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Corte di
Giustizia Europea |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 22.04.2010
n. C-346/08 Regno unito, emissioni atmosferiche,
direttive comunitarie, mancato rispetto
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, non
avendo assicurato l’applicazione della direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio 23 ottobre 2001,
2001/80/CE, concernente la limitazione delle emissioni
nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi
impianti di combustione alla centrale elettrica gestita
dalla Rio Tinto Alcan Smelting and Power (UK) Ltd a
Lynemouth, nel nord-est dell’Inghilterra, è venuto meno
agli obblighi ad esso incombenti in forza di tale
direttiva. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 22.04.2010
n. C-346/08 Regno unito, emissioni atmosferiche,
direttive comunitarie, mancato rispetto
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, non
avendo assicurato l’applicazione della direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio 23 ottobre 2001,
2001/80/CE, concernente la limitazione delle emissioni
nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi
impianti di combustione alla centrale elettrica gestita
dalla Rio Tinto Alcan Smelting and Power (UK) Ltd a
Lynemouth, nel nord-est dell’Inghilterra, è venuto meno
agli obblighi ad esso incombenti in forza di tale
direttiva. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 15.04.2010 n.
C-215/08 Tutela del consumatore, contratti negoziati
fuori dai locali commerciali
La disciplina inerente la tutela dei consumatori in caso
di contratti negoziati fuori dei locali commerciali si
applica anche ad un contratto che ha ad oggetto
l’adesione di un consumatore ad un fondo immobiliare
chiuso costituito in forma di società di persone qualora
lo scopo di una tale adesione non sia in via prioritaria
quello di divenire membro della società, bensì si tratti
di un modo per investire capitali. |
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Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 25.03.2010
n. C-392/08 Inadempimento di uno Stato, valutazione,
comportamento successivo
L’esistenza di un inadempimento dev’essere valutata in
relazione alla situazione dello Stato membro quale si
presentava alla scadenza del termine stabilito nel
parere motivato e che i mutamenti intervenuti in seguito
non possono essere presi in considerazione dalla Corte. |
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Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 18.03.2010
n. C-218/09 Carne bovina, deterioramento, forza
maggiore, insussistenza
Il deterioramento della carne bovina non può essere
considerato come causa di forza maggiore. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
09.03.2010 n. C-378/08 Ambiente, tutela, danno
ambientale, disciplina applicabile, precisazioni
Quando, in un’ipotesi d’inquinamento ambientale, non
sono soddisfatti i presupposti d’applicazione ratione
temporis e/o ratione materiae della direttiva 21 aprile
2004, n. 2004/35/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio sulla responsabilità ambientale in materia di
prevenzione e riparazione del danno ambientale,
un’ipotesi del genere dovrà essere allora disciplinata
dal diritto nazionale, nel rispetto delle norme del
Trattato e fatti salvi altri eventuali atti di diritto
derivato. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. IV, sentenza 04.03.2010 n. C-297/08
Condannata della Repubblica Italiana, per la violazione
degli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4
e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai
rifiuti.
La Corte di Giustizia delle Comunità Europee, con la
sentenza C-297/08 pubblicata il 4 marzo 2010, ha
condannato la Repubblica Italiana, ai sensi dell'art.
226 CE, per la violazione degli obblighi ad essa
incombenti in forza degli artt. 4 e 5 della direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006,
2006/12/CE, relativa ai rifiuti, non avendo adottato,
per la regione Campania, tutte le misure necessarie per
assicurare che i rifiuti fossero recuperati o smaltiti
senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare
pregiudizio all’ambiente e, in particolare, non avendo
creato una rete adeguata e integrata di impianti di
smaltimento. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 04.03.2010
n° C-478/08 Ricongiungimento familiare: sulle
condizioni materiali per l’esercizio del diritto
In materia di ricongiungimento familiare, sono stati
introdotti con la sentenza n. C-578/08 del 4 marzo 2010
della Corte di Giustizia Europea, importanti giudizi
interpretativi delle norme della direttiva n. 2003/1986,
con l’obiettivo di favorire la riunificazione familiare
quale diritto umano fondamentale.
Il requisito del reddito non può escludere il possibile
ricorso a ogni forma di assistenza sociale, anche se
straordinaria, come è da ritenersi illegittimo un
trattamento differenziato motivato dalla formazione del
vincolo familiare anteriore o posteriore all’ingresso
del richiedente.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea interviene
nella domanda pregiudiziale avanzata dal giudice
olandese riguardante la
legislazione nazionale dei Paesi Bassi (C-578/08), che
prevede il requisito di un reddito pari al 120% del
salario minimo per il riconoscimento del diritto al
ricongiungimento familiare quando i vincoli familiari
con il coniuge si sono formati successivamente
all'ingresso e all'inizio del soggiorno dell'interessato
in Olanda.
I giudici della Corte Europea hanno osservato che il
criterio della disponibilità di risorse economiche
stabili, regolari e sufficienti per il mantenimento di
sé e dei propri familiari tali da escludere il ricorso
al sistema di assistenza sociale dello Stato membro
(direttiva n. 2003/1986), non consente ad uno Stato
membro di introdurre un livello minimo di reddito così
elevato da
escludere il possibile ricorso a forme di assistenza
sociale erogate dalle autorità comunali per far fronte a
necessità straordinarie o impreviste. L’obiettivo della
direttiva è quello di favorire l'istituto del
ricongiungimento familiare e di garantire il rispetto
del diritto all'unità familiare quale diritto umano
fondamentale, gli Stati possono indicare un importo di
riferimento, in considerazione del salario minimo ovvero
della pensione minima nazionale, ma non possono imporre
un importo di reddito minimo al di sotto del quale
qualsiasi ricongiungimento familiare sarebbe
automaticamente respinto, a prescindere da un esame
concreto della situazione di ciascun richiedente, poiché
in tale situazione si verrebbe meno agli obblighi di
individualizzazione dell'esame delle domande di
ricongiungimento previsti dall'art. 17 della direttiva
(necessità di tener conto della natura e solidità dei
vincoli familiari, come ad es. la durata dell'unione
matrimoniale, della durata del soggiorno nello Stato
membro, dei legami familiari, culturali o sociali con il
Paese d'origine).
Nelle legislazioni nazionali la direttiva non consente
di introdurre una disparità di trattamento a seconda che
i vincoli familiari si siano formati rispettivamente
anteriormente o successivamente all'arrivo del
richiedente nel Paese membro.
Differenza di trattamento, prevista nella direttiva
(art. 9 c. 2), soltanto con riferimento ai rifugiati,
per i quali gli Stati membri possono prevedere delle
disposizioni più favorevoli allorché i loro vincoli
familiari siano anteriori al loro ingresso nello Stato
membro. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 04.03.2010
n. C-241/08 Pesci, habitat naturale, Francia
La Francia deve procedere meglio alla valutazione delle
incidenze delle proprie attività sull’habitat naturale. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 14.01.2010
n. C-226/08 Fauna, flora, aree protette, precisazioni
Non è legittimo per uno Stato membro non approvare, per
motivi diversi da quello di tutela dell’ambiente,
l’inclusione di uno o più siti nel progetto di elenco
dei siti d’importanza comunitaria elaborato dalla
Commissione europea. |
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Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 29.10.2009
n. C-274/08 Energia, connessioni, disciplina, autorità
Le autorità di regolamentazione fissano o approvano,
prima della loro entrata in vigore, almeno le
metodologie utilizzate per calcolare o stabilire le
condizioni di connessione e di accesso alle reti
nazionali, ivi comprese le tariffe di trasporto e di
distribuzione e, dall’altro, che tali tariffe, o
metodologie, devono consentire di realizzare gli
investimenti necessari al funzionamento delle reti. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 15.10.2009
n. C-196/08
Appalti, affidamento a società miste, legittimità,
precisazioni
Gli artt. 43 CE, 49 CE e 86 CE non ostano
all’affidamento diretto di un servizio pubblico che
preveda l’esecuzione preventiva di determinati lavori,
come quello di cui trattasi nella causa principale, a
una società a capitale misto, pubblico e privato,
costituita specificamente al fine della fornitura di
detto servizio e con oggetto sociale esclusivo, nella
quale il socio privato sia selezionato mediante una
procedura ad evidenza pubblica, previa verifica dei
requisiti finanziari, tecnici, operativi e di gestione
riferiti al servizio da svolgere e delle caratteristiche
dell’offerta in considerazione delle prestazioni da
fornire, a condizione che detta procedura di gara
rispetti i principi di libera concorrenza, di
trasparenza e di parità di trattamento imposti dal
Trattato CE per le concessioni. |
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Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza 10.09.2009
n. C-206/08 Concessione di servizi, natura giuridica,
retribuzione, precisazioni
Nel caso di un contratto avente ad oggetto servizi, il
fatto che la controparte contrattuale non sia
direttamente remunerata dall’amministrazione
aggiudicatrice, ma abbia il diritto di riscuotere un
corrispettivo presso terzi, è sufficiente per
qualificare quel contratto come «concessione di servizi»
ai sensi dell’art. 1, n. 3, lett. b), della direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004,
2004/17/CE, che coordina le procedure di appalto degli
enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che
forniscono servizi di trasporto e servizi postali, dal
momento che il rischio di gestione corso
dall’amministrazione aggiudicatrice, per quanto
considerevolmente ridotto in conseguenza della
configurazione giuspubblicistica dell’organizzazione del
servizio, è assunto dalla controparte contrattuale a
carico completo o pressoché completo. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 16.07.2009 n.
C-189/08 Prodotto difettoso, responsabilità, danno
Il luogo in cui si è prodotto il danno non può essere
confuso con quello in cui si è verificato il fatto che
ha danneggiato il prodotto stesso.
L’art. 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 deve
essere interpretato nel senso che i termini «luogo in
cui l’evento dannoso è avvenuto» si riferiscono al luogo
in cui si è verificato il danno iniziale in ragione del
normale utilizzo del prodotto ai fini cui esso è
destinato, il giudice del rinvio chiede, inoltre, se
tale danno debba consistere in un danno fisico alle
persone o alle cose o se si possa trattare (in tale
fase) di un danno puramente patrimoniale. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 14.01.2010 n.
C-304/08 Concorrenza, diritto dei consumatori, normativa
nazionale, contrasto, precisazioni
La normativa nazionale non è compatibile con quella
comunitaria, laddove preveda un divieto in via di
principio, a prescindere dalle circostanze della singola
fattispecie, delle pratiche commerciali che subordinano
la partecipazione dei consumatori ad un concorso o gioco
a premi all’acquisto di una merce o di un servizio. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
02.12.2009 n. C-358/08 Consumatore, produttore,
responsabilità, danni
Qualora il soggetto danneggiato da un prodotto che si
asserisce essere difettoso non abbia ragionevolmente
potuto identificarne il produttore prima di esercitare i
suoi diritti nei confronti del fornitore del medesimo,
detto fornitore deve essere considerato produttore. |
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Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 26.11.2009
n. C-13/09 Inadempimento, Italia, tessuti, prescrizioni,
assenza
L’Italia non ha disciplinato, nei tempi previsti, la
normativa inerente la rintracciabilità, la notifica di
reazioni ed eventi avversi gravi e determinate
prescrizioni tecniche per la codifica, la lavorazione,
la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di
tessuti e cellule umani, è venuta meno agli obblighi che
ad essa incombono in forza di tale direttiva. |
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Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 12.11.2009
n. C-12/09 Donazione, cellule umane, approvvigionamento,
Stato, inadempimento
L’Italia non ha tempestivamente disciplinato la materia
inerente le tecniche per la donazione,
l’approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule
umani. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 15.10.2009 n.
C-324/08 Marchio, diritti, esclusiva, limiti
Il diritto esclusivo non conferisce il diritto di
opporsi all’uso del marchio per prodotti immessi in
commercio nella Comunità europea o nello Spazio
economico europeo. |
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Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 15.10.2009
n. C-138/08
Direttiva comunitaria, applicabilità, tempistica,
precisazioni
La direttiva non è applicabile nei confronti di una
decisione adottata da un’amministrazione aggiudicatrice,
nel corso di un’aggiudicazione di un appalto pubblico di
lavori, prima della scadenza del termine per la
trasposizione di tale direttiva. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 06.10.2009
n. C-335/07 Ambiente, scarichi, modalità, precisazioni
In materia di ambiente e connesse responsabilità, deve
sussistere un nesso di causalità adeguato tra gli
scarichi e l’inquinamento delle aree sensibili. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 01.10.2009 n.
C-103/08 Handicap, normativa nazionale, privilegi,
precisazioni, legittimità
E’ legittima la previsione normativa che riservi il
rilascio a titolo gratuito di un contrassegno stradale
annuale alle persone portatrici di handicap aventi il
proprio domicilio o il proprio luogo di residenza
abituale nel territorio dello Stato membro di cui
trattasi, includendovi anche quelle che si recano
regolarmente in tale Stato per motivi di natura
professionale o personale. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
08.09.2009 n. C-42/07 Giochi d’azzardo, internet,
divieto società estere, libera prestazione di servizi
Con riferimento ai giochi d'azzardo via Internet, il
divieto a società estere può essere compatibile con la
libera prestazione di servizi. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 03.09.2009
n. C-2/08
Iva, abusi, disapplicazione normativa nazionale
Con riferimento agli abusi legati all’Iva, deve essere
disapplicata l’autorità di cosa giudicata, nel caso in
cui non permetta al giudice di rispettare le norme
comunitarie.
In particolare, la Corte ha stabilito il seguente
principio di diritto:
“Il diritto comunitario osta all'applicazione, in
circostanze come quelle della causa principale, di una
disposizione del diritto nazionale, come l'art. 2909 del
codice civile, in una causa vertente sull'imposta sul
valore aggiunto concernente un'annualità fiscale per la
quale non si è ancora avuta una decisione
giurisdizionale definitiva, in quanto essa impedirebbe
al giudice nazionale investito di tale causa di prendere
in considerazione le norme comunitarie in materia di
pratiche abusive legate a detta imposta”. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. III, sentenza 25.06.2009 n. C-14/08
Notificazioni, diritto comunitario, atti giudiziari,
atti extragiudiziari, precisazioni
Se è pur vero che la cancelleria cui venga presentata
una richiesta di comunicazione o notificazione di atti
giudiziari o extragiudiziali a norma del regolamento n.
1348/2000 può essere considerata come svolgente funzioni
di autorità amministrativa senza dover, al tempo stesso,
risolvere una controversia, ciò non vale con riguardo al
giudice chiamato a pronunciarsi sul ricorso proposto
avverso il diniego della detta cancelleria di procedere
alla notificazione o alla comunicazione richiesta.
La notificazione e la comunicazione, al di fuori di un
procedimento giudiziario, di un atto notarile ricadono
nella sfera di applicazione del regolamento (CE) del
Consiglio del 29 maggio 2000, n. 1348, relativo alla
notificazione e alla comunicazione negli Stati membri
degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia
civile o commerciale. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. II, sentenza 11.06.2009 n. C-561/07
Inadempimento direttive, Italia, trasferimento di
azienda, crisi, lavoratori
In Italia i lavoratori dipendenti non sono adeguatamente
tutelati, con riferimento ai casi di vendita di
un'azienda per la quale è stato accertato lo stato di
crisi. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 04.06.2009 n. C-285/08
Prodotti difettosi, risarcimento, danni, uso
professionale della cosa, insussistenza
Prodotti difettosi: i danni cagionati ad una cosa
destinata ad un uso professionale e utilizzata in tal
senso non sono automaticamente suscettibili di
risarcimento. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 04.06.2009 n. C-22/08
Europa, aiuti, stranieri, legittimità
Il finanziamento agli stranieri europei finalizzato al
lavoro è da ritenersi legittimo. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 04.06.2009 n. C-8/08
Imprese, concorrenza, cartello, incontro isolato,
sufficienza
Anche un solo incontro può costituire un cartello,
inteso come pratica concordataria che viola il diritto
comunitario. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 19.05.2009 n.
C-531/06
Farmacie, titolarità, farmacisti, necessità
La titolarità delle farmacie, nonché la connessa
gestione, deve necessariamente spettare ai farmacisti. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 24.04.2008 n. C-143/07
Sanzioni, certezza, proporzionalità, necessità
Per quanto riguarda i principi di legalità e certezza
del diritto, va dichiarato che l’art. 11, n. 1, del
regolamento n. 3665/87 costituisce un fondamento
normativo chiaro e sufficiente per l’applicazione della
sanzione. Le sanzioni devono essere proporzionate. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 23.04.2009 n. C-59/08
Marchio, prestigio, rivenditori, limiti
E’ legittimo che il titolare di un marchio di prestigio
impedisca ai rivenditori di vendere i prodotti in saldo. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. II, sentenza 02.04.2009 n. C-415/07
Inps, calcolo agevolazioni, effetto retroattivo,
conseguenze
Il criterio dell’Inps per l’agevolazione sui contributi
può avere effetto retroattivo. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. I, sentenza 26.03.2009 n. C-348/07
Agente, diritto, indennità, precisazioni
Non è consentito che il diritto dell’agente
all’indennità di fine rapporto sia limitato d’ufficio
alle perdite di provvigioni risultanti dalla cessazione
del rapporto contrattuale, anche quando i vantaggi
mantenuti dal preponente debbano essere ritenuti
superiori. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 24.03.2009 n.
C-445/06
Misure sanitarie, carne, tutele, direttive comunitarie,
violazione, danni
I soggetti lesi dalla trasposizione e dall’applicazione
carenti delle direttive del Consiglio 26 giugno 1964,
64/433/CEE, relativa alle condizioni sanitarie per la
produzione e l’immissione sul mercato di carni fresche,
come modificata dalla direttiva del Consiglio 29 luglio
1991, 91/497/CEE, e del Consiglio 11 dicembre 1989,
89/662/CEE, relativa ai controlli veterinari applicabili
negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della
realizzazione del mercato interno, possono avvalersi del
diritto alla libera circolazione delle merci per
chiamare in causa la responsabilità dello Stato per
violazione del diritto comunitario.
Il diritto comunitario non richiede che, quando la
Commissione delle Comunità europee avvia un procedimento
per inadempimento ex art. 226 CE, il termine di
prescrizione del diritto al risarcimento nei confronti
dello Stato che si sia reso responsabile di una
violazione del diritto comunitario, previsto dalla
normativa nazionale, sia interrotto o sospeso durante
tale procedimento.
Il diritto comunitario non osta a che il termine di
prescrizione di un’azione di risarcimento nei confronti
dello Stato, basata sulla carente trasposizione di una
direttiva, inizi a decorrere dalla data in cui i primi
effetti lesivi di detta scorretta trasposizione si siano
verificati e ne siano prevedibili altri, anche qualora
tale data sia antecedente alla corretta trasposizione
della direttiva in parola.
Il diritto comunitario non osta all’applicazione di una
disciplina nazionale, la quale prevede che un soggetto
non possa ottenere il risarcimento del danno di cui
abbia omesso, dolosamente o colposamente, di evitare la
realizzazione mediante le azioni in giudizio a sua
disposizione, a condizione che si possa ragionevolmente
esigere dal soggetto leso l’utilizzo dell’azione in
parola, il che spetta al giudice del rinvio valutare,
alla luce del complesso delle circostanze della causa
principale. La probabilità che il giudice nazionale
proponga una domanda di pronuncia pregiudiziale ex art.
234 CE o l’esistenza di un ricorso per inadempimento
pendente dinanzi alla Corte non possono costituire, di
per sé, un motivo sufficiente per concludere che non sia
ragionevole far ricorso a un’azione in giudizio. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 05.03.2009 n. C-388/07
Lavoro, licenziamento, legislazione, politica del
lavoro, precisazioni
L’art. 6, n. 1, della direttiva 2000/78 deve essere
interpretato nel senso che offre la possibilità agli
Stati membri di prevedere, nell’ambito del diritto
nazionale, talune forme di disparità di trattamento
fondate sull’età qualora siano «oggettivamente e
ragionevolmente» giustificate da una finalità legittima,
quale la politica del lavoro, del mercato del lavoro o
della formazione professionale, e purché i mezzi per il
conseguimento di tale finalità siano appropriati e
necessari. Esso impone agli Stati membri l’onere di
dimostrare il carattere legittimo della finalità
invocata quale giustificazione in funzione
dell’osservanza di un’elevata soglia probatoria. Non
deve attribuirsi un significato particolare al fatto che
il termine «ragionevolmente», impiegato all’art. 6, n.
1, della suddetta direttiva, non compaia nell’art. 2, n.
2, lett. b), della stessa. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 17.02.2009 n.
C-465/07
Rifugiato, rischio per la persona, protezione
sussidiaria, prova, necessità
Se il rifugiato chiede la protezione sussidiaria può
fare a meno di provare una minaccia nel suo Paese di
origine. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 27.01.2009 n.
C-318/07
Fisco, deducibilità, donazione, precisazioni
La disciplina inerente la deducibilità delle donazioni a
favore di enti non può essere limitata solo a quelli del
territorio nazionale. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 22.12.2008 n. C-549/07
Volo, cancellazione, indennizzo, problemi tecnici,
legittimità
Se il volo viene cancellato, anche per motivi tecnici, è
necessario che erogare l’indennizzo in favore dei
clienti. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 18.12.2008 n.
C-306/07
Contratti di lavoro, disciplina giuridica, coerenza con
la Unione Europea, sindacati
I contratti di lavoro coerenti con la normativa
comunitaria possono essere applicati anche se non
sottoscritti dai sindacati. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. II, sentenza 11.12.2008 n. C-297/07
Giudizio, ne bis in idem, giudizio, due volte, assenza
di condanna, irrilevanza
Non è mai possibile essere giudicati due volte per lo
stesso fatto, anche nel caso in cui la prima condanna in
concreto non sia stata eseguita. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 20.11.2008 n. C-1/07
Patente di guida, rilascio, sospensione, riconoscimento
altrui
Quando un Paese membro sospende la patente, può anche
rifiutarsi di riconoscerne l’acquisizione rilasciato
altrove. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 13.11.2008 n. C-46/07
Pensione, diritto, differenze, uomo, donna,
illegittimità, sussistenza
Mantenendo in vigore una normativa in forza della quale
i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la
pensione di vecchiaia a età diverse a seconda che siano
uomini o donne, la Repubblica italiana è venuta meno
agli obblighi comunitari che impongono parità di
retribuzione tra i due sessi.
Articolo 141 CE
1. Ciascuno Stato membro assicura l'applicazione del
principio della parità di retribuzione tra lavoratori di
sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno
stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.
2. Per retribuzione si intende, a norma del presente
articolo, il salario o trattamento normale di base o
minimo e tutti gli altri vantaggi pagati direttamente o
indirettamente, in contanti o in natura, dal datore di
lavoro al lavoratore in ragione dell'impiego di
quest'ultimo.
La parità di retribuzione, senza discriminazione fondata
sul sesso, implica:
a) che la retribuzione corrisposta per uno stesso lavoro
pagato a cottimo sia fissata in base a una stessa unità
di misura;
b) che la retribuzione corrisposta per un lavoro pagato
a tempo sia uguale per uno stesso posto di lavoro.
3. Il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui
all'articolo 251 e previa consultazione del Comitato
economico e sociale, adotta misure che assicurino
l'applicazione del principio delle pari opportunità e
della parità di trattamento tra uomini e donne in
materia di occupazione e impiego, ivi compreso il
principio della parità delle retribuzioni per uno stesso
lavoro o per un lavoro di pari valore.
4. Allo scopo di assicurare l'effettiva e completa
parità tra uomini e donne nella vita lavorativa, il
principio della parità di trattamento non osta a che uno
Stato membro mantenga o adotti misure che prevedano
vantaggi specifici diretti a facilitare l'esercizio di
un'attività professionale da parte del sesso
sottorappresentato ovvero a evitare o compensare
svantaggi nelle carriere professionali. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 13.11.2008 n. C-437/07
Appalti pubblici, trasporto pubblico locale,
progettazione e realizzazione di una tramvia
Viola il diritto comunitario l'assegnazione di un
appalto pubblico di lavori avente ad oggetto la
progettazione e la realizzazione di una tramvia su gomma
per il trasporto pubblico tramite una procedura di
concessione di lavori pubblici. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. II, sentenza 23.10.2008 n. C-274/05
Istruzione secondaria superiore, diplomi,
riconoscimento, Grecia, inadempimento
La Grecia è inadempinente, laddove non ha riconosciuto i
diplomi rilasciati dalle competenti autorità di un altro
Stato membro a conclusione di formazioni svolte
nell’ambito di un accordo. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
21.10.2008 n. C-200/07
Immunità parlamentare, rinvio pregiudiziale,
precisazioni, giudice nazionale
Le norme comunitarie relative alle immunità dei membri
del Parlamento europeo devono essere interpretate nel
senso che, nell'ambito di un'azione per risarcimento
danni promossa nei confronti di un deputato europeo a
causa delle opinioni che egli ha espresso:
- il giudice nazionale chiamato a pronunciarsi su tale
azione, qualora non abbia ricevuto alcuna informazione
in merito a una richiesta presentata al Parlamento
europeo dal deputato di cui trattasi per ottenere la
difesa dell'immunità prevista dall'art. 9 del Protocollo
8 aprile 1965 sui privilegi e sulle immunità delle
Comunità europee, non è tenuto a domandare al Parlamento
europeo di pronunciarsi sulla sussistenza dei
presupposti dell'immunità;
- il giudice nazionale, qualora sia informato del fatto
che lo stesso deputato ha presentato al Parlamento una
richiesta di difesa della propria immunità, ai sensi
dell'art. 6, n. 3, del regolamento interno del
Parlamento europeo, deve sospendere il procedimento
giudiziario e chiedere al Parlamento europeo che emetta
al più presto un parere;
- il giudice nazionale, qualora ritenga che il deputato
europeo goda dell'immunità prevista dall'art. 9 del
Protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità
europee, è tenuto a non dar seguito all'azione promossa
nei confronti del deputato europeo di cui trattasi. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 16.10.2008 n. C-298/07
Servizi telematici, clienti, servizio telefonico,
limiti, precisazioni
E’iconcepibile pensare che la direttiva obblighi
soggetti operanti nella rete ad offrire sempre agli
interessati la possibilità di un'assistenza telefonica,
come non è nemmeno richiesto dalla direttiva sulla
protezione dei consumatori in materia di contratti a
distanza né dalla direttiva sulla commercializzazione a
distanza di servizi finanziari ai consumatori. |
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Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 16.10.2008
n. C-310/07
Trasferimento d’impresa, diritti dei lavoratori,
successione nel contratto di locazione
Quando c’è un trasferimento d’impresa, si può anche non
perpetrare il contratto di locazione.
I lavoratori subordinati devono sempre essere tutelati,
anche nel caso in cui l’azienda fallita sia priva di
filiali. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 16.10.2008 n. C-313/07
Trasferimento d’impresa, diritti dei lavoratori,
successione nel contratto di locazione
Quando c’è un trasferimento d’impresa, si più anche non
perpetrare il contratto di locazione. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 14.10.2008 n.
C-353/06
Libera circolazione di persone, doppio cognome del
figlio
Anche se il diritto tedesco non consente a un figlio di
portare un doppio cognomecomposto da quello del padre e
da quello della madre, è illegittimo il rifiuto
delleautorità tedesche di riconoscere il cognome di un
figlio così determinato e registrato in un altro Stato
membro in cui il minore è nato e risiede. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 09.10.2008 n. C-304/07
Estrazione, nozione, banca dati, divieto
E’ illegittimo prelevare alcuni dati da una banca dati
ed utilizzarla in altra, senza il consenso dell’autore. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 02.10.2008 n. C-372/07
Competenza giurisdizionale, controversie sulla validità
delle decisioni degli organi di società
L’art. 22, n. 2, del regolamento (CE) del Consiglio 22
dicembre 2000, n. 44/2001, concernente la competenza
giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle
decisioni in materia civile e commerciale, deve essere
interpretato nel senso che un’azione, come quella in
esame nella causa principale, nell’ambito della quale
una parte
afferma che una decisione adottata da un organo di una
società ha leso i diritti che, ad
avviso della detta parte, le competono in base allo
statuto di tale società, non riguarda
la validità delle decisioni degli organi di una società
ai sensi della disposizione citata. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 25.09.2008
n. C-453/07
Lavoratore extracomunitario, ricongiungimento familiare,
attività lavorativa, assenza
Il cittadino extracomunitario, autorizzato a entrare
quando era bambino nel territorio di uno Stato membro
nell’ambito del ricongiungimento familiare, non perde il
diritto di soggiorno nel territorio di tale Stato al
raggiungimento della maggiore età, anche in mancanza
dello svolgimento di un'attività lavorativa. |
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Corte di Giustizia UE , sez. VII, sentenza 25.09.2008
n. C-368/07
Rifiuti, porti, Italia, inadempimento, sussistenza
L’Italia è inadempiente rispetto agli obblighi
comunitari, per non aver predisposto piani di raccolta
dei rifiuti per ciascun porto italiano. |
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Corte di Giustizia UE, sez. VI, sentenza 20.09.2007
n. C-371/06
Marchi, registrazione, jeans, necessità, conseguenze
Se il produttore di jeans non ha registrato il marchio,
rischia di non avere tutela. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
16.09.2008 n. C-288/07
Attività svolte da un ente di diritto pubblico,
distorsioni di concorrenza
L’art. 4, n. 5, secondo comma, della sesta direttiva del
Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di
armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema
comune di imposta sul valore aggiunto (base imponibile
uniforme), dev’essere interpretato nel senso che le
distorsioni di concorrenza
di una certa importanza, devono essere valutate con
riferimento all’attività in questione, in quanto tale,
senza che talevalutazione abbia per oggetto un mercato
locale in particolare. Il termine «provocherebbe»,
contemplato nello stesso articolo deve essere
interpretato nel senso che prende in considerazione non
soltanto la concorrenza attuale, ma anche la concorrenza
potenziale, purché la possibilità per un operatore
privato di entrare sul mercato rilevante sia effettiva,
e non meramente ipotetica.
L’espressione «di una certa importanza», sempre
contemplato nella medesima norma,
dev’essere intesa nel senso che le distorsioni di
concorrenza attuali o potenziali devono
essere più che trascurabili.
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Corte di Giustizia UE , sez. IV, sentenza 11.09.2008
n° C-251/07
Incenerimento dei rifiuti, qualificazione impianti di
incenerimento, funzione principale
La qualificazione di impianto di incenerimento dipende
dalla funzione principale dell’impianto, sulla base
della valutazione dell’autorità competente che deve
tener conto, in particolare:
del volume della produzione di energia o di prodotti
materiali generati dall'impianto, rispetto al
quantitativo di rifiuti inceneriti;
nonché della stabilità o continuità di tale produzione. |
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Corte di Giustizia UE , sez. VI, sentenza 11.09.2008
n. C-447/08
Inadempimento di uno Stato, Italia, impiego pubblico,
capitani e ufficiali di navi
Viola gli obblighi comunitari in tema di libera
circolazione dei lavoratori, la normativa italiana che
richiede il requisito della cittadinanza italiana per
l’esercizio degli impieghi di capitano e ufficiale su
tutte le navi battenti bandiera italiana. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 25.07.2008
n. C-237/07
Inquinamento atmosferico, valutazione e gestione della
qualità dell'aria ambiente
In materia di qualità dell'aria, in caso di rischio di
superamento dei valori limite, i soggetti direttamente
interessati devono poter ottenere dalle competenti
autorità nazionali la predisposizione di un piano di
azione, che indichi le misure per ridurre i rischi
legati all’inquinamento atmosferico. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 17.07.2008
n. C-207/06
Animali, tutela, trasporto, precisazioni
Un ruolino di marcia contenente un’annotazione,
previamente scritta a macchina, secondo cui gli animali
sono stati alimentati e abbeverati «la sera, la mattina,
a mezzogiorno, la sera, la mattina» per la durata del
trasporto marittimo può soddisfare i requisiti della
direttiva 91/628, purché sia dimostrato che tali
operazioni hanno effettivamente avuto luogo. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. II, sentenza 17.07.2008 n. C-347/06
Gas, concessione, distribuzione, transitorietà, diritto
comunitario
Uno Stato membro può pacificamente prolungare la durata
del periodo transitorio della concessione per la
distribuzione di gas. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 17.07.2008 n.
C-303/06
Politica sociale, lavoratori disabili, discriminazioni e
molestie, lavoratore con figlio disabile
Il divieto di discriminazione dei disabili sul luogo di
lavoro, si estende anche all’ipotesi di un lavoratore,
che non sa disabile, ma che sia discriminato a causa
della disabilità del figlio, al quale presta la parte
essenziale delle cure di cui quest’ultimo ha bisogno. |
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 17.07.2008 n.
C-448/06
Regolamento comunitario. residui animali negli alimenti
E’ legittimo il regolamento comunitario che definisce la
procedura per la determinazione dei limiti massimi di
residui di medicinali veterinari negli alimenti di
origine animale. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 11.07.2008 n. C-195/08
Minorenne, provvedimento, ritorno, sospensione,
precisazioni
Una volta che un provvedimento contro il ritorno sia
stato emanato e portato a conoscenza del giudice
d’origine, è irrilevante, ai fini del rilascio del
certificato previsto all’art. 42 del regolamento (CE)
del Consiglio 27 novembre 2003, n. 2201, relativo alla
competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle
decisioni in materia matrimoniale e in materia di
responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento
(CE) n. 1347/2000, che tale provvedimento sia stato
sospeso, riformato, annullato o comunque non sia passato
in giudicato o sia stato sostituito da un provvedimento
di ritorno, quando il ritorno del minore non ha
effettivamente avuto luogo. Non essendo stato sollevato
alcun dubbio in merito all’autenticità di tale
certificato ed essendo quest’ultimo stato redatto
conformemente al formulario il cui modello è riportato
all’allegato IV di detto regolamento, l’opposizione al
riconoscimento del provvedimento di ritorno è vietata ed
al giudice adito spetta solo constatare l’esecutività
del provvedimento certificato e pronunciare il ritorno
immediato del minore. |
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Corte di Giustizia UE, sez. VI, ordinanza 10.07.2008
n. C-156/07
Valutazione di impatto ambientale, necessità, limiti,
eccezioni
Quando uno Stato membro opta per determinare caso per
caso quali progetti tra quelli rientranti nell’allegato
II della direttiva 85/337, come modificata dalla
direttiva 97/11, devono essere sottoposti a valutazione
dell’impatto ambientale, esso deve, o rinviando nelle
sue norme nazionali all’allegato III di questa
direttiva, o riproducendo nelle sue norme nazionali i
criteri elencati dalla stessa direttiva, fare in modo
che il complesso di tali criteri possa effettivamente
essere considerato qualora l’uno o l’altro di essi sia
rilevante per il progetto interessato, senza poterne
escludere alcuno esplicitamente o implicitamente. |
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Corte di
Giustizia UE, sentenza 10.07.2008 n. C-54/07
Accesso al lavoro, criteri discriminatori, esternazioni
pubbliche, presunzione
In tema di discriminazioni nell'accesso al lavoro,
le dichiarazione pubbliche con cui un datore di lavoro
rende noto che non assumerà lavoratori dipendenti aventi
una determinata origine etnica o razziale sono
sufficienti a far presumere l’esistenza di una politica
di assunzione direttamente discriminatoria. In tal caso,
anche se non vi sono vittime identificabili, le sanzioni
da irrogare debbano essere effettive, proporzionate e
dissuasive. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 24.06.2008 n.
C-188/07
Idrocarburi, nozione, produttori di rifiuti, sussistenza
Il giudice nazionale può considerare colui che ha
venduto idrocarburi e noleggiato la nave che li ha
trasportati come produttore dei rifiuti. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. VII, sentenza 05.06.2008 n. C-312/07
Tariffa doganale comune, classificazione doganale,
nomenclatura combinata
In materia di tariffe doganali comuni, le note
esplicative Le note esplicative della nomenclatura
combinata in materia di videocamere hanno carattere
interpretativo e non sono giuridicamente vincolanti. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
03.06.2008 n. C-308/06
Inquinamento, navi, sanzioni, direttive, legittimità
E’ valida la direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio 7 settembre 2005, 2005/35/CE, relativa
all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione
di sanzioni per violazioni. |
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Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 22.05.2008
n. C-462/06
Competenza, stretta interpretazione, rapporto di lavoro,
sussistenza
Le norme di competenza speciale sono di stretta
interpretazione, e non consentono un'interpretazione che
vada oltre le ipotesi prese in considerazione
esplicitamente dal regolamento. |
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Corte di Giustizia UE, sez. VII, sentenza 15.05.2008
n. C-276/07
Libera circolazione dei lavoratori, discriminazione in
base alla cittadinanza
In caso di sostituzione di un contratto di lavoro a
tempo determinato in lavoro a tempo indeterminato come
collaboratore ed esperto linguistico di lingua madre, i
diritti relativi a retribuzione, anzianità e contributi
previdenziali, vanno calcolati a partire dalla data
della prima assunzione, se un lavoratore nazionale in
una situazione analoga avrebbe beneficiato di un
siffatto riconoscimento. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 15.05.2008 n. C-147/06
Appalti. Offerte anomale. Offerte basse. Illegittima
l'esclusione automatica
E’ illegittimo che l’Italia preveda, nell’ambito della
normativa sugli appalti, che siano escluse
automaticamente le offerte ritenute anormalmente basse. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. III, sentenza 08.05.2008 n. C-491/06
Animali. Trasporto. Sofferenze. Limiti
E’ legittimo trasportare gli animali da un luogo ad un
altro, ma bisogna evitare il più possibile sofferenze
inutili. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 24.04.2008 n. C-55/07
Lavoro, parità di trattamento tra lavoratori a tempo
parziale e lavoratori a tempo pieno
In tema di parità di trattamento tra lavoratori a tempo
pieno e lavoratori a tempo parziale, è illegittima la
normativa nazionale che esige la segnalazione tempestiva
di una copia dei contratti di lavoro a tempo parziale
conclusi, in quanto aggrava in modo non giustificato il
ricorso al part-time. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. IV, sentenza 17.04.2008 n. C-456/06
Opere tutelate. Diritto d’autore. Distribuzione al
pubblico. Precisazioni
Se le opere tutelate dal diritto d’autore vengono
trasferite al pubblico, emerge un’ipotesi di
trasferimento di proprietà. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 10.04.2008
n. C-309/06
Fiscalità, sesta direttiva IVA, esonero con rimborso
delle imposte pagate a monte
Benché i principi della parità di trattamento e della
neutralità fiscale si applichino in linea di principio
alla causa principale, la loro violazione non è
costituita dal semplice fatto che un diniego di rimborso
sarebbe stato fondato sull’arricchimento senza causa del
soggetto passivo interessato. Viceversa il principio
della neutralità fiscale osta a che il divieto di
arricchimento senza causa sia eccepito solo a soggetti
passivi quali i «payment traders» (soggetti passivi per
i quali, per un predeterminato periodo contabile,
l’imposta riscossa a valle eccede l’imposta pagata a
monte) e non a soggetti passivi quali i «repayment
traders» (soggetti passivi la cui situazione è il
contrario della precedente) nella misura in cui tali
soggetti passivi hanno distribuito merci di uno stesso
tipo. Spetterà al giudice nazionale verificare se ciò
accada nella suddetta causa. Inoltre il principio
generale della parità di trattamento la cui violazione
può essere contraddistinta, in materia tributaria, da
discriminazioni che toccano operatori economici i quali
non sono necessariamente concorrenti, ma versano
nondimeno in una situazione comparabile per altri
rapporti, osta ad una discriminazione tra i «payment
traders» ed i «repayment traders», che non è
obiettivamente giustificata. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 10.04.2008
n. C-442/06
Rifiuti. Inadempimento degli Stati. Italia inadempiente
In materia di assolvimento degli obblighi inerenti alla
gestione dei rifiuti, l’Italia è inadempiente.
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Corte di
Giustizia UE , sez. I, sentenza 10.04.2008 n. C-412/06
Tutela dei consumatori, contratti negoziati fuori dei
locali commerciali
In tema di tutela dei consumatori nei contratti
negoziati fuori dei locali commerciali, è legittima la
normativa nazionale che prevede l'esercizio del diritto
di recesso nel termine di un mese dall'adempimento degli
obblighi derivanti da un contratto di mutuo a lungo
termine, qualora il consumatore abbia ricevuto
un’informazione errata sulle modalità di esercizio del
recesso. |
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Corte di Giustizia UE, sez. VII, ordinanza 10.04.2008
n. C-323/07
Appalto pubblico di forniture e di servizi. Affidamento
senza gara
Il quesito:
Quando non sono applicabili le direttive europee, 92/50
e 93/36, che impongono l’obbligo di espletamento di gara
per l’aggiudicazione di appalti di servizi e di
forniture? |
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Corte di Giustizia UE, sez. VII, ordinanza 10.04.2008
n. C-323/07
Appalti pubblici, affidamento senza gara, affidamento da
parte di un ente locale ad un’impresa
Le direttive europee sugli appalti non sono applicabili
nel caso in cui cui un ente pubblico eserciti su
soggetto distinto un controllo analogo a quello da esso
esercitato sui propri servizi e, nel contempo, questo
soggetto realizzi la parte più importante della propria
attività con l’ente che lo controlla. |
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Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 03.04.2008
n. C-27/07
Utile imponibile della società controllante, inclusione
di crediti di imposta, legittimità
In tema di società controllate, nella nozione di utili
distribuiti dalla società figlia possono rientrare i
crediti d’imposta concessi al fine di compensare una
ritenuta alla fonte applicata a carico della
controllante dallo Stato membro della società
controllata. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 03.04.2008 n. C-124/07
Sesta direttiva IVA, prestazioni di servizi relative ad
operazioni di assicurazione
Nel caso in cui un mediatore o un intermediario
d’assicurazione intrattiene con le parti del contratto
d’assicurazione un rapporto indiretto per il tramite di
un altro soggetto, al quale tale mediatore o
intermediario sia legato contrattualmente, la
prestazione fornita è esonerata dall’imposta sul valore
aggiunto. |
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Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 03.04.2008
n. C-346/06
Libera prestazione di servizi, distacco dei lavori,
procedure di aggiudicazione
é illegittima la normativa nazionale che, in tema di
appalti pubblici, imponga agli enti aggiudicatari la
corresponsione di una retribuzione non inferiore a
quella minima prevista dal contratto collettivo vigente
nel luogo dell'esecuzione dei lavori. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. V, sentenza 03.04.2008 n. C-522/06
Stato, obblighi comunitari, inadempimento, inquinamento,
precisazioni
E’ inadempimento degli obblighi comunitari non aver
disciplinato e non aver previsto soluzioni in materia
sostanze che impoveriscono lo strato d'ozono. |
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Corte di Giustizia UE, sez. Grande, sentenza
01.04.2008 n. C-212/06
Libertà di circolazione, previdenza sociale, prestazioni
limitate ai soli residenti
E’ illegittima la normativa di un ente federato di uno
Stato membro che limiti l’accesso ad un regime di
previdenza sociale alle sole persone residenti nel
territorio di tale ente, poiché questa limitazione
incide sul diritto di circolazione dei cittadini di
altri Stati membri. |
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Corte di Giustizia UE, sez. IV, sentenza 13.03.2008
n. C-125/06
Ricorso di annullamento, trasmissioni televisive,
decisione lesiva
Il soggetto legittimato a proporre impugnazione di un
atto della Commissione lesivo dei propri interessi può
essere, oltre che il destinatorio formale della
decisione, il soggetto che è coinvolto dalla decisione a
causa di determinate qualità personali o di determinate
situazione di fatto. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 13.03.2008 n. C-383/06
Diritto comunitario, diritto interno, rapporti, certezza
del diritto
Il recupero dei fondi persi a causa di un abuso o di una
negligenza va operato sul fondamento dell’art. 23, n. 1,
del regolamento n. 4253/88, come modificato dal
regolamento n. 2082/93, e secondo le modalità del
diritto nazionale, purché l’applicazione di tale diritto
non leda l’applicazione e l’efficacia del diritto
comunitario e non abbia l’effetto di rendere
praticamente impossibile il recupero delle somme
irregolarmente concesse. Spetta al giudice nazionale
garantire la piena applicazione del diritto comunitario
disapplicando o interpretando, ove occorra, una norma
nazionale quale la legge generale sul diritto
amministrativo (Algemene wet bestruursrecht) che vi si
opponga. Il giudice nazionale può attuare i principi
comunitari di certezza del diritto e di tutela del
legittimo affidamento valutando il comportamento sia dei
beneficiari dei fondi persi, sia quello
dell’amministrazione, purché si tenga pienamente conto
dell’interesse della Comunità europea. La qualità di
ente pubblico del beneficiario dei fondi non incide a
tale riguardo. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 06.03.2008 n. C-98/07
Iva, detrazioni, acquisto veicolo leasing, attività
usuale dell’impresa, esclusione
Non rientra nella nozione di beni d’investimento per
l’impresa, l’acquisto di veicoli dati in locazione e poi
rivenduti alla scadenza dei contratti di leasing, quando
la vendita di tali veicoli costituisce parte integrante
dell’attività economica usuale dell’impresa. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 28.02.2008 n. C-446/06
Carni bovine, organizzazione comune dei mercati,
concessione di un premio per vacca nutrice
In tema di carni bovine, è legittima la normativa
nazionale che subordina il diritto al premio per vacca
nutrice a condizioni conformi a pratiche usuali di
allevamento che prevedono, da un lato, una determinata
frequenza di figliatura e, dall’altro, che il vitello
sia stato allattato dalla madre per un periodo di
quattro mesi dopo la nascita. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 28.02.2008
n. C-2/07
Convenzione, progetto, valutazione di impatto ambientale
Può essere necessario procedere alla verifica di impatto
ambientale, anche nel caso in cui emerga una
convenzione. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. II, sentenza 21.02.2008 n. C-412/04
Inadempimento di uno Stato, appalti pubblici di lavori,
di forniture e di servizi
La Repubblica italiana avendo adottato l’art. 2, c. 1,
della L. 11 febbraio 1994, n. 109, legge quadro in
materia di lavori pubblici,come modificata dalla L. 1º
agosto 2002, n. 166, è venuta meno agli obblighi che ad
essa incombono in forza della direttiva del Consiglio 18
giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, della
direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE, che
coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti
pubblici di forniture, e della
direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che
coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti
pubblici di lavori, come modificata dalla direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1997,
97/52/CE. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 31.01.2008 n. C-380/05
Sistema di assegnazione frequenze TV in Italia.
Inadempimento
Il sistema italiano di assegnazione delle frequenze
televisive è illegittimo, perché in contrasto con la
normativa comunitaria. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 24.01.2008 n. C-532/06
I criteri di aggiudicazione si stabiliscono nel bando e
nel capitolato
é contraria al principio di parità di trattamento degli
operatori economici e dell’obbligo di trasparenza che ne
discende, la condotta della pubblica amministrazione
che, nell’ambito di una procedura di aggiudicazione,
determini coefficienti di ponderazione e sottocriteri
per i criteri di aggiudicazione menzionati nel
capitolato d’oneri o nel bando di gara senza comunicarli
ai partecipanti |
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 24.01.2008 n. C-532/06
Appalti pubblici di servizi
é contraria al principio di parità di trattamento degli
operatori economici e dell’obbligo di trasparenza che ne
discende, la condotta della pubblica amministrazione
che, nell’ambito di una procedura di aggiudicazione,
determini coefficienti di ponderazione e sottocriteri
per i criteri di aggiudicazione menzionati nel
capitolato d’oneri o nel bando di gara senza comunicarli
ai partecipanti. |
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Corte di Giustizia UE , sez. II, sentenza 24.01.2008
n. C-257/06
Tutela della salute. Prodotti cosmetici. Informazioni
sui contenuti dei prodotti
Non è in contrasto con la disciplina comunitaria la
disposizione nazionale che, al fine di garantire la
tutela della salute, impone all’importatore di prodotti
cosmetici di comunicare al Ministero della Sanità e alla
Regione il nome o la ragione sociale dell’impresa, la
sua sede legale e quella dell’officina di produzione,
nonché l’elenco completo e dettagliato delle sostanze
impiegate e di quelle contenute in detti prodotti. |
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Corte di Giustizia UE, sez. III, sentenza 18.12.2007
n. C-195/05
Rifiuti, nozione, scarti alimentari per mangimi
La Repubblica italiana, avendo escluso dall’ambito di
applicazione della disciplina sui rifiuti gli scarti
alimentari, originati dall’industria agroalimentare
destinati alla produzione di mangimi, e i residui,
derivanti dalle preparazioni nelle cucine destinati alle
strutture di ricovero per animali di affezione, ha
violato gli obblighi comunitari in materia di rifiuti.
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 18.12.2007 n.
C-77/05
Frontiere esterne degli Stati membri Ue. Gestione della
cooperazione operativa
L'istituzione dell’Agenzia europea per la gestione della
cooperazione operativa alle frontire estere tra gli
Stati membri comporta dei controlli alle frontiere su
persone e cose legittimi in quanto rientrano nell'acquis
di Schengen. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 18.12.2007 n.
C-137/05
Accordo di Schengen. Controlli e sicurezza tra le
frontiere. Passaporti La normativa comunitaria che, al fine di armonizzare ed
migliorare la sicurezza delle frontiere, prevede tra i
requisiti dei passaporti e dei documenti di viaggio
l’inserimento di un certo numero di elementi biometrici
riguardanti i titolari dei documenti stessi, rientra
nell’accordo di Schengen, e, conseguentemente, vincola
gli Stati aderenti. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 18.12.2007 n.
C-532/03
Inadempimento di uno Stato membro, appalti pubblici
Nell’ambito di un ricorso per inadempimento di uno Stato
membro, la Commissione è tenuta a dimostrare l’esistenza
dell’inadempimento contestato senza potersi basare su
alcuna presunzione. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. II, sentenza 13.12.2007 n. C-418/04
Fauna e flora, obblighi comunitari, conservazione
habitat, inadempimento, condizioni
é inadempiente lo stato che non attua gli obblighi
comunitari in tema di conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e della flora e della fauna
selvatiche.,
L'inadempimento deve essere accertato alla luce della
situazione esistente alla scadenza del termine fissato,
senza tener conto di eventuali mutamenti successi.
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Corte di
Giustizia UE, sez. Grande, sentenza 11.12.2007 n.
C-438/05
Trasporti, diritto di stabilimento, trasporto marittimo
Una società di trasporto marittimo, che intende
effettuare la registrazione di una propria nave in un
altro Stato membro, può invocare il diritto di
stabilimento. |
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Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 06.12.2007
n. C-300/06
Lavoro, retribuzione, parità di trattamento tra
lavoratori di sesso maschile e di sesso femminile
Viola il principio di parità di trattamento tra
lavoratori e lavoratrici, la normativa nazionale che
retribuisce le ore dei lavoratori a tempo parziale
secondo una tariffa inferiore rispetto a quella
ordinaria, quando tra i lavoratori a tempo parziale vi
sia una percentuale notevolmente più elevata di
lavoratori di sesso femminile. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. V, sentenza 29.11.2007 n. C-112/07
Inadempimento della Repubblica italiana. Indennizzo
delle vittime di reato
La Repubblica italiana non ha adempiuto agli obblighi
derivanti dalla direttiva comunitaria in tema di
indennizzo delle vittime di reato. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. III, sentenza 11.10.2007, n. C-460/06
Tutela delle lavoratrici madri, interpretazione
pregiudiziale
In tema di miglioramento della sicurezza e della salute
sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
periodo di allattamento è vietata non soltanto la
decisione di licenziamento in ragione della gravidanza
e/o della nascita di un figlio durante il periodo di
tutela, ma anche la misura preparatoria ad una tale
decisione prima della scadenza di detto periodo. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. III, sentenza 27.09.2007 n. C-409/04
Sesta direttiva IVA. Acquisto intracomunitario. Cessione
intracomunitaria
L’acquisto intracomunitario di un bene e la cessione
intracomunitaria è esente IVA solo quando il potere di
disporre del bene come proprietario è stato trasmesso
all’acquirente e quando il fornitore prova che tale bene
è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e
che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha
lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di
cessione.
Le autorità competenti dello Stato membro non possono
obbligare un fornitore, che ha agito in buona fede e ha
presentato prove giustificanti prima facie il suo
diritto all’esenzione di una cessione intracomunitaria
di beni, ad assolvere successivamente l’IVA su tali
beni, quando tali prove si rivelano false senza che
risulti tuttavia provata la partecipazione del fornitore
medesimo alla frode fiscale.
Il fatto che l’acquirente abbia presentato alle autorità
tributarie dello Stato membro di destinazione una
dichiarazione relativa all’acquisto intracomunitario,
non costituisce una prova determinante ai fini
dell’esenzione dall’IVA. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 11.09.2007 n.
C-76/05
Spese scolastiche. Deducibilità. Pagamento in altro
Stato. Legittimità
Le spese per la scuola sono deducibili, anche nel caso
in cui siano state pagate in altro Stato. |
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Corte di
Giustizia UE , sez. Grande, sentenza 11.09.2007 n.
C-431/05
Proprietà intellettuale, accordi, commercio,
applicazione diretta, legittimità
Allo stato attuale della normativa comunitaria nel
settore dei brevetti, il diritto comunitario non osta a
che l’art. 33 dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di
proprietà intellettuale attinenti al commercio venga
direttamente applicato da un giudice nazionale alle
condizioni previste dal diritto nazionale. |
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Corte di
Giustizia UE, sez. II, sentenza 18.07.2007 n. C-288/05
Trasporto di sigarette di contrabbando per più paesi
europei costituiscono medesimo fatto
Trasporti di sigarette di contrabbando, che comportano
passaggi successivi di frontiere interne dello spazio
Schengen, possono costituire un medesimo fatto, come
tale perseguibile una sola volta per il principio del ne
bis in idem.Tuttavia, spetta ai giudici nazionali
competenti determinare se i fatti materiali di cui
trattasi costituiscano un insieme di fatti
inscindibilmente collegati nel tempo, nello spazio
nonché per il loro oggetto. |
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Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 05.07.2007,
n. C-255/05
Inadempimento di uno Stato, valutazione dell’impatto
ambientale di determinati progetti
La repubblica italiana è inadempiente, laddove permette
la realizzazione inceneritori senza una previa
valutazione di impatto ambientale.
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Corte di Giustizia UE, sez. grande, sentenza
26.06.2007, n. C-284/04
Operazioni imponibili IVA, nozione di “attività
economica”
L’attribuzione, da parte dell’autorità nazionale di
regolamentazione responsabile dell’assegnazione delle
frequenze, di diritti quali i diritti d’uso di cui alla
causa mediante messa all’asta non costituisce
un’attività economica. In conseguenza non è applicabile
la normativa in tema di IVA.
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Corte di Giustizia UE, sez. I, sentenza 21.06.2007,
n.C-158/06
Fondi strutturali. Restituzione di aiuto comunitario per
irregolarità. é rilevante la buona fede
In caso di mancata pubblicazione o comunicazione da
parte dello Stato membro al beneficiario finale del
contributo concesso dalla CE dei requisiti per ottenere
il contributo, si applica il principio della certezza
per l'esclusione del rimborso degli importi
indebitamente versati a condizione che sia provata la
buona fede. |
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Corte di Giustizia UE , sez. III, sentenza
14.06.2007, n. C-127/05
Inadempimento di uno Stato, politica sociale, tutela
della sicurezza e della salute dei lavoratori
Inserire la clausola che il datore di lavoro è tenuto ad
assicurare la sicurezza e la salute del lavoratore, nei
limiti del ragionevolmente praticabile, non è
apoditticamente in contrasto con i principi generali di
tutela del lavoratore. L’obbligo in capo al datore di
lavoro di tutela del dipendente ha carattere assoluto,
ma non implica che il primo sia tenuto a garantire un
ambiente di lavoro privo di ogni rischio. Il datore di
lavoro può anche concludere, dopo aver proceduto a una
valutazione dei rischi, che questi ultimi sono talmente
irrilevanti da non rendere necessaria alcuna misura
preventiva.
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Corte di
Giustizia UE, sez. I, sentenza 14.06.2007, n. C-6/05
Appalti sotto soglia comunitaria, principi di parità di
trattamento ed obbligo di trasparenza
I principi generali di parità di trattamento ed obbligo
di trasparenza si applicano anche nel caso di appalti
sotto soglia comunitaria. L'autorità aggiudicatrice che
abbia adito l'organo nazionale competente affinché venga
avviata la procedura di salvaguardia, con riferimento a
dispositivi medici muniti di marcatura CE, è tenuta a
sospendere la gara l'appalto fino alla conclusione di
tale procedura di salvaguardia, essendo il risultato di
quest'ultima vincolante nei confronti della detta
autorità; se l'attuazione della procedura di
salvaguardia determina un ritardo tale da compromettere
il funzionamento di un'opera di interesse pubblico
(ospedale), l'Autorità adotterà i provvedimenti
provvisori consentiti dalla legge che le consentano, nel
rispetto del principio di proporzionalità, di procurarsi
i materiali indispensabili al buon funzionamento del
predetto ospedale.
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Corte di
Giustizia UE, sez. IV, sentenza 07.06.2007 n. 76/06
Concorrenza, ricorso contro una pronuncia del Tribunale
di primo grado, intesa
Il principio della parità di trattamento risulta violato
soltanto quando situazioni analoghe vengono trattate in
maniera differente o quando situazioni differenti
vengono trattate in maniera identica, a meno che un tale
trattamento non sia obiettivamente giustificato. |
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Corte di
giustizia UE, sentenza dell' 8
novembre 2001, causa C-127/99Protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai
nitrati provenienti da fonti agricole - Inadempimento
dell’Italia. Attuazione inadeguata della direttiva
91/676/CE.
Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria
della Corte il 14 aprile 1999, la Commissione delle
Comunità europee ha proposto, in forza dell'articolo 169
del Trattato CE (divenuto articolo 226 CE), un ricorso
mirante a far dichiarare che la Repubblica italiana,
avendo omesso: - di predisporre uno o più programmi
d'azione con i caratteri e alle condizioni previste
all'articolo 5 della direttiva del Consiglio 12 dicembre
1991, 91/676/CE, relativa alla protezione delle acque
dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da
fonti agricole (GU L 375, pag. 1; in prosieguo: la
"direttiva"), - di svolgere in maniera completa e
corretta i controlli previsti all'articolo 6 della
stessa direttiva, e - di elaborare e comunicare una
relazione completa ai sensi dell'articolo 10 della
stessa direttiva, è venuta meno agli obblighi ad essa
incombenti in forza del diritto comunitario.
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Corte di Giustizia
UE, Sesta Sezione, sentenza del 29 settembre 1999
Direttiva 76/464/CE. Consente agli Stati membri di
subordinare il rilascio di un'autorizzazione di scarico
a ulteriori requisiti, non previsti dalla direttiva, al
fine di proteggere l'ambiente idrico.
LA CORTE pronunciandosi sulle questioni sottopostele dal
Nederlandse Raad van State, con sentenza 17 giugno 1997,
dichiara: (…) 4) La direttiva 76/464 consente agli Stati
membri di subordinare il rilascio di un'autorizzazione
di scarico a ulteriori requisiti, non previsti dalla
direttiva, al fine di proteggere l'ambiente idrico della
Comunità dall'inquinamento provocato da talune sostanze
pericolose. L'obbligo di ricercare o scegliere soluzioni
alternative aventi un impatto ambientale meno rilevante
costituisce un requisito del genere, anche se esso può
avere l'effetto di rendere impossibile o del tutto
eccezionale il rilascio dell'autorizzazione. 5) Le
condizioni limitative previste per l'impiego del
creosoto al punto 32 dell'allegato I della direttiva del
Consiglio 27 luglio 1976, 76/769/CE, concernente il
ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri
relative alle restrizioni in materia di immissione sul
mercato e di uso di talune sostanze e preparati
pericolosi, come modificata dalla direttiva del
Parlamento europeo e del Consiglio 20 dicembre 1994,
94/60/CE , non ostano a che un'autorità di uno Stato
membro, nel valutare le domande di autorizzazione
riguardanti l'immissione nelle acque di superficie, ad
opera di utilizzatori di professione, di legno trattato
con questa sostanza, adotti criteri di valutazione tali
che l'impiego della sostanza stessa sia reso impossibile
o del tutto eccezionale. |
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