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NORMATIVA
Normativa regionale - Campania

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Legge regionale n. 1 del 30 gennaio 2008
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania. Legge finanziaria 2008
 

Il Consiglio regionale ha approvato
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE


Promulga la seguente legge


ARTICOLO 1
Contenimento e razionalizzazione della spesa regionale


1. Al fine di conseguire gli obiettivi di risparmio della spesa regionale indicati dai principi di coordinamento della finanza pubblica introdotti dalle leggi dello Stato, la Giunta ed il Consiglio regionale, ciascuno con riferimento ai rispettivi ambiti di autonomia finanziaria organizzativa e di spesa, entro il perentorio termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si dotano di un piano triennale di razionalizzazione e ottimizzazione dell’organizzazione, delle spese e dei costi di funzionamento delle strutture regionali e degli enti strumentali che individui misure idonee e vincolanti.
2. I piani della Giunta e del Consiglio di cui al comma 1 devono, prioritariamente, riguardare gli ambiti e attenersi ai criteri di seguito indicati:
a) riorganizzazione dell’ubicazione delle strutture e degli uffici regionali, al fine di concentrarli negli immobili di proprietà regionale, razionalizzando la destinazione d’uso di questi ultimi e dismettendo progressivamente i fitti passivi che gravano sul bilancio regionale;
b) regolamentazione o risoluzione delle concessioni in comodato d’uso degli immobili regionali;
c) definizione, regolamentazione, attuazione e monitoraggio ai sensi del comma 455 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), di un sistema centralizzato per l’approvvigionamento di lavori, beni e servizi della Regione, dei suoi enti e società strumentali e delle sue strutture straordinarie;
d) razionalizzazione e innovazione del sistema di approvvigionamento e gestione degli automezzi regionali al fine di conseguire il risparmio e la maggiore efficienza della spesa;
e) razionalizzazione della spesa per l’approvvigionamento dei servizi di telefonia e di trasmissione dati, con l’approdo a nuove soluzioni tecniche che consentano un risparmio dei costi;
f) razionalizzazione delle spese dei servizi di portierato, vigilanza,
pulizia e gestione dei sistemi informatici;
g) affidamento alla Regione o ai suoi enti e società strumentali della pubblicazione per via telematica dell’opuscolo “Sanaguida” della sanità campana.
3. Con cadenza trimestrale il Presidente del Consiglio regionale e il Presidente della Giunta regionale comunicano al Consiglio una relazione sullo stato di attuazione del presente articolo.
4. I consulenti nominati direttamente o indirettamente da un organo politico, esclusi quelli con funzioni dirigenziali, non possono svolgere, nella stessa legislatura in cui sono nominati, incarichi di Presidente di Commissione di valutazioni o di gara. I soggetti che, alla data dell’entrata in vigore della presente legge, si trovino nella situazione di cui al periodo precedente effettuano l’opzione per l’uno o l’altro incarico.


ARTICOLO 2
Compensi, indennità e rimborsi spese ai componenti degli organi politici della Regione


1. Con decorrenza 1 gennaio 2008, in armonia con gli indirizzi della legge 24 dicembre 2007, n. 244
(legge finanziaria 2008), in materia di contenimento dei costi della politica, per la determinazione dell’indennità spettante ai consiglieri ed ai componenti della Giunta regionale, per cinque anni, non si applica l’adeguamento previsto dall’articolo 2 della legge regionale 5 giugno 1996, n. 13 e successive modifiche.


ARTICOLO 3
Piano annuale di finanziamento delle opere pubbliche e termini per gli investimenti


1. Per il triennio 2008 – 2010 i piani annuali di finanziamento di cui all’articolo 65, della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3, privilegiano, nel rispetto dei pertinenti stanziamenti di bilancio, gli interventi finanziari di cui all’articolo 64, comma 1, lettera b) della medesima legge. Per ciascun anno del medesimo periodo, ferma restando la preventiva verifica di compatibilità finanziaria, il livello di assegnazione dei nuovi contributi pluriennali di cui all’art. 64, comma 1, lettera a), della legge regionale n. 3/2007, non può superare il valore delle posizioni estinte nell’anno immediatamente precedente.
2. Il programma e l’elenco annuale dei lavori pubblici di cui all’articolo 63, della legge regionale n. 3/2007 sono redatti in modo da garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 del presente articolo.
3. Le proroghe dei termini per l’utilizzo degli investimenti, concessi agli enti locali ai sensi delle leggi regionali 31 ottobre 1978, n. 51, 12 dicembre 1979, n. 42 e 6 maggio 1985, n. 50, stabilite da precedenti disposizioni legislative, non sono cumulabili.
4. Per il triennio 2008-2010 le opere e gli investimenti ammessi a finanziamento con i piani annuali di cui al comma 1, per quanto compatibili con le rispettive regole di funzionamento, trovano copertura finanziaria prioritariamente attraverso l’utilizzo dei Fondi per le aree sottoutilizzate (FAS) assegnati alla Regione.


ARTICOLO 4
Norma generale sull’utilizzo dei Fondi di riserva


1. All’articolo 28 della legge regionale 30 aprile 2002, n. 7, dopo il comma 7, sono aggiunti i seguenti:
“8. L’utilizzo dei fondi di cui al comma 1 è subordinato alla preventiva verifica da parte della struttura cui è assegnata la gestione delle voci elementari di bilancio da istituire, ovvero i cui stanziamenti devono essere adeguati attraverso la movimentazione delle somme accantonate nei richiamati fondi, della possibilità di ricavare la provvista finanziaria necessaria attraverso l’effettuazione delle variazioni compensative di cui ai commi 6, 7 e 10 dell’articolo 29, senza che ciò, con riferimento allo stato di realizzazione della programmazione ed alla possibilità di rimodulare le spese previste in ragione della loro configurazione come spese riferibili ad attività non essenziali o comunque differibili, apporti nocumento alla gestione.
9. Fermo restando il regime di competenza previsto per ciascuna tipologia di variazione compensativa richiamata nel comma 8, l’impossibilità di provvedere con modalità diverse da quelle dell’utilizzo dei fondi di riserva è certificata dal dirigente competente alla gestione delle voci di spesa elementari interessate. In assenza di tale espressa certificazione i provvedimenti non sono eseguibili”.


ARTICOLO 5
Modifiche al regolamento n. 1/2007 per i soggetti che erogano attività di assistenza specialistica


1. All’articolo 4 del regolamento n. 1 del 22 giugno 2007, sono aggiunti i seguenti commi:
“22. Essendo disposto al comma 1 che le strutture che intendano richiedere l’accreditamento istituzionale devono essere in possesso, già all’atto della presentazione dell’istanza di accreditamento istituzionale, dei requisiti ulteriori definiti nei capi II e III del presente regolamento, nonché della positiva valutazione della compatibilità della struttura rispetto alla programmazione regionale e dell’attività svolta, gli effetti giuridici conseguenti al riconoscimento del nuovo status di soggetto accreditato ed al rilascio dell’accreditamento istituzionale con la contestuale assegnazione del livello di classe non decorrono dalla data di rilascio dell’attestato di accreditamento istituzionale bensì dalla data di acquisizione dell’istanza stessa al protocollo regionale, a condizione che il nucleo di valutazione, all’atto della verifica, accerti che i requisiti ulteriori richiesti erano effettivamente già posseduti alla data di presentazione dell’istanza di accreditamento.
23. L’assessore, nel rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività in regime privatistico, procede all’emanazione di orientamenti chiari ed univoci per gli operatori e le strutture sanitarie assicurandosi che gli esami contrassegnati con la lettera R e rientranti tra i livelli minimi di assistenza definiti dal decreto ministeriale 22 luglio 1996 e previsti dall’articolo 2, comma 9 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, siano riconosciuti dalle prestazioni, individuando nelle schede ST 3 quali requisiti siano richiesti alle strutture che si candidano ad erogare dette prestazioni.”


ARTICOLO 6
Assunzione di decisioni di spesa pluriennale


1. La stipula di contratti di mutuo, di emissione di prestiti obbligazionari o di altre forme di indebitamento da parte dei dirigenti competenti, nei limiti di quanto autorizzato con legge di approvazione del bilancio o con legge di variazione dello stesso ai sensi dell’articolo 9, comma 3, della legge regionale 30 aprile 2002,n. 7, è subordinata alla preventiva valutazione di compatibilità finanziaria da parte del dirigente dell’Area generale di coordinamento “Bilancio, Ragioneria e Tributi” cui è preventivamente trasmessa copia dei contratti da stipulare e relativi piani di ammortamento.
2. Al fine di rendere più efficace il monitoraggio degli equilibri di bilancio e tempestive eventuali azioni a salvaguardia degli stessi, sono altresì preventivamente trasmessi, a cura del dirigente competente per materia, alla struttura finanziaria di cui al comma 1 per analoga valutazione, i contratti pluriennali e qualsiasi atto che comporti l’assunzione di obbligazioni future che determinino l’erogazione di spese per la Regione.


ARTICOLO 7
Norma in materia di gestione della tassa automobilistica regionale


1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 17, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, a decorrere dal 1° gennaio 2008 le esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica previste dall’articolo 8 della stessa legge sono riconosciute direttamente dalle competenti strutture regionali. Con decreto del dirigente del settore competente sono stabilite le modalità operative per il riconoscimento delle stesse, nel rispetto della normativa nazionale vigente.
2. In materia di interruzione dell’obbligo di pagamento della tassa automobilistica previsto dall’articolo 5, comma 44, del decreto-legge 30 dicembre 1982, n. 953, convertito dalla legge 28 febbraio 1983, n. 53, per i veicoli consegnati per la rivendita ai concessionari, gli elenchi previsti dal comma 45 del medesimo articolo 5 sono trasmessi direttamente alla Regione. Al fine di ottenere l’interruzione dell’obbligo i richiedenti devono essere proprietari del veicolo per il quale è richiesto il beneficio. Il dirigente competente procede con proprio decreto a stabilire le modalità operative per la trasmissione e il caricamento dei dati nell’archivio regionale della tassa automobilistica, nonché le modalità di versamento del contributo previsto dall’articolo 5, comma 48 del citato decreto-legge n. 953/1982, convertito dalla legge 53/1983.
3. Per quanto non previsto dal presente articolo continuano ad applicarsi le norme in materia di tassa automobilistica regionale, in quanto compatibili.
4. Fino all’emanazione dei decreti dirigenziali di definizione delle modalità attuative delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 resta fermo l’attuale regime di competenze.


ARTICOLO 8
Azioni di sostegno all’inserimento lavorativo dei giovani


1. È istituito un fondo di garanzia denominato Fondo lavoro giovani e imprese, con una
dotazione iniziale pari ad euro 1 milione a valere sull’unità previsionale di base, di seguito denominata UPB, 2.83.243 del bilancio regionale 2008. Con delibera di Giunta regionale, da adottare entro novanta giorni dalla pubblicazione della presente legge e previa acquisizione del parere della competente commissione consiliare, sono individuate le misure e le azioni di sostegno tese a favorire la crescita occupazionale con riferimento ai giovani di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni residenti da almeno tre anni nella regione Campania.
2. La Giunta, in sede di attuazione del comma 1, si attiene ai seguenti criteri:
a) riconoscimento di forme di sostegno, non cumulabili con altre incentivazioni regionali o statali, alle imprese, anche artigiane, commerciali e turistiche, nel rispetto degli obblighi derivanti da norme comunitarie e statali, che si impegnino ad assumere a tempo indeterminato i giovani con i requisiti di cui al comma 1;
b) finanziamento di forme di garanzia che favoriscano l’accesso al credito bancario di nuove iniziative imprenditoriali realizzate da giovani con i requisiti di cui al comma 1 privi di stabile occupazione o che hanno svolto periodi di attività lavorativa all’estero;
c) finanziamento, anche attraverso l’individuazione di forme di garanzia che favoriscano l’accesso al credito bancario, a giovani laureati abilitati all’esercizio di una libera professione, di età non superiore ad anni ventotto meritevoli e privi di mezzi, residenti in Campania da almeno cinque anni, al fine di sostenere i costi di avvio dell’attività per la quale sono abilitati;
d) agevolazione della competitività dei giovani professionisti abilitati e specializzati, residenti in Campania, nell’ambito dell’Unione europea, anche mediante corsi di formazione, aggiornamento e stage in Italia e all’estero;
e) definizione di forme di garanzia che favoriscano l’accesso al credito bancario a giovani laureati che intendano proseguire il proprio percorso formativo attraverso corsi di specializzazione o master post-laurea.
3. Per informare ed assistere i potenziali beneficiari nel cogliere le opportunità offerte, sono istituiti “Info Point” localizzati nei Centri per l’impiego e presso le Agenzie del lavoro, così come individuate all’articolo 16, comma 4, della legge regionale 29 dicembre 2005, n. 24 (legge finanziaria regionale 2006), finanziati con i trasferimenti di risorse CIPE alle amministrazioni provinciali.
4. E’ disposta per l’esercizio finanziario 2008, nell’ambito delle politiche attive per il lavoro destinate a soggetti in condizioni di disagio,
l’attivazione di finanziamenti di autoimpiego destinati ai giovani di età compresa tra i diciotto e venticinque anni che sono stati inseriti in percorsi per il recupero della dispersione scolastica o che hanno seguito percorsi di formazione regionale mirati al potenziamento dell’occupabilità. Gli interventi previsti sono finanziati a valere sulla UPB 3.13.115. La Giunta regionale provvede all’attuazione della presente disposizione.


ARTICOLO 9
Promozione della cultura del lavoro e della produzione industriale e artigianale


1. La Regione riconosce nella promozione della cultura del lavoro e della produzione industriale una componente essenziale del processo di valorizzazione del capitale sociale territoriale ed un fattore determinante per l’attivazione dei processi di sviluppo economico e sociale.
2. A tal fine la Regione contribuisce al finanziamento di specifiche iniziative mirate alla promozione delle produzioni industriali regionali, alla valorizzazione dei processi produttivi mediante sostituzione di sistemi o componenti e degli ambiti territoriali in cui essi sono radicati, alla valorizzazione dei processi formativi mirati alla crescita della cultura del lavoro e della produzione industriale, in specie destinati alle giovani generazioni.
3. I contributi sono erogati, a fronte di specifici progetti, una tantum e non sono cumulabili con altri interventi regionali di analoga finalità.
4. Soggetti destinatari dei contributi possono essere gli enti locali e le le cooperative, le associazioni culturali, le associazioni di categoria e altri organismi pubblici e privati con scopi istituzionali coerenti con le finalità del presente articolo.
5. Nell’ambito del Piano d’azione per lo sviluppo economico regionale (PASER) di cui all’articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 2005, n. 24 (legge finanziaria regionale 2006), sono disciplinate le priorità e le modalità per la concessione dei contributi. La Giunta regionale adotta gli atti organizzativi ed i provvedimenti amministrativi necessari all’attuazione dei commi 2 e 3.
6. La regione Campania promuove una gestione integrata dei rischi a vantaggio dei fruitori del servizio che pone al centro della gestione delle diverse organizzazioni pubbliche una capacità sistemica di valutare i rischi d’impresa. Nel perseguimento di tale finalità la Regione mira a mettere a punto protocolli per la riduzione delle diverse tipologie di rischio, l’analisi delle informazioni acquisite da banche dati, l’addestramento degli operatori ad adottare comportamenti e procedure corrette al fine di prevenire l’insorgere di eventi dannosi. Il 3 per cento delle spese libere e non obbligatorie di ogni singolo assessorato sono destinate alla promozione ed alla realizzazione di percorsi formativi relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro.


ARTICOLO 10
Attuazione dell’articolo 27, comma 3, della legge regionale n. 1/2007


1. La Giunta regionale nell’ambito della programmazione del Fondo europeo sviluppo regionale
(FERS), del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) attua quanto disposto dall’articolo 27, comma 3, della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge finanziaria regionale 2007), in materia di lavori di pubblica utilità nel campo del risanamento, bonifica, manutenzione dell’ambiente, patrimonio archeologico e monumentale della Campania.
2. Ai fini di cui al comma 1 sono utilizzate le strutture già operanti nei predetti campi nonché le risorse umane formate nel corso degli anni attraverso moduli di orientamento, formazione professionale ed esperienze di lavoro in aziende ed imprese.


ARTICOLO 11
Modifiche alla legge regionale n. 13/2004


1. All’articolo 1, comma 2, della legge regionale 20 dicembre 2004, n. 13,
dopo la lettera i) è aggiunta la seguente:
l) favorisce gli investimenti, anche di soggetti privati, diretti alla
realizzazione di strutture
ricettive residenziali per studenti universitari.
2. Al medesimo articolo 1 della legge regionale n. 13/2004, dopo il comma 2 è
inserito il seguente:
“3. Per il perseguimento dei fini di cui al comma 2 rientrano negli
investimenti per le università anche gli investimenti immateriali strumentali
al sostegno ed alla valorizzazione delle attività di ricerca, alle azioni di
orientamento, promozione e diffusione dell’attività scientifica, alla
valorizzazione e al sostegno delle risorse umane, anche con riferimento
all’annuale soddisfacimento delle esigenze di residenzialità degli studenti
anche mediante convenzioni tra università e soggetti pubblici o privati dotati
di strutture ricettive adeguate allo scopo, quali mense, spazi destinati allo
studio, biblioteche anche telematiche, spazi per iniziative socio-culturali.”
3. La Giunta regionale, sentite le commissioni consiliari competenti, entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
predispone un piano di azioni per incentivare progetti di collaborazione tra
le università e le piccole e medie imprese (PMI) campane e per agevolare la
diffusione dei risultati di progetti di ricerca particolarmente innovativi nel
contesto produttivo locale.


ARTICOLO 12
Fondo regionale per l’edilizia pubblica


1. Quota parte del ricorso al mercato finanziario di cui alla legge di
Bilancio 2008 è destinata, nella misura di euro 30 milioni annui, a
reintegrare, mediante iscrizione nella UPB 1.3.10, la disponibilità delle
risorse finanziarie di cui al Fondo regionale per l’edilizia pubblica, ridotte
dall’articolo 5, comma 2 della legge regionale 24 dicembre 2003, n. 28.


ARTICOLO 13
Fondo di credito e garanzia per la realizzazione di programmi pluriennali di edilizia residenziale agevolata


1. E’ istituito un Fondo rotativo di credito e garanzia finalizzato a:
a) fornire le garanzie richieste dal sistema bancario per la concessione
di mutui per l’acquisto di immobili destinati a prima casa;
b) favorire la concessione di mutui agevolati, anche mediante la
partecipazione della Regione attraverso contributi in conto interessi.
2. I benefici di cui al comma 1, lettera b) sono finalizzati anche al
pagamento di rate di mutui già concessi nell’ultimo triennio.
3. Al Fondo affluisce una quota parte delle risorse per annualità future
spettanti alla regione Campania in virtù dell’accordo di programma stipulato
in data 26 ottobre 2000 con il Ministero dei lavori pubblici. Eventuali
rientri per capitale ed interesse sono destinati ad incrementare il Fondo
stesso.
4. La Giunta regionale, su proposta del competente assessore, entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
definisce l’entità, le modalità ed i criteri di accesso al Fondo rinviando,
per la gestione dello stesso, alla integrazione della convenzione stipulata
con la Cassa depositi e prestiti in data 20 luglio 2001 che snellisca le
procedure e la tempistica con oneri ridotti a carico dell’amministrazione
regionale.


ARTICOLO 14
Procedure per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.


1. Nel rispetto dei principi di economicità, efficienza, tempestività e
correttezza dell’azione amministrativa ed in linea con i principi di cui alla
legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge finanziaria regionale 2007), la
legge regionale 2 luglio 1997, n. 18 è così modificata:
a) al comma 2 dell’articolo 5, le parole “entro novanta giorni dalla
scadenza” sono sostituite dalle parole “entro sessanta giorni dalla scadenza”;
b) al comma 1 dell’articolo 8, le parole “entro novanta giorni dal
ricevimento delle domande” sono sostituite dalle parole “entro sessanta giorni
dal ricevimento delle domande”;
c) al comma 5 dell’articolo 8, le parole “La graduatoria è pubblicata
entro sessanta giorni,” sono sostituite dalle parole “La graduatoria è
pubblicata entro trenta giorni,”;
d) al comma 6 dell’articolo 8, le parole “entro dodici mesi dalla data di
emanazione del bando.” sono sostituite dalle parole “entro sei mesi dalla data
di emanazione del bando.”.
2. Gli occupanti di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ivi compresi
quelli realizzati ai sensi del titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219,
che alla data di pubblicazione della presente legge non risultano titolari
dell’ordinanza sindacale di assegnazione prevista dall’articolo 11, comma 1,
della legge regionale n. 18/1997, nel caso in cui si tratti di soggetti
ultrasessantacinquenni, di nuclei familiari comprendenti soggetti portatori di
handicap, di famiglie mononucleo con prole, sempre che l’uso dell’alloggio non
sia stato sottratto agli aventi titolo, godono per la durata di tre anni della
sospensione delle procedure previste dall’articolo 30 della citata legge
regionale n. 18/1997.
3. Le previsioni di cui al comma 2 non si applicano ai soggetti per i quali
l’autorità giudiziaria ha accertato che nell’occupazione dell’alloggio hanno
usufruito del sostegno di organizzazioni malavitose.


ARTICOLO 15
Fondo per la ecosostenibilità


1. È istituito nella UPB 1.1.3 il Fondo regionale per la ecosostenibilità,
finalizzato al sostegno delle azioni regionali tese a promuovere la diffusione
dell’impiego nei processi produttivi e commerciali di materiali
ecocompatibili, biodegradabili e riciclabili e a favorire la rimozione e lo
smaltimento dei rifiuti di natura diversa.
2. Il Fondo è alimentato da:
a) somme derivanti da azioni regionali tese ad ottenere la condanna dei
soggetti responsabili al risarcimento del danno ambientale;
b) somme derivanti dall’irrogazione di sanzioni amministrative di
competenza regionale per violazione di norme in materia ecologica o
ambientale;
c) ogni altra entrata compatibile con le finalità del Fondo, inclusi
eventuali contributi di altri soggetti pubblici o privati;
d) il 50 per cento delle entrate derivanti dal contributo ambientale di
cui all’articolo 19.
3. Il Fondo sostiene, anche attraverso forme di incentivazione diretta dei
cittadini, le azioni regionali tese a incrementare le attività di recupero e
riciclo dei materiali tra cui, prioritariamente:
a) le iniziative finalizzate alla prevenzione e alla riduzione della
produzione di beni, imballaggi o contenitori realizzati in materiali diversi
da quelli biodegradabili, ecocompatibili o riciclabili;
b) la realizzazione di isole ecologiche, ossia di punti di raccolta
differenziata di materiali riutilizzabili e riciclabili, di rifiuti derivanti
dalla sostituzione di beni durevoli, di rifiuti ingombranti, di rifiuti da
imballaggio, di elettrodomestici e computer da smaltire, con specifiche forme
di incentivazione allo smaltimento di tali rifiuti da parte dei privati;
c) la diffusione di sistemi di cauzione a rendere e di restituzione per
gli strumenti di imballaggio e per i contenitori di qualunque genere, anche
alimentare, soprattutto presso le attività di ristorazione e le strutture di
grande distribuzione;
d) l’organizzazione di iniziative tese a favorire la ricerca nella
progettazione di beni ed imballaggi a ridotto impatto ambientale e
l’istituzione di un marchio per prodotti ed imballaggi ecosostenibili che
premi l’utilizzo di materiali recuperati;
e) l’anticipazione del termine previsto dalla legge statale per la
sostituzione dei sacchetti di plastica attraverso sistemi di incentivazione.
4. La Regione stipula con operatori singoli o associati della produzione,
della grande distribuzione, della ristorazione collettiva e con organizzatori
di eventi pubblici, convenzioni tese a definire modalità operative e programmi
vincolanti per la riduzione di rifiuti ad alto impatto ambientale, la
diffusione di imballaggi di materiali biodegradabili o ecocompatibili, la
distribuzione di bevande ed alimenti in contenitori riutilizzabili con
deposito cauzionale nonché altre forme di intervento coerenti con le finalità
indicate al comma 1.
5. E’ concesso un contributo di euro 150 mila ad un ente regionale per la
produzione di un rapporto annuale sulla regione Campania, che valuti i
bisogni , le aspettative e le opinioni dei cittadini (progetto vivibilità) e
che serva come base di indirizzo per le politiche sociali economiche ed
ambientali che la Regione deve attivare per ottenere un miglioramento
complessivo delle condizioni di vivibilità nella regione Campania, a valere
sui fondi del Piano d’azione per lo sviluppo economico regionale (PASER).
6. La Giunta regionale adotta entro novanta giorni dalla data di pubblicazione
della presente legge gli atti necessari all’attuazione del presente articolo.


ARTICOLO 16
Finanziamenti


1. Ai fini del completamento dell’opera è riproposto per l’anno finanziario
2008 il contributo di cui all’articolo 3, comma 9 della legge regionale 12
novembre 2004, n. 8 (legge finanziaria regionale 2004). Al relativo
finanziamento si provvede con atto di Giunta.


ARTICOLO 17
Disposizioni in materia di parchi regionali


1. I piani territoriali di cui al titolo IV della legge regionale 1 settembre
1993, n. 33, sono trasmessi alla Giunta regionale entro il 30 giugno 2008. Il
Consiglio regionale li approva entro il 31 dicembre 2008. Fino
all’approvazione dei piani restano in vigore le norme di salvaguardia
esistenti.
2. In vigenza delle norme generali di salvaguardia, nei parchi regionali di
cui al comma 1 sono consentiti gli interventi di ricomposizione ambientale
previsti dall’articolo 9 della legge regionale 13 dicembre 1985, n. 54, per la
dismissione delle cave ricadenti nelle aree di crisi, comunque denominate, del
piano regionale delle attività estrattive.
3. Nelle more gli organi del parco, ove costituiti, d’intesa con la Regione -
Settore Ambiente e urbanistica- possono richiedere provvedimenti per la
riclassificazione delle aree.
4. La legge regionale n. 33/1993 è così modificata:
a) “all’articolo 5, comma 1, lettera a), si aggiunge: 15) Parco Monte
Maggiore, Monte Monaco e Monte Fossato.
b) all’articolo 8 è aggiunto il seguente comma:
4. Il Presidente dell’ente parco dura in carica tre anni e può essere
riconfermato per una sola volta.
c) All’articolo 9, il comma 5 è sostituito con il seguente:
5. Il consiglio è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale,
dura in carica tre anni ed i componenti possono essere riconfermati per una
sola volta.
5. Le disposizioni di cui al comma 4, lettere b) e c) del presente articolo si
applicano anche ai presidenti ed ai consigli direttivi degli enti parco e
riserve naturali regionali già nominati, salvo che siano in carica da almeno
tre anni.”
6. La regione Campania tutela la mitilicoltura all’interno del parco dei Campi
Flegrei dal quale è escluso lo specchio di Marina Piccola. Dalla data
dell’entrata in vigore della presente legge la conseguente perimetrazione del
parco è così modificata.


ARTICOLO 18
Misure per la prevenzione degli incendi boschivi


1. Al fine di intensificare la prevenzione degli incendi boschivi e la
salvaguardia del patrimonio boschivo regionale ogni comunità montana prevede,
nell’ambito del proprio ordinamento, una unità di prevenzione e di contrasto
degli incendi boschivi cui è assegnato il personale idraulico-forestale alle
dipendenze della comunità, senza che da ciò derivino maggiori oneri a carico
del bilancio dell’ente.
2. L’unità di cui al comma 1 è organizzata al fine di assicurare, in
particolare, un efficace sistema di avvistamento, prevenzione e spegnimento
degli incendi.
3. Le comunità montane e le province, anche attraverso la stipula di accordi
reciproci, possono procedere alla programmazione delle risorse ad esse
assegnate ai sensi delle leggi regionali 2 agosto 1982, n. 42, e 3 agosto
1981, n. 55, non ancora utilizzate.
4. Tali risorse possono essere destinate alla realizzazione di opere pubbliche
nel campo della difesa del suolo e della bonifica montana di importo non
superiore ad euro 50 mila realizzate in economia nella forma
dell’amministrazione diretta.


ARTICOLO 19
Contributo ambientale


1. I titolari di autorizzazioni estrattive sono tenuti annualmente, in
aggiunta ai contributi di cui all’articolo 18 della legge regionale 13
dicembre 1985, n. 54, e dell’articolo 17 della legge regionale 11 agosto 2005,
n. 15, al pagamento alla regione Campania di un contributo ambientale così
determinato:
a) euro 1,50/mc per le pietre ad uso ornamentale;
b) euro 0,90/mc per sabbie e ghiaie;
c) euro 0,75/mc per gli altri materiali.
2. Il contributo indicato al comma 1 è corrisposto, entro il 31 dicembre di
ogni anno, sulla scorta dei volumi estrattivi riportati nel programma di
coltivazione allegato al titolo legittimante la coltivazione rilasciato in
conformità del piano regionale delle attività estrattive. L’entità del
contributo è aggiornata ogni due anni in relazione alle variazioni biennali
intervenute nell’indice ISTAT del costo della vita.
3. L’importo dei contributi di cui al comma 1, quantificato in euro 1 milione
500 mila, è iscritto nel bilancio regionale a decorrere dal corrente esercizio
finanziario alla UPB 11.81.80 della entrata ed è destinato per il 50 per cento
ad alimentare il Fondo per la ecosostenibilità di cui all’articolo 15, per il
restante 50 per cento al finanziamento delle spese iscritte alla UPB 2.68.156
concernenti i lavori di recupero ambientale, la redazione del progetto
unitario di gestione del comparto, se lo stesso non è redatto dai titolari di
attività estrattiva, e al finanziamento delle attività di controllo
dell’organo di vigilanza in materia di cave.


ARTICOLO 20
Interventi a sostegno della diffusione delle energie qualificate


1. La Giunta regionale, nel rispetto delle previsioni del Piano energetico
regionale di cui al comma 8, adotta misure per la definizione di un programma
triennale di interventi tesi a:
a) favorire la diffusione delle energie da fonti rinnovabili
nell’utilizzo industriale, civile e domestico;
b) dotare gli immobili regionali di impianti di energia da fonti
rinnovabili;
c) riqualificare aree urbane e centri storici che puntino alla
sostenibilità energetica ed ambientale attraverso l’uso di sistemi di
efficienza energetica, mediante bioedilizia e impianti di illuminazione
pubblica ad elevata efficienza;
d) realizzare interventi per l’installazione di impianti basati
sull’impiego di tecnologie solari per la produzione di acqua calda sanitaria e
di energia elettrica fotovoltaica, presso utenze pubbliche e private,
integrati o ad alta valenza architettonica;
e) diffondere e implementare l’efficienza energetica e le fonti
rinnovabili di energia negli edifici pubblici e privati, anche attraverso il
ricorso a strumenti mirati a promuovere il finanziamento tramite terzi;
f) promuovere una cultura dell’uso razionale dell’energia matura
e consapevole attraverso adeguati strumenti di informazione e comunicazione;
g) sostenere l’aggiornamento professionale e la specializzazione
tecnologica nelle imprese dei settori dell’installazione di impianti e
dell’edilizia.
2. La Regione ai fini di cui al comma 1, nell’ambito del Piano d’azione per lo
sviluppo economico regionale di cui all’articolo 8 della legge regionale 29
dicembre 2005, n. 24 (legge finanziaria regionale 2006), sentita la competente
commissione consiliare, individua, quali interventi prioritari, la
concessione, attraverso il procedimento disciplinato dal regolamento
regionale “Incentivi per l’innovazione e sviluppo”. anche attraverso fondi
europei appositamente impegnati di:
a) contributi in conto interessi;
b) contributi in conto capitale, nel limite del 50 per cento, della spesa
ammissibile per le proposte concernenti l’utilizzo di tecnologie solari e
geotermiche per la produzione di acqua calda sanitaria inoltrate per
interventi realizzati sul territorio della regione Campania;
c) contributi in conto capitale, nel limite del 20 per cento, per
interventi che beneficiano del cosiddetto Conto Energia di cui al decreto
ministeriale 19 febbraio 2007, ovvero pari al 75 per cento della spesa
ammissibile per le proposte concernenti l’utilizzo di tecnologia fotovoltaica
inoltrate dai cittadini residenti sul territorio della regione Campania. Se il
soggetto beneficiario del citato Conto Energia, di cui al medesimo decreto
ministeriale è una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine o grado o
una struttura sanitaria pubblica, è previsto un contributo in conto capitale
nel limite del 50 per cento.
3. Sono destinatari dei contributi le persone fisiche, i condomini e loro
associazioni, le imprese, le province, i comuni, le comunità montane, i
consorzi di bonifica, le aziende sanitarie, gli istituti di finalità pubblica
nonché le loro strutture consortili costituite anche unitamente a soggetti
privati.
4. I comuni, tenuto conto del proprio assetto urbanistico e nel rispetto di
eventuali limiti imposti dall’esistenza di vincoli storici, ambientali e
paesistici, adottano disposizioni al fine di poter realizzare, su edifici
pubblici e privati, di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione,
interventi per l’installazione di impianti basati sull’impiego di tecnologie
solari per la produzione di acqua calda sanitaria e di energia elettrica
fotovoltaica.
5. I consorzi di bonifica, nel rispetto degli assetti urbanistici comunali e
dei limiti imposti dai vincoli storici, ambientali e paesistici, adottano
provvedimenti al fine di poter realizzare, nell’ambito dei propri comprensori,
impianti basati sull’utilizzo di energia solare, fotovoltaica, idroelettrica e
geotermica.
6. E’ istituito, nell’ambito dell’Area generale di coordinamento Sviluppo
attività settore secondario della Giunta regionale, lo Sportello regionale per
l’energia, che svolge compiti di supporto agli enti pubblici, ai cittadini e
alle imprese e di diffusione e promozione della cultura del risparmio
energetico, dell’uso razionale dell’energia, delle fonti rinnovabili e del
contenimento delle emissioni climalteranti in atmosfera, anche attraverso
l’utilizzo di fondi europei appositamente impegnati.
7. La Giunta regionale definisce l’organizzazione, precisa le funzioni e i
compiti e individua la dotazione organica dello Sportello regionale per
l’energia.
8. La Regione, in coerenza con il Piano territoriale regionale di cui alla
legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16, e nel rispetto delle disposizioni
vigenti in materia, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge
adotta il Piano energetico regionale quale strumento per la programmazione di
uno sviluppo economico ecosostenibile mediante interventi atti a conseguire
livelli più elevati di efficienza, competitività, flessibilità e sicurezza
nell’ambito delle azioni a sostegno dell’uso razionale delle risorse, del
risparmio energetico e dell’utilizzo di fonti rinnovabili non climalteranti.
9. Per l’approvazione del piano energetico regionale e delle relative varianti
si adotta la medesima procedura di cui all’articolo 13, comma 2 e successivi
della legge regionale 28 marzo 2007, n. 4.


ARTICOLO 21
Modifiche alla legge regionale n. 6/2007


1. All’articolo 8, comma 6, della legge regionale 15 giugno 2007, n. 6, dopo
la lettera a) sono inserite le seguenti:
“a-bis) che se i costi ammissibili, documentati a consuntivo, sono inferiori a
quelli indicati in preventivo in misura superiore al 10 per cento, il
contributo è ridotto in misura proporzionale;
a-ter) che se lo scostamento è superiore al 30 per cento, è fornita idonea
relazione giustificativa e che se tale scostamento si verifica per due anni
consecutivi e non è adeguatamente giustificato, il soggetto non può essere
ammesso al contributo per l’annualità successiva;”
2. Sono riaperti i termini per la presentazione delle istanze relative ai
contributi di cui alla legge regionale n. 6/2007, con scadenza al trentesimo
giorno successivo alla data di pubblicazione della presente legge.


ARTICOLO 22
Debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive


1. All’articolo 47 della legge regionale 30 aprile 2002, n. 7, dopo il comma 4
è aggiunto il seguente:
“5. Al riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui al
comma 3, lettera a), il Consiglio regionale provvede entro sessanta giorni
dalla ricezione della relativa proposta. Decorso inutilmente tale termine, la
legittimità di detto debito si intende riconosciuta.”


ARTICOLO 23
Modificazioni alla legge regionale n. 4/2003


1. All’articolo 12, comma 1 della legge regionale 25 febbraio 2003, n. 4, dopo
le parole “I proprietari di beni immobili” sono inserite le
parole “catastalmente classificati ad uso commerciale”.
2. All’articolo 13 della legge regionale n. 4/2003, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 4, dopo le parole “di cui alla legge regionale 21 maggio
1997, n. 14,” sono inserite le parole seguenti: “o, sino a che questi non
siano stati individuati, i comuni e gli altri enti competenti,”;
b) al medesimo comma 4 è aggiunto infine il seguente
periodo: “Nell’ipotesi in cui i comuni non contribuiscano alle spese
consortili di cui al presente comma, la Giunta regionale procede su richiesta
dei singoli consorzi alla nomina di un commissario ad acta.”
c) il comma 5 è sostituito dal seguente: “Gli oneri a carico dei comuni
nell’ipotesi di cui al comma 4 sono definiti secondo i criteri dettati dai
piani di classifica di cui all’articolo 12.”.


ARTICOLO 24
Modifiche alla legge regionale n. 12/2003


1. All’articolo 5, comma 1, lettera f), della legge regionale 13 giugno 2003,
n. 12, le parole “cinquanta per cento” sono sostituite con le parole “settanta
per cento”.
2. All’articolo 10, comma 3, della legge regionale n. 12/2003 le
parole “cinquanta per cento” sono sostituite con le parole “settanta per
cento”.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo non comportano
maggiori oneri a carico del bilancio regionale.


ARTICOLO 25
Modifiche alla legge regionale n. 42/1979


1. All’articolo 2, comma 1 della legge regionale 12 dicembre 1979, n. 42, la
lettera c) è sostituita dalla seguente:
“c) la concessione di un contributo annuo costante ventennale nella misura del
5 per cento annuo, per la contrazione di mutui da parte di province, comuni,
consorzi tra comuni, comunità montane nonché università pubbliche e dei
comitati regionali del CONI e delle federazioni sportive nazionali
riconosciute dal CONI, sempre che per questi ultimi ricorrono le condizioni di
cui alla lettera a), per lavori di costruzione, completamento, ampliamento,
miglioramento, adeguamento ed abbattimento delle barriere architettoniche
degli impianti sportivi.”
2. La disposizione di cui al comma 1 del presente articolo non comporta
maggiori oneri per il bilancio regionale.
3. Alla legge regionale n. 42/1979 si applicano le procedure di cui alla legge
regionale 27 febbraio 2007, n. 3 e successive modificazioni.


ARTICOLO 26
Modifiche alla legge regionale n. 21/2002


1. All’articolo 3, della legge regionale 3 settembre 2002, n. 21, il comma 2 è
così modificato:
a) alla lettera a) sostituire le parole “singola università” con le
parole “provincia sede di università”;
b) la lettera b) è abrogata;
c) alla lettera c) dopo le parole “eguale periodo” aggiungere le
parole “avvalendosi delle
ADISU di riferimento”;
d) aggiungere la seguente lettera:
“e) Favorire la collaborazione e le intese tra ADISU e università in materia
di sostegno al diritto allo studio, agevolando convenzioni e accordi tesi ad
attivare servizi comuni, anche interuniversitari, programmati in apposita
conferenza di servizi.”
2. All’articolo 7, della legge regionale n. 21/2002 sostituire:
a) il comma 3 con il seguente:
“3. E’ costituita, presso ciascuna ADISU e presso le università convenzionate,
una commissione composta da tre studenti al fine di garantire il controllo
degli utenti sulla qualità dei servizi”.
b) il comma 5 con il seguente:
“5. L’assemblea elettiva è convocata dal Presidente della competente ADISU o
dal rettore dell’università convenzionata che provvede a convocare i comizi
elettorali. Ai componenti è riconosciuto il rimborso delle spese di viaggio,
disciplinato dalla normativa vigente”.
3. All’articolo 20 della legge regionale n. 21/2002, i commi 1 e 2 sono
sostituiti dai seguenti:
“1. Il Consiglio di amministrazione dell’ADISU è nominato con decreto del
Presidente della Giunta regionale ed è così composto:
a) Presidente;
b) un rappresentante della regione Campania, eletto dal Consiglio
regionale ai sensi della legge regionale 7 agosto 1996, n. 17;
c) un rappresentante dell’università di riferimento, designato dal
rettore o, congiuntamente, dai rettori delle università aggregatesi secondo
quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera c);
d) due rappresentanti degli studenti dell’università di riferimento.
2. Il rappresentante degli studenti di cui alla lettera d) è eletto nel
Consiglio di amministrazione dell’università di riferimento in concomitanza
delle elezioni fissate per la elezione della rappresentanza studentesca.”
4. All’articolo 20 della legge regionale n. 21/2002 sostituire il comma 8 con
il seguente:
“8. Al Presidente è corrisposto un assegno mensile pari al 20 per cento
dell’indennità spettante ai consiglieri regionali. Gli altri componenti il
Consiglio di amministrazione percepiscono un gettone di presenza pari ad euro
120 per ogni riunione consiliare cui partecipano. Al Presidente ed ai
componenti del Consiglio di amministrazione è corrisposto un rimborso per le
spese di viaggio, se spettante, disciplinato dalla normativa prevista per i
dirigenti della regione Campania. “
5. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e b) del presente articolo,
nonché la disposizione del comma 3 del presente articolo si applicano a
partire dalla data di scadenza naturale del consiglio di amministrazione in
carica alla data di entrata in vigore della presente legge.
6. All’articolo 24, della legge regionale n. 21/2002, al comma 1 dopo le
parole “tre membri effettivi e” sostituire le parole “due supplenti” con le
parole “un membro supplente”.
7. All’articolo 24 della legge regionale n. 21/2002, i commi 7, 8 e 9 sono
sostituiti dai seguenti:
“7. Al Presidente e ai componenti del collegio dei revisori dei conti è
corrisposto un compenso mensile determinato su base annua pari ai minimi
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645
articolo 37, commi 2 e 3, e con riferimento a quanto specificato dall’articolo
38, comma 2, dello stesso decreto. Al Presidente e agli altri componenti del
collegio dei revisori non si applicano le maggiorazioni di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 645/1994, articolo 38, comma 2. Al Presidente
del collegio dei revisori non si applica la maggiorazione del compenso
prevista dal decreto del Presidente della Repubblica n. 645/ 1994, articolo
37, comma 5.
8. Il Presidente e gli altri componenti del collegio dei revisori dei conti,
oltre quanto stabilito dal comma 7, non percepiscono altri compensi o
indennità, comunque denominati, in ragione della carica e dell’attività svolta.
9. Al Presidente ed ai componenti del collegio dei revisori dei conti non può
essere riconosciuto alcun rimborso spese.”
8. Le disposizioni di cui al comma 7 del presente articolo si applicano alla
data dell’entrata in vigore della presente legge.
9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa
a carico del bilancio regionale.


ARTICOLO 27
Adeguamento della legge regionale n. 3/2007 alla normativa nazionale


1. Alla legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3 sono apportate le seguenti
modifiche:
a) l’articolo 2 è così modificato:
1. al comma 6, dopo la parola “oppure” sono aggiunte le
parole “limitatamente alle ipotesi di cui alla parte II, titolo III, capo IV
del Codice”; dopo la parola “preliminare” sono aggiunte le parole “o
definitivo”;
2. al comma 31, le parole “e del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n.
42,” sono soppresse;
b) l’articolo 12, comma 1, è così modificato: nel primo periodo, dopo la
parola “coordinati” sono eliminate le parole “ed individuati dalla Giunta
regionale con disciplinare tecnico”; dopo la parola “caratteristiche” sono
eliminate le parole “e i cui specifici contenuti”; dopo la lettera g) la
frase “La Giunta regionale adotta atti di indirizzo al fine di assicurare il
rispetto delle disposizioni di cui al presente comma” è soppressa;
c) all’articolo 13, il comma 11 è abrogato;
d) l’articolo 16 è così modificato:
1. al comma 1, all’inizio della lettera b) sono inserite le parole “per
le opere sopra soglia,”; alla fine della lettera b) è inserito il seguente
periodo: “Ai fini della valutazione del progetto, il regolamento statale
disciplina i fattori ponderali da assegnare ai “pesi” o “punteggi” in modo da
valorizzare la qualità, il pregio tecnico, le caratteristiche estetiche e
funzionali e le caratteristiche ambientali”;
2. dopo il comma 1 è aggiunto il seguente :
“1-bis. Per appalti di lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria,
le stazioni appaltanti possono ricorrere ai contratti di cui al comma 1,
lettere a) e b), se gli appalti riguardano lavori di speciale complessità o in
caso di progetti integrali, come definiti rispettivamente dal regolamento
statale, ovvero riguardano lavori di manutenzione, restauro e scavi
archeologici”;
3. al comma 5, l’ultimo periodo è soppresso;
4. dopo il comma 5 è aggiunto il seguente :
“5-bis. Per i contratti di cui al comma 1, lettere a) e b), se, ai sensi del
comma 4, l’appaltatore si avvale di uno o più soggetti qualificati alla
realizzazione del progetto, la stazione appaltante può indicare nel bando di
gara le modalità per la corresponsione diretta al progettista della quota del
compenso corrispondente agli oneri di progettazione, al netto del ribasso
d’asta, previa approvazione del progetto e previa presentazione dei relativi
documenti fiscali del progettista”;
e) all’articolo 19, comma 2, le parole “parte II, capo III, sezione II”
sono sostituite dalle parole “parte II, titolo I, capo III, sezione II e
titolo II”;
f) all’articolo 24, comma 2, lettera b), dopo le parole “n. 422,” sono
inserite le parole “e del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato
14 dicembre 1947, n. 1577,”;
g) l’articolo 25 è così modificato:
1. al comma 7, le parole “lettere b) e c)” sono sostituite dalle
parole “lettera b”; alla fine del comma è introdotto il seguente periodo “In
caso di inosservanza, si applica l’articolo 353 del codice penale”;
2. al comma 10, la parola “associazione” è sostituita dalla
parola “raggruppamento;”
3. il comma 12 è sostituito dal seguente: “12. In caso di procedure ristrette
o negoziate, ovvero di dialogo competitivo, l’operatore economico invitato
individualmente, o il candidato ammesso individualmente nella procedura di
dialogo competitivo, ha la facoltà di presentare offerta o di trattare per sé
o quale mandatario di operatori riuniti.”;
4. ai commi 18 e 19, dopo le parole “o fallimento del medesimo”sono inserite
le parole “ ovvero nei casi previsti dalla normativa antimafia”;
h) all’articolo 26, comma 1, alla lettera m), dopo le parole “divieto di
contrarre con la pubblica amministrazione” sono inserite le parole “compresi i
provvedimenti interdettivi di cui all’articolo 36-bis, comma 1, del decreto-
legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con la legge 4 agosto 2006 n. 248”;
dopo la lettera m) è aggiunta la seguente: “n) nei cui confronti sia stata
applicata la sospensione o la revoca dell’attestazione società organismi di
attestazione (SOA) da parte dell’Autorità per aver prodotto falsa
documentazione o dichiarazioni mendaci, risultanti dal casellario informatico
o nei cui confronti sia stata accertata dall’autorità competente la
inottemperanza degli obblighi sanciti dal decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modifiche.”;
i)all’articolo 28, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: “5. Al fine di
assicurare la massima
estensione dei principi comunitari e delle regole di concorrenza negli appalti
di servizi o di servizi pubblici locali, la stazione appaltante considera
rispettati, in ogni caso, i requisiti tecnici prescritti anche quando la
disponibilità dei mezzi tecnici necessari ed idonei all’espletamento del
servizio è assicurata mediante contratti di locazione finanziaria con soggetti
terzi.”
l)all’articolo 30, comma 5, prima della parola “Se” sono aggiunte le
parole “In caso di
appalti di lavori, servizi o forniture di importo uguale o superiore alle
relative soglie comunitarie,”;
m)all’articolo 35, comma 4, la parola “affidare” è sostituita dalla
parola “aggiudicare”;
n)all’articolo 36, al comma 6, dopo le parole “alle procedure ristrette”
sono soppresse le
parole “per l’affidamento di lavori pubblici”;
o)l’articolo 37 è così modificato:
1. al comma 1, le lettere b) e c) sono soppresse;
2. dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: “5. Ai sensi dell’articolo 122,
comma 7, del Codice, la procedura negoziata è ammessa, oltre che nei casi di
cui al presente articolo, anche per lavori di importo complessivo non
superiore a euro 100 mila.”;
p)l’articolo 38 è così modificato:
1. al comma 5, la lettera b), è sostituita dalla seguente: “b) per nuovi
servizi consistenti nella ripetizione di servizi analoghi già affidati
all’operatore economico aggiudicatario del contratto iniziale dalla medesima
stazione appaltante, a condizione che tali servizi siano conformi a un
progetto di base e che tale progetto sia stato oggetto di un primo contratto
aggiudicato secondo una procedura aperta o ristretta; in questa ipotesi la
possibilità del ricorso alla procedura negoziata senza bando, che deve essere
indicata nel bando del contratto originario, è consentita solo nell’ anno
successivo alla stipulazione del contratto iniziale così da permettere alla
stazione appaltante di verificare il servizio reso e riavviare la procedura di
gara ; l’importo complessivo stimato dei servizi successivi è computato per la
determinazione del valore globale del contratto, ai fini delle soglie di cui
all’articolo 28 del Codice e successive modifiche .”;
2. dopo il comma 7, è aggiunto il seguente: “8. Ai sensi dell’articolo 122,
comma 7, del Codice, la procedura negoziata è ammessa, oltre che nei casi di
cui al presente articolo, anche per lavori di importo complessivo non
superiore a euro 100 mila.”
q) all’articolo 40, il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Le stazioni
appaltanti possono
concludere accordi quadro. Per i lavori gli accordi quadro sono ammessi
esclusivamente in relazione ai lavori di manutenzione. Gli accordi quadro non
sono ammessi per la progettazione e per gli altri servizi di natura
intellettuale.”;
r) all’articolo 41, alla fine del comma 1, è inserito il seguente periodo: “Il
ricorso al dialogo
competitivo per lavori è consentito previo parere del Consiglio superiore dei
lavori pubblici e, comunque, ad esclusione dei lavori di cui alla parte II,
titolo III, capo IV del Codice. Per i lavori di cui alla parte II, titolo IV,
capo II del Codice, è altresì richiesto il parere del Consiglio superiore dei
beni culturali. I pareri sono resi entro trenta giorni dalla richiesta.
Decorso tale termine, l’amministrazione può procedere.” ;
s) all’articolo 44, comma 1, lettera e), dopo la parola “ambientali” sono
inserite le parole
“e il contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali
dell’opera o del prodotto”.
t) l’ articolo 46 è così modificato:
1. il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Nei contratti di cui alla
presente legge, di importo inferiore alla soglia comunitaria, quando il
criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso, le stazioni
appaltanti, previa individuazione della soglia di anomalia con le modalità
indicate al comma 1, prevedono nel bando l’esclusione automatica dalla gara
delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla
soglia di anomalia.”;
2. dopo il comma 4, sono aggiunti i seguenti: “4-bis. Nella predisposizione
delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle
procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizio e di
forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore
economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro, alla
salvaguardia dei livelli occupazionali nel rispetto del contratto nazionale di
categoria e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere
specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle
caratteristiche dei lavori, dei servizi e delle forniture. Ai fini del
presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite
tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei
valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai
sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia
previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle
differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile,
il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del
settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.” “4-ter. Il
costo relativo alla sicurezza non può essere comunque soggetto a ribasso
d’asta”.
3. al comma 5, le parole “il comma 1 e 2 non si applica” sono sostituite dalle
parole “i commi 1 e 2 non si applicano”;
4. al comma 10, le parole “per i quali non sia ammesso ribasso d’asta” sono
soppresse;
5. dopo il comma 10, è inserito il seguente: “10-bis. Nell’ambito dei
requisiti per la qualificazione di cui all’articolo 22, comma 2, della
presente legge, devono essere considerate anche le informazioni fornite dallo
stesso soggetto interessato relativamente all’avvenuto adempimento,
all’interno della propria azienda, degli obblighi di sicurezza previsti dalla
vigente normativa e quelle fornite dai rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza se sono stati istituiti. Tale norma ha valore anche in corso
d’opera.”;
6. al comma 14, le parole “all’articolo 6“ sono sostituite dalle
parole “all’articolo 4”;
u) l’ articolo 48 è così modificato:
1. al comma 1, dopo la parola “regolamento” è aggiunta la parola “statale”;
2. il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. La commissione è presieduta di
norma da un dirigente della stazione appaltante e, in caso di mancanza in
organico, da un funzionario della stazione appaltante incaricato di funzioni
apicali.”;
3. al comma 4, le parole “a contratti affidati dalle amministrazioni presso le
quali hanno prestato servizio” sono sostituite con le parole “al contratto del
cui affidamento si tratta.”;
4. al comma 8, dopo la parola “regolamento” è aggiunta la parola “statale”; le
parole “delle stazioni appaltanti” sono sostituite dalle parole “della
stazione appaltante” e dopo la parola “scelti” sono inserite le parole “tra
funzionari di amministrazioni aggiudicatrici di cui all’articolo 2, comma 24,
ovvero”;
v) all’articolo 49, al comma 12, dopo le parole “Nel caso di lavori, se è
intervenuta la
consegna dei lavori in via d’urgenza”, sono inserite le parole “e nel caso di
servizi e forniture, se si è dato avvio all’esecuzione del contratto in via
d’urgenza”; alla fine del comma è inserito il seguente periodo: “Nel caso di
servizi e forniture, se si è dato avvio all’esecuzione del contratto in via
d’urgenza, l’aggiudicatario ha diritto al rimborso delle spese sostenute per
le prestazioni espletate su ordine del direttore dell’esecuzione”;
z) all’articolo 52 è aggiunto il seguente comma: “5. In tutte le gare relative
ai servizi, la
stazione appaltante deve inserire la norma di salvaguardia dei livelli
occupazionali come
da contratti collettivi nazionali.”;
aa) all’articolo 54, comma 7, le parole “La fideiussione bancaria o la
polizza assicurativa di cui al comma 6” sono sostituite con le parole: “La
garanzia fideiussoria di cui al comma 6, prevista con le modalità di cui
all’articolo 75, comma 3, del Codice”;
bb) l’articolo 57 è così modificato:
1. al comma 1, le parole “sono tenuti a seguire” sono sostituite con le
parole “sono tenuti a eseguire”;
2. al comma 3, dopo le parole “ritenute di garanzia effettuate.” è inserito il
periodo “Se gli affidatari non trasmettono le fatture quietanziate del
subappaltatore o del cottimista entro il predetto termine, la stazione
appaltante sospende il successivo pagamento a favore degli affidatari.”;
3. al comma 4, dopo le parole “con ribasso non superiore al venti per cento”
sono inseriti i seguenti periodi: “L’affidatario corrisponde gli oneri della
sicurezza, relativi alle prestazioni affidate in subappalto, alle imprese
subappaltatrici senza alcun ribasso; la stazione appaltante, sentito il
direttore dei lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione,
ovvero il direttore dell’esecuzione, provvede alla verifica dell’effettiva
applicazione della presente disposizione. L’affidatario è solidalmente
responsabile con il subappaltatore relativamente agli avvenuti adempimenti di
quest’ultimo degli obblighi di sicurezza previsti dalla vigente normativa.”;
4. al comma 5, le parole “lettera a)” sono sostituite con le parole “lettera
c)”;
5. al comma 6, ultimo periodo, le parole “copia dei versamenti contributivi,
previdenziali, assicurativi, nonché di quelli dovuti agli organismi paritetici
previsti dalla contrattazione collettiva.” sono sostitute con le parole “il
documento unico di regolarità contributiva nonché copia dei versamenti dovuti
agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva.”;
6. dopo il comma 6, è inserito il seguente: “6-bis. Al fine di contrastare il
fenomeno del lavoro sommerso ed irregolare nel settore dell’edilizia, le Casse
edili, sulla base di accordi stipulati a livello regionale con istituto
nazionale previdenza sociale (INPS) e istituto nazionale assistenza infortuni
sul lavoro (INAIL), rilasciano il documento unico di regolarità contributiva
comprensivo della verifica della congruità della incidenza della mano d’opera
relativa al cantiere interessato dai lavori.”;
cc) L’articolo 62 è così modificato:
1. al comma 6, le parole "in aggiunta ai casi di astensione previsti dal
codice di procedura civile" sono sostituite dalle parole "in aggiunta ai casi
di ricusazione degli arbitri previsti dall’articolo 815 del codice di
procedura civile";
2. il comma 12 è sostituito dal seguente: “12. Il collegio arbitrale determina
il valore della controversia con i criteri stabiliti dalla normativa statale
vigente in materia, e applica le tariffe ivi fissate. L’ordinanza di
liquidazione del compenso e delle spese arbitrali nonché del compenso e delle
spese per la consulenza tecnica costituisce titolo esecutivo. L’articolo 24
del decreto-legge n. 223/2006, convertito con modificazioni dalla legge n.
248/2006, si interpreta come non applicabile a quanto disciplinato ai sensi
del presente comma.”;
3. il comma 13 è sostituito dal seguente: “13. Il collegio arbitrale provvede
alla liquidazione degli onorari e delle spese di consulenza tecnica, ove
disposta, secondo i criteri dettati dalla normativa statale vigente in
materia.”;
dd) L’articolo 64 è così modificato:
1. al comma 1, la lettera a) è sostituita alla seguente “a) contributi
pluriennali per ammortamento di mutui.”
2. il comma 2 è così sostituito: “2. I contributi pluriennali per
l’ammortamento dei mutui di cui al comma 1 sono erogati di norma per un
periodo massimo di venti anni, estensibile al periodo massimo di trenta anni.”;
ee) L’articolo 68 è così sostituito:
“1. Per l’erogazione dei contributi concessi ai sensi dell’articolo 64, comma
1, lettera a), gli enti beneficiari, ai fini dell’accensione del mutuo, in
sostituzione della cassa depositi e prestiti possono scegliere, a parità di
trattamento, un altro istituto di credito mutuante con le procedure
dell’evidenza pubblica di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. Il contributo è erogato direttamente agli enti
interessati.”;
ff) Dopo l’articolo 68 è aggiunto il seguente:
“Articolo 68-bis
1. Per i fini di cui all’articolo 68 nel bilancio di previsione della Regione
a partire dall’esercizio finanziario 2008, è istituito un Fondo vincolato a
garanzia del pagamento di rate di mutui - rimborso capitale e interessi - da
assumersi da parte dei Comuni per lavori pubblici ed opere pubbliche di cui
alla presente legge e che non hanno la possibilità di fornire agli istituti di
credito le garanzie richieste dagli stessi.
2. Il Fondo di cui al comma 1 per l’anno 2008 è quantificato in euro10 milioni
ed è iscritto alla UPB di nuova istituzione denominata “Fondo regionale a
garanzia del finanziamento delle opere di cui alla legge regionale 27 febbraio
2007, n. 3”. La quantificazione per gli anni successivi è fatta sulla base
delle rate in ammortamento dei mutui contratti a partire dall’anno 2008.
3. Il Fondo di cui al comma 1 è ripartito fra i comuni che presentano
richiesta corredata da idonea documentazione diretta ad accertare la concreta
possibilità dell’ottenimento di finanziamenti da parte di istituti di credito.
4. La garanzia da parte della Regione può essere rilasciata sia ai singoli
comuni assegnatari sia direttamente all’istituto di credito erogatore del
mutuo stesso. A tal fine, l’assessore regionale al bilancio è autorizzato a
predisporre gli atti di convenzione con gli istituti di credito mutuanti
disponibili all’operazione.
5. I comuni interessati devono presentare istanza al dirigente del Settore
bilancio della Regione il quale provvede alla compiuta istruttoria della
pratica e, in caso positivo, emette proprio decreto di garanzia in favore del
comune o in favore dell’istituto di credito mutuante. In caso di istruttoria
negativa il dirigente del Settore bilancio deve darne pronta comunicazione al
comune con eventuale richiesta di integrazione della documentazione.
6. La erogazione da parte della Regione dei contributi annuali in conto
ammortamento mutui avviene su disposizione del dirigente del Settore bilancio
in esecuzione al proprio precedente decreto di garanzia emesso a favore del
comune o direttamente in favore dell’istituto di credito. La disposizione di
pagamento del contributo deve essere emessa in tempo utile per il rispetto
delle date di scadenza delle singole rate stabilite con contratto di mutuo.
7. Al 31 dicembre di ciascun anno, la eventuale parte non utilizzata
del “Fondo regionale a garanzia del finanziamento delle opere di cui alla
legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3,” di cui al comma 2, trattandosi di
fondo con vincolo di destinazione, concorre alla quantificazione e definizione
dello stesso fondo per l’anno successivo.
8. Alla copertura della spesa si provvede con la riduzione, nell’allegato “C”
e nel Bilancio, dell’appostazione della UPB 22.84.245 per euro 10 milioni e
con la istituzione della nuova UPB dotata dello stesso importo.”
gg) all’articolo 74, comma 3, dopo le parole “all’urbanistica” sono aggiunte
le parole “alle attività produttive, all’agricoltura, alla ricerca
scientifica, all’Avvocatura regionale, al Gabinetto della Presidenza,”.


ARTICOLO 28
Riorganizzazione delle funzioni di bonifica


1. La Giunta regionale entro centoventi giorni dalla pubblicazione della
presente legge presenta un disegno di legge di riorganizzazione delle funzioni
di bonifica, anche a mezzo di accorpamento o soppressione dei consorzi
esistenti ed il relativo passaggio di funzioni ad altri enti.


ARTICOLO 29
Efficienza dell’amministrazione regionale e accelerazione dei tempi procedimentali


1. Nei procedimenti amministrativi, ove sussistano motivi ostativi
all’accoglimento dell’istanza di parte, il responsabile del procedimento,
prima dell’adozione di un provvedimento espresso di rigetto, comunica
tempestivamente all’interessato le ragioni che impediscono l’accoglimento
della richiesta e invita l’istante alla presentazione per iscritto di
osservazioni e alla eventuale integrazione della documentazione o
certificazione di fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in
possesso dell’amministrazione stessa o di altre pubbliche amministrazioni.
2. Nel caso previsto al comma 1, i termini per la conclusione del procedimento
sono sospesi per una sola volta e per un termine non superiore a trenta giorni
e iniziano a decorrere nuovamente dalla data di presentazione delle
osservazioni ovvero della documentazione o certificazione integrativa
richiesta dall’amministrazione.
3. La sospensione dei termini del procedimento è portata a conoscenza della
parte istante con la comunicazione di cui al comma 1.
4. Nei casi in cui, decorso il trentesimo giorno dalla presentazione
dell’istanza, il procedimento non si è ancora concluso, il responsabile
fornisce, su richiesta dell’interessato, informazioni circa lo stato del
procedimento pendente, anche con ricorso ai mezzi telematici disponibili.
5. Al fine di garantire il regime di pubblicità dell’attività amministrativa e
dei relativi adempimenti del cittadino per l’adozione del provvedimento
amministrativo richiesto, l’amministrazione definisce e rende disponibili,
attraverso i settori responsabili dell’adozione del provvedimento e attraverso
l’ufficio per le relazioni con il pubblico, anche per via telematica, gli
elenchi della documentazione da presentare unitamente all’istanza, nonché i
moduli e i formulari prestampati per l’acquisizione delle informazioni
necessarie.
6. L’amministrazione non può chiedere ulteriori informazioni o documenti oltre
a quelli indicati negli elenchi, nei moduli e nei formulari di cui al comma 5,
se non con atto motivato, il quale determina la sospensione dei termini del
procedimento ai sensi del comma 2.
7. All’articolo 10, comma 4, della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1
(legge finanziaria regionale 2007), le parole “al dirigente può non essere
attribuito” sono sostituite dalle seguenti: “al dirigente non può essere
attribuito”.
8. All’articolo 10 della legge regionale n. 1/2007, sono aggiunti i seguenti
commi:
”5. Analogamente, al dirigente non può essere attribuito, totalmente o
parzialmente, il trattamento economico accessorio nel caso in cui, per i
procedimenti amministrativi che ricadono nella competenza dell’ufficio da lui
coordinato e diretto, si verifica, alternativamente:
a) ripetuta inosservanza dell’obbligo di predisporre, aggiornare e
rendere noti agli interessati gli elenchi della documentazione da presentare
unitamente all’istanza, nonché i moduli e i formulari prestampati per
l’acquisizione delle informazioni necessarie ai fini dell’adozione del
provvedimento amministrativo;
b) ripetuta inosservanza del divieto di esigere dal privato la produzione
di documentazione non necessaria o per la quale la normativa vigente consente
il ricorso alle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di
notorietà.
6. Nei casi previsti dai commi 4 e 5, può essere iniziato, nei confronti del
dirigente inottemperante ai propri doveri di funzione ed ai doveri di
competenza del settore da lui diretto, un procedimento disciplinare per
l’inadempienza.
7. Gli amministratori di società in cui la partecipazione della Regione o
degli enti pubblici regionali e loro collegate è totalitaria, che non hanno
osservato quanto prescritto dal comma 2, articolo 2, della legge regionale n.
1/2007, sono dichiarati decaduti dalla data di pubblicazione della presente
legge. Gli stessi inoltre non possono ricoprire incarichi pubblici per tre
anni a partire dalla data della decadenza.”


ARTICOLO 30
Osservatorio degli appalti


1 Al fine di incentivare nel territorio della regione Campania le
amministrazioni pubbliche ad utilizzare i dati e le informazioni raccolti
nell’ambito dell’Osservatorio regionale degli appalti e concessioni di cui
all’articolo 78 della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3, il Presidente
della Giunta regionale, su proposta dell’assessore competente, adotta
specifici atti di indirizzo per gli uffici regionali e, sentita la commissione
consiliare competente, per gli enti siti sul territorio regionale e stipula
accordi e convenzioni con detti enti per lo scambio di informazioni e per
l’utilizzazione del prezzario regionale, in modo da garantire la congruità dei
prezzi posti a base di gara e adeguato supporto per le valutazioni di anomalia
delle offerte.
2. L’Osservatorio di cui al comma 1 è tenuto a trasmettere all’Autorità per la
vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture specifiche
informative riguardanti aggiudicazioni di contratti con prezzi derivanti da
ribassi superiori al 25 per cento del prezzo posto a base di gara.


ARTICOLO 31
Centro regionale per le adozioni internazionali


1. Presso l’assessorato alle politiche sociali della regione Campania è
istituito il Centro regionale per le adozioni internazionali con il compito di
promuovere la semplificazione delle procedure di adozione, di accelerarne i
tempi di svolgimento e dare supporto alle coppie nelle diverse fasi del
delicato percorso genitoriale, nel rispetto delle diversità e ricchezza
culturale dei bambini da accogliere.
2. Il Centro è dotato di autonomia funzionale e organizzativa e, avvalendosi
esclusivamente di personale regionale e senza costi aggiuntivi, opera in
sinergia con i tribunali regionali per i minori, con il sistema dei servizi
tutoriali e con la commissione nazionale per le adozioni internazionali e gli
enti accreditati.
3. L’organizzazione e il funzionamento del Centro sono definiti nello statuto
approvato dalla Giunta regionale previo parere della commissione consiliare
competente, reso ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 17 ottobre
2005, n. 17.


ARTICOLO 32
Area generale di coordinamento Sviluppo attività settore terziario e Settore beni culturali: modifica alla legge regionale n. 11/1991


1. Il Settore Tutela beni paesistico-ambientali e culturali incardinato
nell’Area generale di coordinamento Governo del territorio, beni culturali
ambientali e paesistici è soppresso.
2. Le competenze in materia di tutela dei beni paesistici ambientali già
attribuite al Settore di cui al comma 1, sono attribuite, dalla data
dell’entrata in vigore della presente legge, al Settore Politica del
territorio della medesima Area generale di coordinamento Governo del
territorio, beni culturali ambientali e paesistici.
3. Presso l’Area generale di coordinamento Sviluppo attività settore terziario
è istituito il Settore Beni Culturali, cui sono, in particolare, affidati i
compiti di:
a) promozione e valorizzazione del patrimonio artistico, storico,
archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose
individuate quali testimonianze aventi valori di civiltà;
b) interventi per la protezione, conservazione e la valorizzazione del
patrimonio edilizio storico di proprietà pubblica o destinato a pubblica
utilità o fruizione;
c) interventi urgenti necessari per impedire il deterioramento o la
perdita di un bene culturale di proprietà pubblica o destinato a pubblica
attività culturale o sociale;
d) esercizio del diritto di prelazione sui beni culturali;
e) forme strutturali di cooperazione mediante accordi programmatici con
enti pubblici e soggetti misti pubblico-privato nonché con soggetti privati
impegnati nella valorizzazione del patrimonio culturale regionale;
f) catalogazione, recupero, conservazione e valorizzazione dei centri
storici della Campania;
g) realizzazione del POR Campania -beni culturali- fondi europei;
h) realizzazione di accordi di Programma Quadro afferenti ai beni
culturali;
i) costituzione ed aggiornamento dell’anagrafe regionale dei beni
culturali regionali e pubblicazione del relativo annuario;
l) attività di studio, ricerca, elaborazione di documenti, proposte
legislative,
partecipazione ad organismi misti e a convegni, grandi eventi, attinenti ai
beni
culturali.
4. L’Area generale di coordinamento Sviluppo attività settore terziario è
ridenominata Area generale di coordinamento Turismo e Beni Culturali.
Nell’ambito di tale Area, il Settore Interventi nel settore alberghiero e
nelle altre attività di supporto turistico è ridenominato Settore Strutture
ricettive ed infrastrutture turistiche.
5. La legge regionale 28 novembre 2007, n. 12 è così modificata:
a) la lettera c) del comma 1 dell’articolo 9 è così modificata:
“1. all’alinea sono eliminate le parole “e i comparti estrattivi”;
2. al punto 2.2 sono eliminate le parole “estrattiva e”;
3. il punto 4.4 è abrogato;
b) dopo il comma 1 dell’articolo 9 è aggiunto il seguente:
“2. Il Settore Ricerca e valorizzazione di cave, torbiere, acque minerali e
termali diventa il Settore 12 dell’Area generale di coordinamento Lavori
Pubblici, Opere Pubbliche, Attuazione, Espropriazione.”


ARTICOLO 33
Cessazione dello stato di emergenza idrogeologica e bonifica delle acque: misure organizzative


1. In relazione alla cessazione dello stato di emergenza, alla scadenza dei
regimi commissariali per l’emergenza idrogeologica e per l’emergenza bonifiche
e tutela delle acque e del fiume Sarno, al fine di garantire la continuità
dell’azione amministrativa ed il coordinato e unitario esercizio delle
funzioni ordinarie di competenza della Regione in materia idrogeologica e di
bonifiche e tutela delle acque, le stesse funzioni sono esercitate
dall’Agenzia regionale campana per la difesa del suolo (ARCADIS), istituita
con legge regionale 12 novembre 2004, n. 8 (legge finanziaria regionale 2004).
2. Il trasferimento delle funzioni di cui al comma 1 decorre dalla data di
cessazione delle attribuzioni dei poteri commissariali in materia di emergenza
idrogeologica e di bonifica e tutela delle acque.
3. Al fine di consolidare le esperienze acquisite dai dipendenti delle
strutture commissariali sono adottate soluzioni di intesa con la Presidenza
del Consiglio dei ministri per il trasferimento di risorse umane e finanziarie
all’Agenzia di cui al comma 1 nel rispetto della normativa nazionale e
regionale vigente.


ARTICOLO 34
Alienazione beni regionali


1. Dall’elenco dei beni alienabili ai sensi dell’ articolo 25, comma 3 della
legge regionale 6 dicembre 2000, n. 18, sono eliminati i seguenti cespiti
immobiliari dalla consistenza patrimoniale:
a) Stadio Collana, Piazza Mascagni, Napoli - numero d’ordine 121;
b) Cinema Rivoli, Piazza F. Coppola, 10/12 Napoli - numero d’ordine 87;
c) Discesa la Gaiola - numeri d’ordine 357, 178, 180, 179.


ARTICOLO 35
Attuazione dell’ articolo 31, comma 14, della legge regionale n. 1/2007


1. La Giunta regionale è autorizzata alla spesa per l’attuazione della
disposizione contenuta nell’articolo 31, comma 14 della legge regionale 19
gennaio 2007, n. 1 (legge finanziaria regionale 2007) nella misura
corrispondente alla valutazione certificata del bene da acquisire.


ARTICOLO 36
Sviluppo Italia Campania


1. La Giunta regionale, sentito il parere delle competenti commissioni
consiliari, provvede all’acquisizione a titolo gratuito delle partecipazioni
detenute da Sviluppo Italia nelle società regionali la cui cessione è prevista
dall’articolo 1, comma 461, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ( legge
finanziaria 2007).
2. Le condizioni di cui al comma 1 devono essere evidenziate in un piano
aziendale che non preveda oneri a carico del bilancio regionale e che
definisca le attività, gli ambiti di intervento e le risorse necessarie per
realizzarlo. In tale ambito restano immutate, se economicamente e legalmente
valide, le forme contrattuali dei rapporti di lavoro di qualsiasi tipo in
essere alla data del 30 giugno 2007.


ARTICOLO 37
Anticipazioni per le infrastrutture di trasporto


1. Al fine di assicurare il costante flusso finanziario necessario per la
realizzazione degli investimenti infrastrutturali e degli impianti nonché per
l’acquisto di materiale rotabile, la Regione può procedere per l’esercizio
finanziario 2008 all’anticipazione, a favore delle società regionali
concessionarie delle infrastrutture e del materiale rotabile Ente Autonomo
Volturno srl, Metro Campania Nord-Est srl, Circumvesuviana srl e SEPSA spa, di
somme nei limiti delle disponibilità di bilancio. Dette anticipazioni gravano
su apposito fondo da istituire nell’ambito delle disponibilità finanziarie
attribuite alla UPB 1.57.101 e devono essere restituite, anche mediante
compensazione, entro l’esercizio finanziario in cui è avvenuta l’anticipazione.


ARTICOLO 38
Interpretazione autentica dell’articolo 30, commi 3 e 4, della legge regionale n. 1/2007


1. Al fine di superare i dubbi interpretativi scaturiti dall’applicazione
dell’articolo 30 della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1( legge
finanziaria regionale 2007):
a) il comma 3 del richiamato articolo si interpreta nel senso che i costi
dell’iniziale funzionamento delle opere infrastrutturali e degli impianti, ivi
incluso il relativo materiale per il trasporto, da realizzare nell’ambito del
sistema di metropolitana regionale, gravano sui fondi destinati alla loro
attuazione ed acquisizione in misura non superiore al 10 per cento
dell’ammontare dei relativi investimenti;
b) il comma 4 del medesimo articolo si interpreta nel senso che gli
importi da corrispondere alle aziende concessionarie della gestione delle
infrastrutture ferroviarie regionali, necessari all’attuazione delle opere
infrastrutturali degli impianti e del materiale rotabile da realizzare
nell’ambito del sistema di metropolitana regionale, sono incrementati del 3,5
per cento dell’ammontare degli investimenti medesimi per le relative spese di
gestione tecnica ed amministrativa.


ARTICOLO 39
Norme in materia di trasporto pubblico di interesse regionale e locale


1. A decorrere dall’esercizio finanziario 2008 le tariffe per il trasporto
pubblico di interesse regionale e locale sono, all’inizio di ogni anno,
automaticamente adeguate secondo il meccanismo del price cap e comunque in
misura non inferiore al tasso programmato di inflazione nazionale per l’anno
di riferimento. Ogni tariffa così adeguata è arrotondata, ove necessario, ai
10 centesimi di euro superiori.
2. Nel riconfermare le disposizioni di cui alla legge regionale 19 gennaio
2007, n. 1 (legge finanziaria 2007) per le fasce sociali più deboli con
comprovate condizioni di reddito da definire con apposito atto di Giunta
regionale, si provvede a definire fasce orarie agevolate.


ARTICOLO 40
Promozione dei mercati degli operatori biologici nei centri storici dei comuni della Campania


1. La Regione promuove, nel rispetto della normativa in materia di commercio,
la creazione di mercati riservati a produttori ed operatori inseriti nel
sistema di controllo sull’agricoltura biologica, istituito in conformità con
la legislazione europea.
2. I mercati di cui al comma 1 sono realizzati all’interno dei centri storici
dei comuni della Campania, al fine di valorizzare le specificità
agroalimentari nel contesto delle specificità artistico-culturali del
territorio regionale.
3. La Regione sostiene l’iniziativa di cui al comma 1 con i fondi stanziati
sulla UPB 2.76.181, quantificati per l’esercizio 2008 in euro 1 milione.
4. L’entità del contributo per l’istituzione di mercati di operatori biologici
e le modalità di erogazione dello stesso sono stabiliti con successivi atti
deliberativi, su proposta dell’assessore all’agricoltura ed alle attività
produttive.


ARTICOLO 41
Modifiche ed abrogazioni di norme


1. All’articolo 36 della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge
finanziaria regionale 2007), il comma 10 è così sostituito:
“10. I figli dei predetti operatori delle forze dell’ordine, dei vigili del
fuoco e delle vittime innocenti del crimine sono esentati dal pagamento delle
tasse regionali per il diritto allo studio a tutti i livelli.”.
2. All’articolo 36 della legge regionale n. 1/2007, il comma 11 è abrogato.
3. All’articolo 1 della legge regionale 21 agosto 2007, n. 10, il comma 1 è
abrogato.
4. Il termine indicato al comma 5 dell’articolo 10 della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20, per le pratiche non ancora definite è fissato
improrogabilmente in centottanta giorni decorrenti dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
5. All’articolo 3 della legge regionale 1 luglio 2002, n. 9, comma 3, le
parole da “viene” fino a “rieleggibilità” sono sostituite dalle seguenti “sono
eleggibili i componenti del CORERAT”.
6. All’articolo 18 della legge regionale n. 1/2007, comma 12, le parole: “, e
non costituisce aumento di costo” sono sostituite dalle seguenti: “ La
funzione è attribuita dall’organo politico presso il quale l’unità è
comandata. La regione Campania provvede alla stipula delle relative polizze
assicurative.”
7. All’articolo 27 della legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16, comma 3,
dopo le parole “è trasmesso alla Provincia per eventuali osservazioni”, sono
aggiunte le parole “che devono essere formulate entro il termine perentorio di
trenta giorni”.
8. L’articolo 1 della legge regionale 1 febbraio 1980, n. 10, è sostituito dal
seguente:
“La Giunta regionale è autorizzata a stipulare apposita convenzione con le
organizzazioni professionali a carattere nazionale operanti sul territorio
regionale nel settore agricolo e con i Centri di Assistenza Agricola (CAA),
autorizzati ai sensi di legge. Le organizzazione ed i Centri, che ne fanno
richiesta, danno la loro collaborazione nell’espletamento delle pratiche
inerenti le funzioni trasferite dal soppresso ente utenti motori agricoli
(UMA) alla Regione. I Centri autorizzati di Assistenza Agricola (CAA) devono
risultare in regime di convenzione con l’agenzia per le erogazioni in
agricoltura (AGEA) nell’anno per il quale facciano richiesta di convenzione
alla Giunta regionale”.
9. All’articolo 2 della legge regionale n. 10/1980, dopo le
parole “Organizzazioni professionali” aggiungere “e dai Centri di Assistenza
Agricola (CAA).”
10. All’articolo 5 della legge regionale n. 10/1980, dopo le parole “spettanti
alle Organizzazioni” aggiungere “e ai Centri di Assistenza Agricola (CAA).”
11. All’articolo 15 della legge regionale 16 marzo 1986, n. 11, il comma 2,
non si applica alle guide vulcanologiche.
12. All’articolo 15 della legge regionale n. 11/1986, il comma 5, è sostituito
dal seguente:
“5. I requisiti professionali delle guide, il numero delle stesse, le modalità
di immissione nei presidi, la formulazione della graduatoria per tale
immissione sono determinati, a cadenza biennale, dalla Giunta regionale,
sentite le organizzazioni interessate, previo parere della commissione
consiliare permanente competente per materia”.
13. All’articolo 58, della legge regionale 11 agosto 2001, n. 10 e successive
modifiche, al comma 1, le parole da “nella” fino a “per cento” sono abrogate.
14. All’articolo 1 della legge regionale 1 febbraio 2005, n. 3, comma 3, le
parole: “subordinando l’erogazione dei fondi integrativi alla sostituzione dei
capi abbattuti” sono sostituite dalle seguenti: “.La erogazione degli
indennizzi è disciplinata dalla Giunta regionale con apposito provvedimento”.
15. All’articolo 27 della legge regionale n. 1/2007, comma 1, lettera a),
capoverso 2-quater, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: “Entro il
termine perentorio del 30 giugno di ciascun anno, l’assessore alle attività
produttive presenta al Consiglio regionale, alle commissioni consiliari
competenti per materia, alla commissione Bilancio, che si esprimono con parere
entro i successivi 30 giorni, un’apposita relazione sullo stato di attuazione
del piano e sulla programmazione per gli interventi futuri. Trascorso tale
termine il parere si intende positivamente espresso.”
16. All’articolo 24, della legge regionale 29 dicembre 2005, n. 24, (legge
finanziaria regionale 2006), comma 2, dopo l’ultimo rigo aggiungere:
“3) Servizio Autoparco”. Il Servizio è disciplinato con apposito regolamento
predisposto dall’Ufficio di presidenza ed approvato dal Consiglio regionale.
17. All’articolo 6 della legge regionale 28 novembre 2001, n. 19, comma 8,
aggiungere le seguenti parole: “Alle autorimesse interrate pertinenziali
realizzate nel periodo compreso tra il 30 giugno 2003 ed il 22 dicembre 2004
sulla base di pubbliche autorizzazioni e concessioni, si applica la normativa
di cui all’articolo 22, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380.”.
18. All’articolo 4, della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 24, dopo il
comma 4 aggiungere il seguente:
“5. I termini previsti per l’alienazione degli alloggi acquistati ai sensi del
comma 20 dell’articolo unico della legge 24 dicembre 1993, n. 560 sono ridotti
a cinque anni nei seguenti casi:
a) trasferimento del nucleo familiare in comune diverso da quello
dell’ubicazione dell’alloggio per cambio attività lavorativa o collocamento a
riposo, a distanza non inferiore a 50 Km o comunque tale che sia ampiamente
disagevole il rientro giornaliero nell’abitazione a causa di lavoro,
difficoltà di collegamento con mezzi di trasporto pubblici;
b) motivi di salute di un componente del nucleo familiare tali per cui
l’alloggio debba ritenersi inidoneo alla patologia certificata dal medico;
c) necessità di dare e avere assistenza sanitaria per aggravamento o
sopravvenuti problemi di salute;
d) inidoneità all’alloggio per aumento del nucleo familiare;
e) separazione dei coniugi in seguito all’emissione da parte del
tribunale della sentenza di separazione omologata;
f) decesso di uno dei coniugi o acquisizione della proprietà in seguito
all’atto di successione;
g) difficoltà di far fronte agli impegni finanziari in conseguenza del
reddito familiare o necessità di costose cure sanitarie non rimborsabili dal
servizio sanitario nazionale;
h) necessità di unificare il nucleo familiare in seguito all’avvenuto
matrimonio”.
19. Al secondo comma , alinea, dell’articolo 3 della legge regionale 6 giugno
1975, n. 51, come modificato dall’articolo 15 della legge regionale n.
24/2005, dopo le parole “art. 1” sono aggiunte le seguenti: “in attesa dei
dati elettorali di cui alla lettera b) del presente comma”.
20. Al comma, 3 lettera a) dello stesso articolo, dopo la
parola “rappresentatività” è aggiunto: “anche se non”; alla successiva lettera
b) dopo la parola: “artigianato”, è aggiunto: “anche se non”.
21. All’articolo 7 della legge regionale n. 1/2007, il comma 2 è sostituito
dal seguente:
“2. I termini di cui al comma 2 dell’articolo 16 della legge regionale 14
marzo 2003, n. 7 sono prorogati al 31 dicembre 2008.”
22. All’articolo 2 della legge regionale 3 settembre 2002, n. 20, alla fine
del comma 1 aggiungere: “La predetta indennità è valutata nella parte A del
trattamento di quiescenza, ai sensi dell’articolo 13 lettera a) del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 a far data dal 1 ottobre 2007”.
23. All’articolo 5 della legge regionale 7 febbraio 1994, n. 8, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole “assessori regionali” sono aggiunte le
parole “o loro delegati”;
b) al comma 2, lettera d), dopo la parola “di bacino” le parole “una
volta approvata dal Consiglio regionale” sono abrogate;
c) il comma 4 è abrogato;
d) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente: “6. Le disposizioni ed i
procedimenti di cui al presente articolato si applicano anche alle varianti ed
aggiornamenti del Piano di bacino”;
e) il comma 4 dell’articolo 7, è soppresso;
f) il comma 2, dell’articolo 12 è sostituito dal seguente: “2. Gli atti
adottati dall’Autorità di bacino regionale ed interregionale sono trasmessi
all’ufficio regionale competente in materia di difesa del suolo.”;
g) all’articolo 15 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “3. La Giunta
regionale, tramite l’ufficio competente in materia di difesa del suolo,
verifica il rispetto del vincolo di destinazione e l’utilizzo delle risorse
finanziarie erogate alle Autorità di bacino per le spese di funzionamento. A
tal fine, può richiedere l’acquisizione di specifici atti e disporre
ispezioni.”
24. All’articolo 9, della legge regionale 21 maggio 1997, n. 14, dopo il comma
4, aggiungere il seguente:
“5. Al fine di garantire una efficace ed efficiente azione di prevenzione dei
rischi derivanti dallo smaltimento delle acque meteoriche e delle acque reflue
urbane come definite all’articolo 74 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152, gli enti locali, singolarmente o in forma associata secondo le previsioni
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dell’articolo 12, comma 4,
della legge 5 gennaio 1994, n. 36, possono stipulare, sentito l’ente d’ambito
competente, apposite convenzioni con il soggetto gestore del servizio idrico
integrato aventi ad oggetto la gestione delle opere, impianti, reti, caditoie
e canalizzazioni escluse dall’ambito del servizio idrico integrato e relative
alle acque meteoriche”.
25. All’articolo 20 della legge regionale 14 agosto 2005, n. 15 (legge
finanziaria regionale 2005), comma 1, alle parole “è fatto obbligo alle
aziende di trasporto pubblico della regione Campania” sono aggiunte le
parole “comprese quelle che operano nei collegamenti con le isole del golfo”.
26. All’articolo 37 della legge regionale 23 ottobre 2007 n. 11, comma 3,
sostituire la parola “individuate” con la parola “individua”.
27. All’articolo 3 della legge regionale 15 febbraio 2005, n. 7, comma 1, dopo
la lettera b) aggiungere la seguente:
“c) per i comuni con popolazione inferiore a quindicimila abitanti può essere
iscritta all’albo una sola pro loco”.
28. All’articolo 31,comma 34, lettera b) della legge regionale n. 1/2007,
sostituire :
a) il punto 4 con il seguente: “4. 17,5 per cento dello stanziamento
regionale è erogato all’associazione nazionale mutilati ed invalidi civili -
ANMIC-;
b) il punto 6 con il seguente: “6. 20 per cento dello stanziamento
regionale è erogato all’ente nazionale sordi -ENS-”;
c) il punto 7 con il seguente: “7. 17,5 per cento dello stanziamento
regionale è erogato all’opera nazionale mutilati ed invalidi civili -ONMIC-.
29. I termini di cui alla legge regionale 1 febbraio 2005, n. 2 e successive
modifiche sono prorogati al 31 dicembre 2008.


ARTICOLO 42
Norme di sostegno finanziario


1. La regione Campania favorisce le iniziative, con onere a valere sulla UPB
6.23.107, che sviluppano il censimento e la valorizzazione degli archivi delle
donne e dei movimenti femminili nell’ambito della promozione delle pari
opportunità.
2. E’ concesso un contributo straordinario di euro 70 mila al comune di Capua
(CE) per la realizzazione di iniziative che valorizzano il patrimonio storico
e culturale della città.
3. E’ concesso un contributo straordinario di euro 70 mila al comune di
Casapesenna (CE) per la progettazione del parco urbano, “area ex ferrovie
dello Stato”.
4. E’ concesso per l’esercizio finanziario 2008 un contributo straordinario di:
a) euro 50 mila al comune di Cancello Arnone (CE) finalizzato ad opere di
sistemazione e ristrutturazione della casa comunale;
b) euro 50 mila al comune di Sparanise (CE) finalizzato alla
ristrutturazione ed al restauro del monumento storico “Casino reale”.
c) euro 50 mila per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione e
restauro della Chiesa Santissima dell’Immacolata in località Ponte di Ferro in
Sant’Anastasia (Na).
5. A valere sui fondi del sistema universitario campano allocati sulla UPB
3.10.28, è concesso un finanziamento per il potenziamento della struttura del
Centro di Riferimento Regionale in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione
(CIRFF) dell’università Federico II di Napoli per le attività di monitoraggio
del consumo dei farmaci nella regione Campania, per la razionalizzazione d’uso
e il contenimento della spesa specifica.
6. E’ istituito un fondo di euro 300 mila per l’assegnazione di una camera
iperbarica più una struttura mobile per sei mesi all’ospedale “Rizzoli” di
Ischia e per gli altri sei mesi all’ospedale “La Schiana” di Pozzuoli,
all’interno della spesa sanitaria programmata.
7. La regione Campania, previa presentazione di apposito progetto preliminare
da parte della società di gestione, individua le somme necessarie e le fonti
di finanziamento per gli interventi indispensabili alla apertura ed all’avvio
dell’attività dell’aeroporto di Pontecagnano-Salerno, Grazzanise.
8. E’ concesso un contributo straordinario di euro 60 mila ai teatri regionali
che celebrano i dieci anni di attività per iniziative tese ad incentivare la
partecipazione dei giovani all’attività teatrale.
9. Dal fondo delle Asl NA 2 e NA 4 è destinato un finanziamento di euro 200
mila all’Asl NA 2 ed euro 200 mila all’Asl NA 4 per le prime analisi da
effettuare sulla popolazione, al fine di verificare il livello di diossina
presente nell’organismo, da affidare all’Istituto Negri di Milano.
10. Il programma del Ministero delle Comunicazioni per il superamento del
divario tecnologico (Digital divide) è cofinanziato con 5 milioni di euro.
L’investimento è prioritariamente destinato alle aree di Avellino e Benevento.
11. E’ istituito un fondo di euro 100 mila per l’addestramento di cani guida
per i non vedenti.
12. E’ stanziata nella pertinente UPB la somma di euro 300 mila per il
rifacimento della strada comunale di collegamento tra il comune di Battipaglia
(SA) ed il comune di Bellizzi (SA).
13. E’ istituito un fondo per la realizzazione di un sistema di informazione e
formazione per l’educazione alimentare.
14. E’ istituito un fondo per la realizzazione di parchi tematici per bambini
nel comune di Bellizzi (SA) che ne consentano il corretto sviluppo
psicofisico, a valere sulla UPB 1.1.1.
15. All’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (ARPAC)
è assegnata una quota di finanziamento ordinario annuale pari allo 0,35 per
cento delle risorse per la spesa sanitaria di parte corrente.
16. Al fine di sostenere le aggregazioni di imprese quale valido volano per la
presenza delle stesse sui mercati esteri, si intendono recepite, in conformità
al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e successive modifiche e al
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, le
disposizioni relative al trasferimento alle Regioni a Statuto ordinario delle
competenze concernenti gli incentivi a favore dei Consorzi monoregionali e le
relative risorse finanziarie, di cui alla legge 21 febbraio 1989, n. 83.
17. Per l’istituzione del Museo della Memoria e promozione della pace tra i
popoli “Giovanni Palatucci” è assegnato al comune di Campagna ( SA) un
finanziamento di euro 100 mila.
18. La Giunta regionale favorisce e incentiva i progetti tesi al monitoraggio
e alla salvaguardia delle condizioni igienico-ambientali dei centri urbani
della città metropolitana di Napoli. La spesa per il monitoraggio ambientale
della città metropolitana di Napoli è a valere sulla UPB 1.1.5.
19. Quota parte delle risorse di cui alla UPB 1.1.6 per spese di investimento
di cui alla legge regionale 27 febbraio 2007, n. 3, per un importo di euro 2
milioni è riservato alla costruzione di asili nido.


ARTICOLO 43
Integrazione alla legge regionale n. 15/1989 e successive modifiche


1. In riferimento alla legge regionale 25 agosto 1989, n. 15, per motivi di
urgenza la direzione dei settori di cui al primo capoverso dell’articolo 10
può essere conferita con decreto del Presidente del Consiglio che deve essere
portato all’approvazione dell’Ufficio di Presidenza entro un mese, pena la sua
inesistenza. Sono eventualmente salvi gli effetti prodotti dall’atto della
nomina sino alla sua caducazione.
2. In nessun caso le funzioni di cui all’articolo 11 della legge regionale n.
15/1989 sono attribuibili con decreto. Qualora si rendesse, per qualsiasi
ragione, vacante l’incarico, le funzioni sono assegnate provvisoriamente al
dirigente della qualifica funzionale immediatamente inferiore che vanta
migliori titoli.


ARTICOLO 44
Disposizioni in materia di personale


1. Al fine di conservare e valorizzare le esperienze presenti tra il personale
comandato presso la regione Campania, il Consiglio regionale favorisce i
processi di mobilità e i corsi concorsi per il personale comandato. Il settore
personale del Consiglio effettua la ricognizione del personale in posizione di
comando.
2. Il personale in posizione di comando presso il Consiglio regionale
nell’anno solare 2007, proveniente da pubbliche amministrazioni e aziende
pubbliche ai sensi delle leggi regionali 25 agosto 1989, n. 15, 5 giugno 1996,
n. 13, 21 aprile 1997, n. 13, 28 marzo 2000, n. 7, 11 agosto 2001, n. 10, 26
luglio 2002, n. 15 (legge finanziaria regionale 2002), e successive modifiche,
è collocato, a richiesta, in una graduatoria ad esaurimento con procedure di
mobilità, contestualmente all’esaurimento delle graduatorie relative al
personale del Consiglio regionale risultato idoneo agli ultimi concorsi
espletati.
3. L’amministrazione del Consiglio regionale può procedere all’eventuale
reclutamento di personale solo dopo il completo esaurimento della graduatoria
di cui al comma 2, salvo che per profili non contemplati nella medesima
graduatoria, i cui ruoli risultassero effettivamente vacanti.
4. Le richieste di trasferimento devono essere inoltrate dagli interessati
dopo l’entrata in vigore della presente legge e nei termini stabiliti dalla
commissione di cui al comma 5.
5. I criteri di inserimento nella graduatoria di cui al comma 2 sono
individuati da apposita commissione istituita dall’Ufficio di Presidenza entro
trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, sentite le
competenti commissioni consiliari.
6. Al comma 2, dell’articolo 46 della legge regionale n. 15/2002, come
modificato dall’articolo 31, comma 39 della legge regionale 19 gennaio 2007,
n. 1 (legge finanziaria regionale 2007), dopo la parola “49 per cento” si
aggiunge: “in nessun caso può essere comandato in Consiglio regionale
personale proveniente da società di cui al periodo precedente qualora lo
stesso rivesta la carica di consigliere comunale, sindaco, assessore in un
comune della regione Campania.”


ARTICOLO 45
Patrimonio disponibile


1. La regione Campania qualora destina alla vendita o alla locazione suoli
facenti parte del proprio patrimonio disponibile, informa tempestivamente i
soggetti che sono già legittimamente locatari di immobili o suoli di proprietà
regionali confinanti e sono già titolari di attività che possono contribuire
allo sviluppo turistico-economico o occupazionale del territorio regionale.
2. I soggetti correttamente legittimati di cui al comma 1, devono impegnarsi a
presentare idonei progetti per un corretto utilizzo dei suoli in questione.


ARTICOLO 46
Sicurezza sul lavoro


1. Per l’esercizio finanziario 2008 è disposta l’istituzione, di concerto con
gli assessorati al lavoro e ai lavori pubblici e con il coordinamento
dell’assessore alla sanità, di un nucleo operativo straordinario per la tutela
della sicurezza dei lavoratori, la prevenzione e il contrasto agli incidenti
sul lavoro, con funzioni di ufficio centrale per il coordinamento ispettivo
con competenza regionale.


ARTICOLO 47
Associazioni a tutela del consumatore


1. La Regione contribuisce al finanziamento delle associazioni a tutela dei
diritti dei consumatori e dei risparmiatori contribuenti, con interventi
mirati ad accrescere la cultura del cittadino sia nei settori delle attività
economiche, commerciali e finanziarie sia per gli adempimenti fiscali.
2. I contributi sono erogati una tantum a fronte di specifici progetti e non
sono cumulabili con altri interventi regionali di analoga finalità.
3. Le associazioni a tutela dei diritti dei consumatori e dei risparmiatori
contribuenti, costituite, per atto pubblico o per scrittura privata
autenticata, entro e non oltre la data di pubblicazione della presente legge,
possono godere di speciali contributi erogati dalla Regione a sostegno delle
suddette attività, anche in deroga agli articoli 4 e 6 della legge regionale 3
settembre 2002, n. 19, con priorità alle associazioni promosse da una
pluralità di enti pubblici.
4. Alla copertura dell’onere derivante dal presente articolo si provvede
mediante l’utilizzo delle risorse già previste nell’ambito della funzione
obiettivo n. 2.69 Commercio e, specificatamente, della UPB 2.69.160
(informazione all’utenza e tutela dei consumatori).


ARTICOLO 48
Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico


1. Gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico
(IRCCS)non trasformati in fondazioni, ai sensi del decreto legislativo 16
ottobre 2003, n. 288, aventi sede nella regione Campania, sono tenuti ai piani
di rientro limitatamente al rispetto dei vincoli di bilancio ed in conformità
ai finanziamenti stanziati e preventivamente approvati dalla Regione.


ARTICOLO 49
Soccorso alpino e speleologico


1. La regione Campania, in conformità alla legge 21 marzo 2001, n. 74 ed ai
sensi dell’articolo 29 della legge 7 dicembre 2000, n. 383, riconosce il
soccorso alpino e speleologico campano del Club Alpino Italiano (CAI) come
soggetto di riferimento da utilizzare per le azioni di salvataggio e recupero
per il soccorso in montagna e ne garantisce il sostegno mediante specifici
contributi ad interventi effettuati, stipulando specifica convenzione.
2. La Giunta regionale predispone la convenzione di cui al comma 1, entro
sessanta giorni dalla data dell’entrata in vigore della presente legge, previo
parere della competente commissione consiliare.


ARTICOLO 50
Associazioni regionali per l’informazione e la consulenza in agricoltura


1. Il personale già inquadrato nel ruolo della Giunta nel livello IV ai sensi
dell’articolo 2, commi 1 e 2 della legge regionale 28 marzo 2000, n. 8,
assunto presso le Associazioni Regionali per l’Informazione e la Consulenza in
Agricoltura (ARICA) come unità di segreteria ed esecutore amministrativo di
livello IV, è collocato nella categoria corrispondente alla qualifica
funzionale e profilo professionale posseduti presso le ARICA alla data di
applicazione della legge regionale n. 8/2000.
2. La decorrenza giuridica è dalla data di inquadramento nel ruolo della
Giunta regionale ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, della legge regionale
n. 8/2000 e la decorrenza economica dalla data di entrata in vigore della
presente legge.


ARTICOLO 51
Stabilizzazione di particolari categorie di personale


1. Il personale con profilo autista, appartenente ai ruoli di pubbliche
amministrazioni ovvero dipendente a tempo indeterminato di aziende pubbliche
in comando presso il Consiglio regionale, a seguito di procedura di selezione
ad evidenza pubblica, può transitare, a domanda, nei ruoli del Consiglio.


ARTICOLO 52
Disposizioni a sostegno dei Santuari


1. Gli effetti previsti dall’articolo 6, comma 6, della legge regionale 12
novembre 2004, n. 8 (legge finanziaria regionale 2004), sono estesi in via
permanente, oltre ai comuni già destinatari, al Comune di Mercogliano, sede
del santuario di Montevergine, al Comune di Caposele, sede del Santuario di
San Gerardo ed al comune di Cava dei Tirreni, sede dell’abbazia della
Santissima Trinità, reputando il millenario, ricorrente nell’anno 2011, evento
di straordinario interesse per la promozione del territorio.


ARTICOLO 53
Contenimento della spesa pubblica


1. La regione Campania aderisce alla politica di contenimento della spesa
pubblica, in attuazione del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in
legge 4 agosto 2006, n. 248, e, in applicazione dei medesimi principi, prevede
la diminuzione dei costi introducendo criteri per la riorganizzazione di
strutture, comitati e consigli di amministrazione. La Regione, partendo dalla
valutazione dell’effettiva necessità, dell’efficacia e dell’efficienza dei
servizi, predispone un piano di diminuzione dei costi che prevede:
a) la riduzione nella misura del 20 per cento delle indennità per i
direttori generali, sanitari ed amministrativi delle Asl e delle aziende
ospedaliere, degli enti regionali, delle aree di sviluppo industriale (ASI),
degli istituti autonomi case popolari (IACP), degli enti per il turismo, dei
parchi regionali e dei trasporti;
b) la soppressione del Comitato tecnico scientifico istituito
dall’articolo 4 della legge regionale 4 luglio1991, n. 11;
c) la riduzione nella misura del 20 per cento dell’indennità mensile di
funzione attribuita ai componenti del Comitato regionale per le comunicazioni
(CoReCom) ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 1 luglio 2002, n. 9;
d) la riduzione nella misura del 20 per cento rispetto a quelle impegnate
nell’anno 2006 delle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
pubblicità e rappresentanza.


ARTICOLO 54
Distretti energetici


1. Il distretto energetico è istituito nei territori dei comuni su cui sorgono
impianti di produzione di energia da fonte alternativa con capacità produttiva
complessiva non inferiore a 30 Mgw.
2. Se più comuni hanno una capacità produttiva superiore ai 30 Mgw installati,
il distretto è rappresentato dal comune nel cui territorio è presente il
maggior numero di impianti con maggiore potenza nominale realizzati nel corso
dell’anno 2007 e, comunque, con potenza complessiva non inferiore a 20 Mgw.
3. Nel territorio di una provincia non può essere istituito, di norma, più di
un distretto energetico.
4. Il distretto elabora progetti per il corretto utilizzo delle fonti
rinnovabili, per la massimizzazione dei benefici derivanti dagli impianti di
produzione per l’attrazione di investimenti di ricerca in materia energetica.
5. La Regione, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentita la competente commissione consiliare, emana il
regolamento attuativo.


ARTICOLO 55
Inalienabilità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica acquistati da assegnatari o loro aventi diritto


1. Gli alloggi e le unità immobiliari di edilizia residenziale pubblica,
acquistati dagli assegnatari o dai loro familiari conviventi, ai sensi della
legge 24 dicembre 1993, n. 560, o di leggi precedenti regolanti il riscatto,
non possono essere alienati, anche parzialmente, né può essere modificata la
destinazione d’uso, né su di essi può essere costituito alcun diritto reale di
godimento o di garanzia, per un periodo di dieci anni dalla data di
registrazione del contratto di acquisto e comunque fino a quando non sia
pagato interamente il prezzo. Tali vincoli operano anche in capo agli eredi.
2. Decorso il termine indicato al comma 1, l’assegnatario, ovvero gli aventi
causa, possono alienare l’alloggio. In tal caso, l’alienante è tenuto a darne
comunicazione all’ente già proprietario, il quale può esercitare, entro
novanta giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione
all’acquisto, per un prezzo pari a quello di cessione rivalutato nella misura
del 3 per cento per ogni anno trascorso dalla stipula dell’atto di cessione,
fino ad un massimo del 70 per cento.
3. Il diritto di prelazione dell’ente già proprietario si estingue se il
proprietario dell’alloggio versa all’ente cedente un importo pari alla somma
della quota del venti per cento del valore dell’alloggio calcolato, sulla base
degli estimi catastali, ai sensi del comma 10, primo periodo, dell’articolo 1
della legge n.560/1993, e della quota variabile decrescente dal 15 per cento
all’1 per cento sullo stesso valore, da individuare secondo l’anno di distanza
rispetto alla scadenza del vincolo di cui al comma 1 del presente articolo.
4. Il diritto di prelazione non opera se la cessione avviene fra eredi
legittimi.
5. Sono nulli gli atti ed i contratti aventi ad oggetto alienazioni di alloggi
di edilizia residenziale pubblica da parte di assegnatari o aventi causa in
violazione del presente articolo.
Note:
ERRATA CORRIGE
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA N.12 DEL 25 MARZO 2008
Con nota prot. n. 2008/0001723/P del 29 febbraio 2008, la Presidenza del Consiglio regionale, a seguito di verifica del processo verbale della seduta consiliare del 28 dicembre 2007 ha trasmesso il comma 3 dell’art.55 della legge indicata in oggetto in una versione corretta in conformità al predetto verbale.
Per quanto sopra, si trasmette, in allegato il testo del comma 3 dell’art. 55 della legge regionale 30 gennaio 2008 n.1, per la pubblicazione sul B.U.R.C.
d’ordine del Presidente
Il Capo di Gabinetto
Maria Grazia Falciatore


ARTICOLO 56
Modifiche alla legge regionale n. 19/1997


1. Il comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale 14 agosto 1997, n. 19, è
così modificato:
“2. L’assegnatario deve produrre la documentazione reddituale entro il 31
luglio dell’anno della richiesta. L’ente gestore con decorrenza dal 1 gennaio
dell’anno successivo applica la corretta fascia di canone per coloro che hanno
adempiuto e la fascia di canone prevista dall’articolo 2, condizione C, canone
C per coloro che non hanno prodotto la documentazione nei termini. Se
l’assegnatario provvede alla presentazione della documentazione dopo il 31
luglio e comunque entro il 31 dicembre, l’ente gestore provvede alla
collocazione nella fascia a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo, con
la conseguente permanenza nella fascia di canone massimo per tutto il periodo
precedente fatto salvo quanto previsto dai commi 5 e 6 del presente articolo”.
2. Al comma 3 dell’articolo 3 della legge regionale n. 19/1997 le
parole: “dalla data del 30 giugno” sono sostituite con le parole: “dalla data
del 31 dicembre”.
3. Il comma 4 dell’articolo 3 della legge regionale n. 19/1997 è abrogato.
4. Il comma 5 dell’articolo 6 della legge regionale n. 19/97 è sostituito dal
seguente:
“5. Per la morosità relativa ad alloggi maturata dai conduttori, gli enti
gestori emanano proprie regolamentazioni finalizzate a favorire i recuperi
mediante piani di rateizzo che tengono conto delle condizioni di reddito delle
famiglie, anche concedendo riduzioni degli importi per mora ed interessi.”
5. Il comma 6 dell’articolo 6 della legge n. 19/1997 è sostituito dal seguente:
“6. Nel caso di mancato pagamento di oltre tre rate del piano di rateizzo di
cui al comma 5 può prevedersi il riaddebito degli importi precedentemente
detratti.”
6. Il comma 8 dell’articolo 6 della legge regionale n. 19/1997 è sostituito
dal seguente:
“8. Gli assegnatari che alla data di entrata in vigore della presente
disposizione non hanno presentato la documentazione reddituale relativa agli
anni pregressi e che sono stati pertanto collocati nella fascia di canone di
cui all’articolo 2, condizione C, canone C, possono produrre tale
documentazione entro il termine perentorio che è fissato dall’ente gestore e
comunicato in un atto di diffida ad adempiere. Per coloro i quali provvedono a
tale adempimento, l’ente gestore applica l’esatta fascia di canone per gli
anni pregressi, annullandone le maggiorazioni.”


ARTICOLO 57
Riorganizzazione dell’amministrazione regionale


1. L’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 18 della legge
regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge finanziaria regionale 2007), è
prorogata al 31 dicembre 2008.
2. Tale proroga non si applica al personale che, alla data del 27 dicembre
2007, ha già stipulato il contratto di cui al comma 3 dell’articolo 18 della
legge regionale n. 1/2007.


ARTICOLO 58
Acque minerali


1. I titolari esercenti la concessione per l’imbottigliamento di acque
minerali e di sorgente corrispondono un diritto proporzionale pari ad euro
0,05 per ogni metro cubo di acqua minerale e di sorgente imbottigliata in
vetro e un diritto proporzionale pari a euro 0,20 per ogni metro cubo di acqua
minerale e di sorgente non imbottigliata in vetro.
2. I soggetti di cui al comma 1 contribuiscono agli oneri diretti e indiretti
sostenuti dai comuni in conseguenza delle opere e attività di estrazione,
adduzione, imbottigliamento e trasporto delle acque minerali emunte nel loro
territorio.
3. Il diritto proporzionale di cui al comma 1 può essere adeguato, previo
parere della competente commissione consiliare regionale, ogni due anni, con
provvedimento della Giunta regionale tenuto conto della verifica di cui al
comma 4, dell’andamento del mercato, delle esigenze, anche occupazionali,
delle singole realtà territoriali interessate nonché della situazione
esistente negli altri territori regionali.
4. La Regione verifica, con cadenza biennale, lo stato delle acque minerali e
di sorgente destinate all’imbottigliamento.
5. E’ istituita una UPB denominata: “Fondo regionale per le acque minerali e
di sorgente imbottigliate” nella quale affluiscono gli importi dei diritti
proporzionali di cui al comma 1, versati dai concessionari con le modalità
sancite da apposito provvedimento di Giunta regionale.
6. I titolari di concessioni di coltivazione in esercizio, aventi ad oggetto
acque minerali e di sorgente hanno l’obbligo di installare ad ogni pozzo o
alla sorgente, ove sia possibile, e in ogni caso in luogo accessibile e
comunque prima degli interventi di utilizzazione, nonché all’imbottigliamento,
appositi misuratori automatici della portata, della temperatura e della
conducibilità elettrica dell’acqua. Sono inoltre tenuti ad installare, entro
il perimetro della concessione, misuratori delle precipitazioni atmosferiche,
della pressione barometrica, della temperatura minima e massima.
Note:
ERRATA CORRIGE
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA N. 7 DEL 18 FEBBRAIO 2008
C on la nota n. 769/2008/P, la Presidenza del Consiglio regionale, a seguito di verifica del processo verbale della seduta consiliare del 28 dicembre 2007, ha trasmesso l’articolo 58 della legge indicata in oggetto in una versione corretta in conformità al predetto verbale.
Per quanto sopra, si trasmette, in allegato il testo dell’intero articolo 58 della legge regionale n.1 del 30 gennaio 2008,
opportunamente integrato dal comma 6, per la pubblicazione sul BURC.
d’ordine del Presidente
Il Capo di Gabinetto
Maria Grazia Falciatore


ARTICOLO 59
Gestioni commissariali


1. Le attività e gli interventi di competenza delle gestioni commissariali ai
sensi delle leggi 18 aprile 1984, n. 80 e 22 dicembre 1984, n. 887 sono
riportati, per quanto attiene la quota parte di investimenti finanziata con
risorse ordinarie nazionali e risorse comunitarie comunque afferenti al
bilancio della Regione, alla responsabilità di attuazione delle competenti
strutture regionali. Entro tre mesi, il Presidente della Giunta riferisce al
Consiglio in ordine allo stato di avanzamento dei programmi commissariali,
specificando obiettivi raggiunti e previsti, stato degli adempimenti
contrattuali con soggetti aggiudicatori, impatto economico delle iniziative,
ulteriori fabbisogni finanziari e modalità di copertura individuate.


ARTICOLO 60
Stazione unica appaltante


1. E’ istituita presso gli uffici del Genio civile di ogni provincia, d’intesa
con le prefetture competenti per territorio, una stazione unica appaltante, a
cui i comuni, in modo convenzionato, possono trasferire le procedure d’appalto
per lavori superiori ad euro 250 mila.
2. Il Presidente della Giunta regionale attiva le procedure necessarie al
raggiungimento delle finalità del presente articolo.


ARTICOLO 61
Complessi immobiliari realizzati da cooperative in liquidazione coatta


1. Al fine di consentire agli Istituti autonomi case popolari (IACP)
competenti per territorio o ai comuni interessati di acquisire i complessi
immobiliari realizzati da cooperative poste in liquidazione coatta
amministrativa nei casi previsti dalla legge, per l’anno 2008 il fondo unico
per l’edilizia residenziale pubblica, di cui alla delibera di Giunta regionale
n. 1707 del 28 settembre 2007, è finanziato a valere sui fondi dell’edilizia
pubblica abitativa.
2. Gli IACP e i comuni possono utilizzare le somme loro destinate
esclusivamente per il recupero o la manutenzione straordinaria dei cespiti
trasferiti, al fine di assicurare l’abitabilità degli stessi. In presenza di
richieste che eccedono lo stanziamento di bilancio di cui al comma 1, è data
priorità agli interventi per i quali gli enti interessati garantiscono che il
recupero del patrimonio sia posto in essere con il ricorso a tecniche
sperimentali di biotecnologia tese al miglioramento delle condizioni di
vivibilità residenziale e al risparmio energetico.


ARTICOLO 62
Norme per il rafforzamento dell’azione amministrativa a tutela della legalità e dell’efficienza della giurisdizione


1. Per concorrere alla piena affermazione nell’ambito della Regione dei
principi di legalità e giustizia, la Giunta regionale può predisporre
interventi a supporto dell’efficiente funzionamento delle giurisdizioni
ordinarie e speciali operanti nel territorio regionale che ne fanno richiesta
ai sensi della presente legge.


ARTICOLO 63
Sostenibilità ambientale


1. Al fine di contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico
derivante dal traffico dei veicoli, a decorrere dal 1 gennaio 2008 è previsto
uno stanziamento destinato ad incentivare l’acquisto di veicoli alimentati
anche o esclusivamente a metano o GPL.


ARTICOLO 64
Direzione dei laboratori di analisi


1. Il possesso della laurea in Scienze e tecnologie alimentari o in Scienze
della nutrizione umana è inserito tra i requisiti richiesti per la direzione
dei laboratori di analisi che effettuano prove relative all’autocontrollo per
le industrie alimentari.


ARTICOLO 65
Piano energetico ambientale regionale


1. Nelle more dell’approvazione del Piano energetico ambientale regionale in
coerenza con la legge 23 agosto 2004, n. 239, fatte salve le competenze dei
comuni in materia urbanistica, sono esclusi dall’autorizzazione di cui
all’articolo 12, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387,
gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati con fonti
rinnovabili, come definite dall’articolo 2 dello stesso decreto legislativo,
della potenza uguale e inferiore a 100 KW elettrici per installazioni
fotovoltaiche su tetti di copertura, in particolare elevata a 5.000 KW
elettrici per impianti alimentati a biomasse vegetali liquide vergini o
riciclate.


ARTICOLO 66
Sistema di monitoraggio della qualità dell’aria


1. Gli impianti per la produzione di energia termoelettrica ubicati nel
territorio dei comuni della regione Campania devono essere dotati di un
sistema rigoroso di monitoraggio dello stato della qualità dell’aria,
attraverso la collocazione permanente di centraline per il rilevamento
dell’inquinamento atmosferico.
2. La dotazione del sistema di monitoraggio costituisce condizione per
ottenere la concessione di esercizio. La mancanza del sistema comporta la
revoca della concessione.
3. I competenti uffici regionali controllano il funzionamento e la regolarità
del sistema.
4. Gli impianti per la produzione di energia elettrica già in esercizio devono
essere dotati, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, del predetto sistema di monitoraggio. Decorso inutilmente tale termine,
la concessione è revocata.


ARTICOLO 67
Completamento e recupero di stabilimenti dismessi all’interno delle zone ASI


1. La regione Campania promuove lo sviluppo territoriale ed industriale anche
attraverso il completamento di interventi infrastrutturali o programmi di
recupero di stabilimenti dismessi all’interno delle zone area sviluppo
industriale (ASI).


ARTICOLO 68
Contributo straordinario per lo sviluppo delle produzioni biologiche delle aree svantaggiate


1. Le imprese agricole, operanti su territori svantaggiati della regione
Campania da almeno tre anni, possono accedere a contributi in conto impianti,
pari al 30 per cento dell’investimento in impianti ed attrezzature utili alla
propria attività.
2. Le imprese agricole devono essere in possesso, relativamente al triennio
2005-2007, di certificazione di produzione biologica rilasciata da una delle
organizzazioni abilitate, impegnarsi al mantenimento dell’attuale produzione
biologica ed incrementare l’occupazione in base a parametri d’investimento.


ARTICOLO 69
Interventi in materia di consorzi di tutela


1. La regione Campania, entro sessanta giorni dalla pubblicazione della
presente legge, attua un piano di incentivi volto a destinare contributi a
fondo perduto per le spese sostenute dalle piccole medie imprese (PMI) della
filiera vitivinicola aderenti a consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero
delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), per ottemperare
agli obblighi in materia di controllo e di tracciabilità in tutte le fasi del
processo produttivo dei vini di qualità prodotti in regioni determinate
(VQPRD) rese obbligatorie dai decreti del MIPAAF 29 marzo 2007 e 13 luglio
2007.
2. E’ istituito, per le finalità di cui al comma 1, un Fondo per la qualità
delle produzioni locali tipiche della filiera vitivinicola, con una dotazione
iniziale pari ad euro 1 milione a valere sulla UPB 2.83.243 del bilancio
regionale 2008.


ARTICOLO 70
Finanziamento delle leggi regionali sul reddito di cittadinanza e sulla dignità sociale


1. E’ prorogata per l’anno 2008 la sperimentazione del reddito di cittadinanza
di cui alla legge regionale 19 febbraio 2004, n. 2, assicurando copertura agli
aventi diritto.
2. Alla copertura di eventuali ulteriori necessità, per assicurare
l’erogazione per l’intero anno solare si provvede mediante richiesta al
Governo nazionale di concorso da parte dello Stato.
3. Per l’anno 2008 è assicurato il finanziamento della legge regionale 23
ottobre 2007, n. 11, con trasferimenti nazionali e con le risorse disponibili
nel bilancio regionale per la spesa sociale.


ARTICOLO 71
Modifiche alla legge regionale n. 1/ 2007


1. L’articolo 31, comma 2, della legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1, (legge
finanziaria regionale 2007) è così riformulato:
“ 2. La legge regionale 2 luglio 1997, n. 18, è così modificata:
a) all’articolo 6, comma 2, la lettera e), è sostituita dalla seguente:
“e) da due rappresentanti delle associazioni degli assegnatari più
rappresentative a livello
regionale, da quattro rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori
maggiormente rappresentative a livello nazionale e da due rappresentanti dei
sindacati degli inquilini maggiormente rappresentativi a livello regionale di
cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431, che non fanno capo alle organizzazioni
dei lavoratori”;
b) all’articolo 15, comma 1, la lettera e) è sostituita dalla seguente:
“e) da due rappresentanti delle associazioni degli assegnatari più
rappresentative a livello
regionale, da quattro rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori
maggiormente rappresentative a livello nazionale e da due rappresentanti dei
sindacati degli inquilini maggiormente rappresentativi a livello regionale di
cui alla legge n. 431/1998 che non fanno capo alle organizzazioni dei
lavoratori”.


ARTICOLO 72
Funzionamento registro tumori


1. Gli stanziamenti di cui alla delibera della Giunta regionale n. 1293 del 17
luglio 2007, relativi al funzionamento dei registri tumori operanti nella
regione Campania, in coerenza con quanto previsto al punto 7.3 del Piano
regionale ospedaliero 2007-2009 approvato con legge regionale 19 dicembre
2006, n. 24, trovano allocazione nel bilancio regionale per l’esercizio
finanziario 2008 nella UPB 4.15.38.
2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è riproposto nei bilanci della regione
Campania, relativi agli esercizi finanziari futuri, nella stessa misura salvo
gli adeguamenti, legati alle esigenze del servizio, deliberati con appositi
atti della Giunta regionale.


ARTICOLO 73
Supporto all’esercizio comunale delle funzioni catastali


1. Al fine di favorire l’avvio dell’esercizio delle funzioni catastali,
assegnate dai commi 194 al 200 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge
finanziaria 2007) e relativi provvedimenti attuativi, da parte dei comuni che
hanno scelto le modalità con cui esercitare dette funzioni dal 1 novembre 2007
e di assistere i comuni che non hanno ancora adottato una decisione in merito
alle modalità di gestione del catasto, la Regione concorre, in convenzione con
l’associazione nazionale comuni italiani (ANCI) regionale, alle spese per:
a) le azioni formative ed informative, anche di carattere strumentale, in
materia di gestione delle funzioni catastali e degli aspetti organizzativi e
gestionali ad esse collegate, da realizzare nella fase di implementazione del
processo di decentramento catastale;
b) l’elaborazione di studi di fattibilità per i comuni che, entro il 15
luglio 2009, devono pronunciarsi sulla gestione catastale. Tali studi devono
supportare le valutazioni relative all’opportunità di adottare scelte di tipo
associativo o di ampliare l’ambito di operatività, al fine di fornire una
prima verifica tecnica di realizzabilità dal punto di vista organizzativo e
gestionale.
2. In attuazione di quanto previsto al comma 1, con proprio atto, la Regione
disciplina i criteri e le modalità per la concessione del finanziamento.
3. Per le finalità di cui al presente articolo è disposta, per l’esercizio
finanziario 2008, un’autorizzazione di spesa pari ad euro 400 mila, a valere
sulle risorse della UPB 6.23.106.


ARTICOLO 74
Modifiche alla legge regionale n. 11/1986


1. Il comma 1 dell’articolo 17 della legge regionale 16 marzo 1986, n. 11,
aggiunto dall’articolo 31, comma 46 della legge regionale 19 gennaio 2007, n.
1 (legge finanziaria regionale 2007), è così modificato:
“1. Nelle more dello svolgimento del concorso per l’abilitazione di guida
turistica, i soggetti già in possesso di abilitazione ad una professione
turistica possono esercitare l’attività in ulteriori lingue straniere per le
quali sono stati già abilitati in altre professioni turistiche di cui alla
presente legge.”


ARTICOLO 75
Variazioni all’aliquota IRAP per ONLUS e cooperative sociali


1. Ai sensi e per gli effetti di quanto stabilito dall’articolo 16, comma 3,
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e successive modificazioni,
con decorrenza dall’anno d’imposta 2008, l’aliquota dell’imposta regionale
delle attività produttive (IRAP) per le organizzazioni non lucrative di
utilità sociale (ONLUS) e le cooperative sociali, è determinata nella misura
del 4,25 per cento, limitatamente all’attività istituzionale esercitata.


ARTICOLO 76
Disciplina dello spettacolo


1. Le risorse del bilancio regionale destinate agli interventi regionali di
promozione dello spettacolo, di cui alla legge regionale 15 giugno 2007, n. 6,
a partire dall’esercizio finanziario 2008 sono raggruppate ed iscritte
unicamente nella UPB 3.11.242, che assume la seguente nuova
denominazione : “Promozione e sostegno delle attività di spettacolo ex legge
regionale 15 giugno 2007, n. 6”.


ARTICOLO 77
Fondazione culturale Ezio De Felice


1. La regione Campania finanzia con un contributo annuo le attività previste
nello Statuto della Fondazione culturale Ezio De Felice. Per il triennio 2008-
2010, il contributo annuo è stabilito in euro 250 mila a valere sulla UPB
3.11.31. All’onere per gli anni successivi si provvede con legge di bilancio.


ARTICOLO 78
Sviluppo strategico del comparto industriale aeronautico campano


1. La regione Campania garantisce un adeguato sostegno alla filiera
aeronautica promuovendo particolarmente le attività di aggiornamento e
sviluppo delle risorse umane attualmente operanti nel comparto.
2. La regione Campania promuove sia il rafforzamento della conoscenza sulle
tecnologie di base, sia soprattutto l’adeguamento delle conoscenze sulle
tecnologie innovative e specialistiche essenziali per l’aggiornamento e lo
sviluppo dei profili professionali strategici.
3. La regione Campania attiva le modalità di sostegno allo sviluppo formativo
continuo per nuovi ruoli nella gestione delle catene di fornitura, attraverso
le opportunità fornite da alleanze internazionali strategiche e migliorando
le “core competencies distintive”, a sostegno dell’acquisizione di ruoli
maggiori come “prime partner” in specifici segmenti di mercato
(aerostrutture, trasporto tattico e velivoli regionali).
4. Le aree di intervento sono così individuate:
a) FMZ specialistica ma anche generalistica;
b) FMZ continua sui mestieri aeronautici:
1. Qualità,Tecnologie evolutive (Compositi, Macchine a controllo
numerico, laboratori prove, controlli non distruttivi);
2. Safety;
3. Ruolo e attitudini: da operaio a tecnico aeronautico;
4. Catena fornitura: da fornitori a partner tecnologici;
5. Competenze di integrazione;
6. Sostegno Infrastrutturale.
5. Alla copertura dell’onere derivante dall’applicazione del presente
articolo, quantificata in euro 3 milioni, si fa fronte mediante le risorse
della UPB 3.12.112.


ARTICOLO 79
Modifiche al testo coordinato delle norme di attuazione del Piano regionale delle attività estrattive


1. II testo coordinato delle norme di attuazione del Piano regionale delle
attività estrattive adottato con ordinanza commissariale del commissario ad
acta del 6 luglio 2006, n. 12 , è così modificato:
a) il comma 4 dell’articolo 17 è sostituito dal seguente:
“4. L’istanza di autorizzazione o concessione deve essere corredata dalla
documentazione relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale, ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996 e successive modifiche,
nonché dalla documentazione relativa alla Valutazione di Incidenza (Direttiva
Habitat - Art. 6 Direttiva 92/42/CEE e art. 5 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 357/1997).;
b) al comma 7 dell’articolo 17 è aggiunto il seguente periodo:
“In nessun caso può essere rilasciata autorizzazioni nelle zone ad alto
rischio idrogeologico (zone classificate come R3 e R4).;
c) l’articolo 18 è abrogato;
d) dopo il comma 12 dell’articolo 28 sono aggiunti i seguenti :
“12-bis. Le aree scelte per la delocalizzazione delle attività estrattive
devono sottostare ai contenuti del Piano regionale delle attività estrattive
(PRAE), nel rispetto dei vincoli previsti dagli strumenti di pianificazione
paesistica, naturalistica (piani di assetto dei parchi) ed urbanistica, dai
piani di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, dal regio decreto 30
dicembre 1923, n. 3267, dal decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito,
con modificazioni, nella legge 3 agosto 1998, n. 267.
“12-ter. Alla documentazione prodotta per il rilascio dell’autorizzazione è
acclusa una dichiarazione, ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che l’area oggetto di
autorizzazione non ricade in aree naturali protette o in siti ’’natura 2000",
cioè siti di importanza comunitaria (SIC) o zone di protezione speciale (ZPS).
“12-quater. La richiesta deve essere preventivamente valutata dal Settore
Attività Estrattive della Giunta, che la trasmette, successivamente, al
Settore Ecologia ai fini della Valutazione d’impatto o del parere di
competenza sullo specifico progetto di recupero ambientale ed è sottoposta
alla procedura di Valutazione di Incidenza (Direttiva Habitat - Art. 6
Direttiva 92/42/CEE e articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8
settembre 1997, n. 357).
“12- quinquies. Per le cave ricadenti in aree vincolate a Parco, qualsiasi
attività deve essere sottoposta, d’ufficio, se previsto, all’esame
dell’Autorità di Parco per la valutazione di compatibilita ambientale, al fine
di consentire la prosecuzione dell’attività in essere.
“12-sexies. La delocalizzazione è concessa solo se il proprietario della cava
dismessa per obblighi di legge ha presentato un progetto di riqualificazione
ambientale e attivato il ripristino dei luoghi, fatto salvo quanto disposto
dal comma 5 dell’articolo 2 del presente testo coordinato.
e) Il comma 15 dell’articolo 28 è abrogato.”


ARTICOLO 80
Prevenzione dei tumori e dell’AIDS


1. La regione Campania persegue politiche per la salute tramite progetti
strutturati di medio-lungo periodo, prevede interventi finalizzati ad una più
diffusa comprensione delle tematiche della salute attraverso una strategia di
informazione, educazione e comunicazione ed individua, in tale contesto, i
temi prioritari per la salute della popolazione regionale, fra cui la
prevenzione dei tumori e dell’aids. A tal fine sono previsti fondi regionali
affinché le Asl realizzino campagne pubblicitarie in ogni forma e con ogni
mezzo multimediale, impegnando anche il CoReCom in una informazione costante
finalizzata alla prevenzione dei tumori e all’uso degli strumenti di
prevenzione contro l’aids.
2. E’ istituito presso l’assessorato alla sanità un osservatorio regionale
sull’incidenza di neoplasie nei siti inquinanti e nelle aree indicati come
di “Interesse Nazionale” dalla legge 9 dicembre 1998, n. 426 ,e successive
modifiche (aree e siti ad elevato rischio ambientale).
3. All’Agenzia regionale sanitaria (ARSAN) è affidata la realizzazione di uno
studio propedeutico alla conoscenza dei meccanismi di contaminazione e di
passaggio all’uomo di sostanze inquinanti ambientali persistenti, al fine di
effettuare una bonifica rapida, efficace e mirata.


ARTICOLO 81
Norme per la stabilizzazione del personale precario del servizio sanitario regionale


1. La regione Campania, nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 1, comma
565, lettera c), punto 3, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge
finanziaria 2007), nei limiti della propria autonomia e senza alcun onere
finanziario aggiuntivo, in coerenza con gli indirizzi fissati per il
conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa nel settore
sanitario, promuove la trasformazione delle posizioni di lavoro a tempo
determinato, già ricoperte da personale precario dipendente non dirigente
degli enti del servizio sanitario regionale, in posizioni di lavoro dipendente
a tempo indeterminato.
2. I destinatari delle disposizioni di cui al comma 1 sono i titolari, da
almeno tre anni anche non continuativi alla data del 31 dicembre 2006, di
contratti di lavoro a tempo determinato, o coloro che conseguono tale
requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29
settembre 2006 o coloro che sono stati in servizio per almeno tre anni, anche
non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore
della presente legge, i quali ne fanno istanza, purché assunti mediante
procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge. Alle
iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato
mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di procedure
selettive definite dall’assessore regionale alla sanità.
3. È fatto obbligo alle aziende di pubblicizzare l’avvio delle procedure di
stabilizzazione mediante avviso anche nel caso in cui non deve darsi corso
alle prove selettive di natura concorsuale in quanto già espletate
precedentemente all’assunzione a tempo determinato del personale che si
stabilizza.
4. Gli enti del servizio sanitario regionale, per avvalersi di quanto previsto
al comma 1, sono tenuti, ai sensi della legge n. 296/2006, a:
a) individuare la consistenza organica del personale dipendente a tempo
indeterminato in servizio alla data del 31 dicembre 2006 e la relativa spesa;
b) individuare la consistenza del personale che alla data del 31 dicembre
2006 presta servizio con rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto
di collaborazione coordinata e continuativa o con altre forme di lavoro
flessibile o con convenzioni e la relativa spesa;
c) predisporre un programma annuale di revisione delle predette
consistenze finalizzato alla riduzione della spesa complessiva di personale,
per la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica mediante misure
necessarie a garantire che le spese del personale, al lordo degli oneri
riflessi a carico delle amministrazioni e dell’IRAP, non superino, per gli
anni 2007, 2008 e 2009, il corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito
dell’1,4 per cento. A tal fine si considerano anche le spese per il personale
con rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto di collaborazione
coordinata e continuativa, o che presta servizio con altre forme di lavoro
flessibile o con convenzioni.
5. Al fine di rendere operativo quanto disposto al comma 1 sono istituiti,
presso l’assessorato regionale alla sanità, elenchi regionali del personale
precario dipendente dagli enti del servizio sanitario regionale distinti per
ruolo, profilo e posizione funzionale. Per il personale inserito negli elenchi
sono indicate prioritariamente le Asl ovvero le aziende ospedaliere di
provenienza. A tutela del lavoratore e per la salvaguardia della continuità
delle prestazioni lavorative, la stabilizzazione del personale precario è
attuata, compatibilmente con quanto previsto ai commi successivi, nell’ambito
dell’azienda presso la quale è stato prevalentemente prestato il servizio.
6. L’iscrizione agli elenchi di cui al comma 5 è subordinata alla
presentazione di apposita domanda corredata dal curriculum del candidato e
dalla documentazione attestante il rapporto di lavoro a tempo determinato alla
data del 31 dicembre 2006 nonché gli incarichi ricoperti. Il termine per la
presentazione della domanda è fissato in quarantacinque giorni dalla data di
pubblicazione della presente legge.
7. L’assessorato regionale alla sanità provvede a graduare le domande
pervenute, sulla base dei criteri relativi ai punteggi tecnici fissati, per il
personale dei ruoli amministrativo, tecnico, professionale e sanitario, dal
decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 2001, n. 220 e dal decreto
del Presidente della Repubblica 10 dicembre 1997, n. 483. I competenti uffici
regionali possono disporre gli opportuni controlli per l’accertamento delle
dichiarazioni relative ai titoli autocertificati dagli aspiranti.
Dichiarazioni non conformi alle risultanze dei controlli determinano la
cancellazione dell’aspirante dall’elenco e l’immediata decadenza dall’incarico
eventualmente attribuito, salva l’applicazione delle sanzioni penali previste
dalla legislazione nazionale. L’iscrizione agli elenchi ha validità
quinquennale.
8. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la
Giunta regionale istituisce una commissione con il compito di redigere, entro
sessanta giorni dalla data di insediamento, una circolare contenente modalità
e criteri per la ridefinizione e la riorganizzazione delle dotazioni organiche
in applicazione del piano di rientro e per definire gli standard assistenziali
idonei, sulla base dell’intensità delle cure erogate nei singoli servizi,
secondo la seguente classificazione, conformemente al grado di assistenza da
garantire :
a) servizi ad elevata assistenza;
b) servizi a media assistenza;
c) servizi a bassa assistenza.
9. L’individuazione degli standard di cui al comma 8 è utilizzata per la
definizione delle nuove dotazioni organiche di personale a regime.
10. I direttori generali, al fine di sopperire ad eventuali carenze della
dotazione organica dell’azienda che pregiudicano l’erogazione dei livelli
essenziali di assistenza (LEA) così come previsti dal decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, sono tenuti ad attingere agli
elenchi di cui al comma 7, come previsto dalla legge n. 296/2006, comma 565,
lettera a, dalla delibera di Giunta regionale 9 dicembre 2005, n. 1843, e
dalla legge regionale 19 gennaio 2007, n. 1 (legge finanziaria regionale
2007), articolo 21, commi 1 e 2, in coerenza con gli obiettivi di riduzione
della spesa complessiva di personale e di rideterminazione della consistenza
organica.
11. Gli enti del Servizio sanitario regionale provvedono agli interventi
necessari all’attuazione di quanto disposto con i fondi derivanti dalla
riduzione della spesa connessa alla retribuzione del personale precario e non
possono procedere, a far data dall’approvazione da parte della Giunta
regionale della graduatoria di cui al comma 7, ad assunzione di personale
precario, fatta eccezione per le figure professionali per le quali non sono
pervenute istanze o per le figure professionali la cui graduatoria risulta
esaurita.


ARTICOLO 82
Modifica dell’allegato B (Requisiti specifici di dimensionamento- Requisiti specifici di risorse umane) del regolamento n. 1/2007 in materia di definizione dei requisiti ulteriori e delle procedure di accreditamento istituzionale dei soggetti pubblici e privati che erogano attività di assistenza specialistica


1. All’allegato B del Capo III del regolamento n. 1 del 22 giugno 2007, il
testo “Requisiti specifici di Risorse e Umane “ è sostituito dal seguente :
Requisiti specifici di Risorse e Umane:
Ai sensi dell’articolo 15, comma 2, si riportano di seguito i requisiti
specifici relativi al fabbisogno di personale per le strutture private.
Personale del Profilo Infermieristico: (secondo la declaratoria professionale
del rispettivo contratto collettivo di lavoro): 0,45 per posto letto con una
maggiorazione del 15 per cento per le sole attività ad elevato carico
assistenziale (Rianimazione, Terapia Intensiva e subintensiva, Pronto
Soccorso) o che richiedono una presenza H24.
Per le discipline di alta specialità si applicano i parametri di personale
contenuti nella DGRC n. 7029 del 17 novembre 1995 ed eventuali successive
modifiche ed integrazioni.
Per le strutture di ricovero ad esclusivo regime diurno (day hospital medico –
chirurgico) il coefficiente di 0,40 per posto letto è ridotto di una
percentuale pari al 35 per cento.
OSS e Altro personale: (secondo le declaratorie professionali del rispettivo
contratto collettivo di lavoro).
0,55 per posto letto o con una maggiorazione del 15 per cento esclusivamente
per quelle figure professionali addette alle attività ad elevato carico
assistenziale (Rianimazione, Terapia Intensiva e subintensiva, Pronto
Soccorso) o che operano in unità operative o servizi H24.
Per le discipline di alta specialità si applicano i parametri di personale
contenuti nella DGRC n. 7029 del 17 novembre 1995 ed eventuali successive
modifiche ed integrazioni.
Per le strutture di ricovero ad esclusivo regime diurno (day hospital medico –
chirurgico) il coefficiente di 0,55 per posto letto è ridotto di una
percentuale pari al 35 per cento.
Si demanda alla contrattazione aziendale, ai sensi delle norme contrattuali
sulle relazioni sindacali, la definizione delle singole percentuali di
qualifiche per “altro personale” tenendo conto che va garantita anche la
presenza del profilo professionale “psicologi”.
Allo scopo di equiparare la dotazione di personale al volume delle prestazioni
rese dalle singole strutture private, con successivo provvedimento
dell’assessore regionale alla sanità, verrà individuato il numero medio di
prestazioni per singolo posto letto effettuato dalle strutture private della
regione Campania in un anno. La singola struttura sanitaria privata, con
riferimento alle prestazioni rese negli ultimi ventiquattro mesi, potrà
incrementare/diminuire, nel rispetto della normativa vigente la dotazione di
personale come sopra definita di una percentuale pari alla differenza del
proprio rapporto prestazioni/posto letto/anno con la media regionale.


ARTICOLO 83
Farmacie


1. I farmacisti che gestiscono in via provvisoria una sede farmaceutica rurale
o urbana ai sensi dell’articolo 129 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265
e successive modifiche, nonché i farmacisti a cui è stata attribuita la
gestione provvisoria ai sensi dell’articolo 1, comma 2 della legge 16 marzo
1990, n. 48, anche se hanno superato i limiti di età di cui all’articolo 4,
comma 2 della legge 8 novembre 1991, n. 362, hanno diritto di conseguire per
una sola volta la titolarità in sanatoria della farmacia gestita, purchè alla
data di entrata in vigore della presente legge risultino autorizzati alla
gestione provvisoria da almeno tre anni, continuino ad esercitare siffatta
gestione e presentino istanza di assegnazione definitiva alla regione Campania
entro i sessanta giorni successivi alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. Per il servizio di continuità assistenziale è garantito il rapporto medico-
abitante a partire da un minimo di 1.500 abitanti nelle aree a bassa densità
demografica e geograficamente disagiate, mantenendo inalterato il tetto
complessivo della pianta organica prevista dalle normative nazionali. La
Giunta regionale è chiamata ad attuare la presente disposizione.


ARTICOLO 84
Consulta regionale dei consumatori e degli utenti


1. Al fine di garantire, attraverso idonei strumenti partecipativi, gli
interessi economici e giuridici dei consumatori e degli utenti, nonché di
tutelare la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi, dei processi
produttivi e distributivi, anche mediante la promozione e l’adozione delle
Carte di qualità, è istituita la consulta regionale dei consumatori e degli
utenti.
2. La consulta è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale,
sentite le competenti commissioni del Consiglio, e rimane in carica per la
durata della legislatura. Essa è composta dall’assessore regionale competente,
che la presiede, da un rappresentante in carica per ciascuna delle
associazioni dei consumatori riconosciute dal consiglio nazionale dei
consumatori e degli utenti, da un rappresentante per l’associazione nazionale
dei comuni italiani (ANCI), dell’unione delle province d’Italia (UPI) e di
Unioncamere.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della
presente legge, adotta il regolamento per il funzionamento della consulta che
dispone, tra l’altro, la modalità di attuazione dei programmi.
4. La consulta ha sede presso la presidenza della Giunta regionale e svolge i
seguenti compiti:
a) esprimere pareri obbligatori e consultivi su ogni atto di programmazione e
sulle proposte
di legge che coinvolgono interessi dei consumatori e degli utenti;
b) studiare i problemi della tutela dei consumatori e degli utenti, proponendo
indagini, ricerche, conferenze sui principali temi di interesse;
c) redigere il progetto per l’istituzione di un osservatorio dei prezzi;
d) formulare proposte per migliorare la qualità dei servizi e garantire il
diritto dei consumatori;
e) istituire forme permanenti di consultazione con le rappresentanze degli
imprenditori, dei
produttori, degli agricoltori, degli enti locali e delle organizzazioni
sindacali.
5. Per il finanziamento delle spese di funzionamento della consulta, in sede
di prima applicazione della presente disposizione, è stanziata sul bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 2008 la somma di euro 500 mila, con
prelievo di pari importo sulla UPB 6.23.59.


ARTICOLO 85
Garante del contribuente


1. E’ istituito il Garante del contribuente regionale, di seguito denominato
Garante.
2. Il difensore civico presso la regione Campania di cui alla legge regionale
11 agosto 1978, n. 23
assolve, in piena autonomia, alle funzioni di Garante.
3. Il Garante, anche sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dal
contribuente o da qualsiasi altro soggetto interessato che lamenta
disfunzioni, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualunque altro
comportamento suscettibile di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e
amministrazione tributaria regionale, rivolge richieste di documenti o
chiarimenti ai competenti uffici regionali.
4. Il Garante rivolge raccomandazioni ai dirigenti delle strutture regionali
ai fini della tutela del contribuente e della migliore organizzazione dei
servizi.
5. Il termine entro il quale il Garante ha diritto ad ottenere dalle
competenti strutture regionali copia degli atti e documenti, chiarimenti o
ogni notizia connessa alle questioni trattate, è fissato in trenta giorni
dalla ricezione della relativa istanza da parte degli uffici interessati. Tale
termine può essere prorogato, per una sola volta ed in presenza di specifiche
e motivate esigenze di ufficio, per ulteriori trenta giorni.
6. Il Garante può accedere alle strutture tributarie regionali e controllare
la funzionalità dei servizi di assistenza ed informazione al contribuente
nonché l’agibilità degli spazi aperti al pubblico.
7. Il Garante individua i casi di particolare rilevanza in cui le disposizioni
in vigore ovvero i comportamenti dell’amministrazione regionale determinano un
pregiudizio per i contribuenti o conseguenze negative nei loro rapporti con
l’amministrazione.
8. Il Garante, entro il 31 marzo di ogni anno, presenta al Consiglio regionale
ed alla Giunta regionale una relazione sull’attività svolta, individuando gli
aspetti critici più rilevanti e prospettando, se del caso, le relative
proposte di soluzioni.
9. Le funzioni di segreteria e le funzioni tecniche sono assicurate al Garante
dagli uffici del difensore civico.
10. Per quanto non previsto nel presente articolo, il Garante opera ai sensi
della legge regionale n. 23/1978.
11. L’applicazione delle norme di cui al presente articolo non determina
aggravi di spesa per il bilancio regionale.


ARTICOLO 86
Autotutela tributaria


1. La regione Campania riconosce l’istituto dell’autotutela tributaria da
parte dell’amministrazione quale mezzo fondamentale per assicurare la tutela
dei contribuenti e per attuare i principi di correttezza, imparzialità e
trasparenza dell’azione amministrativa tributaria nel perseguimento di
interessi di natura pubblicistica.
2. L’esercizio del potere di autotutela è attribuito al dirigente della
struttura tributaria regionale che può procedere, in via autonoma o su istanza
di parte, all’annullamento totale o parziale in qualsiasi fase del
procedimento di imposizione, previo riesame della propria azione e delle
relative conseguenze sul piano dei rapporti con il cittadino contribuente.


ARTICOLO 87
Presupposti dell’autotutela in materia tributaria


1. Il dirigente della struttura tributaria regionale competente può procedere,
in tutto o in parte, alla revisione degli atti scaturenti dall’esercizio del
potere impositivo provvedendo all’annullamento d’ufficio, senza necessità di
istanza di parte, anche in presenza di giudizio o in caso di non impugnabilità
dell’ atto, nelle seguenti fattispecie:
a) errore di persona;
b) evidente errore logico o di calcolo;
c) errore sul presupposto dell’ imposta;
d) duplicazione dell’imposizione;
e) mancata considerazione di pagamenti di tributi regolarmente eseguiti;
f) mancanza di documentazione successivamente sanata non oltre i termini
di decadenza;
g) sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, esenzioni e regimi
agevolativi;
h) errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile dagli
uffici.
2. La presentazione di istanza di parte tesa ad ottenere l’esercizio del
potere di autotutela non interrompe i termini per la proposizione del ricorso
in sede giurisdizionale dinanzi alla competente commissione tributaria.
3. E’ escluso l’esercizio del potere di autotutela per motivi sui quali è
intervenuta sentenza passata in giudicato favorevole all’amministrazione.
Resta ferma la facoltà di procedere all’annullamento in autotutela per motivi
diversi da quelli specifici del giudicato di merito.


ARTICOLO 88
Criteri di economicità per l’inizio o l’abbandono dell’attività contenziosa in campo tributario


1. Con atto di indirizzo la Giunta regionale può stabilire periodicamente i
criteri ed i limiti della pretesa tributaria sulla base dei quali gli uffici
tributari abbandonano le attività di accertamento, in qualsiasi fase del
procedimento, indicando analiticamente i fattori di economicità giustificanti
la preclusione dell’azione accertativa in relazione a fattispecie generali ed
astratte.


ARTICOLO 89
Dilazione dei pagamenti per somme iscritte a ruolo


1. In caso di temporanea situazione di obiettiva difficoltà il contribuente
può presentare richiesta di rateizzazione delle somme iscritte a ruolo
dall’amministrazione regionale in base ad attività di controllo effettuate dai
competenti uffici tributari.
2. L’istanza è presentata, a pena di decadenza, prima dell’inizio della
procedura esecutiva al dirigente della struttura tributaria regionale che
provvede a riconoscere il beneficio in presenza dei requisiti e nel rispetto
dei criteri e termini di cui all’articolo 19 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
3. Non si può comunque procedere a rateizzazione per importi iscritti a ruolo
relativi ad obbligazioni tributarie singolarmente considerate inferiori o
uguali a euro 500.


ARTICOLO 90
Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali


1. Tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati
all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o
professionali sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e
di controllo sul luogo. Essi si svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti
adeguatamente documentati, durante l’orario ordinario di esercizio delle
attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo
svolgimento delle attività stesse, nonché alle relazioni commerciali o
professionali del contribuente regionale.
2. Quando inizia la verifica, il contribuente ha diritto ad essere informato
delle ragioni che la giustificano e dell’oggetto della stessa, della facoltà
di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli
organi di giustizia tributaria, nonché dei diritti e degli obblighi che vanno
riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
3. Su richiesta del contribuente, l’esame dei documenti amministrativi e
contabili può essere effettuato nell’ufficio dei verificatori incaricati o
presso il professionista che lo assiste o lo rappresenta. Delle osservazioni e
dei rilievi del contribuente e del professionista, che eventualmente lo
assista, deve darsi atto nel processo verbale delle operazioni di verifica.
4. La permanenza, presso la sede del contribuente, di operatori
dell’amministrazione regionale ovvero di soggetti civili o militari che
agiscono in nome e per conto della medesima amministrazione regionale, non può
superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni
nei casi di particolare complessità dei controlli individuati e motivati dal
dirigente dell’ufficio che ha disposto la verifica. Decorso tale periodo, gli
operatori possono ritornare nella sede del contribuente per esaminare le
osservazioni e le richieste eventualmente presentate dal contribuente stesso
dopo la conclusione delle operazioni di verifica ovvero, previo assenso
motivato del dirigente della struttura competente, per specifiche ragioni.
5. Il contribuente, nel caso ritenga che i verificatori procedono con modalità
non conformi alla legge, può rivolgersi al garante del contribuente regionale.
6. Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e
contribuente, entro sessanta giorni dal rilascio della copia del processo
verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il
contribuente può sottoporre alla valutazione delle competenti strutture
regionali osservazioni e richieste.
7. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza di cui
al comma 6, salvo casi di particolare e motivata urgenza.


ARTICOLO 91
Modifiche al regolamento recante i criteri e le modalita’ per la concessione dei contributi finanziari in attuazione della legge regionale n. 24/1984


1. Il regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale n.
248 del 18 aprile 2003, è così modificato:
a) all’articolo 4, il comma 2 è così sostituito:
“2. La Giunta regionale si riserva la facoltà di rimodulare le percentuali di
assegnazione dei fondi per la promozione turistica di cui al comma 1, entro il
limite massimo del 20 per cento previsto per ciascuna categoria di attività,
nel caso in cui i fondi non siano stati utilizzati per assenza di iniziative
riferibili a ciascuna categoria di ripartizione o per sopravvenute eccedenze
nello stanziamento per la categoria stessa.”
b) all’articolo 5, comma 1, secondo punto dell’elenco, è aggiunto il seguente
periodo:
“Per i Grandi Eventi e le attività realizzate di intesa con gli enti turistici
regionali, nel caso l’ammontare del contributo concesso non corrisponda a
quello richiesto, la liquidazione ed erogazione avvengono previa esibizione di
idonea documentazione contabile che attesta una spesa di importo pari ad
almeno il doppio della somma assegnata, fermo restando il limite massimo del
60 per cento del costo della manifestazione quale entità complessiva dei
contributi pubblici e privati ottenuti per la realizzazione dell’evento.”
c) il comma 3 dell’articolo 7 è abrogato.
d) all’articolo 8, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
“l bis. Ciascuno dei soggetti di cui al comma 1 può presentare un numero
massimo di tre richieste di contributo. In caso di presentazione da parte del
medesimo soggetto di un numero maggiore di richieste, sono prese in
considerazione, ai fini della procedura di cui al presente Capo,
esclusivamente le prime tre in ordine di registrazione al protocollo regionale
del settore competente.”
e) all’art. 9, comma 4, le parole “non prodotte in duplice copia” sono
abrogate e dopo le parole “per l’anno 2003)” è inserito il seguente
periodo: “. Non costituisce motivo di esclusione la mancata presentazione
delle istanze in duplice copia”.
2. Il dirigente del Settore sviluppo e promozione turismo provvede
all’aggiornamento dei modelli allegati al regolamento in linea con le
disposizioni in esso contenute, al fine di predisporre una modulistica
completa, aggiornata ed esemplificativa degli adempimenti posti dal
regolamento medesimo a carico dei soggetti proponenti.


ARTICOLO 92
Sistema museale regionale


1. Al fine di costituire un sistema museale regionale, il Presidente della
Giunta regionale costituisce con proprio decreto un’apposita commissione
scientifica, la partecipazione alla quale è a titolo gratuito, con il compito
di effettuare uno studio ed una rilevazione dei musei d’interesse regionale
siti sul territorio della regione Campania, con l’obiettivo di consentire la
massima fruibilità degli stessi e la loro valorizzazione anche in ambito
nazionale e internazionale.
2. Nelle more della costituzione del sistema museale di cui al comma 1, la
Regione contribuisce, attraverso lo stanziamento per l’esercizio finanziario
2008 della somma di euro 5 milioni a valere sulla UPB 3.11.30, alla
valorizzazione e gestione della Fondazione Donnaregina per le Arti
Contemporanee e del relativo Museo Regionale per l’Arte contemporanea (MADRE),
anche al fine di consentirne la massima fruibilità a livello nazionale e
internazionale. Per gli esercizi successivi lo stanziamento è definito dalla
relativa legge di bilancio.


ARTICOLO 93
Titolo di preferenza per le assunzioni


1. I figli del dipendente regionale deceduto per causa di servizio hanno
precedenza nelle procedure di assunzione di personale regionale dalle liste
delle categorie protette.


ARTICOLO 94
Modifiche alla legge regionale n. 24/2005


1. Le lettere a), b) e c) del comma 3 articolo 28 della legge regionale 29
dicembre 2005, n. 24 (legge finanziaria regionale 2006) sono sostituite dalla
seguente:
“a) donne o ragazze madri in stato di disagio ovvero appartenenti a nuclei
familiari in
possesso di reddito derivante da dichiarazione dell’indicatore della
situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a euro 5 mila”.
2. Al comma 5 dell’articolo 28 della legge regionale n. 24/2005 dopo la
parola “dell’erogazione” aggiungere “ovvero della fornitura della quantità di
latte necessario”.


ARTICOLO 95
Incompatibilità di consigliere regionale


1. In caso di pronuncia giudiziale dichiarativa di incompatibilità nei
confronti di un consigliere regionale in carica, il subentrante acquisisce lo
status ed i diritti di consigliere regionale dalla data entro cui il
consigliere dichiarato decaduto avrebbe potuto optare, come giudizialmente
accertata.
2. La presente disposizione si applica a partire dall’ottava legislatura.


ARTICOLO 96
Disciplina degli alloggi di servizio


rvizio nell’ambito delle aree destinate ad insediamenti produttivi, ivi compresa la facoltà di accorpamento in un unico plesso, è definita daii comuni con apposito regolamento consiliare nel rispetto delle previsioni di zonizzazione e destinazione degli strumenti urbanistici
generali ed esecutivi vigenti nei singoli comuni nel rispetto della normativa urbanistica.


ARTICOLO 97
Entrata in vigore


1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi degli articoli 43 e 45 dello Statuto regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della
su pubblicazione.


Formula Finale:
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.


E’ fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarla e farla osservare come legge della Regione Campania.
30 gennaio 2008
Bassolino



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