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Edilizia privata

Cassazione penale

Fonti www.overlex.com
 www.giustizia-amministrativa.it  - altri

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 27.04.2010 n. 16393
Fabbricato, abusivismo, conseguenze, misura cautelare, sequestro, legittimità

E’ legittimo sequestrare il fabbricato, laddove risulti realizzato in zona vincolata.

 
Cassazione penale, sez. III, sentenza 24.06.2010 n. 24236
Permesso di costruire, variante, nozione, limiti

Deve riconoscersi il carattere di nuovo permesso di costruire ad un provvedimento che, nonostante la qualificazione formale di variante, autorizzi invece la realizzazione di un manufatto completamente diverso da quello originario.
 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 04.03.2010 n. 8739
Condono edilizio, immobile abusivo, precisazioni

Il ricorso dell'autore della violazione al condono edilizio ed il pagamento dell'oblazione producono solo gli effetti estintivi del reato previsti dalla corrispondente normativa, mentre non rendono legittima la costruzione eseguita abusivamente finché non viene rilasciato il permesso di costruire o, secondo la normativa previgente, la concessione edilizia in sanatoria.

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 11.11.2009 n. 42900
Urbanistica, atto amministrativo, poteri del giudice penale, precisazioni

La non conformità dell’atto amministrativo alla normativa che ne regola l’emanazione alle disposizioni legislative statali e regionali in materia urbanistico - edilizia ed alle previsioni degli strumenti urbanistici può essere soggetta al sindacato del giudice penale qualora l’emanazione dell’atto sia espressamente vietata in mancanza delle condizioni previste dalla legge e se non sono state rispettate le norme che regolano l’esercizio del potere.

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 08.10.2009 n. 39078
Lottizzazione abusiva, ville costruite in zona agricola,
acquirente

Chi acquista da una società immobiliare un villino residenziale, costruito in zona agricola, risponde, a titolo di concorso, nel reato di lottizzazione abusiva, con riferimento al quale è possibile il sequestro in via preventiva dell’immobile. Ciò in quanto l’acquirente non può essere considerato «terzo estraneo» al
reato, a meno che non provi di aver agito in buona fede, ossia di
aver adoperato la necessaria diligenza nell’adempimento dei doveri
d’informazione e conoscenza, senza essersi reso conto di
partecipare ad un’operazione di lottizzazione illecita.

 

Cassazione penale, sez. VI, sentenza 18.06.2009 n. 25537
Abuso di ufficio, ingiustizia del vantaggio, entità

Il reato di abuso d'ufficio si configura con riferimento all’ingiustizia del vantaggio e non già per l’entità dello stesso

 

Cassazione penale, sez. penale, sentenza 15.06.2009 n. 24666 Diritto urbanistico, diritto processuale penale, confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere realizzate
La confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere realizzate, prevista dall'art. 44, comma 2, D.P.R. 380/01, deve
essere disposta anche nei confronti dei beni dei terzi acquirenti in
buona fede ed estranei al reato, i quali potranno fare valere i propri diritti in sede civile, atteso che trattasi di una sanzione amministrativa a natura reale non personale applicata sul solo presupposto dell'accertamento giurisdizionale di una lottizzazione
abusiva. Tuttavia, si registra un orientamento parzialmente difforme  in base al quale la confisca dei terreni abusivamente lottizzati e  delle opere abusivamente costruite non deve essere disposta nei  confronti dei soggetti estranei alla commissione del reato e venuti  in buona fede in possesso del terreno o dell'opera edilizia oggetto  di abusiva lottizzazione.

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 13.05.2009 n. 20151
Diritto urbanistico, varianti in corso d’opera, modifica della destinazione d’uso

In materia edilizia, l'attività in variante non è ammessa per la modifica della destinazione d'uso né per l'alterazione delle volumetrie né per l'aumento delle superfici utili e che non è consentita una richiesta di approvazione successiva all'esecuzione delle opere, essendo stato imposto ex legge n. 5453/1999 l'obbligo della comunicazione preventiva dell'intento di procedere alle varianti. Pertanto, la concessione di varianti a permessi di costruire illegittimi costituisce lo sviluppo necessario dell'originaria attività illecita.
Nella specie, è stata esattamente rilevata l’illegittimità del provvedimento rilasciato per sanare opere realizzate in contrasto con lo strumento urbanistico, quanto alla modificata della destinazione d’uso e al mancato rispetto dei parametri della superficie e della volumetria, sicché la variante, espressamente adottata, non può porsi come presupposto valido per la successiva attività.

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 09.04.2009 n. 15231
Edilizia, sanatoria, permesso, precisazioni

In materia edilizia la data ultima del 31 marzo del 2003, ai fini del rilascio di concessione in sanatoria ex artt. 35 e 38 legge 28 febbraio 1985, n. 47, richiamati dalla legge n. 326 del 2003, costituisce un presupposto di legittimità in assenza del quale manca in radice il potere della pubblica amministrazione di concedere il permesso in sanatoria. Ne deriva che il giudice non può dichiarare estinto il reato se la costruzione risulti ultimata dopo la data del 31 marzo del 2003. Il permesso di costruire in sanatoria qualora venga dato per un'opera realizzata posteriormente a tale data non è idoneo ad estinguere il reato.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 20.03.2009 n. 12478
Urbanistica ed edilizia, manufatti interrati (piscina), permesso di costruire

Costituiscono lavori edilizi necessitanti il preventivo rilascio del permesso di costruire non solo quelli per la realizzazione di manufatti che si elevano al di sopra del suolo, ma anche quelli in tutto o in parte interrati e che trasformano in modo durevole l'area impegnata dai lavori stessi, come nel caso di edificazione di una piscina.
Nei casi in cui non sussistono elementi per ritenere che il ricorrente abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, lo stesso, a norma dell'art. 616 c.p.p., va condannato al versamento di una somma, in favore della Cassa delle Ammende, equitativamente fissata.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 10.03.2009 n. 10534
Denuncia di inizio attività, normativa antisismica, rispetto, necessità

Il rilascio di una DIA o anche del permesso di costruire non esclude gli adempimenti richiesti dalla normativa antisismica.

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 05.03.2009 n. 9894
Ristrutturazione, uso urbanisticamente rilevante, precisazioni

La stessa attività di ristrutturazione, così come disciplinata dell’art. 3, co.1 – lett.d), del D.P.R. n. 380/2001, può attuarsi attraverso una serie di interventi che, singolarmente considerati, ben potrebbero ricondursi agli altri tipi di interventi. L'elemento caratterizzante, però, è la connessione finalistica delle opere eseguite, che non devono essere riguardate partitamente ma valutate nel loro complesso al fine di individuare se esse siano o meno rivolte al recupero edilizio dello spazio attraverso la realizzazione di un edificio in tutto o in parte nuovo.
Nei casi previsti dal 3° comma, dell'art. 22 del T.U. n. 380/2001, invece - in cui la DIA si pone come alternativa al permesso di costruire (ai sensi del comma 2 bis del successivo art. 44) l'assenza sia del permesso di costruire sia della denunzia di inizio dell'attività ovvero la totale difformità delle opere eseguite rispetto alla DIA effettivamente presentata integrano il reato di cui al successivo art. 44, lett. b). Non trova comunque sanzione penale la difformità parziale.
Il concetto di uso urbanisticamente rilevante è ancorato alla tipologia strutturale dell'immobile, quale individuata nell'atto di concessione, senza che esso possa essere influenzato da utilizzazioni difformi rispetto al contenuto degli atti autorizzatori e/o pianificatori.
Quanto al mutamento di destinazione di uso di un immobile attuato attraverso la realizzazione di opere edilizie, deve ricordarsi che, qualora esso venga realizzato dopo l'ultimazione del fabbricato e durante la sua esistenza (ipotesi ricorrente nella vicenda in esame), si configura in ogni caso un'ipotesi di ristrutturazione edilizia (secondo la definizione fornita dall'art. 3, 1° comma, lett. d), del T.U. n. 380/2001, in quanto l'esecuzione dei lavori, anche se di entità modesta, porta pur sempre alla creazione di "un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”).
L'intervento rimane assoggettato, pertanto, al previo rilascio del permesso di costruire con pagamento del contributo di costruzione dovuto per la diversa destinazione

 

Cassazione penale, sez. III, sentenza 19.01.2009 n. 1810
Diritto Urbanistico, costruzione abusiva non sanata, esecuzione di lavori assoggettabili a DIA

In materia edilizia, non è applicabile il regime della D.I.A. (denuncia di inizio attività) a lavori edilizi che interessino manufatti abusivi che non siano stati sanati né condonati, in quanto gli interventi ulteriori (sia pure riconducigli, nella loro oggettività, alle categorie della manutenzione straordinaria, del restauro e/o risanamento conservativo, della ristrutturazione, della realizzazione di opere costituenti pertinenze urbanistiche) ripetono le caratteristiche di illegittimità dell'opera principale alla quale ineriscono strutturalmente.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 05.08.2008 n. 32709
Abuso edilizio, ordine di demolizione, inottemperanza

In tema di ordine di demolizione di un manufatto abusivo, il mancato rispetto dell'ordine comporta l'acquisto ipso jure del bene nel patrimonio del Comune, ed a nulla rileva, ai fini del mancato rispetto dell'ordine di demolizione, la sottoposizione a sequestro dell'area, in quanto il proprietario può sempre chiedere l'autorizzazione ad accedere per demolire l'opera abusiva.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 28.05.2008 n. 21222
Processo penale, violazione norme urbanistiche, costituzione di parte civile del vicino

Anche se la realizzazione di un manufatto senza provvedimento concessorio non fa sorgere di per sé solo a favore del privato confinante alcuna azione di risarcimento del danno, allorché la costruzione abusiva costituisca violazione anche di norme di natura civilistica, quali quelle che impongono limiti al diritto di proprietà, che stabiliscono distanze, volumetria, altezza delle costruzioni, previste dal codice civile e dai piani regolatori, è ipotizzabile un danno patrimoniale che legittima la costituzione di parte civile del vicino: la costituzione di parte civile del privato cittadino nei procedimenti penali per violazione della legge urbanistica deve ritenersi ammissibile tutte le volte che l'azione illecita abbia cagionato anche la lesione di un diritto privato, come nel caso di una costruzione abusiva di una più vasta sopraelevazione non rispettosa delle distanze.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 21.05.2008 n. 20267
Reati edilizi, volumi tecnici, abitazione, divieto di allocazione

I "volumi tecnici" sono i volumi - non utilizzabili o adattabili ad uso abitativo - strettamente necessari a contenere ed a consentire l'eccesso di quelle parti degli impianti tecnici che non possono, per esigenze tecniche di funzionalità degli impianti stessi, trovare allocazione all'interno della parte abitativa dell'edificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche. Non sono, invece, volumi tecnici, i locali che assolvono funzioni complementari all'abitazione.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 21.05.2008 n. 20270
Reati edilizi, condono, sospensione del processo, abusi in zona vincolata

In caso di opera abusiva non suscettibile di sanatoria, poichè trattasi di nuova costruzione realizzata in area assoggettata a vincolo imposto a tutela degli interessi paesaggistici, il giudice penale non è tenuto a sospendere il giudizio in pendenza della domanda di sanatoria.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 06.05.2008 n. 17954
Urbanistica ed edilizia, area sottoposta a vincolo paesaggistico, Dia, assenza

La ristrutturazione di un porticato senza aver presentato denuncia di inizio attività e senza aver conseguito il nulla osta paesaggistico configura un illecito amministrativo, non un reato.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 22.04.2008 n. 16662
Abuso edilizio. Soppalco

Se viene realizzato un soppalco comportante un aumento delle unità immobiliari della proprietà investita dall'intervento edilizio o anche delle superfici calpestabili create per disporre di maggiore spazio abitabile da fruire ad esempio come bagno, cucina od altro, non vi è dubbio che l'intervento stesso richiede il relativo titolo abilitativo.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 07.04.2008 n. 14333
Abuso edilizio, vincolo paesaggistico, violazione, reato di pericolo, sanzione applicabile

La realizzazione di opere abusive in assenza dell'autorizzazione dell'autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico, costituisce un reato di pericolo e, pertanto, non è richiesta una effettiva lesione dei beni-interessi tutelati.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 30.01.2008 n. 4751
Abusi edilizi. Ordine di demolizione di un fabbricato. Competenza

L'ordine di demolizione del fabbricato abusivamente costruito, può essere pronunciato solo dal giudice della cognizione con la sentenza di condanna, non rientrando tale competenza tra quelle attribuite al giudice dell'esecuzione.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 21.01.2008 n. 3069
Reati urbanistici. Costruzioni in zona sismica. Natura. Reati permanenti

I reati di omissione della presentazione della denuncia dei lavori e di omissione dell’avviso dell’inizio dei lavori, per le costruzioni in zona sismica, devono ritenersi reati permanenti.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 17.01.2008 n. 2461
Divieto di residenza imposto al custode di manufatto abusivo sequestrato

E’ legittimo il divieto di residenza imposto al custode che ripetutamente abbia violato i sigilli di un manufatto abusivo sequestrato.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 17.01.2008 n. 2491
Abusi edilizi, condono, condizioni di legge, sussistenza

La realizzazione, in zona assoggettata a vincolo paesaggistico, dell'ampliamento di un fabbricato preesistente, in assenza di concessione edilizia, è condonabile, in presenza dei requisiti di legge.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 07.01.2008 n. 191
Ricorso in Cassazione. Abusi edilizi in zona sismica. Nuova valutazione del fatto

E’ inammissibile il ricorso in Cassazione, quando sotto l'apparente deduzione di un vizio di legittimità si mira ad una nuova valutazione, in fatto, delle risultanze processuali.

Cassazione penale, sez. III, sentenza 29.05.2007, n. 21125
Non è revocabile il provvedimento di confisca dei terreni e delle opere illecitamente costruite, nonostante il Comune abbia rilasciato il permesso in sanatoria per realizzare l’immobile, perché il reato di lottizzazione abusiva non è eliminato dalla sanatoria amministrativa. La confisca costituisce titolo per il trasferimento della proprietà dei beni confiscati in favore del patrimonio disponibile del Comune.

Cassazione, sez. III penale, Sentenza 15.02.2006, n. 8192
Zone soggette a vincolo paesaggistico: i limiti alla sindacabilità dell'a.g.o.

Non rientra tra i poteri dell'autorità giudiziaria ordinaria sindacare nel merito le valutazioni della pubblica amministrazione competente per la individuazione delle zone soggette a vincolo paesaggistico al di fuori delle ipotesi normativamente stabilite.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8192 del 15 febbraio 2006, ricordando che in materia di interventi edilizi rientra tra i compiti del giudice non solo quello di accertare la regolarità formale dell'attività edilizia, per la presenza del corrispondente permesso di costruire, ma altresì sostanziale, mediante il riferimento ai parametri di legalità urbanistica ed edilizia; tale accertamento tuttavia deve effettuarsi alla luce della puntuale indicazione degli elementi normativi o degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi, con i quali l'attività di trasformazione del territorio, malgrado l'autorizzazione ottenuta dall'indagato, risulti in contrasto.

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