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Procedure - Giurisdizione - Competenze

Tribunali Amministrativi Regionali

Fonti: www.overlex.com
 www.giustizia-amministrativa.it  - altri

TAR Puglia-Lecce, sez. I, sentenza 10.05.2010 n. 1098
Ricorso, legittimazione, vicinitas

La legittimazione alla proposizione del ricorso finalizzato all’annullamento di un titolo autorizzatorio edilizio rilasciato ad un controinteressato segue il cd. criterio della vicinitas,intesa come una situazione di stabile collegamento giuridico con il terreno oggetto dell'intervento costruttivo autorizzato, che esime da qualsiasi indagine al fine di accertare, in concreto, se i lavori assentiti dall'atto impugnato comportino o meno un effettivo pregiudizio per il soggetto che propone l'impugnazione.

TAR Veneto-Venezia, sez. III, sentenza 30.04.2010 n. 1724
Permesso di soggiorno, giurisdizione amministrativa, insussistenza

Vi è giurisdizione del giudice ordinario per le controversie relative al diniego di permesso di soggiorno per motivi familiari.
Ne consegue il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.

TAR Puglia-Lecce, sez. III, sentenza 10.04.2010 n. 916
Processo amministrativo, ricorso, legittimazione passiva

L'art. 31, comma 3, l. Tar, nella parte in cui dispone che l'istanza per regolamento di competenza si propone con ricorso notificato a " tutte le parti in causa " che non vi abbiano aderito, si riferisce a tutte le parti evocate in giudizio, anche se non costituite o comunque presenti in giudizio fino al momento della costituzione di colui che propone l'istanza di regolamento competenza, senza che sia possibile, stante le peculiari esigenze di celerità del relativo procedimento, disporre successivamente l'integrazione del contraddittorio.

TAR Friuli Venezia Giulia, sez. II, sentenza 26.11.2009 n. 808
Giurisdizione, appalti, società, fine di lucro, giudice amministrativo, insussistenza

Le controversie sugli operatori economici che svolgono attività commerciale appartengono alla giurisdizione ordinaria.

TAR Lombardia-Brescia, sez. II, sentenza 02.11.2009 n. 1814 Inquinamento acustico, ordinanza sindacale, esposto di una sola famiglia
Inquinamento acustico, ordinanza sindacale, esposto di una sola famiglia, precisazioni
L'accertata presenza di un fenomeno di inquinamento acustico, sebbene non coinvolga l'intera collettività, si deve ritenere sufficiente a realizzare l'eccezionale ed urgente necessità di intervenire a tutela della salute pubblica. Pertanto, l’ordinanza sindacale può essere adottata anche a seguito dell’esposto di una sola famiglia, non rinvenendosi nella norma alcun parametro numerico o dimensionale.

TAR Puglia-Bari, sez. I, sentenza 20.10.2009 n. 2437
Decreto ingiuntivo, esecutività, giudizio di ottemperanza, ammissibilità

E’ ammessa l'azione di ottemperanza in relazione al decreto ingiuntivo divenuto esecutivo e definitivo.

TAR Toscana-Firenze, sez. II, decisione 14.10.2009 n. 1540
Inquinamento, imposizione di misure di bonifica, accertamento della responsabilità

L’imposizione di misure di bonifica deve essere preceduta da un rigoroso accertamento della responsabilità dell’inquinamento posto in essere nei confronti del soggetto obbligato ad adottare quelle misure.
L’omissione della doverosa indicazione degli elementi tecnici, in base ai quali si è ritenuto di prescrivere, nell’ambito degli interventi di bonifica, il confinamento fisico, determina l’illegittimità della decisione assunta, in quanto viziata da un uso arbitrario della discrezionalità tecnica.

TAR Toscana-Firenze, sez. II, decisione 06.10.2009 n. 1505
Associazioni e comitati, interesse diffuso alla conservazione dell’ambiente, tutela

Il riconoscimento giurisdizionale della legittimazione ad impugnare atti amministrativi, a tutela dell’interesse diffuso alla conservazione dell’ambiente, può essere effettuato caso per caso in favore di enti associativi o comitati, a condizione che gli stessi non soltanto abbiano fra i propri scopi statutari la tutela ambientale ed operino nell’area geografica sulla quale il provvedimento contestato incide, ma rivestano in concreto una posizione differenziata in virtù di un adeguato grado di rappresentatività, di un collegamento stabile nel tempo con il territorio di riferimento, e di un’azione dotata di apprezzabile consistenza, anche in considerazione del numero e della qualità degli associati.

TAR Campania-Salerno, sez. I, sentenza 15.05.2009 n. 2278
Translatio iudicii, giudice amministrativo, giudice ordinario, legittimità

Il principio della translatio iudicii è operante anche nei rapporti tra giudice amministrativo e giudice ordinario perché altrimenti si verificherebbe l'inaccettabile conseguenza di un processo che si conclude con una sentenza sulla sola giurisdizione senza decidere sull'esistenza o meno della pretesa.

TAR Toscana-Firenze, sez. I, decisione 26.03.2009 n. 516
Rifiuti, tariffa igiene ambientale, controversie, deliberazioni di istituzione o modifica

Le controversie in ordine alle deliberazioni di istituzione o modifica della T.I.A. appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo, mentre è pacifica la sussistenza della giurisdizione tributaria nei confronti degli atti applicativi della tariffa, anche nel caso in cui siano fatti valere vizi degli atti amministrativi presupposti concernenti le determinazione in via generale dei criteri di applicazione della tariffa.|

TAR Lazio, sez. I ter, sentenza 22.10.2008 n. 9101
Processo amministrativo, annullamento, diversi provvedimenti, legittimità, insussistenza

Non è possibile chiedere con un solo atto l’annullamento di due provvedimenti che richiederebbero riti diversi.

TAR Campania-Napoli, sez. I, sentenza 31.03.2008 n. 1648
Emergenza rifiuti, ordine di sospensione attività di raccolta, impugnazione

L’impugnazione dell’ordine di sospensione dell’attività di raccolta rifiuti, in ottemperanza di ordinanze commissariali, segue le ordinarie regole stabilite i materia di competenza dei TAR.

TAR Emilia Romagna-Parma, sez. I, sentenza 05.02.2008 n. 88
Ricorso giurisdizionale. Ricorso straordinario. Alternatività

Tra ricorso straordinario e ricorso giurisdizionale vi è alternatività, finalizzata ad evitare contrasti; tale principio trova applicazione anche nel caso in cui le censure prospettate avverso l’atto consequenziale risultino tutte sostanzialmente riferite all’atto presupposto, obbligando l’interessato a far uso della medesima tipologia di tutela giustiziale, pena la declaratoria di inammissibilità del diverso rimedio impiegato.

TAR Lazio, sez. III quater, sentenza 24.01.2008 n. 531
Giudizio di ottemperanza. termini 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo

Non può essere ammesso il giudizio di ottemperanza, laddove sia instaurato prima dei 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo.
TAR Campania, sez. V, sentenza 18.01.2008 n. 304
Alloggio abusivamente occupato. Sgombero. Opposizione. Giurisdizione

In materia di sgombero da alloggio occupato in modo abusivo non è competente il Giudice Amministrativo, perché si è al di fuori della materia dell’assegnazione dell’immobile.

TAR Lazio, sez. II ter, sentenza 07.01.2008 n. 71
Accesso agli atti. Non necessita preavviso di rigetto

Non è necessario il preavviso di rigetto nei procedimenti diretti ad ottenere l'accesso agli atti per due ragioni:
l'elenco dei procedimenti per i quli è escluso il preavviso di rigetto non è tassativo;
il procedimento di accesso realizza un interesse meramente partecipativo, strumentale alla soddisfazione di un interesse primario, che non si concilia con la previsione di una ulteriore fase subprocedimentale.

 

TAR Puglia-Bari, sez. I, sentenza 20.06.2007 n. 1586
Tribunale superiore delle acque. Giurisdizione. Impugnazione piani di assetto
idrogeologico

Le controversie relative all’impugnazione dei Piani per l'Assetto Idrogeologico (P.A.I.) adottati dalle Autorità di Bacino rientrano nella giurisdizione esclusiva del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.

 

TAR Campania-Napoli, sentenza 19.06.2007, n. 6214
Processo amministrativo. Azione risarcitoria. Necessita impugnazione atto.

Per ottenere tutela risarcitoria è necessario impugnare pregiudizialmente l’atto ritenuto illegittimo.

 

TAR Sicilia-Catania, sez. I, sentenza 16.04.2007, n. 651
Processo amministrativo. Necessita la pregiudiziale amministrativa

Per ottenere tutela risarcitoria è necessaria la previa impugnazione dell’atto ritenuto illegittimo. Diversamente, si lascerebbe al privato la scelta di lasciare consolidare atti illegittimi, per chiedere poi entro il termine prescrizionale il risarcimento, ovvero di reagire all'illegittimità tentando di conseguire o conservare il bene della vita.

 

TAR Campania, sez. VII, sentenza 03.08.2006, n. 7797
Ribadita la regola della pregiudiziale amministrativa

Il soggetti proprietari di beni confinanti e coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la zona sulla quale insistono impianti produttivi di inquinamento elettromagnetico sono legittimati ad agire in giudizio per l’annullamento dell’autorizzazione alla realizzazione degli impianti medesimi. Il giudizio va instaurato nel termine di sessanta giorni dall’ultimazione dell’opera, o al più tardi, dalla percezione della lesione del bene salute, con la conseguenza che l’eventuale decadenza dall’azione impugnatoria preclude anche l’esame della domanda risarcitoria.

 

TAR Lazio, sez. II, sentenza 07.07.2006, n. 5540
Atti delle procedure ad evidenza pubblica. Definizione oggettiva e sostanzialistica

Gli atti delle procedure ad evidenza pubblica sono oggettivamente amministrativi ancorché posti in essere da stazioni appaltanti formalmente private di talché tali soggetti assurgono, limitatamente agli atti di gara, ad amministrazioni pubbliche in senso oggettivo. Ciò comporta la necessità di una procedimentalizzazione delle attività di gestione della procedura di gara e del rispetto rigoroso dei medesimi principi che attengono allo svolgimento dell’attività amministrativa in senso lato, ed ancora della assimilazione ad atti amministrativi, delle manifestazioni di volontà espresse dalla stazione appaltante che afferiscano direttamente alla procedura di gara.

 

TAR Lecce, sentenza 05.12.2005, n. 5633
L'omissione del preavviso di rigetto non sempre inficia il provvedimento finale

Il T.A.R. Lecce ritiene che “l’art. 10-bis debba essere interpretato alla stessa stregua con cui la giurisprudenza costante ha sempre applicato l’art. 7 della medesima L. n. 241/1990, ossia nel senso che la mancata comunicazione di avvio del procedimento non provoca ex se l’illegittimità del provvedimento terminale, dovendosi verificare se la partecipazione avrebbe potuto rivestire utilità sostanziale per l’interessato. Infatti, la comunicazione di cui all’art. 10-bis non è altro che una nuova comunicazione di avvio (della fase terminale) del procedimento, per cui non appare ragionevole che il regime di invalidità del provvedimento sia diverso a seconda della fase del procedimento in cui la violazione delle norme procedurali viene perpetrata.”

Cassazione, sez. tributaria, sentenza 30.11.2005, n. 26104
Cartelle esattoriali: ai rapporti pendenti si applicano i nuovi termini per la notifica

Il principio espresso dalla Corte Costituzionale sentenza additiva n. 280/2005, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 25 del d.P.R. n. 602/1973 nella parte in cui non prevedeva un termine, fissato a pena di decadenza, entro il quale il concessionario dovesse notificare al contribuente la cartella di pagamento delle imposte liquidate, e la sua necessaria integrazione, a mezzo di legge, con la fissazione di specifici termini di notifica della cartella esattoriale, va applicato ai rapporti ancora pendenti, come se l'azione amministrativa tributaria fosse stata regolata dagli stessi ab initio.

TAR Campania, sentenza 27.06.2005, n. 8720
D.I.A.: potere inibitorio può essere esercitato entro il termine perentorio di 30 gg.

Il potere inibitorio previsto dal co. 6 dell’art. 23 del D.P.R. 380/01, può essere esercitato entro il termine perentorio di trenta giorni, trascorso il quale possono soltanto essere emanati provvedimenti d’autotutela e sanzionatori.

TAR Campania, Sezione I Salerno, sentenza 04.05.2005, n. 760
Integrazione della motivazione dell'atto amministrativo nel corso di giudizio

La sentenza oggetto della nostra attenzione permette di trarre importanti conseguenze
interpretative e applicative dall’art. 21 octies L. 241 n.90, introdotto dalla L. 15/2005 con particolare riferimento al comma 2, prima parte, laddove enuncia che “non è annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”.

TAR Lazio, sez. Latina, sentenza 29.04.2005, n. 413
Perenzione: natura della pronuncia e rapporto con il principio del ne bis in idem

La pronuncia di perenzione di un ricorso non costituisce una decisione di merito, bensì un provvedimento estintivo del giudizio che incide soltanto sul rapporto processuale tra le parti in causa: ne consegue che, non costituendo essa giudicato sostanziale, di per sè sola non impedisce la delibazione di un altro ricorso con cui sia stato impugnato il medesimo provvedimento, non potendosi fare meccanica applicazione del principio del ne bis in idem.

TAR Veneto, sentenza 04.04.2005, n. 1261
Processo amministrativo: legittimazione di un comitato e interesse sostanziale

Nel processo amministrativo la legittimazione al ricorso presuppone sempre la titolarità di un interesse sostanziale, personale e diretto; pertanto deve ritenersi la carenza di idonea legittimazione ad agire in capo ad un comitato costituito in forma associativa temporanea, il cui scopo specifico sia quello di assumere la tutela e la rappresentanza di interessi diffusi o collettivi, in antitesi con il soggetto esponenziale e, quindi, in funzione dell’esercizio strumentale dell’azione popolare, al di fuori dei casi in cui essa è ammessa nel nostro ordinamento.

 
TAR Calabria, Catanzaro, sentenza 09.02.2005 n. 98
Ricorso gerarchico può essere trasmesso mediante posta elettronica

Il ricorso gerarchico può essere trasmesso mediante posta elettronica, ma nel rispetto di quanto prevede la normativa in materia di documento informatico.
é quanto stabilito dal TAR Calabria – Sezione di Catanzaro nella sentenza n. 98 depositata il 9 febbraio 2005

Tribunale Superiore delle acque pubbliche, sentenza 5.0.1985, n. 00030
Valore indiziario della dichiarazione sostitutiva degli atti di notorietà

Le dichiarazioni sostitutive degli atti di notorietà, pur non costituendo, di regola, un mezzo legale di prova, hanno tuttavia un valore indiziario che ne consente la discrezionale valutazione da parte del giudice del merito, ai fini della formazione del suo convincimento, alla stregua e nel concorso di ogni altro elemento, sia pure indiziario, ritualmente acquisito.

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