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Concorsi |
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Consiglio
di Stato |
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Fonti:
www.overlex.com
www.giustizia-amministrativa.it
- altri |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 14.05.2010 n.
2112
Concorsi pubblici, sindacato del Giudice amministrativo,
limiti
Le commissioni giudicatrici, in merito alle prove di
concorso costituiscono espressione dell'ampia
discrezionalità riconosciuta all’organo straordinario
dalla legge per poter effettivamente selezionare, tra
tutti i partecipanti al concorso, i candidati migliori
(da ultimo Consiglio di Stato, sez. IV, 28 aprile 2008,
n. 1898) e non possono essere sostituite dalle
valutazioni del del Giudice amministrativo, impingendo
nel merito dell'azione amministrativa, salvo che essa
non sia ictu oculi inficiata da irragionevolezza,
irrazionalità, arbitrarietà o travisamento dei fatti. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 04.05.2010 n.
2543
Esame di avvocato, motivazione, necessità, insussistenza
Relativamente all’esame di abilitazione forense, la
valutazione tradottasi nella attribuzione di un
punteggio vale motivazione. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 05.03.2010 n.
1284
Concorsi pubblici, età, valutazione
E’ legittimo, nei concorsi pubblici in cui sia indicata
l’età, affidarsi al compimento dell’anno, quando si
parli di età “compiuta”. |
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Consiglio di Stato sez. IV, sentenza 19.02.2010 n.
995
Concorsi, requisiti, possesso, necessità, limiti
I requisiti prescritti per la partecipazione alle
procedure di tipo concorsuale devono in ogni caso essere
posseduti dal candidato nel momento della scadenza del
termine per la presentazione della domanda di
ammissione. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 16.02.2010 n.
877
Concorsi, segni di riconoscimento, stampatello,
legittimità
I segni di riconoscimento devono essere delle chiare
appostazioni grafiche che possano permettere a chi legge
un componimento di individuare significativamente il
soggetto che l’ha apposto.
Non sono segni di riconoscimento:
la numerazione delle pagine, che è una evidente vicenda
ordinatoria;
la utilizzazione della scrittura in stampatello
maiuscolo.
Cfr. in tema di concorsi pubblici e composizione della
commissione TAR Lazio-Roma, sez. II, 24.12.2009 n.
13464, in tema di assenza di diritto soggettivo
all’assegnazione del posto, a seguito di vittoria di un
concorso pubblico Consiglio di Stato, sez. IV 30.11.2009
n. 7497,in tema di concorsi per titoli e servizio
prestato Consiglio di Stato, sez. IV, 28.09.2009 n.
5844, in tema di criteri di valutazione nei concorsi
pubblici TAR Lazio-Roma, sez. III quater 02.03.2009 n.
2118, in tema di concorsi pubblici e pubblicazione del
bando, si veda Consiglio di Stato, sez. V 01.04.2009, n.
2077. |
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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 03.02.2010 n.
486
Operatore professionale, concorso pubblico, titoli,
precisazioni
Costituiscono titoli di carriera, valutabili con il
punteggio di un punto in ragione di anno, i soli servizi
svolti nell'ambito del medesimo profilo-funzione oggetto
del concorso, come tali idonei ad esprimere quella
specifica attitudine ed esperienza professionale
gratificata con il riconoscimento del punteggio. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 13.01.2010 n.
106
Esame di avvocato, annotazione sull’elaborato,
necessità, insussistenza
La fase della correzione degli elaborati non è isolabile
dalla relativa attività di giudizio e non richiede
pertanto l'annotazione, né sugli elaborati stessi né nel
verbale delle attività della Commissione, di particolari
chiarimenti circa gli errori o le inesattezze giuridiche
rilevati. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 22.12.2009 n.
8626
Esame di avvocato, motivazione, necessità, insussistenza
I provvedimenti della commissione esaminatrice - che
rilevano l'inidoneità delle prove scritte e non
ammettono all'esame orale il partecipante agli esami per
l'abilitazione all'esame di avvocato - vanno di per sé
considerati adeguatamente motivati, quando si fondano su
voti numerici, attribuiti in base ai criteri da essa
predeterminati, senza necessità di ulteriori spiegazioni
e chiarimenti valendo comunque il voto a garantire la
trasparenza della valutazione.
Cfr. Consiglio di Stato, sez. IV 10.04.2009 n. 2242. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 30.11.2009 n.
7497
Concorsi, vincita, assegnazione del posto,
obbligatorietà,
insussistenza
I vincitori di un concorso pubblico non hanno un diritto
soggettivo incondizionato all’assunzione atteso che
l’Amministrazione ha il potere di non procedere alla
loro nomina o all’immissione in servizio” dopo essere
stati nominati, quand’anche abbia individuato pure le
sedi in cui questo debba essere prestato.
Cfr. In tema di concorsi per titoli e servizio prestato
Consiglio di Stato, sez. IV 28.09.2009 n. 5844. In tema
di criteri di valutazione nei concorsi pubblici TAR
Lazio-Roma, sez. III quater, 02.03.2009 n. 2118. In tema
di concorsi pubblici e pubblicazione del bando Consiglio
di Stato, sez. V, decisione 01.04.2009, n. 2077. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 26.10.2009 n.
6536
Concorsi pubblici, idonei non vincitori, reclutamento,
necessità, precisazioni
Relativamente ai concorsi pubblici, le normative non
obbligano ad assumere i candidati risultati idonei,
decisione quindi che rientra nella discrezionalità
dell’amministrazione, tuttavia, precludono nuove forme
di reclutamento e l’espletamento di pubblici concorsi in
presenza di una graduatoria ancora valida di un concorso
già espletato, qualora la stessa amministrazione decida
appunto, esercitando la propria discrezionalità, di
coprire i posti disponibili in organico.
Cfr. n tema di assenza di un diritto all’assegnazione,
dopo aver vinto un concorso pubblico, Consiglio di
Stato, sez. IV, 30.11.2009 n. 7497; in tema di concorsi
per titoli e servizio prestato Consiglio di Stato, sez.
IV, 28.09.2009 n. 5844; in tema di criteri di
valutazione nei concorsi pubblici TAR Lazio-Roma, sez.
III quater 02.03.2009 n. 2118; in tema di concorsi
pubblici e pubblicazione del bando Consiglio di Stato,
sez. V 01.04.2009, n. 2077; in tema di concorso pubblico
e modifiche al bando, si veda Consiglio di Stato, sez. V
05.02.2009 n. 638. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 28.09.2009 n.
5844
Concorsi per titoli, servizio prestato "in
sostituzione", mesi di interruzione
Il servizio prestato presso la Pretura deve essere
valutato al fine dell’inserimento nella graduatoria di
un concorso per titoli, nonostante non siano stati
rispettati i sei mesi di interruzione tra un contratto e
l’altro. Ciò in quanto, con riferimento alle nomine in
sostituzione, il periodo di lavoro giuridicamente
rilevante va oltre il termine di novanta giorni previsto
per tutte le altre fattispecie. Conseguentemente, per la
selezione deve essere calcolato l’intero periodo di
servizio. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 10.04.2009 n.
2236
Assegnazioni posti, concorsi, carenze di organico,
determinazioni, discrezionalità
Il decreto del 27 dicembre 2001, per la sua natura
organizzativa, risulta espressione di un potere
ampiamente discrezionale, mirante ad ottimizzare le
risorse e le spese, per il più corretto funzionamento
delle segreterie.
Poiché ogni tribunale territoriale inevitabilmente si
trova in una posizione diversa rispetto agli altri, e
per di più ogni anno può cambiare la situazione
esistente all'interno di ciascun tribunale e il numero
dei ricorsi proposti o giacenti, in sede di
organizzazione degli uffici l'amministrazione può tenere
in considerazione elementi eterogenei, riguardanti - tra
gli altri - il numero delle sezioni, dei magistrati e
del personale amministrativo previsti ovvero in
effettivo servizio, il numero dei ricorsi proposti
annualmente ovvero di quelli complessivamente giacenti,
le esigenze di rappresentanza esterna, le esigenze
dell'utenza, ecc.
Le relative determinazioni sono sindacabili in sede
giurisdizionale di legittimità solo ove esse risultino
manifestamente irragionevoli, e in particolare ove
trattino casi del tutto identici in modo difforme. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 01.04.2009 n. 2077
Concorso, bando, pubblicazione, necessità, Bollettino
Regionale, insufficienza
Il bando di concorso non è valido, se viene pubblicato
solo sul Bollettino Regionale e non anche sulla Gazzetta
Ufficiale. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 10.02.2009 n.
741
Concorsi, Asl, documentazione, dipendente
L’Asl è tenuta a fornire la documentazione richiesta dal
proprio dipendente, inerente il concorso bandito. |
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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 05.02.2009 n. 635
Concorsi, farmacisti, titoli di merito, aumento
punteggio, legittimità
E’ legittimo attribuire una maggiorazione del punteggio
per i titoli professionali a favore del concorrente che
ha esercitato, per almeno cinque anni, in farmacie
rurali. |
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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 05.02.2009 n. 640
Concorsi pubblici, giurisdizione, giudice
amministrativo, legittimità
In tema di svolgimento di un pubblico concorso esterno e
di censure dedotte attinenti al corretto svolgimento
della procedura concorsuale, vi è giurisdizione
amministrativa. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 05.02.2009 n. 638
Concorso, modifiche al bando, pubblicazione, legittimità
La pubblicazione nell'albo di un comune di delibere con
le quali si modifica la precedente disciplina prevista
in un bando di concorso interno, costituisce la forma
ufficiale e legale per portare a conoscenza degli
interessati le modifiche intervenute. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 26.07.2008 n.
3674
Concorsi pubblici, prova preselettiva, contenuto e
difficoltà dei quiz
Le scelte discrezionali compiute dalla commissione
esaminatrice di un pubblico concorso in tema di
contenuto e difficoltà dei quiz della prova preselettiva
sono sindacabili, per ragioni di illogicità o
incongruenza manifesta. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 05.05.2008 n.
1986
Concorsi pubblici, requisiti, carriera dirigenziale,
specificità, legittimità
E’ legittimo che per la selezione dei concorsi a
dirigente vengano previsti criteri particolari. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 08.02.2008 n. 408
Beni culturali ed ambientali. Nulla osta paesaggistico.
Annullamento
Nel caso di adozione del provvedimento di annullamento
del nulla osta paesaggistico, rilasciato dall’autorità
regionale o sub-delegata da parte della competente
Soprintendenza, la comunicazione dell’avviso di avvio di
procedimento non è necessaria se risultano atti
equipollenti.
E’ legittimo l’annullamento dell’autorizzazione comunale
sottoposta all’esame della Soprintendenza, nel caso di
carenza di motivazione. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19.03.2008, n.
1214
Concorsi pubblici. Telefonino in aula. L' esclusione è
illegittimità in mancanza di prova dell’utilizzo
Non è possibile escludere dalla prova concorsuale un
candidato perché sorpreso in possesso del telefonino,
laddove non vi sia la prova del suo utilizzo. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 13.03.2008 n.
1058
Concorsi. Punteggio. Calcolo. Insegnamento presso la
scuola elementare
Ai fini dell’inserimento nelle graduatorie permanenti
per l’insegnamento, è ben possibile non tenere in
considerazione le docenze fatte presso suole elementari. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 11.03.2008 n.
1023
Concorsi pubblici, concorso per professore associato,
comunicazione della data della prova
Il termine minimo di venti giorni che deve intercorrere
tra la comunicazione relativa alla fissazione della
prova orale e la prova orale stessa ha lo scopo di
avvertire con congruo anticipo il coandidato, al fine di
consentirgli la partecipazione alla prova.
Ne deriva che se il candidato si presenta a sostenere la
prova, anche se avvertito con ritardo, la violazione del
termine suddetto non ha rilievo.
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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 04.03.2008 n. 862
Concorsi pubblici. Impugnazione degli atti. Dies a quo
Gli atti relativi ad un concorso pubblico possono essere
impugnati, tenendo presente che la decorrenza del
termine utile per la suddetta impugnazione decorre dalla
conoscenza dell’esito negativo della prova, che si fa
coincidere con il momento dell’approvazione della
graduatoria. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 08.02.2008 n. 413
Concorsi pubblici. Valutazioni. Dichiarazioni verbali
Non è possibile attribuire alle valutazioni verbali
relative ad un concorso valore assoluto: è necessario
calibrarle con riferimento alla volontà dei commissari. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 17.01.2008 n. 106
Concorsi pubblici. Scuola. Periodo di servizio. Computo.
Prestazioni di mero fatto
E’ legittima l’esclusione dal concorso in assenza di un
periodo di servizio pregresso utile ad integrare un
requisito di ammissione, non essendo possibile computare
il periodo relativo a prestazioni di mero fatto, rese in
virtù di dichiarazioni non veritiere. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 07.01.2008 n. 25
Concorsi pubblici. Prova orale. Domande predeterminate
Nei concorsi pubblici, prima della prova orale di ogni
candidato, devono essere predeterminati, da parte della
commissione, i quesiti da porre ai singoli candidati per
ciascuna delle materie di esame; quesiti che devono
essere proposti a ciascun candidato previa estrazione a
sorte. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 07.01.2008 n.
1025
Concorso. Bando. Riserva di posti
Nei concorsi pubblici, l’invalido ha sempre diritto ad
avere dei posti riservati. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 13.11.2007 n.
5799
Concorsi pubblici. Prova preselettiva: quiz a risposta
multipla. Correzione
La regola generale dell’anonimato nei concorsi pubblici
si giustifica con la necessità che la correzione
dell’elaborato avvenga ignorando la paternità del
compito, quale garanzia di imparzialità del
giudizio.Pertanto, tale regola generale non si applica,
quando la pa non ha alcun margine di discrezionalità
nella valutazione delle prove, come avviene nelle prove
preselettive, con quiz a risposta multipla, di cui una
sola è esatta. |
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Consiglio di Stato, sez. V, decisione 23.10.2007 n.
5572
Concorsi pubblici: composizione della commissione
giudicatrice
In tema di composizione delle commissioni per un
concorso pubblico, la circostanza che il presidente
della commissione sia iscritto ad un sindacato è
irrilevante quando sia scelto ratione officii; del pari
irrilevante è la mancanza di componenti di sesso
femminile, quando ciò non determini, di fatto, delle
discriminazioni nei confronti delle candidate. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 19.10.2007, n.
5468
Concorsi pubblici. Il voto numerico senza motivazione è
legittimo
In tema di valutazione degli elaborati nei concorsi
pubblici, il voto numerico senza alcuna motivazione è
legittimo, perché non si è nel campo della
discrezionalità amministrativa, ma in quello della
discrezionalità tecnica, nell'ambito della quale, non
sussistendo una scelta fra opposti interessi, non vi è
luogo ad una motivazione. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 31.05.2007, n.
2873
Concorsi pubblici. Criteri di valutazione dei titoli.
Impugnativa del bando di gara
Nelle procedure concorsuali se il bando di gara impone
una valutazione analitica e comparativa dei titoli per
l’accesso ad un determinato incarico non è possibile
rifarsi a valutazioni di tipo conclusiva, in quanto,
così operando, si adotta uno schema valutativo diverso
da quello tipico individuato espressamente ed in maniera
inderogabile dal bando. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 30.05.2007, n.
2781
Concorsi. Pareri pro veritate di professionisti.
Mancanza di rilievo giuridico
Non ha rilievo giuridico, perché la valutazione
dell’elaborato deve essere pur sempre fatta dalla
commissione. |
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Consiglio di Stato, adunanza plenaria, decisione
24.05.2007, n. 8
Giurisdizione. Graduatorie degli insegnanti. Competenza
Le questioni attinenti ai vizi relativi alla formazione
delle graduatorie degli insegnanti appartengono alla
giurisdizione amministrativa. |
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Consiglio di Stato, Sezione IV, decisione del
27.04.2007, n. 3987
Concorso pubblico. Titolo di specializzazione rilasciato
da Istituto Professionale
Vi è corrispondenza del titolo previsto dal bando
(specializzazione rilasciato da Istituto Professionale)
con l’ordinamento scolastico e la peculiarità del titolo
di studio posseduto dall’interessato, rispetto al
diploma di maturità rilasciato dagli Istituti Tecnici
Commerciali o agli attestati di qualifica rilasciati ai
sensi della legge 21 dicembre 1978, n. 845. |
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Consiglio di Stato, ordinanza 05.04.2007, n. 1773
Concorsi interni: deroghe al sistema del concorso
pubblico e ragioni giustificatrici
Ancora una volta la Corte Costituzionale si dovrà
occupare di una legge regionale che regola l’accesso ad
un impiego nell’ambito della struttura amministrativa
dell’ente locale. L’art. 13 della Legge reg. Campania n.
8 del 7 febbraio 1994, infatti -conferendo valore
legislativo alla disciplina convenzionale stabilita con
intesa tra le Regioni Campania e Basilicata- ha
stabilito che la nomina del Segretario Generale del
bacino interregionale del fiume Sele sia operata solo
tra i dirigenti della Regione Campania.
Il Consiglio di Stato dopo avere escluso la possibilità
di disapplicare la disciplina convenzionale proprio per
l’avvenuta “legificazione” della stessa (cfr. la
collegata Sentenza n. 1771/06) osserva che la forte
restrizione del campo dei partecipanti al concorso
appare di sospetta incostituzionalità perché
contrastante con i principi più volte affermati dalla
Corte Costituzionale secondo cui la regola del pubblico
concorso può essere derogata solo in presenza di
peculiari situazioni giustificatrici, nell'esercizio di
una discrezionalità che trova il suo limite nella
necessità di garantire il buon andamento della pubblica
amministrazione (art. 97, primo comma, della
Costituzione) ed il cui vaglio di costituzionalità non
può che passare attraverso una valutazione di
ragionevolezza della scelta operata dal legislatore. |
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Consiglio di Stato, Sezione VI, decisione 30.03.2007, n.
4039
Concorso pubblico - Esclusione candidato - Termini e
modalità
Nei concorsi pubblici gli eventuali provvedimenti di
esclusione di candidati devono essere motivati tenendo
conto della lex specialis e della qualificabilità, anche
ratione temporis, dell'Amministrazione che ha rilasciato
le certificazioni |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 19.03.2007, n.
1285
Concorso pubblico ed anonimato
Soltanto se la prova pratica si sostanzia nella
redazione di un elaborato scritto, la applicazione della
regola dell’anonimato assume un carattere cogente.
Diversamente la pretesa di applicare questa regola non
ha alcun senso. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 03.03.2007 n.
1011
Concorsi pubblici. Componenti della commissione. Obbligo
di astensione
Nei concorsi pubblici i componenti della commissione
hanno l’obbligo di astenersi solo nei casi
tassativamente indicati nell’art. 51 c.p.c., ritenuto
applicabile anche ai componenti di commissioni di
concorsi.
Inoltre, la direttiva comunitaria CEE 92/50 recepita con
il d.lvo 157/1995 laddove si riferisce ad una dipendenza
che fa venir meno la posizione di imparzialità del
componente la Commissione giudicatrice intende un vero e
proprio rapporto di natura |
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Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 03.03.2007, n.
1011
Il concetto di ''indipendenzà' dei membri di una
Commissione giudicatrice
(Cfr. sentenza in apposita Sezione) |
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Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 07.11.2006, n.
6558
Concorsi. L'impostazione manualistica non dimostra che
il candidato ha copiato
La circostanza che nella prova scritta il candidato si
sia attenuto, nell’esposizione di alcune nozioni
fondamentali,
all’impostazione manualistica, non può essere
considerata univoco elemento rilevatore dell’assenza di
ogni originale elaborazione, potendo invece l’ordine
argomentativo essere ragionevolmente ricondotto a
precedente studio ed approfondimento nonché alle
ordinarie capacità mnemoniche del candidato stesso. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 23.10.2006, n.
6270
Commissione concorsuale e cause di astensione
obbligatoria: la grave inimicizia
(Cfr sentenza in Sezione) |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 12.09.2006 n.
5320
Concorsi. Gli idonei non vincitori non hanno una
posizione di diritto soggettivo
La controversia de qua ha ad oggetto l’impugnazione del
provvedimento di diniego dell’istanza di scorrimento
della graduatoria presentata da parte di un soggetto
risultato idoneo non vincitore in una procedura
concorsuale.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che non sussiste, in
capo agli idonei non vincitori di un concorso, una
posizione di diritto soggettivo: solo i vincitori del
concorso sono, infatti, titolari di tale posizione
giuridica.
Pertanto, il sindacato giurisdizionale sull’esercizio
del potere di scorrere la graduatoria non rientra nella
giurisdizione del G.O..
La posizione giuridica fatta valere è qualificabile come
una mera aspettativa allo scorrimento della relativa
graduatoria che, invece, rappresenta una facoltà (non un
obbligo) dell’amministrazione, espressione del suo
potere discrezionale. |
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Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 12.09.2006, n.
5320
Concorsi. Gli idonei non vincitori non hanno una
posizione di diritto soggettivo
Secondo il Consiglio di Stato, necessita attribuire la
corretta qualificazione, come diritto o interesse della
situazione giuridica soggettiva.In particolare, il
Consiglio di Stato ha ribadito che non sussiste, in capo
agli idonei non vincitori di un concorso, una posizione
di diritto soggettivo: solo i vincitori del concorso
sono, infatti, titolari di tale posizione
giuridica.Pertanto, il sindacato giurisdizionale
sull’esercizio del potere di scorrere la graduatoria non
rientra nella giurisdizione del G.O.. |
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Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 20.06.2006 n. 3668
Concorsi pubblici. Viziata la correzione dell'elaborato
scritto in pochi minuti
Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza di un
concorrente che lamentava di avere avuto una valutazione
negativa nella correzione degli elaborati scritti del
concorso riservato a posti di insegnanti di religione,
in quanto, a suo dire, la Commissione esaminatrice aveva
dedicato un tempo assai ridotto alla correzione dei suoi
elaborati.
Il T.A.R. Veneto al quale si era in precedenza rivolto
il docente, aveva respinto il ricorso.
Il Consiglio di Stato lo ha ritenuto fondato e con
l’annullamento degli atti impugnati, ha disposto la
riconvocazione della Commissione esaminatrice per
procedere ad una nuova correzione della prova scritta
del ricorrente.
Nella fattispecie in esame il vizio consiste proprio nel
difetto del momento istruttorio e cioè quello dedicato
dai commissari alla cognizione del contenuto degli
elaborati, all’applicazione dei singoli indicatori a
ciascuna prova; alla formulazione dei singoli giudizi al
fine della valutazione complessiva del candidato. Per
quanto si trattasse di valutare “quesiti”, e quindi non
temi o componimenti “lunghi” per i quali occorre
ovviamente un maggiore lasso temporale per esprimere una
qualunque valutazione, la pronuncia è pienamente
condivisibile quando afferma che un tempo più lungo di
istruttoria, e cioè di ponderazione dei vari elementi ai
quali riferirsi per arrivare al giudizio finale, sarebbe
stato ragionevolmente opportuno e avrebbe risposto alle
aspettative legittime di ciascun candidato. |
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Consiglio di Stato, ordinanza 05.04.2006, n. 1773
Concorsi interni. Deroghe al sistema del concorso
pubblico e ragioni giustificatrici
Ancora una volta la Corte Costituzionale si dovrà
occupare di una legge regionale che regola l’accesso ad
un impiego nell’ambito della struttura amministrativa
dell’ente locale. L’art. 13 della Legge reg. Campania n.
8 del 7 febbraio 1994, infatti -conferendo valore
legislativo alla disciplina convenzionale stabilita con
intesa tra le Regioni Campania e Basilicata- ha
stabilito che la nomina del Segretario Generale del
bacino interregionale del fiume Sele sia operata solo
tra i dirigenti della Regione Campania.
Il Consiglio di Stato dopo avere escluso la possibilità
di disapplicare la disciplina convenzionale proprio per
l’avvenuta “legificazione” della stessa (cfr. la
collegata Sentenza n. 1771/06) osserva che la forte
restrizione del campo dei partecipanti al concorso
appare di sospetta incostituzionalità perché
contrastante con i principi più volte affermati dalla
Corte Costituzionale secondo cui la regola del pubblico
concorso può essere derogata solo in presenza di
peculiari situazioni giustificatrici, nell'esercizio di
una discrezionalità che trova il suo limite nella
necessità di garantire il buon andamento della pubblica
amministrazione (art. 97, primo comma, della
Costituzione) ed il cui vaglio di costituzionalità non
può che passare attraverso una valutazione di
ragionevolezza della scelta operata dal legislatore. |
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Consiglio
di Stato, sez. V, sentenza 30.03.2005, n. 1355
Concorsi interni e giurisdizione: la posizione del
Consiglio di Stato
(Cfr. sentenza in apposita sezione). |
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Consiglio
di Stato, sez. V, sentenza 12.10.2004, n. 6556
Concorsi: principio della segretezza non si applica se
l'anonimato è privo di utilità
Nei concorsi pubblici, il principio della segretezza
delle prove scritte si giustifica con la necessità che
la correzione dell'elaborato avvenga ignorando la
paternità del compito, quale garanzia di imparzialità
del giudizio. Ne consegue che tale principio non trova
applicazione quando l'anonimato sia privo di utilità
pratica.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza
n. 6556 del 12 ottobre 2004, affermando che nel caso di
specie nessuna utilità pratica avrebbe rivestito
l'anonimato dello scritto, poiché l'autore sarebbe
divenuto necessariamente palese pochi minuti dopo la
consegna, in sede di colloquio e comunque prima della
valutazione dello stesso. |
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Consiglio
di Stato, sez. IV, sentenza 19.07.2004, n. 5175
Concorsi pubblici: il punteggio numerico costituisce una
motivazione sufficiente
Anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 241 del 1990,
l'onere di motivazione dei giudizi concernenti prove
scritte ed orali di un concorso pubblico o di un esame è
sufficientemente adempiuto con l'attribuzione di un
punteggio alfanumerico, configurandosi quest'ultimo come
formula sintetica, ma eloquente, che esterna la
valutazione tecnica compiuta dalla commissione.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza
n. 5175 del 19 luglio 2004, precisando che tale
principio, oltre a rispondere ad evidenti finalità di
economicità dell'attività amministrativa di valutazione,
assicura la necessaria chiarezza dei giudizi di merito
compiuti dalle commissioni nell'esercizio di
insindacabili (perché opinabili) apprezzamenti tecnici,
salvo i casi della manifesta abnormità. |
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Consiglio
di Stato, sez. IV, decisione 06.07.2004, n. 5017
Concorsi pubblici: scollatura della busta non comporta
l'invalidità della prova
Nelle procedure concorsuali al fine di affermare la
riconoscibilità e quindi la invalidità della prova
scritta, è necessario che emergano elementi atti a
provare in modo inequivoco la “intenzionalità” del
concorrente di rendere riconoscibile il suo elaborato.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con la decisione
6 luglio 2004 n.5017, affermando in un concorso pubblico
non può farsi ricadere sui candidati il rischio
consistente nella scollatura delle buste, non derivante,
verosimilmente, dalla volontà, né tantomeno dalla
“intenzionalità” degli stessi, che semmai, hanno
interesse e volontà contrari, al fine di salvaguardare
la integrità delle loro prove.
Nel caso di specie, concernente l’esame di abilitazione
forense, i giudici amministrativi hanno riconosciuto che
il fatto non integrava gli estremi della riconoscibilità
dei candidati, i cui elaborati andavano pertanto
annullati ai sensi dell’art. 23 ultimo comma Rd 37/1934,
in quanto la norma in esame fa riferimento al fatto che
il candidato «si sia fatto riconoscere», sicché la
sanzione della esclusione sembra ricondursi ad una
precisa volontà, e non può essere giustificata dalla
mera accidentalità o dal caso fortuito. |
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Consiglio
di Stato, sez. VI, sentenza 22.04.2004, n. 2364
Concorsi universitari: nozione di pubblicazione
scientifica ai fini della valutazione
Ai fini corcorsuali per «pubblicazione scientifica» deve
intendersi non già una qualsiasi riproduzione a stampa
dei lavori del candidato, ma l'opera pubblicata da un
editore, il quale, come è noto, è l'operatore il quale
cura non soltanto la riproduzione a stampa di un'opera,
ma la sua diffusione fra il pubblico.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza
n. 2364 del 22 aprile 2004, precisando che la diffusione
fra il pubblico della pubblicazione è un requisito
ulteriore di cui l'opera «edita» deve essere in possesso
(ma soltanto se stampata in Italia), che non inerisce
all'individuazione dell'oggetto da valutare, il quale
resta caratterizzato dal fatto che si tratti di una
produzione scientifica «pubblicata» per essere diffusa
fra il pubblico mediante una tipica attività
espressamente diretta a tale fine. |
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Consiglio
di Stato, sez. V, sentenza 03.11.2003 n. 6845
Concorso pubblico: sul requisito della sana e robusta
costituzione
Nell'ambito di un concorso pubblico, il requisito della
sana e robusta costituzione, essendo richiesto in
funzione dell’attitudine del lavoratore a svolgere le
mansioni corrispondenti alla qualifica che dovrà
rivestire, va valutato in maniera diversa a seconda del
servizio da espletare.
Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, con la sentenza n.
6845 del 3 novembre 2003, stabilendo nel caso di specie
l'illegittimità dell’assunzione di un dipendente
pubblico, il quale aveva prodotto il certificato
attestante il requisito della sana e robusta
costituzione successivamente al concorso, anziché al
momento della presentazione della domanda di
partecipazione al concorso, come previsto dal bando. |
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Consiglio
di Stato, sez. VI, sentenza 30.04.2003, n. 2331
Procedura concorsuale: non è sufficiente la votazione
numerica delle prove
La commissione esaminatrice in una procedura concorsuale
ha l'obbligo di rendere percepibile l’iter logico
seguito nell’attribuzione del punteggio, se non
attraverso diffuse esternazioni verbali relative al
contenuto delle prove, quanto meno mediante taluni
elementi che concorrano ad integrare e chiarire la
valenza del punteggio, esternando le ragioni
dell’apprezzamento sinteticamente espresso con
l’indicazione numerica, in conformità all’ineludibile
principio di trasparenza che deve caratterizzare
l’intera attività amministrativa.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con sentenza 30
aprile 2003 n. 2331, precisando che al candidato va
assicurato il diritto di conoscere gli errori, le
inesattezze o le lacune in cui la Commissione ritiene
sia incorso, al fine di valutare la fruibilità di un
ricorso giurisd |
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Consiglio
di Stato, sez. V, sentenza 02.12.2002, n. 6606
Concorso vigili urbani: illegittimo escludere i
concorrenti miopi
1) Il bando di concorso a posti di pubblico impiego,
quale lex specialis della procedura, può contenere
prescrizioni discrezionalmente individuate
dall’Amministrazione, ma queste, oltre a non essere
contrarie a disposizioni normative, non devono essere
intrinsecamente illogiche, anche sotto il profilo della
superfluità, della inutilità e dell’esagerata gravosità
(cfr., in tema, C.G.A.R.S. 3 novembre 1999, n. 590;
Cons. Stato, V, 23 novembre 1993 n. 1203).
2) Non appare rispondente ad un minimo di logica, e come
tale è dunque aspetto sindacabile dal giudice adito, che
un bando di concorso a posti di vigile urbano (nella
loro genericità e pertanto non in relazione a specifiche
mansioni operative) preveda requisiti di idoneità
fisica, ed in particolare una vista perfetta da entrambi
gli occhi senza utilizzare mezzi di correzione, ben più
severi di quelli che le rispettive specifiche norme
regolamentari riservano all’ammissione nell’Arma dei
Carabinieri o nella Polizia di Stato, o in altri corpi
assimilabili anche per grado di “operatività”.
3) Ogni prescrizione del bando deve essere concretamente
valutata con riferimento alle specifiche mansioni da
espletare (in altra fattispecie, con riferimento a posti
di vigile urbano autista o motociclista, era stata
ritenuta invece legittima la norma del bando di concorso
che richiedeva quale requisito fisico l'acutezza visiva
naturale di 10/10 per ciascun occhio, attese le
peculiari mansioni da svolgere: Cons. Stato, V, 30 marzo
1993, n. 422).
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Consiglio
di Stato, sez. VI, sentenza 28.10.2002, n. 6673
Concorso: rifiuto di sostenere la prova orale e
impugnazione della graduatoria
Secondo la giurisprudenza amministrativa è inammissibile
il ricorso giurisdizionale avverso una graduatoria
concorsuale proposto da un candidato che abbia
partecipato al concorso e pur essendo stato ammesso alle
prove orali non abbia partecipato alle prove orali.
Il Consiglio di Stato nella sentenza 28 ottobre 2003 n.
6673 ha tuttavia precisato che
tale principio non è applicabile quando il candidato
ammesso alle prove orali abbia ritenuto di non svolgerle
in ragione della illegittimità della composizione
esaminatrice, tempestivamente dedotta dapprima in sede
amministrativa e poi in sede di impugnazione avverso la
graduatoria finale e gli atti precedenti. |
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Consiglio
di Stato, sez. IV, decisione 25.09.2002, n. 4925
Esame avvocato: legittime le sottocommissioni presiedute
da Vicepresidente
Le Sottocommissioni esaminatrici, costituite per
esigenze di semplificazione e di velocizzazione del
lavoro di correzione delle prove scritte, possono essere
presiedute anche da un Vicepresidente senza che sia
necessaria, allo scopo, una specifica motivazione in
ordine agli impedimenti che hanno resa necessaria la
sostituzione, a mente dell’articolo 22, comma 6 del R.D.
27 novembre 1933, n. 1578.Cfr. decisione Cons. giust.
Amm., 11 ottobre 1999, n. 437 e ordinanza Cons. Stato,
16 maggio 2000, n. 2398. |
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