per cento degli stessi in caso di introiti non superiori a 500 euro l’anno. In caso di introiti superiori a 500 euro, il 75 per cento degli stessi viene utilizzato, d’intesa con il relativo ispettorato forestale, per interventi di miglioramento del patrimonio forestale.
4. Chiunque raccoglie funghi senza essere in possesso della quietanza di versamento del diritto di raccolta soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di 57 euro, maggiorata di 34 euro per ogni chilogrammo, o frazione di esso, che viene accertato in suo possesso. Si provvede anche alla confisca dei funghi.
5. Chi versa soltanto in parte il diritto di raccolta o non esibisce un documento di riconoscimento valido soggiace al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria di 20 euro.”

ARTICOLO 41
1. Il comma 3 dell’articolo 7 della legge provinciale sulla raccolta dei funghi è così sostituito:
“3. Il permesso è personale, deve indicare la durata, la località di raccolta nonché la quantità e le specie fungine ammesse alla raccolta.”

ARTICOLO 42
1. L’articolo 8 della legge provinciale sulla raccolta dei funghi è così sostituito:
“Art. 8 (Applicazione della legge) - 1. La vigilanza sull’osservanza della presente legge viene esercitata sui fondi ove possono crescere funghi e sulle strade adiacenti. Essa spetta al Corpo forestale provinciale e al personale della Ripartizione provinciale Natura e paesaggio.
2. Ai fini dell’accertamento della quantità giornaliera di cui è ammessa la raccolta ai sensi della presente legge, per persona responsabile dell’infrazione si intende esclusivamente quella detentrice dei funghi e, nei casi di un minore o di un incapace, la persona che esercita sui medesimi la vigilanza.
3. Nei territori soggetti a vincolo ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c) e d), della legge provinciale 25 luglio 1970, n. 16, e successive modifiche, nonché nel territorio del Parco nazionale dello Stelvio ricadente in provincia di Bolzano trovano applicazione, se più restrittivi, i divieti previsti dalla specifica normativa. In tal caso le sanzioni amministrative pecuniarie di cui alla presente legge sono aumentate del 50 per cento, per quanto concerne la quantità di funghi raccolti oltre a quella consentita.
4. Chiunque, a formale intimazione, opponga rifiuto al controllo dei contenitori portatili non considerati oggetti personali soggiace al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria di 161 euro.
5. In caso di rifiuto, a seguito di formale intimazione, a consegnare i funghi raccolti per la confisca nei casi previsti dalla legge, la sanzione amministrativa pecuniaria prevista per le singole fattispecie dalla presente legge è raddoppiata, previa stima da parte dell’agente accertatore della quantità di funghi detenuti. I funghi confiscati vengono consegnati, previo rilascio di una ricevuta, ad istituti di beneficenza o di assistenza. In caso di dubbia commestibilità, i funghi confiscati possono essere distrutti dagli agenti accertatori.
6. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla legge sono cumulabili.
7. I verbali di accertamento delle infrazioni di cui alla presente legge sono trasmessi all’ufficio provinciale Amministrazione forestale.”

CAPO IV
NORME TRANSITORIE E FINALI

ARTICOLO 43
Norme transitorie al capo I


1. L’ufficio provinciale competente in materia di caccia è obbligato ad eseguire le valutazioni di cui all’articolo 2 a partire dalla stagione venatoria successiva all’anno di entrata in vigore della presente legge.
2. Per le violazioni della legge provinciale venatoria commesse prima dell’entrata in vigore della presente legge provinciale e rispetto alle quali non è stata ancora disposta la sospensione del permesso di caccia ai sensi dell’articolo 40-bis della stessa legge, trova applicazione quanto previsto dalla legge provinciale venatoria prima della sua modifica contenuta nella presente legge.

ARTICOLO 44
Abrogazioni


1. I commi 4, 5 e 6 dell’articolo 40 della legge provinciale 17 luglio 1987, n. 14, recante “Norme per la protezione della selvaggina e per l’esercizio della caccia”, sono abrogati.
2. Gli articoli 5, 9, 10, 12 e 13 della legge provinciale 19 giugno 1991, n. 18, recante “Disciplina della raccolta dei funghi a tutela degli ecosistemi vegetali”, e successive modifiche, sono abrogati.

ARTICOLO 45
Clausola d’urgenza


1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.


Formula Finale:
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia.
Bolzano / Bozen, 12 ottobre 2007
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
L. DURNWALDER



ALLEGATO 1

ALLEGATO A
Elenco delle riserve di caccia di diritto (Art. 28, comma 2)

ELENCO RISERVE DI DIRITTO
N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 1) ACERETO(CC Acereto) 3.212,1957 ha 928,7396 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 2) ALDINO(CC Aldino) 6.094,3523 Il confine venatorio tra le riserve di caccia di diritto di Aldino e Montagna è formato dal confine tra i comuni catastali omonimi, nonché dal Rio Nero e dal dorso montuoso sito sulla parte orografica sinistra della Valle Larga.ha 191,5765 sono aggregati alla riserva di diritto di Montagna.ha 33,2712 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 3) ANDRIANO (CC Andriano) 489,7389 4) ANTERIVO (CC Anterivo) 1.105,4978 5) APPIANO(CC Appiano) 5.968,7889 6) AVELENGO (CC Avelengo) 2.737,3476 7) ANTERSELVA(CC Anterselva) 7.654,8337 ha 1.251,3573 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. Riserva privata di caccia: ha 638,3027 - «Ochsenfeld» 8) BADIA(CC Badia) 7.530,9524 ha 762,8542 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 9) BARBIANO(CC Barbiano) 2.443,2083 10) BOLZANO(CCCC Bolzano, Dodiciville e Gries) 5.233,4752 ha 0,0858 CC Gries appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 212,3230 CC Dodiciville - parte riserva «Haselburg» 11) BRAIES(CC Braies) 7.167,5670 ha 1.758,5629 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. Riserve private di caccia: ha 148,6515 - «Weckeralpe» ha 231,2153 - «Grünwald» ha 227,5626 - «Gufidaun» 12) BRENNERO (CCCC Brennero, Colle Isarco e Fleres) 10.630,6256 ha 798,8997 CC Fleres appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 13) BRESSANONE(CCCC Bressanone, Millan, Sarnes ed Albes con esclusione della porzione sulla parte orografica sinistra del rio Eores o Sade nonché territorio del CC Tiso sulla sponda destra di questo torrente) 1.103,2920 Nella valle di Eores a monte dell’abitato di Albes il confine venatorio fra le riserve di diritto Bressanone e Funes è formato dal rio Sade. 14) BRONZOLO (CC Bronzolo) 745,1244 15) BRUNICO(CCCC Brunico, Riscone, San Giorgio, Teodone e Villa S. Caterina) 4.506,5402


N. Denominazione Estensione in ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 16) CALDARO(CC Caldaro) 4.795,5096 17) CAMINATA DI TURES(CC Caminata) 1.373,7911 18) CAMPO TURES (CCCC Campo Tures e Molini di Tures) 2.294,8052 19) CASTELBELLO- CIARDES(CCCC Castelbello, Ciardes, Colsano, Juvale, Lacinigo, Montefontana, Montefranco e Montetrumes) 5.384,5413 ha 1,8739 CC Castelbello appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 408,0655 CC Juvale - «Jufahl» 20) CASTELROTTO(CC Castelrotto) 11.348,5094 ha 432,5142 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 258,1221 - «Salegg» 21) CERMES (CC Cermes) 662,5600 Riserva privata di caccia: ha 21,5915 - parte riserva «Menz-Popp» 22) CHIENES (CCCC Casteldarne, Chienes, Corti di Pusteria, Monghezzo e S. Sigismondo) 3.383,5484 23) CHIUSA (CCCC Lazfons, Chiusa, Fraghes, Gries di Chiusa e Gudon) 5.123,2166 ha 4,8235 CC Gudon, ha 0,4089 CC Fraghes ed ha 8,6679 CC Lazfons appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 24) COLLE IN CASIES (CC Colle Casies) 2.759,6077 25) CORNEDO ALL’ ISARCO (CC Cornedo) 4.039,4133 26) CORTACCIA (CC Cortaccia) 2.940,4282 Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto di Cortaccia e Termeno è formato dal confine tra i comuni omonimi come rideterminato con la legge regionale 3 novembre 1990, n. 10.Riserva privata di caccia: ha 551,9615 - parte riserva «Oberfennberg» 27) CORVARA IN BADIA (CCCC Colfosco e Corvara) 3.231,4233 ha 852,7763 CC Colfosco ed ha 129,2648 CC Corvara appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 28) CURON VENOSTA (CCCC Curon, Resia, S. Valentino e Vallelunga) 19.592,6544 ha 137,1195 CC Curon ed ha 1.307,6783 CC Resia appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 29) DOBBIACO (CC Dobbiaco) 9.347,7050 ha 2.119,6870 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 30) EGNA (CC Egna) 1.812,3403 31) FALZES (CCCC Falzes, Grimaldo e Issengo) 3.324,1622


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 32) FIÈ (CC Fiè allo Sciliar) 4.346,9451 Le pp.ff. 4343 e 4344 in P.T. 163/II CC Fiè allo Sciliar, che con i nn. 1191 e 1192 figurano anche sulla mappa del CC Tires, appartengono alla riserva di caccia di diritto Fiè.ha 91,4219 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 33) FOIANA (CC Foiana) 1.124,0939 34) FORTEZZA - MEZZASELVA (CC Mezzaselva) 4.926,4139 ha 307,7557 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserve private di caccia: ha 737,0916 - «Puntleid»ha 170,5606 - «Peisser» 35) FUNDRES (CC Fundres) 6.237,1265 ha 1.085,8770 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 36) FUNES(CCCC Funes e Tiso con esclusione della porzione sulla parte orografica destra del rio Eores o Sade nonché territorio del CC Albes sulla sponda sinistra di questo torrente in quanto a monte dell’abitato di Albes) 5.533,1755 ha 2.573,1448 CC Funes appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. Nella valle di Eores a monte dell’abitato di Albes il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto Funes e Bressanone è formato dal rio Sade. 37) GAIS(CCCC Gais, Montassilone, Riomolino e Villa Ottone) 6.034,2582 Riserve private di caccia: ha 146,7430 CC Montassilone e ha 11,2313 CC Gais - «Castel Chela»ha 540,5908 CC Riomolino - «Heißalpe» ha 306,2124 CC Riomolino - «Winterstallalpe» 38) GARGAZZONE (CC Gargazzone) 490,2037 39) GLORENZA (parte del CC Glorenza sita fuori del perimetro del Parco Nazionale dello Stelvio nonché parte del CC Laudes in località “Passag”) 440,0000 Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto Glorenza e Malles in località “Passag” è formato dal rio Ram. Il nuovo confine con il Parco Nazionale dello Stelvio è formato dall’inizio del pendìo sulla parte orografica destra del fiume Adige quale limite del terreno coltivato ed il bosco montano. 40) LACES (cc.cc Coldrano e San Martino al Monte, nonché territorio dei CCCC Laces, Morter e Tarres sito fuori del perimetro del Parco Nazionale dello Stelvio) 4.530,0000 ha 2,2747 CC San Martino al Monte appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Nel fondovalle del fiume Adige nonché all’entrata in Val Martello il nuovo confine con il Parco Nazionale dello Stelvio è formato dal limite tra terreno coltivato ed il bosco montano. 41) LAGHETTI DI EGNA (CC Laghetti) 554,3141 42) LAGUNDO (CCCC Lagundo I, Lagundo II eForesta) 2.361,2337 Ai n. 34 cacciatori aderenti alla riserva di caccia di diritto di Marlengo e iscritti come tali nella lista dei soci 1981 è consentito, per tutta la durata della loro appartenenza alla riserva, esercitare nel territorio del CC Foresta la caccia alla selvaggina non soggetta al piano di abbattimento di cui all’art. 27.Riserva privata di caccia: ha 225,5221 CC Lagundo I - parte riserva «Leiter - Gojenalm» 43) LAION (CC Laion) 3.435,6476 ha 292,9892 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 44) LAIVES (CC Laives) 2.425,1853 Riserve private di caccia: ha 145,1253 - «Buchner» ha 140,3697 - «Köhl» ha 2,2835 - parte riserva «Haselburg» 45) LANA (CC Lana) 2.484,1281


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 46) LAPPAGO (CC Lappago) 4.580,3151 ha 1.333,1279 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 47) LASA (CCCC Alliz, Tanas ed Oris nonché territorio dei CCCC Cengles e Lasa sito nel fondovalle dell’Adige) 5.615,0000 Il nuovo confine con il Parco Nazionale dello Stelvio è formato dall’inizio del pendìo sulla parte orografica destra dell’Adige quale limite del terreno coltivato ed il bosco montano. 48) LAUREGNO (CC Lauregno) 1.420,0958 49) LA VALLE (CC La Valle) 3.320,2812 ha 583,1490 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 50) LONGIARÙ (CC Longiarú) 3.338,8290 ha 635,5737 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 175,1645 - «Mundevilla» 51) LUSON (CC Luson) 7.423,5728 Riserve private di caccia: ha 549,8263 - «Nivenol»ha 285,1123 - parte riserva «Bannwald» 52) LUTAGO (CC Lutago) 5.133,8542 ha 387,1760 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 53) MAGRÈ ALL’ADIGE E CORTINA ALL’ADIGE (CCCC Magrè, Cortina all’Adige e Favogna) 1.584,5496 Riserva privata di caccia: ha 11,4269 CC Favogna - parte riserva «Oberfennberg» 54) MAIA BASSA (parte del CC Maia, nonché metà dei CCCC Merano e Quarazze) 1.585,6458 Il confine venatorio tra le riserve di caccia di diritto Merano - Maia Alta e Maia Bassa è formato dal Rio di Lastabianca, nonché dalle vie Winkel e Castel Gatto.Riserva privata di caccia: ha 300,9580 CC Maia - parte riserva «Castel di Nova» 55) MALLES VENOSTA(CCCC Burgusio, Clusio, Malles Venosta, Piavenna, Planol, Slingia e Tarces, nonchè territorio del CC Laudes sito sulla parte orografica sinistra del rio Ram compresa la campagna sulla parte destra dello stesso, ma con esclusione dei terreni in località “Passag” ) 13.060,0000 ha 171,9804 CC Burgusio, ha 19,5197 CC Clusio, ha 1.231,8470 CC Planol ed ha 490,0595 CC Slingia appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 207,7192 CC Slingia e ha 194,7091 CC Clusio - «Marienberg»Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto Malles e Glorenza in località “Passag” è formato dal rio Ram. Il nuovo confine con il Parco Nazionale dello Stelvio è formato dalla particella 1315/25 del rio Ram nonché dall’inizio del pendìo sulla parte orografica destra di questo torrente quale limite del terreno coltivato ed il bosco montano. 56) MAZIA (CC Mazia) 5.244,6111 ha 3.919,0583 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 57) MAREBBE (CC Marebbe) 10.114,6806 ha 4.236,8756 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 121,5290 - «Vigilfeld» 58) MARETA (CC Mareta) 1.650,6235 ha 73,3160 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 59) MARLENGO (CC Marlengo) 1.279,8379 Riserva privata di caccia: ha 99,7930 - parte riserva «Menz- Popp» 60) MELTINA (CC Meltina) 3.689,8970


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 61) MERANO - MAIA ALTA (metà dei CCCC Merano e Quarazze, nonché parte del CC Maia) 1.045,6390 Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto di Merano - Maia Alta e Maia Bassa è formato dal Rio di Lastabianca, nonché dalle vie Winkel e Castel Gatto.Riserva privata di caccia: ha 89,50 CC Maia - parte riserva «Castel di Nova» 62) MONGUELFO (CC Monguelfo escluse le pp.ff. 1535/2 e 1535/3 più ha 1,6569 in CCTesido e precisamente la zona sita fra la strada provinciale e il Rio di Casies) 1.333,1539 ha 1,8260 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 132,2270 - parte riserva -«Schloßwald» 63) MONTAGNA (CC Montagna ed ha 191,5765 CC Aldino e precisamente le località «Vordere Leiten - Lahnstall», nonché una parte di «Leiten») 2.082,2154 Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto di Aldino e Montagna è formato dal confine tra i comuni catastali omonimi, nonché dal Rio Nero e dal dorso montuoso sito sulla parte orografica sinistra della Valle Larga. 64) MONTANA (CCCC Montana, Elle e Onies) 2.237,2394 65) MONTEPONENTE (CC Monteponente e bosco di Velturno e cioè ha 138,3136 CC Varna I ed ha 411,1283 CC Scaleres) 2.068,4541 66) MOSO IN PASSIRIA (CCCC Corvara, Moso e Plata) 16.213,6197 ha 577, 6556 CC Moso, ha 1.393,7616 CC Plata ed ha 1.272,7301 CC Corvara appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 67) MULES (CC Mules) 2.769,1866 68) NALLES (CC Nalles) 1.234,5624 69) NATURNO (CCCC Naturno, Stava e Tablà) 6.521,4740 ha 182,4157 CC Naturno appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 70) NAZ-SCIAVES (CCCC Aica, Naz, Rasa, Sciaves e Elvas) 1.951,7323 ha 10,1382 CC Aica ed ha 9,6689 CC Sciaves appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 71) NOVA LEVANTE (CC Nova Levante) 3.520,3361 ha 1.563,2395 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 64,7220 - parte riserva «Bewall»


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 72) NOVA PONENTE(CC Nova Ponente) 10.891,1841 ha 310,7757 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserve private di caccia: ha 104,6327 - «Reiteralpe» ha 230,3110 - «Scheidner-Högger» ha 194,9618 - «Tschufler» ha 140,7411 - «Halser» ha 125,8919 - «Spörl» ha 166,6648 - parte riserva «Bewall» 73) ORA (CC Ora) 1.181,8779 74) ORTISEI(CC Ortisei) 2.424,7869 75) PARCINES (CC Parcines) 4.786,1184 ha 754,2322 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 129,1036 - parte riserva «Leiter-Gojenalm» 76) PERCA (CC Perca) 3.028,1951 Riserva privata di caccia: ha 411,1606 «Malga Oberhaidacher» 77) PLAUS (CC Plaus) 487,3992 78) PONTE GARDENA (CC Ponte Gardena) 232,5008 79) POSTAL (CC Postal) 672,2186 80) PRATI (CC Prati) 2.943,5464 ha 85,9934 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 81) PRATO ALLO STELVIO(fondovalle dell’Adige nel territorio dei CCCC Montechiaro e Prato con esclusione dei terreni sulla sponda sinistra del fiume Adige, nonché porzione del CC Sluderno sulla parte orografica destra) 1.000,0000 Il confine venatorio fra le riserve di diritto di Prato allo Stelvio e Sluderno è formato dal fiume Adige. 82) PREDOI (CC Predoi) 5.610,3416 ha 3.038,6121 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 83) PROVES(CC Proves) 1.852,7656 84) PRUNO(CC Stilfes in parte) 727,0000 85) RACINES (CC Racines) 4.938,4725 ha 222,2917 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 86) RASUN (CCCC Rasun di Sopra e di Sotto) 3.186,2697 87) RENON (CCCC Renon I, Renon II e Vanga) 11.147,6932 Riserve private di caccia: ha 127,5804 CC Renon II - «Maso Egger» ha 258,8680 CC Renon II - «Nörderer» ha 110,0115 CC Vanga ed ha 0,0612 CC Renon II - parte riserva «Siebenfahrer» 88) RIDANNA (CC Ridanna) 5.862,0435 ha 2.227,0683 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 89) RIFFIANO - CAINES (CCCC Riffiano e Caines) 3.741,4184 90) RINA DI MAREBBE(CC Rina) 1.782,2999


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 91) RIO DI PUSTERIA (CCCC Maranza, Rio Pusteria, Valles e Spinga) 7.446,2363 ha 963,6987 CC Valles appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 92) RIVA DI TURES (CC Riva di Tures) 5.529,2528 ha 3.108,7079 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia 93) RODENGO (CC Rodengo) 2.953,5890 94) SALORNO (CCCC Salorno e Cauria) 3.320,1995 95) SAN ANDREA IN MONTE(CCCC Eores e San Andrea) 5.331,9103 ha 143,8000 CC Eores appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 37,7217 CC San Andrea - parte riserva «Bannwald» 96) SAN CANDIDO (CCCC S. Candido e Monte San Candido) 4.106,0308 ha 1.200,4843 CC San Candido appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 97) SAN FELICE(CC San Felice) 1.479,6010 98) SAN GENESIO ATESINO (parte del CC San Genesio sito a sud del Rio Avigna più ha 98,5213 in CC Valas e precisamente la località «Rappenbichl») 3.951,4778 Il confine venatorio tra le riserve di caccia di diritto di San Genesio Atesino e di Valas - Avigna è formato dai Rii di Velasio e d’Avigna.Riserva privata di caccia: ha 132,1504 CC S. Genesio - «Lanzoner» 99) SAN GIACOMO IN VALLEAURINA (CC San Giacomo) 2.709,3595 ha 1015,0818 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 100) SAN GIOVANNI IN VALLEAURINA (CC San Giovanni) 4.647,5277 ha 1.763,5158 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 101) SAN LEONARDO IN PASSIRIA (CC San Leonardo) 8.347,6123 ha 484,5585 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 102) SAN LORENZO DI SEBATO (CC San Lorenzo) 2.913,1503 103) SAN MARTINO IN BADIA(CC S. Martino in Badia) 3.659,4303 Riserve private di caccia: ha 243,0905 - «Putia» ha 294,8140 - «Cuncan» 104) SAN MARTINO IN CASIES(CC S. Martino in Casies) 4.655,0396 105) SAN MARTINO IN PASSIRIA(CC S. Martino in Passiria) 3.025,6047 ha 23,8746 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 106) SAN PANCRAZIO (CC S. Pancrazio) 6.156,1780 ha 142,2609 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 107) SAN PIETRO IN VALLE AURINA(CC S. Pietro) 2.887,2882 ha 184,5020 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 108) SANTA CRISTINA VAL GARDENA (CC S. Cristina) 2.347,3962 ha 835,1113 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 109) SANTA MADDALENA IN CASIES (CC S. Maddalena in Casies) 3.448,3638 ha 31,8638 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 110) SARENTINO (CC Sarentino) 29.873,1341 ha 376,5100 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserve private di caccia: ha 356,2227 - «Inderst in Asten» ha 163,4891 - «Maso Heiss» ha 174,6447 - «Derfler» ha 162,5790 - parte riserva «Siebenfahrer» 111) SCENA (CC Scena) 4.554,3980 ha 271,5563 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 112) SELVA DEI MOLINI (CC Selva dei Molini) 4.538,1474 Riserve private di caccia: ha 216,5452 - «Putzenalpe» ha 390,5484 - «Brugger» 113) SELVA DI VAL GARDENA (CC Selva di Val Gardena) 4.006,6442 ha 1.320,7006 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 114) SENALE(CC Senale) 1.275,3887 115) SENALES (CCCC Certosa, La Madonna e S.Caterina) 17.978,7852 ha 10,0433 CC Certosa, ha 1.423,0329 CC La Madonna ed ha 1.640,7169 CC S. Caterina appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 116) SESTO (CC Sesto) 6.301,1206 ha 1.787,0664 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 117) SILANDRO (CCCC Corces, Montemezzodì, Silandro e Vezzano nonché il fondovalle del fiume Adige nel territorio dei CCCC Covelano e Montetramontana) 7.780,0000 ha 1.207,8938 CC Montemezzodì appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. Il nuovo confine con il Parco Nazionale dello Stelvio a monte dello sbocco con il rio Alliz è formato dal fiume Adige e nell’asta compresa fra la suddetta confluenza e la località di Ponte di Legno dall’inizio del pendio sulla parte orografica destra quale limite del terreno coltivato ed il bosco montano. 118) SLUDERNO (territorio del CC Sluderno nonché porzione del CC Prato allo Stelvio siti sulla parte orografica sinistra dell’Adige) 2.015,0000 ha 17,6725 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto di Sluderno e Prato allo Stelvio è formato dal fiume Adige. 119) STILVES (CC Stilves in parte) 3.016,8417 ha 335,8103 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 120) TELVES (CC Telves) 802,4227 ha 20,2427 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 121) TERENTO (CCCC Colli Pusteria e Terento) 4.252,1583 122) TERLANO (CC Terlano) 1.864,6794 123) TERMENO (CCCC Termeno e Sella) 1.908,6073 Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto di Cortaccia e Termeno è formato dal confine tra i comuni omonimi come rideterminato con la legge regionale 3 novembre 1990, n. 10.ha 31,5682 CC Termeno appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 124) TESIDO (CC Tesido esclusa la zona sita fra la strada provinciale ed il Rio di Casies più ha 0,7114 in CC Monguelfo e precisamente le pp.ff. 1535/2 e 1535/3) 3.320,6989 Riserva privata di caccia: ha 18,7145 - parte riserva «Schloßwald» 125) TESIMO (CC Tesimo) 3.810,5934 Riserva privata di caccia: ha 130,3583 - «S. Giacomo - Grissiano» 126) TIRES (CC Tires) 3.689,2433 Le pp.ff. 4343 e 4344 in P.T. 163/II CC Fiè allo Sciliar, che con i nn. 1191 e 1192 figurano anche sulla mappa del CC Tires, appartengono alla riserva di diritto Fiè.ha 519,5271 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserve private di caccia: ha 120,9310 - «Völsegg» ha 107,8096 - «Völsegger Schwaige» 127) TIROLO(CC Tirolo) 2.494,9786 ha 64,3653 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 128) TRENS (CC Trens) 2.641,7773 ha 38,4194 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserva privata di caccia: ha 203,7554 «Burgfrieden» 129) TRODENA(CCCC Trodena e S. Lugano) 2.069,7305 130) TUBRE (territorio del CC Tubre sito sulla parte orografica sinistra del Rio Ram nonché abitato e campagna di Rifair sulla parte orografica destra di questo torrente) 3.060,0000 ha 551,7634 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. Il nuovo confine con il Parco Nazionale dello Stelvio è formato dal rio Ram ed in località Rifair dall’inizio del pendìo sulla parte orografica destra di questo torrente quale limite del terreno coltivato ed il bosco montano. 131) ULTIMO(CC Santa Valburga, nonché territorio del CC San Nicolò sito fuori del perimetro del Parco Nazionale dello Stelvio) 14.570,0000 ha 60,50 CC S. Valburga appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 132) VADENA(CC Vadena) 1.350,7432 Riserva privata di caccia: ha 236,8443 - «Laimburg - Piglon» 133) VALAS - AVIGNA (CC Valas più la frazione di Avigna in CC S. Genesio Atesino) 2.820,5223 Il confine venatorio fra le riserve di caccia di diritto di Valas - Avigna e San Genesio Atesino è formato dai rii Valasio e d’Avigna. ha 98,5213 del CC Valas sono aggregati alla riserva di diritto di San Genesio Atesino. 134) VALDAORA(CC Valdaora) 4.894,8118 135) VAL DI VIZZE (CC Vizze) 7.578,0359 ha 3.591,9572 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 136) VALGIOVO (CC Valgiovo) 4.247,4349 ha 306,5116 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 137) VALLE SAN SILVESTRO (CC Valle S. Silvestro) 1.165,1341 138) VANDOIES (CCCC Vallarga, Vandoies di Sopra e Vandoies di Sotto) 3.730,3909


N. Denominazione Estensionein ettari Osservazioniriserve private, oasi di protezione demaniali 139) VARNA (CCCC Varna II, Novacella I e Novacella II, nonché parte dei CC Scaleres e Varna I 6.867,2525 Il bosco di Velturno e cioè ha 138,3136 CC Varna I, nonchè ha 411,1283 CC Scaleres appartengono alla riserva di caccia di diritto di Monteponente. ha 534,4386 CC Varna II appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.Riserve private di caccia: ha 607,8806 CC Novacella II - «Riol» ha 401,4808 CC Scaleres - «Steinwend» ha 365,9025 CC Varna II - «Kühbergalm» ha 602,9931 CC Varna II - «Hinterflagger» 140) VELTURNO (CC Velturno) 2.475,6639 141) VERANO (CC Verano) 2.211,9642 142) VERSCIACO E PRATOALLA DRAVA(CCCC Versciaco e Prato Drava) 2.703,1064 143) VILLABASSA(CC Villabassa) 1.784,9584 144) VILLANDRO(CC Villandro) 3.989,3219 ha 395,2365 appartengono al patrimonio demaniale della Provincia. 145) VIPITENO (CCCC Ceves, Novale, Tunes e Vipiteno) 3.241,9176 ha 75,6869 CC Ceves ed ha 0,1186 CC Novale appartengono al patrimonio demaniale della Provincia.


La superficie ettariale delle oasi di protezione di cui all’articolo 9, comma 2, è compresa alternativamente in quella della riserva di caccia di diritto, della riserva privata di caccia, delle oasi di protezione demaniali o della bandita di cui all’articolo 10, comma 3.


Sotto la colonna «Osservazioni» sono elencati:


a) le riserve private di caccia esistenti all’entrata in vigore della
presente legge (29 luglio 1987); la rispettiva superficie ettariale è compresa
in quella della riserva di caccia di diritto, specificata alle colonne 2 e 3;
b) i territori demaniali della Provincia, che costituiscono oasi di
protezione ai sensi dell’articolo 9, comma 3; la rispettiva superficie
ettariale non è compresa in quella della riserva di caccia di diritto.



STAMPA QUESTA PAGINA
 
 
 

CONVEGNI ED EVENTI

IL DUBBIO RAZIONALE E LA SUA PROGRESSIVA SCOMPARSA NEL GIUDIZIO PENALE
Roma, 11 luglio 2022, in diretta facebook
11 luglio 2022in diretta facebookIntervengono:Avv. Antonino Galletti, Presidente del Consiglio dell'Ordine ...
FORMAZIONE INTEGRATIVA IN MATERIA DI DIRITTO DELLE RELAZIONI FAMILIARI
Milano, giovedì 15, 22, 29 settembre e 6 ottobre 2022, piattaforma Zoom meeting
4 incontrigiovedì 15, 22, 29 settembre e 6 ottobre 2022 dalle 14.30 alle 18.30 su piattaforma ZoomDestinatariMediatori ...
XXXVI CONVEGNO ANNUALE DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI COSTITUZIONALISTI “LINGUA LINGUAGGI DIRITTI”
Messina e Taormina, giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 ottobre 2022
giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 ottobre 2022Università degli Studi di Messina, Aula Magna Rettorato, ...
LA FORMAZIONE DELL’AVVOCATO DEI GENITORI NEI PROCEDIMENTI MINORILI E DI FAMIGLIA
Napoli, 13 Ottobre 2022, Sala “A. Metafora”
Webinar su piattaforma CISCO WEBEX del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoliore 15.00 - 18.00Giovedì ...
     Tutti i CONVEGNI >

LIBRI ED EBOOK

Formulario degli atti notarili 2014
A. Avanzini, L. Iberati, A. Lovato, UTET Giuridica, 2014
Il formulario soddisfa le esigenze pratiche del notaio, poiché consente di individuare, mediante una ...
Sicurezza sul lavoro. Responsabilità. Illeciti e Sanzioni
P. Rausei, IPSOA, 2014
Il volume fornisce una analisi puntuale, schematica e sistematica, dell’attuale quadro sanzionatorio ...
Trattato di procedura penale
G. Spangher, G. Dean, A. Scalfati, G. Garuti, L. Filippi, L. Kalb, UTET Giuridica
A vent’anni dall’approvazione del nuovo Codice di Procedura Penale, tra vicende occasionali, riforme ...
Diritto penale delle società
L. D. Cerqua, G. Canzio, L. Luparia, Cedam Editore, 2014
L'opera, articolata in due volumi, analizza approfonditamente i profili sostanziali e processuali del ...
     Tutti i LIBRI >