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Corte di Giustizia Europea

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 22.04.2010 n. C-346/08 Regno unito, emissioni atmosferiche, direttive comunitarie, mancato rispetto
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, non avendo assicurato l’applicazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 23 ottobre 2001, 2001/80/CE, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione alla centrale elettrica gestita dalla Rio Tinto Alcan Smelting and Power (UK) Ltd a Lynemouth, nel nord-est dell’Inghilterra, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza di tale direttiva.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 22.04.2010 n. C-346/08 Regno unito, emissioni atmosferiche, direttive comunitarie, mancato rispetto
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, non avendo assicurato l’applicazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 23 ottobre 2001, 2001/80/CE, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione alla centrale elettrica gestita dalla Rio Tinto Alcan Smelting and Power (UK) Ltd a Lynemouth, nel nord-est dell’Inghilterra, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza di tale direttiva.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 15.04.2010 n. C-215/08 Tutela del consumatore, contratti negoziati fuori dai locali commerciali
La disciplina inerente la tutela dei consumatori in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali si applica anche ad un contratto che ha ad oggetto l’adesione di un consumatore ad un fondo immobiliare chiuso costituito in forma di società di persone qualora lo scopo di una tale adesione non sia in via prioritaria quello di divenire membro della società, bensì si tratti di un modo per investire capitali.

 

Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 25.03.2010 n. C-392/08 Inadempimento di uno Stato, valutazione, comportamento successivo
L’esistenza di un inadempimento dev’essere valutata in relazione alla situazione dello Stato membro quale si presentava alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato e che i mutamenti intervenuti in seguito non possono essere presi in considerazione dalla Corte.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 18.03.2010 n. C-218/09 Carne bovina, deterioramento, forza maggiore, insussistenza
Il deterioramento della carne bovina non può essere considerato come causa di forza maggiore.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 09.03.2010 n. C-378/08 Ambiente, tutela, danno ambientale, disciplina applicabile, precisazioni
Quando, in un’ipotesi d’inquinamento ambientale, non sono soddisfatti i presupposti d’applicazione ratione temporis e/o ratione materiae della direttiva 21 aprile 2004, n. 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, un’ipotesi del genere dovrà essere allora disciplinata dal diritto nazionale, nel rispetto delle norme del Trattato e fatti salvi altri eventuali atti di diritto derivato.

 

Corte di Giustizia UE , sez. IV, sentenza 04.03.2010 n. C-297/08 Condannata della Repubblica Italiana, per la violazione degli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4 e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai rifiuti.
La Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con la sentenza C-297/08 pubblicata il 4 marzo 2010, ha condannato la Repubblica Italiana, ai sensi dell'art. 226 CE, per la violazione degli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4 e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai rifiuti, non avendo adottato, per la regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti fossero recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare, non avendo creato una rete adeguata e integrata di impianti di smaltimento.

 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 04.03.2010 n° C-478/08  Ricongiungimento familiare: sulle condizioni materiali per  l’esercizio del diritto
In materia di ricongiungimento familiare, sono stati introdotti con la sentenza n. C-578/08 del 4 marzo 2010 della Corte di Giustizia Europea, importanti giudizi interpretativi delle norme della direttiva n. 2003/1986, con l’obiettivo di favorire la riunificazione familiare quale diritto umano fondamentale.
Il requisito del reddito non può escludere il possibile ricorso a ogni forma di assistenza sociale, anche se straordinaria, come è da ritenersi illegittimo un trattamento differenziato motivato dalla formazione del vincolo familiare anteriore o posteriore all’ingresso del richiedente.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea interviene nella domanda pregiudiziale avanzata dal giudice olandese riguardante la
legislazione nazionale dei Paesi Bassi (C-578/08), che prevede il requisito di un reddito pari al 120% del salario minimo per il riconoscimento del diritto al ricongiungimento familiare quando i vincoli familiari con il coniuge si sono formati successivamente all'ingresso e all'inizio del soggiorno dell'interessato in Olanda.
I giudici della Corte Europea hanno osservato che il criterio della disponibilità di risorse economiche stabili, regolari e sufficienti per il mantenimento di sé e dei propri familiari tali da escludere il ricorso al sistema di assistenza sociale dello Stato membro (direttiva n. 2003/1986), non consente ad uno Stato
membro di introdurre un livello minimo di reddito così elevato da
escludere il possibile ricorso a forme di assistenza sociale erogate dalle autorità comunali per far fronte a necessità straordinarie o impreviste. L’obiettivo della direttiva è quello di favorire l'istituto del ricongiungimento familiare e di garantire il rispetto del diritto all'unità familiare quale diritto umano fondamentale, gli Stati possono indicare un importo di riferimento, in considerazione del salario minimo ovvero della pensione minima nazionale, ma non possono imporre un importo di reddito minimo al di sotto del quale qualsiasi ricongiungimento familiare sarebbe automaticamente respinto, a prescindere da un esame concreto della situazione di ciascun richiedente, poiché in tale situazione si verrebbe meno agli obblighi di individualizzazione dell'esame delle domande di ricongiungimento previsti dall'art. 17 della direttiva (necessità di tener conto della natura e solidità dei vincoli familiari, come ad es. la durata dell'unione matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il Paese d'origine).
Nelle legislazioni nazionali la direttiva non consente di introdurre una disparità di trattamento a seconda che i vincoli familiari si siano formati rispettivamente anteriormente o successivamente all'arrivo del richiedente nel Paese membro.
Differenza di trattamento, prevista nella direttiva (art. 9 c. 2), soltanto con riferimento ai rifugiati, per i quali gli Stati membri possono prevedere delle disposizioni più favorevoli allorché i loro vincoli familiari siano anteriori al loro ingresso nello Stato membro.

 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 04.03.2010 n. C-241/08 Pesci, habitat naturale, Francia
La Francia deve procedere meglio alla valutazione delle incidenze delle proprie attività sull’habitat naturale.

 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 14.01.2010 n. C-226/08 Fauna, flora, aree protette, precisazioni
Non è legittimo per uno Stato membro non approvare, per motivi diversi da quello di tutela dell’ambiente, l’inclusione di uno o più siti nel progetto di elenco dei siti d’importanza comunitaria elaborato dalla Commissione europea.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 29.10.2009 n. C-274/08 Energia, connessioni, disciplina, autorità
Le autorità di regolamentazione fissano o approvano, prima della loro entrata in vigore, almeno le metodologie utilizzate per calcolare o stabilire le condizioni di connessione e di accesso alle reti nazionali, ivi comprese le tariffe di trasporto e di distribuzione e, dall’altro, che tali tariffe, o metodologie, devono consentire di realizzare gli investimenti necessari al funzionamento delle reti.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 15.10.2009 n. C-196/08 Appalti, affidamento a società miste, legittimità, precisazioni
Gli artt. 43 CE, 49 CE e 86 CE non ostano all’affidamento diretto di un servizio pubblico che preveda l’esecuzione preventiva di determinati lavori, come quello di cui trattasi nella causa principale, a una società a capitale misto, pubblico e privato, costituita specificamente al fine della fornitura di detto servizio e con oggetto sociale esclusivo, nella quale il socio privato sia selezionato mediante una procedura ad evidenza pubblica, previa verifica dei requisiti finanziari, tecnici, operativi e di gestione riferiti al servizio da svolgere e delle caratteristiche dell’offerta in considerazione delle prestazioni da fornire, a condizione che detta procedura di gara rispetti i principi di libera concorrenza, di trasparenza e di parità di trattamento imposti dal Trattato CE per le concessioni.

 

Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 10.09.2009 n. C-206/08 Concessione di servizi, natura giuridica, retribuzione, precisazioni
Nel caso di un contratto avente ad oggetto servizi, il fatto che la controparte contrattuale non sia direttamente remunerata dall’amministrazione aggiudicatrice, ma abbia il diritto di riscuotere un corrispettivo presso terzi, è sufficiente per qualificare quel contratto come «concessione di servizi» ai sensi dell’art. 1, n. 3, lett. b), della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/17/CE, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, dal momento che il rischio di gestione corso dall’amministrazione aggiudicatrice, per quanto considerevolmente ridotto in conseguenza della configurazione giuspubblicistica dell’organizzazione del servizio, è assunto dalla controparte contrattuale a carico completo o pressoché completo.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 16.07.2009 n. C-189/08 Prodotto difettoso, responsabilità, danno
Il luogo in cui si è prodotto il danno non può essere confuso con quello in cui si è verificato il fatto che ha danneggiato il prodotto stesso.
L’art. 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 deve essere interpretato nel senso che i termini «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» si riferiscono al luogo in cui si è verificato il danno iniziale in ragione del normale utilizzo del prodotto ai fini cui esso è destinato, il giudice del rinvio chiede, inoltre, se tale danno debba consistere in un danno fisico alle persone o alle cose o se si possa trattare (in tale fase) di un danno puramente patrimoniale.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 14.01.2010 n. C-304/08 Concorrenza, diritto dei consumatori, normativa nazionale, contrasto, precisazioni
La normativa nazionale non è compatibile con quella comunitaria, laddove preveda un divieto in via di principio, a prescindere dalle circostanze della singola fattispecie, delle pratiche commerciali che subordinano la partecipazione dei consumatori ad un concorso o gioco a premi all’acquisto di una merce o di un servizio.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 02.12.2009 n. C-358/08 Consumatore, produttore, responsabilità, danni
Qualora il soggetto danneggiato da un prodotto che si asserisce essere difettoso non abbia ragionevolmente potuto identificarne il produttore prima di esercitare i suoi diritti nei confronti del fornitore del medesimo, detto fornitore deve essere considerato produttore.

 

Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 26.11.2009 n. C-13/09 Inadempimento, Italia, tessuti, prescrizioni, assenza
L’Italia non ha disciplinato, nei tempi previsti, la normativa inerente la rintracciabilità, la notifica di reazioni ed eventi avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza di tale direttiva.

 

Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 12.11.2009 n. C-12/09 Donazione, cellule umane, approvvigionamento, Stato, inadempimento
L’Italia non ha tempestivamente disciplinato la materia inerente le tecniche per la donazione, l’approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 15.10.2009 n. C-324/08 Marchio, diritti, esclusiva, limiti
Il diritto esclusivo non conferisce il diritto di opporsi all’uso del marchio per prodotti immessi in commercio nella Comunità europea o nello Spazio economico europeo.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 15.10.2009 n. C-138/08 Direttiva comunitaria, applicabilità, tempistica, precisazioni
La direttiva non è applicabile nei confronti di una decisione adottata da un’amministrazione aggiudicatrice, nel corso di un’aggiudicazione di un appalto pubblico di lavori, prima della scadenza del termine per la trasposizione di tale direttiva.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 06.10.2009 n. C-335/07 Ambiente, scarichi, modalità, precisazioni
In materia di ambiente e connesse responsabilità, deve sussistere un nesso di causalità adeguato tra gli scarichi e l’inquinamento delle aree sensibili.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 01.10.2009 n. C-103/08 Handicap, normativa nazionale, privilegi, precisazioni, legittimità
E’ legittima la previsione normativa che riservi il rilascio a titolo gratuito di un contrassegno stradale annuale alle persone portatrici di handicap aventi il proprio domicilio o il proprio luogo di residenza abituale nel territorio dello Stato membro di cui trattasi, includendovi anche quelle che si recano regolarmente in tale Stato per motivi di natura professionale o personale.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 08.09.2009 n. C-42/07 Giochi d’azzardo, internet, divieto società estere, libera prestazione di servizi
Con riferimento ai giochi d'azzardo via Internet, il divieto a società estere può essere compatibile con la libera prestazione di servizi.

 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 03.09.2009 n. C-2/08
Iva, abusi, disapplicazione normativa nazionale

Con riferimento agli abusi legati all’Iva, deve essere disapplicata l’autorità di cosa giudicata, nel caso in cui non permetta al giudice di rispettare le norme comunitarie.
In particolare, la Corte ha stabilito il seguente principio di diritto:
“Il diritto comunitario osta all'applicazione, in circostanze come quelle della causa principale, di una disposizione del diritto nazionale, come l'art. 2909 del codice civile, in una causa vertente sull'imposta sul valore aggiunto concernente un'annualità fiscale per la quale non si è ancora avuta una decisione giurisdizionale definitiva, in quanto essa impedirebbe al giudice nazionale investito di tale causa di prendere in considerazione le norme comunitarie in materia di pratiche abusive legate a detta imposta”.

 

Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 25.06.2009 n. C-14/08 Notificazioni, diritto comunitario, atti giudiziari, atti extragiudiziari, precisazioni
Se è pur vero che la cancelleria cui venga presentata una richiesta di comunicazione o notificazione di atti giudiziari o extragiudiziali a norma del regolamento n. 1348/2000 può essere considerata come svolgente funzioni di autorità amministrativa senza dover, al tempo stesso, risolvere una controversia, ciò non vale con riguardo al giudice chiamato a pronunciarsi sul ricorso proposto avverso il diniego della detta cancelleria di procedere alla notificazione o alla comunicazione richiesta.
La notificazione e la comunicazione, al di fuori di un procedimento giudiziario, di un atto notarile ricadono nella sfera di applicazione del regolamento (CE) del Consiglio del 29 maggio 2000, n. 1348, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale.

 

Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 11.06.2009 n. C-561/07 Inadempimento direttive, Italia, trasferimento di azienda, crisi, lavoratori
In Italia i lavoratori dipendenti non sono adeguatamente tutelati, con riferimento ai casi di vendita di un'azienda per la quale è stato accertato lo stato di crisi.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 04.06.2009 n. C-285/08  Prodotti difettosi, risarcimento, danni, uso professionale della cosa, insussistenza
Prodotti difettosi: i danni cagionati ad una cosa destinata ad un uso professionale e utilizzata in tal senso non sono automaticamente suscettibili di risarcimento.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 04.06.2009 n. C-22/08  Europa, aiuti, stranieri, legittimità
Il finanziamento agli stranieri europei finalizzato al lavoro è da ritenersi legittimo.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 04.06.2009 n. C-8/08 Imprese, concorrenza, cartello, incontro isolato, sufficienza
Anche un solo incontro può costituire un cartello, inteso come pratica concordataria che viola il diritto comunitario.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 19.05.2009 n. C-531/06 Farmacie, titolarità, farmacisti, necessità
La titolarità delle farmacie, nonché la connessa gestione, deve necessariamente spettare ai farmacisti.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 24.04.2008 n. C-143/07 Sanzioni, certezza, proporzionalità, necessità
Per quanto riguarda i principi di legalità e certezza del diritto, va dichiarato che l’art. 11, n. 1, del regolamento n. 3665/87 costituisce un fondamento normativo chiaro e sufficiente per l’applicazione della sanzione. Le sanzioni devono essere proporzionate.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 23.04.2009 n. C-59/08
Marchio, prestigio, rivenditori, limiti

E’ legittimo che il titolare di un marchio di prestigio impedisca ai rivenditori di vendere i prodotti in saldo.

 

Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 02.04.2009 n. C-415/07 Inps, calcolo agevolazioni, effetto retroattivo, conseguenze
Il criterio dell’Inps per l’agevolazione sui contributi può avere effetto retroattivo.

 

Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 26.03.2009 n. C-348/07 Agente, diritto, indennità, precisazioni
Non è consentito che il diritto dell’agente all’indennità di fine rapporto sia limitato d’ufficio alle perdite di provvigioni risultanti dalla cessazione del rapporto contrattuale, anche quando i vantaggi mantenuti dal preponente debbano essere ritenuti superiori.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 24.03.2009 n. C-445/06 Misure sanitarie, carne, tutele, direttive comunitarie, violazione, danni
I soggetti lesi dalla trasposizione e dall’applicazione carenti delle direttive del Consiglio 26 giugno 1964, 64/433/CEE, relativa alle condizioni sanitarie per la produzione e l’immissione sul mercato di carni fresche, come modificata dalla direttiva del Consiglio 29 luglio 1991, 91/497/CEE, e del Consiglio 11 dicembre 1989, 89/662/CEE, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno, possono avvalersi del diritto alla libera circolazione delle merci per chiamare in causa la responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario.
Il diritto comunitario non richiede che, quando la Commissione delle Comunità europee avvia un procedimento per inadempimento ex art. 226 CE, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento nei confronti dello Stato che si sia reso responsabile di una violazione del diritto comunitario, previsto dalla normativa nazionale, sia interrotto o sospeso durante tale procedimento.
Il diritto comunitario non osta a che il termine di prescrizione di un’azione di risarcimento nei confronti dello Stato, basata sulla carente trasposizione di una direttiva, inizi a decorrere dalla data in cui i primi effetti lesivi di detta scorretta trasposizione si siano verificati e ne siano prevedibili altri, anche qualora tale data sia antecedente alla corretta trasposizione della direttiva in parola.
Il diritto comunitario non osta all’applicazione di una disciplina nazionale, la quale prevede che un soggetto non possa ottenere il risarcimento del danno di cui abbia omesso, dolosamente o colposamente, di evitare la realizzazione mediante le azioni in giudizio a sua disposizione, a condizione che si possa ragionevolmente esigere dal soggetto leso l’utilizzo dell’azione in parola, il che spetta al giudice del rinvio valutare, alla luce del complesso delle circostanze della causa principale. La probabilità che il giudice nazionale proponga una domanda di pronuncia pregiudiziale ex art. 234 CE o l’esistenza di un ricorso per inadempimento pendente dinanzi alla Corte non possono costituire, di per sé, un motivo sufficiente per concludere che non sia ragionevole far ricorso a un’azione in giudizio.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 05.03.2009 n. C-388/07 Lavoro, licenziamento, legislazione, politica del lavoro, precisazioni
L’art. 6, n. 1, della direttiva 2000/78 deve essere interpretato nel senso che offre la possibilità agli Stati membri di prevedere, nell’ambito del diritto nazionale, talune forme di disparità di trattamento fondate sull’età qualora siano «oggettivamente e ragionevolmente» giustificate da una finalità legittima, quale la politica del lavoro, del mercato del lavoro o della formazione professionale, e purché i mezzi per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari. Esso impone agli Stati membri l’onere di dimostrare il carattere legittimo della finalità invocata quale giustificazione in funzione dell’osservanza di un’elevata soglia probatoria. Non deve attribuirsi un significato particolare al fatto che il termine «ragionevolmente», impiegato all’art. 6, n. 1, della suddetta direttiva, non compaia nell’art. 2, n. 2, lett. b), della stessa.

 
Corte di Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 17.02.2009 n. C-465/07 Rifugiato, rischio per la persona, protezione sussidiaria, prova, necessità
Se il rifugiato chiede la protezione sussidiaria può fare a meno di provare una minaccia nel suo Paese di origine.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 27.01.2009 n. C-318/07 Fisco, deducibilità, donazione, precisazioni
La disciplina inerente la deducibilità delle donazioni a favore di enti non può essere limitata solo a quelli del territorio nazionale.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 22.12.2008 n. C-549/07 Volo, cancellazione, indennizzo, problemi tecnici, legittimità
Se il volo viene cancellato, anche per motivi tecnici, è necessario che erogare l’indennizzo in favore dei clienti.

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 18.12.2008 n. C-306/07 Contratti di lavoro, disciplina giuridica, coerenza con la Unione Europea, sindacati
I contratti di lavoro coerenti con la normativa comunitaria possono essere applicati anche se non sottoscritti dai sindacati.

Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 11.12.2008 n. C-297/07 Giudizio, ne bis in idem, giudizio, due volte, assenza di condanna, irrilevanza
Non è mai possibile essere giudicati due volte per lo stesso fatto, anche nel caso in cui la prima condanna in concreto non sia stata eseguita.

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 20.11.2008 n. C-1/07
Patente di guida, rilascio, sospensione, riconoscimento altrui

Quando un Paese membro sospende la patente, può anche rifiutarsi di riconoscerne l’acquisizione rilasciato altrove.
Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 13.11.2008 n. C-46/07 Pensione, diritto, differenze, uomo, donna, illegittimità, sussistenza
Mantenendo in vigore una normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi comunitari che impongono parità di retribuzione tra i due sessi.
Articolo 141 CE
1. Ciascuno Stato membro assicura l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
2. Per retribuzione si intende, a norma del presente articolo, il salario o trattamento normale di base o minimo e tutti gli altri vantaggi pagati direttamente o indirettamente, in contanti o in natura, dal datore di lavoro al lavoratore in ragione dell'impiego di quest'ultimo.
La parità di retribuzione, senza discriminazione fondata sul sesso, implica:
a) che la retribuzione corrisposta per uno stesso lavoro pagato a cottimo sia fissata in base a una stessa unità di misura;
b) che la retribuzione corrisposta per un lavoro pagato a tempo sia uguale per uno stesso posto di lavoro.
3. Il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 e previa consultazione del Comitato economico e sociale, adotta misure che assicurino l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, ivi compreso il principio della parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
4. Allo scopo di assicurare l'effettiva e completa parità tra uomini e donne nella vita lavorativa, il principio della parità di trattamento non osta a che uno Stato membro mantenga o adotti misure che prevedano vantaggi specifici diretti a facilitare l'esercizio di un'attività professionale da parte del sesso sottorappresentato ovvero a evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali.
Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 13.11.2008 n. C-437/07 Appalti pubblici, trasporto pubblico locale, progettazione e realizzazione di una tramvia
Viola il diritto comunitario l'assegnazione di un appalto pubblico di lavori avente ad oggetto la progettazione e la realizzazione di una tramvia su gomma per il trasporto pubblico tramite una procedura di concessione di lavori pubblici.
 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 23.10.2008 n. C-274/05 Istruzione secondaria superiore, diplomi, riconoscimento, Grecia, inadempimento
La Grecia è inadempinente, laddove non ha riconosciuto i diplomi rilasciati dalle competenti autorità di un altro Stato membro a conclusione di formazioni svolte nell’ambito di un accordo.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 21.10.2008 n. C-200/07 Immunità parlamentare, rinvio pregiudiziale, precisazioni, giudice nazionale
Le norme comunitarie relative alle immunità dei membri del Parlamento europeo devono essere interpretate nel senso che, nell'ambito di un'azione per risarcimento danni promossa nei confronti di un deputato europeo a causa delle opinioni che egli ha espresso:
- il giudice nazionale chiamato a pronunciarsi su tale azione, qualora non abbia ricevuto alcuna informazione in merito a una richiesta presentata al Parlamento europeo dal deputato di cui trattasi per ottenere la difesa dell'immunità prevista dall'art. 9 del Protocollo 8 aprile 1965 sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee, non è tenuto a domandare al Parlamento europeo di pronunciarsi sulla sussistenza dei presupposti dell'immunità;
- il giudice nazionale, qualora sia informato del fatto che lo stesso deputato ha presentato al Parlamento una richiesta di difesa della propria immunità, ai sensi dell'art. 6, n. 3, del regolamento interno del Parlamento europeo, deve sospendere il procedimento giudiziario e chiedere al Parlamento europeo che emetta al più presto un parere;
- il giudice nazionale, qualora ritenga che il deputato europeo goda dell'immunità prevista dall'art. 9 del Protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee, è tenuto a non dar seguito all'azione promossa nei confronti del deputato europeo di cui trattasi.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 16.10.2008 n. C-298/07 Servizi telematici, clienti, servizio telefonico, limiti, precisazioni
E’iconcepibile pensare che la direttiva obblighi soggetti operanti nella rete ad offrire sempre agli interessati la possibilità di un'assistenza telefonica, come non è nemmeno richiesto dalla direttiva sulla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza né dalla direttiva sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 16.10.2008 n. C-310/07 Trasferimento d’impresa, diritti dei lavoratori, successione nel contratto di locazione
Quando c’è un trasferimento d’impresa, si può anche non perpetrare il contratto di locazione.
I lavoratori subordinati devono sempre essere tutelati, anche nel caso in cui l’azienda fallita sia priva di filiali.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 16.10.2008 n. C-313/07 Trasferimento d’impresa, diritti dei lavoratori, successione nel contratto di locazione
Quando c’è un trasferimento d’impresa, si più anche non perpetrare il contratto di locazione.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 14.10.2008 n. C-353/06 Libera circolazione di persone, doppio cognome del figlio
Anche se il diritto tedesco non consente a un figlio di portare un doppio cognomecomposto da quello del padre e da quello della madre, è illegittimo il rifiuto delleautorità tedesche di riconoscere il cognome di un figlio così determinato e registrato in un altro Stato membro in cui il minore è nato e risiede.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 09.10.2008 n. C-304/07 Estrazione, nozione, banca dati, divieto
E’ illegittimo prelevare alcuni dati da una banca dati ed utilizzarla in altra, senza il consenso dell’autore.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 02.10.2008 n. C-372/07 Competenza giurisdizionale, controversie sulla validità delle decisioni degli organi di società
L’art. 22, n. 2, del regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 2000, n. 44/2001, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che un’azione, come quella in esame nella causa principale, nell’ambito della quale una parte afferma che una decisione adottata da un organo di una società ha leso i diritti che, ad avviso della detta parte, le competono in base allo statuto di tale società, non riguarda la validità delle decisioni degli organi di una società ai sensi della disposizione citata.

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 25.09.2008 n. C-453/07 Lavoratore extracomunitario, ricongiungimento familiare, attività lavorativa, assenza
Il cittadino extracomunitario, autorizzato a entrare quando era bambino nel territorio di uno Stato membro nell’ambito del ricongiungimento familiare, non perde il diritto di soggiorno nel territorio di tale Stato al raggiungimento della maggiore età, anche in mancanza dello svolgimento di un'attività lavorativa.

Corte di Giustizia UE , sez. VII, sentenza 25.09.2008 n. C-368/07 Rifiuti, porti, Italia, inadempimento, sussistenza
L’Italia è inadempiente rispetto agli obblighi comunitari, per non aver predisposto piani di raccolta dei rifiuti per ciascun porto italiano.

Corte di Giustizia UE, sez. VI, sentenza 20.09.2007 n. C-371/06
Marchi, registrazione, jeans, necessità, conseguenze

Se il produttore di jeans non ha registrato il marchio, rischia di non avere tutela.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 16.09.2008 n. C-288/07 Attività svolte da un ente di diritto pubblico, distorsioni di concorrenza
L’art. 4, n. 5, secondo comma, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto (base imponibile uniforme), dev’essere interpretato nel senso che le distorsioni di concorrenza di una certa importanza, devono essere valutate con riferimento all’attività in questione, in quanto tale, senza che talevalutazione abbia per oggetto un mercato locale in particolare. Il termine «provocherebbe», contemplato nello stesso articolo deve essere interpretato nel senso che prende in considerazione non soltanto la concorrenza attuale, ma anche la concorrenza potenziale, purché la possibilità per un operatore privato di entrare sul mercato rilevante sia effettiva, e non meramente ipotetica. L’espressione «di una certa importanza», sempre contemplato nella medesima norma, dev’essere intesa nel senso che le distorsioni di concorrenza attuali o potenziali devono essere più che trascurabili.

Corte di Giustizia UE , sez. IV, sentenza 11.09.2008 n° C-251/07 Incenerimento dei rifiuti, qualificazione impianti di incenerimento, funzione principale
La qualificazione di impianto di incenerimento dipende dalla funzione principale dell’impianto, sulla base della valutazione dell’autorità competente che deve tener conto, in particolare:
del volume della produzione di energia o di prodotti materiali generati dall'impianto, rispetto al quantitativo di rifiuti inceneriti;
nonché della stabilità o continuità di tale produzione.

Corte di Giustizia UE , sez. VI, sentenza 11.09.2008 n. C-447/08 Inadempimento di uno Stato, Italia, impiego pubblico, capitani e ufficiali di navi
Viola gli obblighi comunitari in tema di libera circolazione dei lavoratori, la normativa italiana che richiede il requisito della cittadinanza italiana per l’esercizio degli impieghi di capitano e ufficiale su tutte le navi battenti bandiera italiana.

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 25.07.2008 n. C-237/07 Inquinamento atmosferico, valutazione e gestione della qualità dell'aria ambiente
In materia di qualità dell'aria, in caso di rischio di superamento dei valori limite, i soggetti direttamente interessati devono poter ottenere dalle competenti autorità nazionali la predisposizione di un piano di azione, che indichi le misure per ridurre i rischi legati all’inquinamento atmosferico.

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 17.07.2008 n. C-207/06 Animali, tutela, trasporto, precisazioni
Un ruolino di marcia contenente un’annotazione, previamente scritta a macchina, secondo cui gli animali sono stati alimentati e abbeverati «la sera, la mattina, a mezzogiorno, la sera, la mattina» per la durata del trasporto marittimo può soddisfare i requisiti della direttiva 91/628, purché sia dimostrato che tali operazioni hanno effettivamente avuto luogo.

 

Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 17.07.2008 n. C-347/06 Gas, concessione, distribuzione, transitorietà, diritto comunitario
Uno Stato membro può pacificamente prolungare la durata del periodo transitorio della concessione per la distribuzione di gas.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 17.07.2008 n. C-303/06 Politica sociale, lavoratori disabili, discriminazioni e molestie, lavoratore con figlio disabile
Il divieto di discriminazione dei disabili sul luogo di lavoro, si estende anche all’ipotesi di un lavoratore, che non sa disabile, ma che sia discriminato a causa della disabilità del figlio, al quale presta la parte essenziale delle cure di cui quest’ultimo ha bisogno.

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 17.07.2008 n. C-448/06 Regolamento comunitario. residui animali negli alimenti
E’ legittimo il regolamento comunitario che definisce la procedura per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 11.07.2008 n. C-195/08 Minorenne, provvedimento, ritorno, sospensione, precisazioni
Una volta che un provvedimento contro il ritorno sia stato emanato e portato a conoscenza del giudice d’origine, è irrilevante, ai fini del rilascio del certificato previsto all’art. 42 del regolamento (CE) del Consiglio 27 novembre 2003, n. 2201, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, che tale provvedimento sia stato sospeso, riformato, annullato o comunque non sia passato in giudicato o sia stato sostituito da un provvedimento di ritorno, quando il ritorno del minore non ha effettivamente avuto luogo. Non essendo stato sollevato alcun dubbio in merito all’autenticità di tale certificato ed essendo quest’ultimo stato redatto conformemente al formulario il cui modello è riportato all’allegato IV di detto regolamento, l’opposizione al riconoscimento del provvedimento di ritorno è vietata ed al giudice adito spetta solo constatare l’esecutività del provvedimento certificato e pronunciare il ritorno immediato del minore.

Corte di Giustizia UE, sez. VI, ordinanza 10.07.2008 n. C-156/07 Valutazione di impatto ambientale, necessità, limiti, eccezioni
Quando uno Stato membro opta per determinare caso per caso quali progetti tra quelli rientranti nell’allegato II della direttiva 85/337, come modificata dalla direttiva 97/11, devono essere sottoposti a valutazione dell’impatto ambientale, esso deve, o rinviando nelle sue norme nazionali all’allegato III di questa direttiva, o riproducendo nelle sue norme nazionali i criteri elencati dalla stessa direttiva, fare in modo che il complesso di tali criteri possa effettivamente essere considerato qualora l’uno o l’altro di essi sia rilevante per il progetto interessato, senza poterne escludere alcuno esplicitamente o implicitamente.

Corte di Giustizia UE, sentenza 10.07.2008 n. C-54/07
Accesso al lavoro, criteri discriminatori, esternazioni pubbliche, presunzione
In tema di discriminazioni nell'accesso al lavoro, le dichiarazione pubbliche con cui un datore di lavoro rende noto che non assumerà lavoratori dipendenti aventi una determinata origine etnica o razziale sono sufficienti a far presumere l’esistenza di una politica di assunzione direttamente discriminatoria. In tal caso, anche se non vi sono vittime identificabili, le sanzioni da irrogare debbano essere effettive, proporzionate e dissuasive.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 24.06.2008 n. C-188/07 Idrocarburi, nozione, produttori di rifiuti, sussistenza
Il giudice nazionale può considerare colui che ha venduto idrocarburi e noleggiato la nave che li ha trasportati come produttore dei rifiuti.

 

Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 05.06.2008 n. C-312/07 Tariffa doganale comune, classificazione doganale, nomenclatura combinata
In materia di tariffe doganali comuni, le note esplicative Le note esplicative della nomenclatura combinata in materia di videocamere hanno carattere interpretativo e non sono giuridicamente vincolanti.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 03.06.2008 n. C-308/06 Inquinamento, navi, sanzioni, direttive, legittimità
E’ valida la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 settembre 2005, 2005/35/CE, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni.

Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 22.05.2008 n. C-462/06 Competenza, stretta interpretazione, rapporto di lavoro, sussistenza
Le norme di competenza speciale sono di stretta interpretazione, e non consentono un'interpretazione che vada oltre le ipotesi prese in considerazione esplicitamente dal regolamento.

Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 15.05.2008 n. C-276/07 Libera circolazione dei lavoratori, discriminazione in base alla cittadinanza
In caso di sostituzione di un contratto di lavoro a tempo determinato in lavoro a tempo indeterminato come collaboratore ed esperto linguistico di lingua madre, i diritti relativi a retribuzione, anzianità e contributi previdenziali, vanno calcolati a partire dalla data della prima assunzione, se un lavoratore nazionale in una situazione analoga avrebbe beneficiato di un siffatto riconoscimento.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 15.05.2008 n. C-147/06 Appalti. Offerte anomale. Offerte basse. Illegittima l'esclusione automatica
E’ illegittimo che l’Italia preveda, nell’ambito della normativa sugli appalti, che siano escluse automaticamente le offerte ritenute anormalmente basse.
 

Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 08.05.2008 n. C-491/06 Animali. Trasporto. Sofferenze. Limiti
E’ legittimo trasportare gli animali da un luogo ad un altro, ma bisogna evitare il più possibile sofferenze inutili.

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 24.04.2008 n. C-55/07 Lavoro, parità di trattamento tra lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno
In tema di parità di trattamento tra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo parziale, è illegittima la normativa nazionale che esige la segnalazione tempestiva di una copia dei contratti di lavoro a tempo parziale conclusi, in quanto aggrava in modo non giustificato il ricorso al part-time.

 
Corte di Giustizia UE , sez. IV, sentenza 17.04.2008 n. C-456/06 Opere tutelate. Diritto d’autore. Distribuzione al pubblico. Precisazioni
Se le opere tutelate dal diritto d’autore vengono trasferite al pubblico, emerge un’ipotesi di trasferimento di proprietà.
 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 10.04.2008 n. C-309/06 Fiscalità, sesta direttiva IVA, esonero con rimborso delle imposte pagate a monte
Benché i principi della parità di trattamento e della neutralità fiscale si applichino in linea di principio alla causa principale, la loro violazione non è costituita dal semplice fatto che un diniego di rimborso sarebbe stato fondato sull’arricchimento senza causa del soggetto passivo interessato. Viceversa il principio della neutralità fiscale osta a che il divieto di arricchimento senza causa sia eccepito solo a soggetti passivi quali i «payment traders» (soggetti passivi per i quali, per un predeterminato periodo contabile, l’imposta riscossa a valle eccede l’imposta pagata a monte) e non a soggetti passivi quali i «repayment traders» (soggetti passivi la cui situazione è il contrario della precedente) nella misura in cui tali soggetti passivi hanno distribuito merci di uno stesso tipo. Spetterà al giudice nazionale verificare se ciò accada nella suddetta causa. Inoltre il principio generale della parità di trattamento la cui violazione può essere contraddistinta, in materia tributaria, da discriminazioni che toccano operatori economici i quali non sono necessariamente concorrenti, ma versano nondimeno in una situazione comparabile per altri rapporti, osta ad una discriminazione tra i «payment traders» ed i «repayment traders», che non è obiettivamente giustificata.

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 10.04.2008 n. C-442/06 Rifiuti. Inadempimento degli Stati. Italia inadempiente
In materia di assolvimento degli obblighi inerenti alla gestione dei rifiuti, l’Italia è inadempiente.

 

Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 10.04.2008 n. C-412/06 Tutela dei consumatori, contratti negoziati fuori dei locali commerciali
In tema di tutela dei consumatori nei contratti negoziati fuori dei locali commerciali, è legittima la normativa nazionale che prevede l'esercizio del diritto di recesso nel termine di un mese dall'adempimento degli obblighi derivanti da un contratto di mutuo a lungo termine, qualora il consumatore abbia ricevuto un’informazione errata sulle modalità di esercizio del recesso.

Corte di Giustizia UE, sez. VII, ordinanza 10.04.2008 n. C-323/07 Appalto pubblico di forniture e di servizi. Affidamento senza gara
Il quesito:
Quando non sono applicabili le direttive europee, 92/50 e 93/36, che impongono l’obbligo di espletamento di gara per l’aggiudicazione di appalti di servizi e di forniture?
Corte di Giustizia UE, sez. VII, ordinanza 10.04.2008 n. C-323/07 Appalti pubblici, affidamento senza gara, affidamento da parte di un ente locale ad un’impresa
Le direttive europee sugli appalti non sono applicabili nel caso in cui cui un ente pubblico eserciti su soggetto distinto un controllo analogo a quello da esso esercitato sui propri servizi e, nel contempo, questo soggetto realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente che lo controlla.
 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 03.04.2008 n. C-27/07 Utile imponibile della società controllante, inclusione di crediti di imposta, legittimità
In tema di società controllate, nella nozione di utili distribuiti dalla società figlia possono rientrare i crediti d’imposta concessi al fine di compensare una ritenuta alla fonte applicata a carico della controllante dallo Stato membro della società controllata.

 

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 03.04.2008 n. C-124/07 Sesta direttiva IVA, prestazioni di servizi relative ad operazioni di assicurazione
Nel caso in cui un mediatore o un intermediario d’assicurazione intrattiene con le parti del contratto d’assicurazione un rapporto indiretto per il tramite di un altro soggetto, al quale tale mediatore o intermediario sia legato contrattualmente, la prestazione fornita è esonerata dall’imposta sul valore aggiunto.

Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 03.04.2008 n. C-346/06 Libera prestazione di servizi, distacco dei lavori, procedure di aggiudicazione
é illegittima la normativa nazionale che, in tema di appalti pubblici, imponga agli enti aggiudicatari la corresponsione di una retribuzione non inferiore a quella minima prevista dal contratto collettivo vigente nel luogo dell'esecuzione dei lavori.

Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 03.04.2008 n. C-522/06 Stato, obblighi comunitari, inadempimento, inquinamento, precisazioni
E’ inadempimento degli obblighi comunitari non aver disciplinato e non aver previsto soluzioni in materia sostanze che impoveriscono lo strato d'ozono.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 01.04.2008 n. C-212/06 Libertà di circolazione, previdenza sociale, prestazioni limitate ai soli residenti
E’ illegittima la normativa di un ente federato di uno Stato membro che limiti l’accesso ad un regime di previdenza sociale alle sole persone residenti nel territorio di tale ente, poiché questa limitazione incide sul diritto di circolazione dei cittadini di altri Stati membri.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 13.03.2008 n. C-125/06 Ricorso di annullamento, trasmissioni televisive, decisione lesiva
Il soggetto legittimato a proporre impugnazione di un atto della Commissione lesivo dei propri interessi può essere, oltre che il destinatorio formale della decisione, il soggetto che è coinvolto dalla decisione a causa di determinate qualità personali o di determinate situazione di fatto.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 13.03.2008 n. C-383/06 Diritto comunitario, diritto interno, rapporti, certezza del diritto
Il recupero dei fondi persi a causa di un abuso o di una negligenza va operato sul fondamento dell’art. 23, n. 1, del regolamento n. 4253/88, come modificato dal regolamento n. 2082/93, e secondo le modalità del diritto nazionale, purché l’applicazione di tale diritto non leda l’applicazione e l’efficacia del diritto comunitario e non abbia l’effetto di rendere praticamente impossibile il recupero delle somme irregolarmente concesse. Spetta al giudice nazionale garantire la piena applicazione del diritto comunitario disapplicando o interpretando, ove occorra, una norma nazionale quale la legge generale sul diritto amministrativo (Algemene wet bestruursrecht) che vi si opponga. Il giudice nazionale può attuare i principi comunitari di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento valutando il comportamento sia dei beneficiari dei fondi persi, sia quello dell’amministrazione, purché si tenga pienamente conto dell’interesse della Comunità europea. La qualità di ente pubblico del beneficiario dei fondi non incide a tale riguardo.

 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 06.03.2008 n. C-98/07 Iva, detrazioni, acquisto veicolo leasing, attività usuale dell’impresa, esclusione
Non rientra nella nozione di beni d’investimento per l’impresa, l’acquisto di veicoli dati in locazione e poi rivenduti alla scadenza dei contratti di leasing, quando la vendita di tali veicoli costituisce parte integrante dell’attività economica usuale dell’impresa.

 

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 28.02.2008 n. C-446/06 Carni bovine, organizzazione comune dei mercati, concessione di un premio per vacca nutrice
In tema di carni bovine, è legittima la normativa nazionale che subordina il diritto al premio per vacca nutrice a condizioni conformi a pratiche usuali di allevamento che prevedono, da un lato, una determinata frequenza di figliatura e, dall’altro, che il vitello sia stato allattato dalla madre per un periodo di quattro mesi dopo la nascita.

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 28.02.2008 n. C-2/07
Convenzione, progetto, valutazione di impatto ambientale

Può essere necessario procedere alla verifica di impatto ambientale, anche nel caso in cui emerga una convenzione.
Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 21.02.2008 n. C-412/04 Inadempimento di uno Stato, appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi
La Repubblica italiana avendo adottato l’art. 2, c. 1, della L. 11 febbraio 1994, n. 109, legge quadro in materia di lavori pubblici,come modificata dalla L. 1º agosto 2002, n. 166, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, e della
direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1997, 97/52/CE.
 

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 31.01.2008 n. C-380/05 Sistema di assegnazione frequenze TV in Italia. Inadempimento
Il sistema italiano di assegnazione delle frequenze televisive è illegittimo, perché in contrasto con la normativa comunitaria.

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 24.01.2008 n. C-532/06 I criteri di aggiudicazione si stabiliscono nel bando e nel capitolato
é contraria al principio di parità di trattamento degli operatori economici e dell’obbligo di trasparenza che ne discende, la condotta della pubblica amministrazione che, nell’ambito di una procedura di aggiudicazione, determini coefficienti di ponderazione e sottocriteri per i criteri di aggiudicazione menzionati nel capitolato d’oneri o nel bando di gara senza comunicarli ai partecipanti

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 24.01.2008 n. C-532/06 Appalti pubblici di servizi
é contraria al principio di parità di trattamento degli operatori economici e dell’obbligo di trasparenza che ne discende, la condotta della pubblica amministrazione che, nell’ambito di una procedura di aggiudicazione, determini coefficienti di ponderazione e sottocriteri per i criteri di aggiudicazione menzionati nel capitolato d’oneri o nel bando di gara senza comunicarli ai partecipanti.

Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 24.01.2008 n. C-257/06 Tutela della salute. Prodotti cosmetici. Informazioni sui contenuti dei prodotti
Non è in contrasto con la disciplina comunitaria la disposizione nazionale che, al fine di garantire la tutela della salute, impone all’importatore di prodotti cosmetici di comunicare al Ministero della Sanità e alla Regione il nome o la ragione sociale dell’impresa, la sua sede legale e quella dell’officina di produzione, nonché l’elenco completo e dettagliato delle sostanze impiegate e di quelle contenute in detti prodotti.

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 18.12.2007 n. C-195/05 Rifiuti, nozione, scarti alimentari per mangimi
La Repubblica italiana, avendo escluso dall’ambito di applicazione della disciplina sui rifiuti gli scarti alimentari, originati dall’industria agroalimentare destinati alla produzione di mangimi, e i residui, derivanti dalle preparazioni nelle cucine destinati alle strutture di ricovero per animali di affezione, ha violato gli obblighi comunitari in materia di rifiuti.

 

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 18.12.2007 n. C-77/05 Frontiere esterne degli Stati membri Ue. Gestione della cooperazione operativa
L'istituzione dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontire estere tra gli Stati membri comporta dei controlli alle frontiere su persone e cose legittimi in quanto rientrano nell'acquis di Schengen.

 

Corte di Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 18.12.2007 n. C-137/05
Accordo di Schengen. Controlli e sicurezza tra le frontiere. Passaporti
La normativa comunitaria che, al fine di armonizzare ed migliorare la sicurezza delle frontiere, prevede tra i requisiti dei passaporti e dei documenti di viaggio l’inserimento di un certo numero di elementi biometrici riguardanti i titolari dei documenti stessi, rientra nell’accordo di Schengen, e, conseguentemente, vincola gli Stati aderenti.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 18.12.2007 n. C-532/03 Inadempimento di uno Stato membro, appalti pubblici
Nell’ambito di un ricorso per inadempimento di uno Stato membro, la Commissione è tenuta a dimostrare l’esistenza dell’inadempimento contestato senza potersi basare su alcuna presunzione.
 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 13.12.2007 n. C-418/04 Fauna e flora, obblighi comunitari, conservazione habitat, inadempimento, condizioni
é inadempiente lo stato che non attua gli obblighi comunitari in tema di conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.,
L'inadempimento deve essere accertato alla luce della situazione esistente alla scadenza del termine fissato, senza tener conto di eventuali mutamenti successi.

Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 11.12.2007 n. C-438/05 Trasporti, diritto di stabilimento, trasporto marittimo
Una società di trasporto marittimo, che intende effettuare la registrazione di una propria nave in un altro Stato membro, può invocare il diritto di stabilimento.

Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 06.12.2007 n. C-300/06 Lavoro, retribuzione, parità di trattamento tra lavoratori di sesso maschile e di sesso femminile
Viola il principio di parità di trattamento tra lavoratori e lavoratrici, la normativa nazionale che retribuisce le ore dei lavoratori a tempo parziale secondo una tariffa inferiore rispetto a quella ordinaria, quando tra i lavoratori a tempo parziale vi sia una percentuale notevolmente più elevata di lavoratori di sesso femminile.

 

Corte di Giustizia UE, sez. V, sentenza 29.11.2007 n. C-112/07 Inadempimento della Repubblica italiana. Indennizzo delle vittime di reato
La Repubblica italiana non ha adempiuto agli obblighi derivanti dalla direttiva comunitaria in tema di indennizzo delle vittime di reato.

Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 11.10.2007,  n. C-460/06 Tutela delle lavoratrici madri, interpretazione pregiudiziale
In tema di miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento è vietata non soltanto la decisione di licenziamento in ragione della gravidanza e/o della nascita di un figlio durante il periodo di tutela, ma anche la misura preparatoria ad una tale decisione prima della scadenza di detto periodo.

 

Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 27.09.2007 n. C-409/04 Sesta direttiva IVA. Acquisto intracomunitario. Cessione intracomunitaria
L’acquisto intracomunitario di un bene e la cessione intracomunitaria è esente IVA solo quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente e quando il fornitore prova che tale bene è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione.
Le autorità competenti dello Stato membro non possono obbligare un fornitore, che ha agito in buona fede e ha presentato prove giustificanti prima facie il suo diritto all’esenzione di una cessione intracomunitaria di beni, ad assolvere successivamente l’IVA su tali beni, quando tali prove si rivelano false senza che risulti tuttavia provata la partecipazione del fornitore medesimo alla frode fiscale.
Il fatto che l’acquirente abbia presentato alle autorità tributarie dello Stato membro di destinazione una dichiarazione relativa all’acquisto intracomunitario, non costituisce una prova determinante ai fini dell’esenzione dall’IVA.

 

Corte di Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 11.09.2007 n. C-76/05 Spese scolastiche. Deducibilità. Pagamento in altro Stato. Legittimità
Le spese per la scuola sono deducibili, anche nel caso in cui siano state pagate in altro Stato.

Corte di Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 11.09.2007 n. C-431/05 Proprietà intellettuale, accordi, commercio, applicazione diretta, legittimità
Allo stato attuale della normativa comunitaria nel settore dei brevetti, il diritto comunitario non osta a che l’art. 33 dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio venga direttamente applicato da un giudice nazionale alle condizioni previste dal diritto nazionale.

 

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 18.07.2007 n. C-288/05 Trasporto di sigarette di contrabbando per più paesi europei costituiscono medesimo fatto
Trasporti di sigarette di contrabbando, che comportano passaggi successivi di frontiere interne dello spazio Schengen, possono costituire un medesimo fatto, come tale perseguibile una sola volta per il principio del ne bis in idem.Tuttavia, spetta ai giudici nazionali competenti determinare se i fatti materiali di cui trattasi costituiscano un insieme di fatti inscindibilmente collegati nel tempo, nello spazio nonché per il loro oggetto.

Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 05.07.2007, n. C-255/05 Inadempimento di uno Stato, valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti
La repubblica italiana è inadempiente, laddove permette la realizzazione inceneritori senza una previa valutazione di impatto ambientale.

Corte di Giustizia UE, sez. grande, sentenza 26.06.2007, n. C-284/04 Operazioni imponibili IVA, nozione di “attività economica”
L’attribuzione, da parte dell’autorità nazionale di regolamentazione responsabile dell’assegnazione delle frequenze, di diritti quali i diritti d’uso di cui alla causa mediante messa all’asta non costituisce un’attività economica. In conseguenza non è applicabile la normativa in tema di IVA.

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 21.06.2007, n.C-158/06 Fondi strutturali. Restituzione di aiuto comunitario per irregolarità. é rilevante la buona fede
In caso di mancata pubblicazione o comunicazione da parte dello Stato membro al beneficiario finale del contributo concesso dalla CE dei requisiti per ottenere il contributo, si applica il principio della certezza per l'esclusione del rimborso degli importi indebitamente versati a condizione che sia provata la buona fede.

Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 14.06.2007, n. C-127/05 Inadempimento di uno Stato, politica sociale, tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori
Inserire la clausola che il datore di lavoro è tenuto ad assicurare la sicurezza e la salute del lavoratore, nei limiti del ragionevolmente praticabile, non è apoditticamente in contrasto con i principi generali di tutela del lavoratore. L’obbligo in capo al datore di lavoro di tutela del dipendente ha carattere assoluto, ma non implica che il primo sia tenuto a garantire un ambiente di lavoro privo di ogni rischio. Il datore di lavoro può anche concludere, dopo aver proceduto a una valutazione dei rischi, che questi ultimi sono talmente irrilevanti da non rendere necessaria alcuna misura preventiva.

Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 14.06.2007, n. C-6/05
Appalti sotto soglia comunitaria, principi di parità di trattamento ed obbligo di trasparenza

I principi generali di parità di trattamento ed obbligo di trasparenza si applicano anche nel caso di appalti sotto soglia comunitaria. L'autorità aggiudicatrice che abbia adito l'organo nazionale competente affinché venga avviata la procedura di salvaguardia, con riferimento a dispositivi medici muniti di marcatura CE, è tenuta a sospendere la gara l'appalto fino alla conclusione di tale procedura di salvaguardia, essendo il risultato di quest'ultima vincolante nei confronti della detta autorità; se l'attuazione della procedura di salvaguardia determina un ritardo tale da compromettere il funzionamento di un'opera di interesse pubblico (ospedale), l'Autorità adotterà i provvedimenti provvisori consentiti dalla legge che le consentano, nel rispetto del principio di proporzionalità, di procurarsi i materiali indispensabili al buon funzionamento del predetto ospedale.

Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 07.06.2007 n. 76/06
Concorrenza, ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado, intesa

Il principio della parità di trattamento risulta violato soltanto quando situazioni analoghe vengono trattate in maniera differente o quando situazioni differenti vengono trattate in maniera identica, a meno che un tale trattamento non sia obiettivamente giustificato.

Corte di giustizia UE, sentenza dell' 8 novembre 2001, causa C-127/99Protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole - Inadempimento dell’Italia. Attuazione inadeguata della direttiva 91/676/CE.
Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria della Corte il 14 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee ha proposto, in forza dell'articolo 169 del Trattato CE (divenuto articolo 226 CE), un ricorso mirante a far dichiarare che la Repubblica italiana, avendo omesso: - di predisporre uno o più programmi d'azione con i caratteri e alle condizioni previste all'articolo 5 della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/676/CE, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (GU L 375, pag. 1; in prosieguo: la "direttiva"), - di svolgere in maniera completa e corretta i controlli previsti all'articolo 6 della stessa direttiva, e - di elaborare e comunicare una relazione completa ai sensi dell'articolo 10 della stessa direttiva, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del diritto comunitario.
Corte di Giustizia UE, Sesta Sezione, sentenza del 29 settembre 1999 Direttiva 76/464/CE. Consente agli Stati membri di subordinare il rilascio di un'autorizzazione di scarico a ulteriori requisiti, non previsti dalla direttiva, al fine di proteggere l'ambiente idrico.
LA CORTE pronunciandosi sulle questioni sottopostele dal Nederlandse Raad van State, con sentenza 17 giugno 1997, dichiara: (…) 4) La direttiva 76/464 consente agli Stati membri di subordinare il rilascio di un'autorizzazione di scarico a ulteriori requisiti, non previsti dalla direttiva, al fine di proteggere l'ambiente idrico della Comunità dall'inquinamento provocato da talune sostanze pericolose. L'obbligo di ricercare o scegliere soluzioni alternative aventi un impatto ambientale meno rilevante costituisce un requisito del genere, anche se esso può avere l'effetto di rendere impossibile o del tutto eccezionale il rilascio dell'autorizzazione. 5) Le condizioni limitative previste per l'impiego del creosoto al punto 32 dell'allegato I della direttiva del Consiglio 27 luglio 1976, 76/769/CE, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 dicembre 1994, 94/60/CE , non ostano a che un'autorità di uno Stato membro, nel valutare le domande di autorizzazione riguardanti l'immissione nelle acque di superficie, ad opera di utilizzatori di professione, di legno trattato con questa sostanza, adotti criteri di valutazione tali che l'impiego della sostanza stessa sia reso impossibile o del tutto eccezionale.